Girlfriend experience

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo episodio arriveremo al punto in cui la madre di Arianna ci scopre. Com'era la situazione in quel momento? Io ero innamorato di Arianna, non ricambiato. Intanto l'ossessione di Gianfilippo progrediva... (67%)

«Qualche orgia tra amici in via ufficiosa può capitare»

Era la nostra seconda videochat in due giorni, e come il giorno prima la stavo riprendendo con lo smartphone. Lei era sempre sul letto e stavolta l’avevo fatta spogliare tutta subito, poi le avrei comunicato man mano le posizioni da assumere. Anch’io mi ero liberato dei vestiti e messo comodo, e cominciai a masturbarmi lentamente.

Decisi di prenderla alla larga, partendo dall’incontro con Yulia.

«Mi è successo di conoscere una ragazza e solo dopo sapere che fa la camgirl con un’amica. Devono dividersi i soldi, ma insieme guadagnano più del doppio di quando lavoravano separate. Molto di più. Anche altre lo fanno, si vede che conviene… non ci hai mai pensato?»

«Eh lo so, ho visto, ma non ho nessuno. Con le amiche a volte si tocca il discorso “faresti la camgirl?”, ma si arriva sempre alla stessa risposta: nel privato fai quel che vuoi, ma esibirsi per cani e porci no, neanche se pagano, “sarebbe osceno, mi vergognerei troppo, non ci riuscirei mai, è da puttana”, e se addirittura la cosa ti eccita sei proprio una pervertita».

«Quindi non hai mai fatto niente di erotico con qualche amica?»

Intanto l’avevo fatta mettere a testa in giù, culo in alto e gambe spalancate verso di me. Se la depilava completamente.

«Ma sì, ho fatto di tutto, quel che non posso proporre è “facciamolo davanti a centinaia di sconosciuti”»

«Ah, di tutto per esempio cosa?»

L’Arianna che avevo conosciuto non si distingueva in modo eclatante per mancanza di inibizioni. Neanche dai suoi rapporti di coppia erano trapelate cose eccezionali, benché si fosse genericamente capito che “ci sapeva fare”.

«Be’ ad esempio una volta ero con un ragazzo e altre due coppie nostre amiche. La cosa era cominciata scambiando le coppie, stavo solo facendo un pompino al mio momentaneo compagno, quando senza rendermene conto mi sono trovata in mezzo ai tre maschi che mi fottevano in tutti i buchi contemporaneamente» – la mia masturbazione divenne frenetica – «Le due ragazze mi strizzavano le tette e osservavano estasiate, mi dissero dopo, la mia remissività all’impeto selvaggio dei loro uomini, come fossi un’attrice porno. Avrebbero voluto saper fare come me, non avere blocchi inconsci di fronte al sesso non appena oltrepassa gli standard».

Un’abbondante eiaculazione colpì con forza, a più riprese, l’apposito cuscino che mi ero sistemato davanti.

Dopodiché provai un certo disappunto. Ma quale disappunto, un vero e proprio rancore. Le avevo sbavato dietro per cinque anni e lei per cinque anni si era divertita a tenermi sulla corda senza mai concedermi nulla, e adesso si lasciava praticamente violentare dai primi “amici” che passavano? E questo cambiamento da quando? O forse avevo sbagliato io a pormi sempre come un gentleman nei suoi confronti? Se l’avessi avuta con me in quel momento avrei drasticamente cambiato approccio, testando senza convenevoli la sua “remissività”.

Calma, era proprio ciò che stavo per fare.

«E queste ti criticherebbero se sapessero che fai la camgirl?»

«Sì, perché dal momento in cui senti “Tizia è una camgirl” la immaginerai sempre con un’etichetta ufficiale di sgualdrina, e nella mente dei bravi ragazzi diventa materiale buono solo per una botta e via, non per una relazione. Qualche orgia tra amici in via ufficiosa invece può capitare, non succede nulla»

«Ok, ma di ragazzi disponibili invece ne troveresti quanti ne vuoi. Perché non lo proponi a un ragazzo? Se provo a immaginare qualcosa di più redditizio delle strusciate e leccate lesbo, sono le sborrate in faccia e le inculate»

«Ahah, probabile, ma sarebbe ancora peggio. Non mi fiderei, in qualunque momento e a qualunque scopo lui potrebbe ricattarmi. Certe cose puoi permettertele solo se non hai problemi a tenerti in fronte la scritta “troia”. Senza eccezioni, neanche davanti ai tuoi genitori. Per una piccoloborghesuccia come me è meglio far da sola»

Sembrava quasi che mi leggesse nel pensiero.

Nelle settimane seguenti, oltre ai negoziati con Ari dovetti pensare alle nuove richieste di Gian (che ovviamente non si faceva chiamare “Gianfilippo”. Perché i ricchi danno certi nomi ai figli?). Secondo lui avremmo potuto escogitare qualcos’altro oltre a mia madre nella doccia, e se la novità gli fosse piaciuta l’avrebbe pagata benissimo. Per esempio, ero sicuro che mia madre non avesse voglia di fare soldi extra in cam? Molti soldi. No, gli dissi che proprio non c’era nessuna speranza. A un certo punto mi venne paura che contattasse direttamente mia madre per fargli “proposte indecenti”, e che saltasse fuori il mio coinvolgimento nella storia.

