Dark Fang

Dove eravamo rimasti?

Cosa accade nel prossimo episodio? I nostri vengono invitati da Ayame nella tana dei lupi e accettano. (82%)

L’ultima akumakami

«Venite con noi. E rimanetemi vicini, se volete restare vivi.» Disse. Ci guardammo tra noi e decidemmo di seguirla.

Dato che noi non eravamo abituati a muoverci nella foresta, faticammo a stare dietro ad Ayame e al branco al quale apparteneva.

Camminammo fino a metà pomeriggio, prima di raggiungere una caverna. Al suo interno vi erano altri membri di quel branco di lupi, soprattutto cuccioli.

«Prendete. Sarete affamati.» Ci disse Ayame, porgendoci dei pezzi di carne cruda.

Accettammo la sua offerta, anche se io era un po’ riluttante, a differenza di Cernobog e Hollystine. Mentre mangiavamo, la giovane si mise a raccontarci la storia del suo popolo.

«Noi akumakami siamo stati definiti come “spiriti dei boschi” e “guardiani delle foreste”. Eravamo presenti in ogni bosco e in ogni foresta del continente. Si erano anche creati dei clan. Negli ultimi cicli, però, la nostra casa è stata sempre più ridotta a causa dell’avidità degli umani. Tutte le macchie verdi del continente non sono più state in grado di sostenere la nostra esistenza. Tutta la mia specie si è ridotta di numero sempre di più, finché non sono rimasta solo io.»

Quando concluse l’ultima frase, calò il silenzio. Ayame sembrava sforzarsi di trattenere le lacrime. In fondo la capivo: tre delle persone alle quali tenevo di più sono morte, mentre l’ultima ancora in vita, mio padre, mi riteneva resposabile della scomparsa di mia madre.

Uno dei cuccioli si allontanò dalla madre per avvicinarsi alla ragazza. Lei lo prese in braccio e si mise ad accarezzarlo. Sembrava essersi tranquillizzata.

«Nella foresta la notte cala prima che all’esterno di essa. – Disse, mentre mise giù il cucciolo. – Sarà meglio andare a dormire.»

Guardammo fuori dalla caverna in cui ci trovavamo e notammo che era effettivamente buio, anche se doveva essere tardo pomeriggio. Seguimmo quindi il consiglio di Ayame.

Ero talmente stanco che faticavo a prendere sonno. Decisi di uscire a prendere una boccata d’aria fresca. Attorno a me non c’era nessuno, ma sentii una voce dire “È colpa tua”. Guardai dovunque, ma ero solo. Udii nuovamente quella frase venire pronunciata. Mi voltai e vidi lady Ravalynn.

«Non è possibile!» Dissi tra me e me.

Ripetette ancora una volta la frase. Questa volta era presente anche una voce più glaciale. Alle mie spalle era comparsa mia madre.

Pochi secondi dopo, una voce altisonante e solitaria, proveniente dalla mia destra, mi stava incolpando. Lentamente girai la testa e vidi il mio maestro.

Tutti e tre mi si avvicinarono mentre mi incolpavano della loro morte.

Urlando, scattai seduto sul mio giaciglio improvvisato. Ero bagnato dal sudore.

Mi guardai attorno, ma gli altri stavano tutti dormendo. Tutti ad eccezione di Ayame, la quale era seduta vicina a me.

«Mangia queste alghe. Le ho prese al ruscello che si trova non molto distante da qui. Per circa una settimana non dovresti avere incubi.» Mi disse.

La ringraziai e misi in bocca le foglie. Dovetti sforzarmi per non sputarle.

«Sono amarissime!» Esclamai dopo aver mandato giù a fatica le alghe. Lei sorrise.

«Non guardare al sapore, ma ai benefici che ne trarrai. E comunque, una volta essiccate il sapore migliora.»

Tornammo a dormire. Continuavo ad avere in bocca il sapore delle alghe.

—-

Il mattino dopo, Ayame ci portò fino al limitare della foresta. Durante il tragitto, le chiesi perché ci avesse accompagnati.

