Dio non è responsabile

Dove eravamo rimasti?

Quale di queste parole connoterà il finale? Prigionia (38%)

X. Scelte

Il fiume Amelete scorre imperterrito e silenzioso. Nessuno si è mai domandato da dove abbia origine e dove sfoci. Se le sue acque donano l’oblio, quale mare potrà accoglierne i flutti? E quale sorgente può dargli vita?

Miliardi di anime si recano alla sua riva, per immergersi obbedienti e dimenticare. Una tela da dipingere, un foglio ancora da scrivere, una tavola da imbandire: ma è davvero così? C’è sempre una traccia, una linea da seguire, una scelta già fatta. L’anima è capace di dar vita al Nuovo? O si limita a scegliere quanto già pensato da un altro?

Destino e Necessità dall’alto dei loro troni osservano le anime sperdute e confuse da un al di là oltre la loro portata e comprensione. Fissano scelte, fallimenti e successi, senza prendervi parte.

Ma allora, chi sono i protagonisti, chi le vittime e chi i colpevoli?

Il demone si è sempre interrogato su quel ciclo perverso. Lui ha visto miliardi di anime, è stato scelto innumerevoli volte, ha assistito a nuovi inizi, senza poter mai godere di una vera e propria Fine.

È forse tutto un circolo? Una giostra che torna al punto di partenza? Dov’è la libertà, la liberazione? È forse un’eterna prigionia?

Non lo sa, il demone. Come tutti non ha le risposte. Forse, si chiede, esiste un al di là ulteriore, l’al di là dell’al di là. Sarebbe quasi comico, se non ridicolo.

Forse la metafora del viaggio è profondamente sbagliata, forse non c’è davvero una partenza e una meta, forse è solo l’impossibilità di essere immobili che ci spinge a spostarci, a cercare un nuovo posto. Forse è solo questione di trovare il luogo giusto, di corrispondere pienamente a una nostra natura?

Il demone sorride a questi pensieri. Quante volte, come coscienza, ha scelto di tacere? Quante volte ha lasciato perdere? Quante volte ha osservato gli errori delle anime da cui era stato scelto? Era invidioso, intrappolato com’era in quei corpi, senza poter prendere nessuna decisione. Condannato a essere scelto, senza poter scegliere nulla.

Ebbe presto l’idea: meglio l’oblio, meglio essere umano. Ma come? Come attirare l’attenzione di Necessità e Destino e cambiare le carte in tavola?

Prima del Senza Nome ce n’erano stati altri, numerosi tentativi andati a vuoto. Nessuno aveva mai resistito più di un paio di esistenze. Ma finalmente quell’ultima anima sembrava diversa, più determinata. Istigarla fu semplice, e una volta superato un certo limite fu ancora più facile vincolarla a quell’assurdo ciclo di morte e rinascita.

Fu una sorpresa quando Necessità si mostrò a lui per la prima volta. Il Senza Nome stava godendo la sua beatitudine, prima di rinascere, e lei lo raggiunse. Furono poche domande, con risposte altrettanto rapide. Ma da quel momento il demone sapeva di essere tenuto d’occhio. E così, dopo ogni esistenza del Senza Nome, le visite aumentavano, ma sempre invano.

Il demone, infatti, sapeva di dover attendere, portare all’esasperazione quella situazione. Niente confonde più di una novità: non ha infatti precedenti e nessuno sa come comportarsi e affrontarla.

E ora stava lì, sulla riva dell’Amelete, a conferma che il suo desiderio stava per realizzarsi. Osservava i riflessi sfuggenti, irretito.

– Allora? Vuoi bere?

La voce impaziente dietro di lui è quella della sua coscienza, quella che ha scelto, un altro demone come lui. Anzi, come era lui. Ora è libero, infatti, libero di dimenticare.

La sua mano si immerge nell’acqua: che temperatura ha l’oblio? Per lui è caldo, avvolgente, come un dolce sonno.

E mentre beve e tutto diventa buio, sorride: finalmente sarà un uomo.

***

Si può forse descrivere la pena e il tormento di secoli? Si può immaginare quanto grande e forte debba essere la speranza per resistere tanto a lungo?

Il Senza Nome sapeva che il Giudice l’avrebbe condannato all’abisso, ma sa anche che c’è una fine, sa che uscirà. Solo questo l’ha mantenuto lucido.

E il Senza Nome sa che quel momento è arrivato. Lui e altre anime vengono attirate verso l’esterno. Finalmente vede di nuovo la luce, sente la speranza rinvigorirsi.

Ascolta con gioia le grida di giubilo delle anime appena uscite.

Raggiunge l’imboccatura dell’abisso, chiude gli occhi, per assaporare quel momento. Quando tutto si blocca.

