Girlfriend experience

Dove eravamo rimasti?

Le rivelazioni che attendono i protagonisti: Saranno accolte in due modi diversi e ne scaturiranno due diversi comportamenti (75%)

Quella sera, sul letto di Arianna

«Finalmente. Quasi una settimana. Non sono più abituata a stare due giorni senza» Dopo quella volta, per reazione spontanea, avevamo un po’ tralasciato il sesso.

«Ne vuoi ancora? Ho anch’io un sacco di lavoro arretrato» come il mio pisello dimostrava plasticamente.

«Grazie, sono a posto così. Magari dopo» intanto cominciò ad accarezzarlo. Per il resto eravamo fermi a guardare il soffitto.

Avevamo incontrato i biologi fondatori nel ’94 della cooperativa. Non certo squali a caccia di trucchi per scrivere “bio” sulla merce: mentre il gusto e le proprietà nutritive della frutta mainstream calavano senza sosta, dalle nostre parti la gente aveva ricominciato a distinguere il cibo dalla merda, pagando volentieri il necessario.

Ma nel 2009 la larva di un ignoto lepidottero aveva mangiato tutto, facendo sospettare già allora una creazione ad hoc: metabolismo supersonico, efficace autodifesa dai predatori, normale vulnerabilità ai pesticidi. La sua origine restava un arcano, e adesso eccone un altro a infierire sulla scienza. In seguito al traumatico incontro era cominciata la metodica ricerca di altri esemplari, ma due giorni dopo il terzo ritrovamento tutti gli studi sui bruchi monster erano stati secretati a sorpresa. Ora io e Arianna sapevamo perché.

Tornati a casa avevamo fatto la doccia insieme, finendo ciò che era rimasto in sospeso da quando il primo di quegli sgorbi aveva ucciso un momento idilliaco. Quella notte avrei dormito da lei, ormai accadeva spesso. A sua madre non dispiaceva.

«Quando torna tua mamma?»

«Domani. Da quando le mie imprese sono di dominio pubblico, tutti i suoi conoscenti vogliono approfondire la conoscenza»

«Ti scoccia?»

«No, conoscere è una bella cosa. Sapere aude!»

«Non ne sono troppo convinto. Anche il detto “chi si fa i cazzi suoi campa cent’anni” ha le sue ragioni»

«Non dirmi che proprio tu vuoi tirarti indietro» si mise seduta.

«Quindi chiedono aiuto, era implicito»

«Ovvio, basta un nostro video su youtube e ci visualizzano a milioni»

«Hai visto di cosa sono capaci le corporation? Il video non resisterebbe mezza giornata, poi liste di proscrizione e damnatio memoriæ anche per noi»

Oltre ai soci fondatori, alla FFBI avevamo visto una ventina di ricercatori: estromessi dal lavoro, a loro dire, perché non di comprovata fedeltà al sistema, in cui nell’occasione figuravano anche prestigiose università straniere. Erano stati espulsi all’avvicinarsi delle prove che i bruchi giganti discendevano da quelli del 2009, e sulla ricerca erano scese le tenebre.

Radicali modifiche in poco tempo non sono nella logica evolutiva. Ma se giocando col DNA facessimo correre i coccodrilli come ghepardi, vedremmo presto altri grossi cambiamenti per mettere a frutto la drastica novità: in poche generazioni il coccodrillo diverrebbe irriconoscibile. Ai bruchi del 2009 doveva essere andata in quel modo. Forse per loro la dieta vegetale era povera: capaci di uccidere gli insetti che li attaccavano, avevano adattato la digestione e cominciato a cacciare, e il nuovo cibo in organismi di origine erbivora li aveva ingigantiti. Ora mangiavano anche topi e rane.
I mezzi d’informazione avevano poi ignorato gli studiosi allontanati, come fossero lo scemo del paese che dice di aver visto un lupo mannaro.

«Al liceo avresti fatto qualunque cosa per svelare gli scheletri nell’armadio dei potenti»

«Credevo che la gente potesse imparare. Non lo credo più, ovunque mi giro vedo la storia che si ripete»

«È un periodo storico un po’ deprimente, ma la storia è varia»

«Progrediamo nella tecnica, poi si spaccia per evoluzione politica l’adeguamento dell’organizzazione sociale ai progressi pratici. Come sostanza in realtà l’organizzazione non cambia mai: oligarchia. Mai una volta che il potere, tolto a un’élite, non sia passato a un’altra élite. La gente non impara»

«Per fortuna non sei un tipo elitario. Anch’io li odio»

Ero felice di non saperle togliere il sorriso. Da quanto tempo non facevo caso sul serio a quant’era bella?