«La foresta mi mantiene in vita. Ma è anche vero che io mantengo in vita lei. E questo gli animali lo sanno. Finché sarete con me, non verrete attaccati.»

«Non hai paura che il tuo branco venga attaccato, in tua assenza?» Le domandai poco dopo.

«Io li considero la mia famiglia. E sanno come difendersi.»

In tarda mattinata, quando il sole era vicino al punto più alto, eravamo fuori della macchia.

«La città che chiamate Lux Vulturem si trova laggiù. Dovreste arrivarci prima che scenda la notte.»

«Grazie. Sei stata molto gentile.» Dissi, prima di dirigermi con Hollystine e Cernobog verso la nostra meta. Nella mente udii la voce di Ayame. Il mio tempo è quasi giunto al termine. Anche se ero sconcertato da quelle parole, continuai a camminare senza voltarmi. Entrammo in città quando il sole era a metà della sua discesa.

Nel prossimo episodio...

  • ... c'è un avvenimento proposto da voi. (9%)
    9
  • ... Hollystine, Shaven e Cernobog vengono trattenuti da un imprevisto. (9%)
    9
  • ... Hollystine, Shaven e Cernobog vanno direttamente al tempio. (82%)
    82
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170 Commenti

  1. Ok, recuperato tutto. Onestamente il finale non mi dispiace tanto, considerando che in tutti i racconti è sempre la parte più difficile da scrivere non te la sei cavata male. Sullo scontro finale Chernobog/Linnormr ( se sono scritti male chiedo venia) considerando i limiti del formato l’hai tenuto abbastanza breve ( un duello di un episodio intero passa rapidamente da epico a noioso, a mio avviso). Certo, la prima parte era più interessante, però tutto sommato mi è piaciuta anche questa parte conclusiva. Bravo (poi passo pure per il nuovo racconto nei prossimi giorni).

    • Il nome è Cernobog, senza h. COme lo hai scritto è la traslitterazione anglosassone. Anche se il nome reale (quello usato nella cultura slava) non si può scrivere con il nostro alfabeto.

      Del duello presente nel 9° episodio cosa pensi?

      Ma perché passare nei prossimi giorni quando puoi farlo anche questa sera? 😀

  2. Eccomi! Tutto finito, un bel racconto (anche se sinceramente ho preferito i primi 10 capitoli), un po’ triste il finale, ma penso fosse giusto che ognuno prendesse la sua strada. Credevo che quell’elfa con l’aspetto della moglie di Graven non fosse solo un’apparizione, ma portasse da qualche parte.. Peccato! Complimenti ancora, Drago! Se un giorno ne farai un libro mi metterò in fila per acquistarlo! 🙂

  3. In effetti il finale lascia un po’ l’amaro in bocca, non perché sia brutto, ma perché, dopo una storia ad alto tasso di epicità, uno si aspetta sempre un finale diverso da quello che poi legge (magari io mi aspetto un finale diverso da quello che si aspetta qualcun altro). Comunque sia, il racconto mi è piaciuto e ci vediamo alla prossima storia ^_^

    Ciao 🙂

    • Diciamo che, in un certo senso, mi sono divertito.
      Certo, questa seconda parte di “Dark fang” non rende come i primi 10 capitoli, ma ho tentato di fare del mio meglio.

      Ciò che mi dispiace di più è che il combattimento descritto nel 9° episodio non ha reso come volevo. Avrei voluto descriverlo (molto) meglio, solo che, come caratteri e per avere questo 10° episodio così come lo hai letto, sono stato costretto a scriverlo “male”.

    • Come ho già scitto, il combattimento non è uscito come volevo.

      Sia come numero di caratteri, sia perché non volevo “sforare” nel 10° episodio, sono stato costretto a scriverlo

      Spero che il finale e il prossimo racconto escano meglio di questo 9° episodio.