Ma ero sicuro che mia madre avrebbe rifiutato senza esitazioni? Certo a 46 anni è improbabile pensare di punto in bianco “adesso comincio una carriera da spogliarellista”, soprattutto se sei sposata e hai pure dei figli. Però un conto è cominciare così dal nulla, un altro sapendo di avere un ricco ammiratore disposto a sborsare… quant’è che aveva detto?

E poi sapevo che, seppur in un passato alquanto remoto, era stata tutt’altro che una santarellina…

Chi sarà la più depravata del prossimo episodio? 🙂

  • un'altra (suggerisci se vuoi) (11%)
    11
  • mia madre (22%)
    22
  • Arianna (67%)
    67
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97 Commenti

  • Premetto che non ho capito tutto sull’origine dei vermoni ma mi sembra aver intuito che siano un effetto indesiderato di una lotta biologica agli infestanti, e non ho capito chi è Thor Von non so cosa e quale sia il suo film ( magari era citato nel racconto e l’ho dimenticato: non è facile ricordare tutto con un capitolo ogni 3 mesi).
    Il pezzo sulla sedicente evoluzione politica e l’anima rivoluzionaria ormai dislillusa e depressa di Matteo. e anche il finale di gioioso e decomplessato amor porcello, e senza pubblico per una volta!

    Io continuo a pensare che vorrei rileggerti, magari con dei capitoli un po’ meno diradati nel tempo per non perdere il filo 😉
    E se sei troppo affezionato ai tuoi protagonisti, niente ti vieta di dedicare loro un altro racconto con una trama diversa e magari ( soprattutto?!) di un altro genere.
    Il sesso lo si può infilare in qualsiasi tipo di racconto, rendere interessante un intero racconto incentrato solo sul sesso e basta mi sembra più arduo.
    Alla prossima?

    P.S. Sai che mi stavo davvero rassegnando a non leggere mai il finale di questa storia, sono stata davvero molto piacevolmente sorpresa vedendolo tra le storie complete mentre cercavo la mia per rispondere a un commento.

    • No aspetta, davvero non si capisce qual è la precisa origine dei vermoni? Potresti farmi un favore grande grande, cioè rileggere e dirmi cosa hai capito e se sei sicura? Partendo dalle ultimissime righe del capitolo precedente, dove comincio a parlare della FFBI. Grazie mille, perché è una svolta fondamentale. Se non è chiara è un bel problema.

      Lo so hai ragione, il tempo trascorso tra il 9 e il 10 supera di varie volte quello ragionevole. Era l’ultimo capitolo e un po’ avevo troppa roba da infilare in poco spazio, un po’ sono stato preso dal perfezionismo perché non c’era più nulla a cui si potesse rimediare in seguito… e un po’, quando si faceva stressante, abbandonavo la storia e il sito per settimane 😀

      Credo che il tuo commento sia finito in moderazione, quando ho risposto a Moneta non c’era. Comunque mi preoccupa che entrambe abbiate colto un’atmosfera quasi del tutto spensierata. Io l’avevo immaginata carica di contrasti, sia tra loro due che ognuno al proprio interno. E di incertezze. Secondo voi dove stanno i malintesi? Cosa avreste fatto per rendere il clima un po’ più come lo volevo io?

      Thor von Saar sarebbe Lars von Trier, non l’avevo mai citato ma credevo si capisse per l’eloquente titolo di un suo film, Nymphomaniac. È diviso in tre parti per non ricordo quante ore, ma valgono la pena anche solo per la conclusione paradossale, spiazzante.
      Ciao ciao e grazie 🙂

      • Allora, io ho capito che una prima larva, probabilmente ogm, è comparsa negli anni 90 in concomitanza del boom del biologico del gruppo della fattoria felice: probabilmente a opera della lobby dell’agricoltura industriale. Quelli nuovi sono un nuovo esperimento o allora la conseguenza secondaria delle larve originali che sono diventate carnivore. Non mi è chiarissimo chi abbia stoppato le ricerche (la Monsanto? il governo, gli Usa?)

        Io la spensieratezza l’ho letta nel loro rapporto: sembrano sempre più amici e affezionati tra loro, si fanno confidenze, e fanno l’amore per piacere e senza pubblico. Che non vivano benissimo la situazione attuale si era capito.