«Questo sarcasmo sarà punito duramente» e le saltai addosso con la furia di un satiro in astinenza.

«No! Non sono dell’umore adatto»

«Allora perché siamo rimasti nudi?» Le ero sopra e non la mollavo.

«Era prima che tu mi deludessi»

«Rifletti un attimo: ti interessa o no quella parte nel remake dei Gremlins? E quelle che ti offrirebbero dopo? Le feste con Paris Lawrence, Avril Delevigne, Taylor Swiffer?»

Ci guardammo negli occhi in silenzio per un’eternità.

«Ma che t’importa? Thor von Saar ha delineato per te dei progetti molto… chiari, e se lavori con lui l’ultima cosa di cui preoccuparti è stare simpatico al sistema»

«In realtà lui non è di alcun disturbo al sistema, è solo politicamente scorretto. Purtroppo ha praticamente già fatto un film su di te, altrimenti…»

«Da come è finito il film, la tua posizione dovrebbe preoccuparti»

«Pensi che potrei violentarti?»

«L’abbiamo simulato così tante volte in cam che forse non sappiamo più neanche distinguere. E adesso scopami senza pietà, potrebbe essere l’ultima volta che te la do»

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97 Commenti

  • Premetto che non ho capito tutto sull’origine dei vermoni ma mi sembra aver intuito che siano un effetto indesiderato di una lotta biologica agli infestanti, e non ho capito chi è Thor Von non so cosa e quale sia il suo film ( magari era citato nel racconto e l’ho dimenticato: non è facile ricordare tutto con un capitolo ogni 3 mesi).
    Il pezzo sulla sedicente evoluzione politica e l’anima rivoluzionaria ormai dislillusa e depressa di Matteo. e anche il finale di gioioso e decomplessato amor porcello, e senza pubblico per una volta!

    Io continuo a pensare che vorrei rileggerti, magari con dei capitoli un po’ meno diradati nel tempo per non perdere il filo 😉
    E se sei troppo affezionato ai tuoi protagonisti, niente ti vieta di dedicare loro un altro racconto con una trama diversa e magari ( soprattutto?!) di un altro genere.
    Il sesso lo si può infilare in qualsiasi tipo di racconto, rendere interessante un intero racconto incentrato solo sul sesso e basta mi sembra più arduo.
    Alla prossima?

    P.S. Sai che mi stavo davvero rassegnando a non leggere mai il finale di questa storia, sono stata davvero molto piacevolmente sorpresa vedendolo tra le storie complete mentre cercavo la mia per rispondere a un commento.

    • No aspetta, davvero non si capisce qual è la precisa origine dei vermoni? Potresti farmi un favore grande grande, cioè rileggere e dirmi cosa hai capito e se sei sicura? Partendo dalle ultimissime righe del capitolo precedente, dove comincio a parlare della FFBI. Grazie mille, perché è una svolta fondamentale. Se non è chiara è un bel problema.

      Lo so hai ragione, il tempo trascorso tra il 9 e il 10 supera di varie volte quello ragionevole. Era l’ultimo capitolo e un po’ avevo troppa roba da infilare in poco spazio, un po’ sono stato preso dal perfezionismo perché non c’era più nulla a cui si potesse rimediare in seguito… e un po’, quando si faceva stressante, abbandonavo la storia e il sito per settimane 😀

      Credo che il tuo commento sia finito in moderazione, quando ho risposto a Moneta non c’era. Comunque mi preoccupa che entrambe abbiate colto un’atmosfera quasi del tutto spensierata. Io l’avevo immaginata carica di contrasti, sia tra loro due che ognuno al proprio interno. E di incertezze. Secondo voi dove stanno i malintesi? Cosa avreste fatto per rendere il clima un po’ più come lo volevo io?