  4. “Tutti i colpi…” Raccontato. Devi mostrare i colpi che non vanno a segno. Anche se ne mostri tre, è abbastanza il lettore capisce che ce ne sono stati altri che non sono andati a segno e comunque coglie situazione di difficoltà. “Mossa ben assestata’ raccontatissimo. “Velocemente” avverbio, taglia. “Nel tentativo di ucciderlo” meno male che l’hai specificato, poteva sembrare che stesse per piantargli un pugnale al centro del petto per un’operazione di microchirurgia! “Sembrava” raccontato. “Stolta” cliché hollywoodiano.

      • A mostrare infatti utilizzi piú spazio che a raccontare, ma il gioco vale la candela. Non è che se non hai spazio lo racconti male.

        Potevi togliere paragrafi inutili che ti hanno tolto molto spazio.
        Esempio: “Una cosa… Arma bianca” qui potevi scrivere “Mi sorprese che non si sfidarono con poteri magici, ma all’arma bianca.”
        “Mi tornò in mente” taglia, è una considerazione che non serve a nulla.

        E nello stesso tempo potevi cercare di stringere col mostrato.
        Esempio: “Tutti i colpi sferrati da Linnormr andarono a vuoto o contro l’arma del suo avversario.” qui potevi scrivere “Linnormr sferró un rovescio, ma colpí l’aria. Provó a infilzarlo, ma la sua spada venne deviata a destra da quella di Chernobog. Caricó, ma Chernobog lo scansò.” Quante caratteri in piú? Abbastanza. L’effetto è migliore? Abbastanza molto.

        Inoltre ricorda che esistono centinaia di trattati sulla scherma, io ne comprai tre alla Fiera del libro di Torino (e per il momento non li trovo).

        • Comunque questo non te lo perdono: “la tecnica da lui utilizzata… cicli” qui è da pazzi lasciarsi sfuggire l’occasione di descrivere quella vecchia tecnica di combattimento.

          E ti dico perché è da pazzi. Ti ricordi come combatteva Darth Maul? Ca**o se te lo ricordi, è indimenticabile. Lucas si è ispirato alla capoeira brasiliana (non ne ho la conferma, ma è ovvio)

          La faccio breve, secondo me mostrare uno stile di combattimento esotico è una leva pazzesca per rendere indimenticabile un personaggio in un fantasy.

          Solo che tu non l’hai mostrato.

            • Con quest’ultimo commento mi hai fatto tornare alla mia infazia (ho visto il film “Galline in fuga”).

              Come avrai letto nei commenti di circa 4-5 episodi fa, ho intenzione di scrivere uno spin-off di questo racconto. Ci sarà la possibilità per me di descrivere lo stile di Graven.

              • Be’ dovresti avere precisa idea di cosa sia uno “stile”, io per adesso non so neanche cosa significa. Ho presente le differenze tra le arti marziali, ma per il combattimento all’arma bianca, ripeto, non ho neanche idea di cosa si tratta e se, storicamente, ci fossero “scuole di pensiero” o “stili” paragonabili alle varie arti marziali orientali. Anche leggendo manuali su manuali di arte della scherma o di arti marziali resta comunque complicato dire quale sia lo stile “predominante nel mondo”, perché significa che devi storicizzarli, ossia capire quali tecniche siano state fatte prima quali dopo, quali siano più o meno “moderne” e, se vuoi ottenere un risultato credibile, devi averli interiorizzarli talmente bene da saper fondere le tecniche che siano più verosimilmente accostabili in uno stile. E non risultare noioso quando applichi termini tecnici.
                Ne “Le cronache del ghiaccio e del fuoco” c’è il personaggio di Syrio Forel, un maestro spadaccino che insegna ad Arya la “danza dell’acqua”, Per quanto i passi “filosofici” di questo stile di combattimento siano credibili, nel libro ci sono solo pochi passaggi che descrivono le differenze tecniche stile medio di un guerriero di Westeros.

                Ce ne vorrà prima che potrai “descrivere lo stile di Graven”. Io per adesso non ho provato a descrivere modi di combattere (anche perché non trovo quei trattati sulla scherma), prima o poi mi ci metto.