Un grido di orrore giunge da ogni parte. Ancora a occhi chiusi, sente altre anime sorpassarlo.

Il Senza Nome si scopre piangere: può un’anima versare lacrime?

Apre gli occhi e vede quello che già sa.

L’abisso non lo fa uscire, le sue colpe non possono essere scontate o cancellate. La sua condanna si è appena mutata in una eterna prigionia.

Lentamente l’anima comincia a ridiscendere nell’abisso, nel terrore, nel dolore. E quella speranza che l’aveva tenuto lucido e che ha appena raggiunto il suo apice, ora è mutata nella disperazione più profonda, fino a dilaniare le membra del Senza Nome.

L’urlo che risale l’abisso fa tremare il Tartaro.

Le anime che sceglieranno il proprio demone lo faranno con grande saggezza quest’oggi.

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210 Commenti

  • scusami per il ritardo!
    complimenti per questo racconto che dà molto da pensare su cosa c’è dietro il mistero della vita cosciente
    spero di rivederti presto con un nuovo racconto…

  • sono stato piacevolmente sorpreso quando ho scoperto che avevi intenzione di riprendere questo racconto interrotto oramai 3 anni fa
    ovviamente ho dovuto rileggere tutto dall’inizio, ma ora appare chiaro che il demone è il vero protagonista di questa storia, per cui non vedo l’ora di leggere l’ultimo capitolo!
    cmq bravo, sempre preciso ed elegante
    il mio voto è stato per libertà, sempre!

  • Prigionia… Ne siamo tutti vittime, in un modo o nell’altro, lo è il Demone, condannato ad essere solo una voce nella coscienza di uomini sordi alle sue, forse persino comprensibili, ambizioni, lo è il Senza Nome, condannato a reincarnarsi in eterno, in un ciclo che ha il sapore di una condanna che si rinnova ogni volta, diversa nella forma, forse, ma non nella sostanza, lo sono persino le Moire, Destino e Necessità, chiamate ad assolvere ai compiti affidati loro… l’oblio sarebbe una benedizione per certi versi, così come la libertà, ma la consapevolezza di una eterna prigionia, una consapevolezza diffusa e condivisa tra le parti, lascerebbe intravedere sullo sfondo il sorriso beffardo di un Dio che non è responsabile…

  • Cercp di essere realista. Oblio.
    Il capitolo è profondo, sfiori quesiti filosofici e suggerisci risposte. A me piace, quando ciò che leggo mi fa pensare. Il rischio è che, avendo a disposizione così pochi caratteri, si cada nel didascalico.
    Piacevole da leggere, interessante, originale, io però ho una domanda terra-terra 🙂 : quasi tutto il discorso di Necessità si riferisce evidentemente alle scelte dell’anima, di quella che chiama Senza Nome. In alcun modo cita il demone, anche perché ciò di cui parla, la libertà di scelta, è una cosa sostanzialmente al lui preclusa. Allora perché, alla fine del capitolo, c@zz1a Senza Nome e lo perkula dicendo che non c’entra niente nel discorso? O io non ho capito niente, oppure lui c’entra eccome, e Necessità avrebbe potuto come minimo esprimersi meglio 😀

    Ciao, a presto

    • Grazie Jaw per il commento. Effettivamente rileggendo il penultimo capitolo il passaggio dal Senza Nome al demone è stato un po’ rapido, colpa anche dei pochi caratteri, sicuramente andrebbe ampliato.
      Questo cambio di prospettiva voleva mettere in risalto il fatto che in realtà stato più il demone a macchinare che non il Senza Nome a prendere chissà quale decisione. E Necessità non fa altro che commentare l’illusione che si era fatto.
      In ogni caso spero che la conclusione soddisfi. Per me è strano aver portato a termine questa storia dopo tutto questo tempo, ma di sicuro sono contento anche solo per il traguardo raggiunto. Grazie per aver letto tutta la storia!

    • Grazie Lou! Come puoi immaginare, se invece di correre avesse vinto nuotare o volare sarebbe cambiato animale. Devo dire che sarebbe stato interessante scrivere dal punto di vista di un altro animale, magari anche insolito…
      In ogni caso il nuovo episodio è già disponibile, per cui vedrai cosa mi sono inventato! 😉

  • Ciao Francesco. Intanto complimenti, i twist sono spettacolari. Non mi aspettavo che durante la seconda guerra mondiale il Senza Nome si reincarnasse in una donna, e che ai giorni d’oggi sarebbe diventato un cane. Inoltre mi ero completamente dimenticato di Necessità e Destino; e adesso ecco qua la Necessità. Davvero due bellissimi capitoli.
    Non vedo l’ora di capire cosa ci sia dietro il filo.
    Buona continuazione.

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