      Thor von Saar sarebbe Lars von Trier, non l’avevo mai citato ma credevo si capisse per l’eloquente titolo di un suo film, Nymphomaniac. È diviso in tre parti per non ricordo quante ore, ma valgono la pena anche solo per la conclusione paradossale, spiazzante.
      Ciao ciao e grazie 🙂

      • Allora, io ho capito che una prima larva, probabilmente ogm, è comparsa negli anni 90 in concomitanza del boom del biologico del gruppo della fattoria felice: probabilmente a opera della lobby dell’agricoltura industriale. Quelli nuovi sono un nuovo esperimento o allora la conseguenza secondaria delle larve originali che sono diventate carnivore. Non mi è chiarissimo chi abbia stoppato le ricerche (la Monsanto? il governo, gli Usa?)

        Io la spensieratezza l’ho letta nel loro rapporto: sembrano sempre più amici e affezionati tra loro, si fanno confidenze, e fanno l’amore per piacere e senza pubblico. Che non vivano benissimo la situazione attuale si era capito.

        Quello è uno dei pochi film di Von Trier che non ho visto, l’avevo proprio cancellato dalla memoria; leggendo il tuo racconto pensavo che fosse proprio un film girato da Ari come attrice, e non mi sembrava ricordarlo. Non avendo visto il film non conosco il finale, spiacente.
        Io i nomi delle starlettes non li avrei parodiati, potevi usarli tali e quali.
        per l’inquietudine non saprei, secondo me è stemperata dal fatto che i due scherzino ancora e comunque, ma mi sembra adatto ai personaggi: sono sempre stati piuttosto cinici ed autoreferenziali, nel racconto: che lui fosse un idealista rivoluzionario al liceo io l’ho scoperto ora.
        Non saprei come rendere l’atmosfera più inquietante: secondo me non è possibile perché tutto il tono del racconto era abbastanza disincantato e cinico, anche le frecciatine al sistema erano sempre ironiche e un po’ snob, non so se è il termine ma non ne trovo di migliori.
        Ma magari è solo il modo in cui l’ho letto io, ognuno legge la stessa cosa secondo la propria sensibilità, e il messaggio percepito è diverso.
        Non so se tutte queste elucubrazioni possano esserti utili, ma spero di rileggerti prima o poi.
        Ciao

  • Ah ah, finale delirante e concentratissimo.
    Se ho capito bene: forti dell’acquisita notorietà grazie alle loro gesta, la useranno (anche) per scardinare un sistema di pericolosi bioingegneri maneggioni.
    Il futuro gli sorride, hanno raggiunto anche una sicurezza sentimentale tra loro, pur rimanendo giocosi e sbarazzini. Ma lo sai che mi piace?
    È un tantino ottimistico, Ma mi piace.
    Congratulazioni per aver terminato la tua prima opera qui su theincipit.
    Penso che tu sappia come la penso, te lo ribadisco. Scrivi bene e soprattutto, mi pare, hai dimostrato di avere un’ottima fantasia. Nel tuo caso abbastanza spregiudicata da permetterti di volare dove altri non oserebbero neppure.
    Perciò sarei molto contenta di leggere qualcos’altro di tuo.
    Anche, o forse soprattutto (inutile che finga di essere una fan della letteratura erotica) di altro genere.

    Ciao ciao

    • Ciao, grazie di essere qui anche se io manco da un secolo. Grazie dei complimenti. Sì, finale concentratissimo, ho notato che i maledetti 5000 caratteri si fanno sentire soprattutto qui, per tutto quel che volevi scrivere prima e in mancanza di spazio hai rimandato a dopo, finché il dopo non c’è più. Almeno per me è stato così.

      Per il resto: forse hai ragione e il loro futuro sarà roseo, tanto meglio per loro, a me la situazione sembra ancora incerta ma forse mi sbaglio io 🙂
      Io non so cosa deciderà di fare né l’uno né l’altra, e di certo non so quale esito avrebbe l’eventuale tentativo. Non ci ho visto tanta “sicurezza sentimentale”, anche se c’è una totale confidenza tra due personalità già un po’ stravaganti per conto proprio. Credo che lei davvero non sappia se vorrà ancora dargliela in futuro, e che riescano a scherzare pur nella tensione e nell’incertezza perché, almeno quando sono insieme, loro sono fatti così. O forse è come dici tu…

      Invece una cosa è certa, almeno nel mondo in cui vivono loro: il problema non è una banda di bioingegneri maneggioni, ma i loro mandanti. E se risali nella catena dei mandanti, questi diventano sempre di più, fino a trovarci anche me e te.
      Discorso, ripeto, limitato al mondo in cui vivono loro. Magari il nostro è diverso. Ciao ciao