  5. Voto che scegli tu il personaggio (basta con le deviazioni distraenti)
    Questo episodio è secondo me il migliore. Intendo dire la parte di racconto scritta meglio: linguaggio spigliato e naturale, dialoghi essenziali e chiari, anche le voci e il ritmo sono “nelle tue corde” e finalmente i personaggi riesco anche a “vederli”.
    alla prossima
    gf

    P.S. come sempre raccomando a tutti: dedica un po’ più di attenzione all’italiano e alla sintassi.

    • Questo episodio è il migliore della seconda parte o contando anche quelli della prima parte?

      ‘le voci e il ritmo sono “nelle tue corde”’ Non conosco questa espressione. Puoi spiegarmela? 🙂

      “dedica un po’ più di attenzione all’italiano e alla sintassi” Purtroppo il mio computer non prende alcuni tasti, di tanto in tanto, e non sempre me ne accorgo.

      • la prima parte non ho potuto ancora leggerla, ma non è fondamentale ai fini della bontà o meno della scrittura di quest’altra storia il conoscere la precedente. –

        Uso questa espressione “nelle tue corde” per dirti che non hai dovuto forzare o inventare niente perché appartiene ad un’atmosfera legata al tuo timbro. Quando un brano letterario è “nelle tue corde” non fatichi e ti senti completamente a tuo agio scrivendolo… e questo in genere lo percepisce anche un lettore mediamente attento. Ritmo giusto rappresenta scorrevolezza della scrittura e voce dei personaggi e del racconto credibile e intonata.

        ti faccio un esempio su di me, anzi un quiz, leggi la seguente frase sceneggiata: “LUI, BEL RAGAZZO DAGLI OCCHI BLU, SORPRENDE VALERIA E GUARDANDOLA INTENSAMENTE LE DICE “COSA CI FAI QUI?”, LEI RIMANE SCOSSA E AFFASCINATA”

        Scrivo adesso questa frase in due modi diversi:

        1) – Valeria si sentì trafitta al cuore come da un dardo stregato… il suo sguardo color del mare profondo la attraversò come una sciabola arroventata e le si scaldò il sangue di passione quando lui con voce suadente e zuccherosa la apostrofò “cosa ci fai qui?”

        2) – Valeria sentì venir meno un battito del cuore… il solo sguardo dei suoi luminosi occhi azzurri le accese il desiderio quando le sussurrò “cosa ci fai qui?”

        —se tu hai letto e hai capito il mio modo di scrivere quale delle due secondo te è “nelle mie corde”?

    • In effetti avevo in mente di pubblicare un libro, ma più che altro una raccolta di racconti.

      Se avessi avuto più tempo (o meglio, spazio), sarei stato in grado di prendermela con più calma e dilungarmi nelle “descrizioni inutili” (descrizioni fisiche e caratteriali dei vari personaggi, descrizione delle città e di Silvisacro…), per poi raggruppare il tutto in un romanzo di dimensioni accettabili (“Il piccolo principe” fa eccezione).

      Comunque, svelerò alcune cose sul passato di Ayame durante lo spin-off che scriverò in futuro. Prima devo scrivere altri 3-4 racconti.

      • Lo leggerò 🙂
        Spero tu metta tutto insieme, perché la tua storia è “sacrificata” in 5000 caratteri; c’è tanto da dire e approfondire! Saltare da un personaggio all’altro, da una scena all’altra così, non ti rende giustizia. Non che non sia comunque bello, ma ripeto, merita più spazio. 🙂 complimenti per l’idea e la fantasia che hai avuto nel creare tutto questo!

    • In effetti mi capita spesso di avere la sensazione di abbassare la qualità (e come ha detto Red Dragon, questo sesto episodio non è dei migliori). In mia difesa, posso dire che ci sarà un avvenimento-rivelazione, nell’8° episodio (o almeno ci proverò ad inserirlo) e che so dove voglio arrivare.

      • BRAVO, ci vuole un evento forte per scuotere la narrazione e risollevare l’interesse 😉 certo, ti seguirò anche nella tua prossima avventura 😀 Io comunque ho iniziato a scrivere la versione integrale de “La ballata delle stelle” perché sinceramente ho tagliato troppe cose, senza contare il rischio di annoiare anch’io i lettori in alcuni punti… E cosi anche rivedere la qualità delle cose gia scritte. Forse, se riuscirò in tale progetto, lo pubblicherò proprio in versione cartacea…

        • In principio non volevo che “Dark Fang” durasse così tanto. Speravo che durasse i “classici” 10 episodi e finito lì. Purtroppo gli eventi mi hanno spinto a prolungarlo di altri 10 capitoli. Come ho già detto, alcune cose ho faticato a scriverle, per così dire, a causa di “mancanza di idee” (anche se poi sono riuscito a trovarle :D).

          L’evento che smuoverà le acque l’ho ideato pochi giorni fa, molto tempo dopo aver pensato a dove arrivare.

          Spero che la versione cartacea de “La ballata delle stelle” abbia successo. E forse è meglio farne una, anche perché 10 capitoli e 50.000 battute non mi sembrano sufficienti per il tuo racconto (per la versione integrale, intendo).

  6. spero che mantenga il segreto… poi ci dirai perché 🙂

    Sul capitolo ho delle perplessità… mi sembra che ancora una volta non succeda granché che smuova la storia. Mi sento più annoiato che incuriosito (ma magari è quello che tu AUTORE vuoi per rendere ancora più forte la stoccata finale?) e tutto mi appare come una spiegazione (sempre ambigua e velata) di qualcosa che è già successo ma a noi lettori non è dato di sapere.
    Hai presente quella sensazione che si prova guardando una sequenza di un film in cui si susseguono primi piani, occhi, rumori improvvisi, luci, buio, frasi misteriose… poi la musica sale e tu stai là a morderti le unghie aspettando che succeda qualcosa?
    Aspetto fiducioso la svolta
    buon lavoro

    • “tutto mi appare come una spiegazione (sempre ambigua e velata) di qualcosa che è già successo ma a noi lettori non è dato di sapere.” Ti riferisci ad avvenimenti come il debito ripagato di Ayame?

      Come ho detto anche a Red Dragon, la seconda parte del capitolo l’ho scritta a fatica perché non ho in mente una trama, seppur grossolana.
      Alcune cose le manterrò “senza spiegazione” volontariamente, altre lo saranno perché devo correre, per arrivare al finale.

      La prossima svolta ci sarà più verso il 9° episodio.

      • ti suggerisco di costruire prima una trama e poi scrivere!
        è impossibile prima scrivere e poi costruirci su una trama —> solo i poeti (e devono pure essere molto bravi) possono permettersi di far sgorgare parole senza costrutto.

        Prova a fare attenzione alle piccole cose: per esempio quella specie di ectoplasma che somiglia a Lady Ravalynn legge nel pensiero? come fa a dire “…non sono la ragazza che credi” se è stata chiamata solo “Milady”?

        P.S. non mi riferisco a qualcosa in particolare ma una sensazione generale (ma forse dipende dalla mia ignoranza del genere fantasy)

    • Spero che si capisca chi è quella persona, se si ha letto la prima parte del racconto.
      Se lo si ha capito già durante la votazione, bene. Metterò comunque dei link di rimando.

      Dato che Ayame ti è piaciuta molto, avrai un buon motivo per leggere lo spin-off che ho annunciato.
      Prima che lo inizi, però, ci saranno almeno un paio di racconti in mezzo

  7. Quindi Hollystine è un maniaco dello shopping nella sfortunata era pre internet, Cernobog è il bello tenebroso senza tatto ma che tutto sommato piace alle donne e Shaven ha dei fantasmi nel suo passato ed anche le allucinazioni……ottimo! hehehe
    Scusami ogni tanto faccio dei collegamenti strani…..non sto proprio bene….

    A parte gli scherzi qua sale la suspance e il mistero, inizio a sentire il bisogno di chiarimenti!

  8. “perché qualcuno, e non voglio fare nomi – Hollystine -,” e con questo mi sono sbellicato 😀

    Questa narrazione è stata un po’ strana rispetto alle altre. Interessante ma strana: l’attenzione non sembrava incentrata sul protagonista che, tranne alla fine, sembrava distante dagli eventi.