  • Accolti in maniera diversa, ma odiarsi no, non vorrei proprio.
    Su Ezechielo sono perfettamente d’accordo con Ari. E ora ne resta soltanto uno, vediamo come quadrerai il cerchio. Bel capitolo, ho l’impressione che la mente logico/matematica a cui si accenna sia la tua: interessante come svisceri in poche parole l’atteggiamento dei genitori, mi ha fatto pensare a una partita a scacchi, in cui papà e mamma subiscono il Matto.
    Ciao ciao

    • Ciao Moneta, mi sono scordato di rispondere al tuo commento precedente. A me sembra che il naturale svolgersi della trama abbia intrappolato i genitori nel classico dilemma morale (il fine giustifica i mezzi? I genitori di Rocco Siffredi stanno bene o si saranno suicidati da tempo?), e la mia priorità con loro era sbrigarmela in fretta. Per come si sono messe le cose poi, mi è stato anche facile farli restare potenzialmente sul palcoscenico.

      Altro che mente logica, questa storia è andata avanti in modo tutt’altro che logico: dopo il titolo e il primo capitolo è deragliata di brutto dai binari che immaginavo. Doveva raccontare la vita di questa coppia artificiale, tra amicizia e conflitto di fondo per via del ricatto originario. Molto vagamente ispirata a un’esperienza reale. Non saprei dire di preciso cosa è andato storto e dove 😀
      Sì, ne resta solo uno, anche se io continuerei. Forse però è uno spreco scrivere il seguito di un racconto che ha solo tre o quattro lettori… a meno che non mi venga un’idea per fare come la tua Moneta, renderlo leggibile per tutti senza specificare “seguito di” 😉
      Ciao ciao

  • Oddio, era difficile scegliere un’opzione. Ho optato per le due reazioni, mi sembrava quella che lasciava più possibilità.
    Questo capitolo mi è piaciuto davvero molto, e hai persino dato un seguito e delle conseguenze alla storia delle telecamere per mamma; che mi sembrava essere stata un po’ abbandonata come vicenda secondaria.
    Tutti sono cinici e mossi solo dall’aspirazione al denaro, nella tua storia, ma tutto ciò non impedisce che sia davvero gradevole e interessante. Pronti per il gran finale, qualunque tu deciderà che sia. Foss’anche un baccanale collettivo intra-intre-familiale-cittadino-regionale. Trepido per la spiegazione dei vermoni.
    Bravo,
    Ciao ciao

    • A me invece non piace, l’ho pubblicato per liberarmene più che altro. Forse ho concentrato qui più che potevo spiegazioni rimaste in sospeso: dai quei presupposti non sarebbe stato logico che non li riconoscessero, bisognava anche dire come l’avessero presa i genitori (non si poteva evitare con protagonisti che non sono ancora andati via di casa), c’era ancora da rivelare cosa sapessi di indecoroso (avendolo accennato in precedenza) sul passato di mia madre. Ari è in analisi, suo padre non c’è e sua madre non sa del suo “problema”, questi tasselli della sua vita erano da mettere in ordine.

      E poi appunto, traspare solo la brama di denaro e vita facile, c’è anche quella ma non doveva esserci solo quella, non credo sia stato solo un problema di spazio. Mostrare il desiderio di soldi o di sesso è facilissimo, per altri sentimenti non mi viene così spontaneo. Oddio sono un mostro XD
      p.s. Hai notato che ti ho ho rubato le parole nel titolo? Non mi sembrava ce ne fossero di migliori per descrivere la situazione 😀

      • Secondo me sei troppo critico con te stesso E lo dice una che ha un’esperienza pluridecennale in autocritica professionale! 😉
        IL capitolo è scorrevole, interessante, anche divertente e riesce nell’intento di fare lo spiegone senza farlo: sbroglia e chiarifica più o meno tutto in poche linee, senza appesantire. Mancano solo i vermoni!
        Io pensavo che il cinismo brama di sesso e di soldi fosse voluto, in ogni caso non sei un mostro (XD), è difficile parlare di sentimenti. IO ho sempre paura di scadere nel melenso che non sopporto, anche nella vita vera tendo a passare attraverso lo scherzo. E mi ritengo sensibile, non mostruosa 😉

        Avanti col finale

        P.S. mi ci sono voluti diversi minuti per ricordarmi dove avessi scritto le parole del titolo. I miei neuroni perdono colpi! ciao

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