    Come persona voto il sosia di Zanster 😉
    In alternativa mi piace l’idea che avevo espresso precedentemente su qualcuno legato al passato di Shaven (l’ho scritto bene?) e che avesse poteri similari ma opposti 😉

    Ciao 🙂

  9. Direttamente al tempio. Ayame è molto interessante come personaggio, non mi dispiacerebbe sapere un pò di piu sugli akumakami, magari hanno qualche legame con il lupo che accompagna Graven (mi pare si chiamasse Filtrian, correggimi se sbaglio).

    • In effetti si chiama Filtrian, solo che è un cane, non un lupo. Il legame potrebbe comunque esserci, dato che i cani sono la versione addomesticata dei lupi.

      Come suggerito da Janus, in futuro potrei fare uno spin-off dedicato agli akumakami, forse incentrato proprio su Ayame. Così si potrà capire il perché abbia aiutato il trio.

  10. Sembra un pò un episodio di passaggio ma in questo caso non mi dispiace.
    Il personaggio è affascinante ed avere un asso nella manica è sempre una buona idea per un autore.
    Se non la incontreremo più avanti potrebbe comunque ambire ad essere uno spin-off…..altrimenti è stato comunque bella incontrarla come ultima testimonianza della sua specie!

  11. Ayame? Come l’Ayame di Inuyasha (si, avevo detto di odiare gli anime… ma Inuyasha è praticamente l’unico che ho sopportato XD)
    Comunque io credo che sia giusto che i nostri tre eroi vadano direttamente al tempio, per cui ho votato proprio per quell’opzione. E’ da un po’ di tempo che intendevo lasciare un commento sul tuo racconto, ma devo ammettere che il primo capitolo mi aveva scoraggiata un po’, perché non mi sembrava fare per me. Fortunatamente poi sono andata avanti e mi sono ricreduta, perché con i capitoli la storia si è fatta interessante, anche se è così ricca di avvenimenti che probabilmente meriterebbe un’edizione estesa, per così dire.
    Ho molto apprezzato l’inserimento di figure mitologiche appartenenti a molte tradizioni diverse (e i link aiutano molto, ottima idea!). Una domanda: hai per caso letto American Gods di Gaiman?

    • Devo essere sincero: questo che stai leggendo è la “seconda stagione”. Se non lo hai ancora fatto, dovresti dare una lettura alla prima parte (della quale lascio il link in fondo al commento).
      L’aver utilizzato il nome di un personaggio di Inuyasha (del quale ho visto un po’ di epiodi) è totalmente casuale.
      Mi sembrava giusto inserire creature delle varie mitologie perché in molte opere (fumettistica, romanzi, film…), spesso di genere fantasy, vengono utilizzate queste figure mitologiche (per esempio in “Percy Jackson e gli dei dell’olimpo”, “Inuyasha”, “Viaggio in occidente”, “Saiyuki” e tanti altri).

      Per rispondere alla tua domanda, quest’opera non l’ho neanche sentita nominare (almeno per quel che mi ricordo).

      Prima parte di “Dark Fang”: https://theincipit.com/2015/06/dark-fang-drago/

        • Io mi sono letto tutta la serie di “Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo”. Come potrai immaginare, vi sono presenti molte figure mitologiche dell’antica Grecia. Purtroppo i 2 film che hanno fatto non sono molto fedeli ai libri. Non che le trasposizioni cinematografiche (di Percy Jackson e non) siano fedeli al 100%, ma questi due film saranno fedeli al 50-60%.

          Appena avrò finito di leggermi “Soul Eater” (del quale mi mancano solo 6 volumi), leggerò “American Gods”.

  12. a me piacerebbe, e forse farebbe bene alla storia, l’entrata in scena di un temibile nuovo nemico e un nuovo forte alleato (magari proveniente dal passato) – ma forse è già quasi cosi? entrare e uscire vivi dal tempio non sarà una passeggiata, vero?

  13. Seguo la storia e voto dentro la tana – però… sulla fiducia
    Te lo confesso: dopo aver letto con passione e interesse la prima trilogia di Shannara circa vent’anni fa, ho seguito un po’ il fantasy solo su grande schermo.
    Apprezzo la tua storia e voto perché ho verificato che scrivi in modo consono al genere, quello che racconti è chiaro e trasparente.
    buon viaggio

  14. Bell’episodio, ancora complimenti per i nomi e anche per i link che metti, aiutano a completare il quadro.

    Ho votato per il rifiuto dell’invito, in teoria sono diretti al tempio no?
    E’ anche vero che niente va come ci si prefissa quindi…..vedi tu 🙂

    • Grazie dei complimenti. I link li metto per non sprecare i già pochi caratteri a disposizione in inutili descrizioni (come nel caso del triskel e dell’uroboro) o spiegazioni (come per gli akumakami, che ho creato unendo due parole giapponesi – akuma = demone e ōkami = lupo).

      “E’ anche vero che niente va come ci si prefissa” E’ per questo che non ho una trama ben delineata, in mente. Avevo solo immaginato il primo capitolo della prima parte. Avevo anche un’idea diversa riguardante il personaggio di Graven.

    • Grazie dei complimenti e di essere passato.
      Devo però correggerti su di una cosa: il medaglione crea le illusioni, non costrizioni. E’ anche colpa mia che forse non l’ho scritto in modo chiaro.
      Come spiegato da Cernobog/Graven, il medaglione non può creare un’illusione senza un soggetto da utilizzare. In questo caso, l’illusione un esercito di anime, creato utilizzando le vere anime dei defunti. Una specie di ologramma. Spero di essermi spiegato.

  15. Intrigante e simpatici i link ai contenuti.
    Quello riguardante il triskel non funziona ma potrebbe essere un problema mio, oggi internet proprio non va…..Comunque l’ho trovato con una semplice ricerca.
    Ho votato per la sacerdotessa!

    • Grazie della lettura del 2° (o dodicesimo) capitolo. Spero che la prima parte della storia ti sia piaciuta.
      I link riguardanti il triskel e l’uroboro li ho inseriti per mostrare come mi immaginavo il simbolo all’interno degli occhi della strega. Gli altri link li ho inseriti per informare i lettori da cosa ho preso spunto per i nomi.

    • Grazie della visita.
      “Intrigante questo discorso delle arme apparentemente simili agli umani” Arme? Intendi esercito?
      Il messaggero della sacerdotessa non sarà un comune messaggero, anche se nella realtà si usa un suo lontano (ma molto lontano) cugino.

  16. ” Ero andato a cercare Graven, dopo ciò che era successo a lady Ravalynn e lord Trakul. Volevo sapere anche dove potesse essere lord Zanster, poiché avevo parlato con Todiana. ” …

    premesso che ho prima letto l’altro racconto che è il precedente, quindi ho capito chi sono i personaggi eccetera, ma secondo te è logico iniziare un incipit con
    ero andato da tizio per sapere di caio e sempronio e anche per sapere di stracaio perchè avevo parlato con strasempronio.

    cioè, un inzio assurdo, non ti pare? è chiaro che obbliga la gente a andarsi a leggere il primo perchè non si capisce da chi è andato chi e perchè e con chi… però un incipit non deve mai mettere in difficoltà un lettore, gli autori bravi ti fanno capire le cose anche se non hai letto il racconto precedente 🙁

    te lo dico perchè ti leggo, non per rompere e basta.

    • Hai ragione, ma questo racconto non è “a parte”. E’ la continuazione del primo racconto, solo raccontato da un altro punto di vista, quindi mi pare logico non dire cosa è successo prima, perché do per scontato che i leetori abbiano letto la prima parte.

  17. Molto buono anche questo inizio!! Mi piace un sacco l’idea dei tre mondi! L’esercito di anime mi ricorda le schiere di anime che ogni tanto incontrava Dante nella Divina Commedia!
    Scelgo Shaven e Cernobog, mentre Todiana rimane con Trakul.
    Un’altra domanda: che fine ha fatto Filtrian??

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