        Quello è uno dei pochi film di Von Trier che non ho visto, l’avevo proprio cancellato dalla memoria; leggendo il tuo racconto pensavo che fosse proprio un film girato da Ari come attrice, e non mi sembrava ricordarlo. Non avendo visto il film non conosco il finale, spiacente.
        Io i nomi delle starlettes non li avrei parodiati, potevi usarli tali e quali.
        per l’inquietudine non saprei, secondo me è stemperata dal fatto che i due scherzino ancora e comunque, ma mi sembra adatto ai personaggi: sono sempre stati piuttosto cinici ed autoreferenziali, nel racconto: che lui fosse un idealista rivoluzionario al liceo io l’ho scoperto ora.
        Non saprei come rendere l’atmosfera più inquietante: secondo me non è possibile perché tutto il tono del racconto era abbastanza disincantato e cinico, anche le frecciatine al sistema erano sempre ironiche e un po’ snob, non so se è il termine ma non ne trovo di migliori.
        Ma magari è solo il modo in cui l’ho letto io, ognuno legge la stessa cosa secondo la propria sensibilità, e il messaggio percepito è diverso.
        Non so se tutte queste elucubrazioni possano esserti utili, ma spero di rileggerti prima o poi.
        Ciao

  • Ah ah, finale delirante e concentratissimo.
    Se ho capito bene: forti dell’acquisita notorietà grazie alle loro gesta, la useranno (anche) per scardinare un sistema di pericolosi bioingegneri maneggioni.
    Il futuro gli sorride, hanno raggiunto anche una sicurezza sentimentale tra loro, pur rimanendo giocosi e sbarazzini. Ma lo sai che mi piace?
    È un tantino ottimistico, Ma mi piace.
    Congratulazioni per aver terminato la tua prima opera qui su theincipit.
    Penso che tu sappia come la penso, te lo ribadisco. Scrivi bene e soprattutto, mi pare, hai dimostrato di avere un’ottima fantasia. Nel tuo caso abbastanza spregiudicata da permetterti di volare dove altri non oserebbero neppure.
    Perciò sarei molto contenta di leggere qualcos’altro di tuo.
    Anche, o forse soprattutto (inutile che finga di essere una fan della letteratura erotica) di altro genere.

    Ciao ciao

    • Ciao, grazie di essere qui anche se io manco da un secolo. Grazie dei complimenti. Sì, finale concentratissimo, ho notato che i maledetti 5000 caratteri si fanno sentire soprattutto qui, per tutto quel che volevi scrivere prima e in mancanza di spazio hai rimandato a dopo, finché il dopo non c’è più. Almeno per me è stato così.

      Per il resto: forse hai ragione e il loro futuro sarà roseo, tanto meglio per loro, a me la situazione sembra ancora incerta ma forse mi sbaglio io 🙂
      Io non so cosa deciderà di fare né l’uno né l’altra, e di certo non so quale esito avrebbe l’eventuale tentativo. Non ci ho visto tanta “sicurezza sentimentale”, anche se c’è una totale confidenza tra due personalità già un po’ stravaganti per conto proprio. Credo che lei davvero non sappia se vorrà ancora dargliela in futuro, e che riescano a scherzare pur nella tensione e nell’incertezza perché, almeno quando sono insieme, loro sono fatti così. O forse è come dici tu…

      Invece una cosa è certa, almeno nel mondo in cui vivono loro: il problema non è una banda di bioingegneri maneggioni, ma i loro mandanti. E se risali nella catena dei mandanti, questi diventano sempre di più, fino a trovarci anche me e te.
      Discorso, ripeto, limitato al mondo in cui vivono loro. Magari il nostro è diverso. Ciao ciao

  • Accolti in maniera diversa, ma odiarsi no, non vorrei proprio.
    Su Ezechielo sono perfettamente d’accordo con Ari. E ora ne resta soltanto uno, vediamo come quadrerai il cerchio. Bel capitolo, ho l’impressione che la mente logico/matematica a cui si accenna sia la tua: interessante come svisceri in poche parole l’atteggiamento dei genitori, mi ha fatto pensare a una partita a scacchi, in cui papà e mamma subiscono il Matto.
    Ciao ciao

    • Ciao Moneta, mi sono scordato di rispondere al tuo commento precedente. A me sembra che il naturale svolgersi della trama abbia intrappolato i genitori nel classico dilemma morale (il fine giustifica i mezzi? I genitori di Rocco Siffredi stanno bene o si saranno suicidati da tempo?), e la mia priorità con loro era sbrigarmela in fretta. Per come si sono messe le cose poi, mi è stato anche facile farli restare potenzialmente sul palcoscenico.

      Altro che mente logica, questa storia è andata avanti in modo tutt’altro che logico: dopo il titolo e il primo capitolo è deragliata di brutto dai binari che immaginavo. Doveva raccontare la vita di questa coppia artificiale, tra amicizia e conflitto di fondo per via del ricatto originario. Molto vagamente ispirata a un’esperienza reale. Non saprei dire di preciso cosa è andato storto e dove 😀
      Sì, ne resta solo uno, anche se io continuerei. Forse però è uno spreco scrivere il seguito di un racconto che ha solo tre o quattro lettori… a meno che non mi venga un’idea per fare come la tua Moneta, renderlo leggibile per tutti senza specificare “seguito di” 😉
      Ciao ciao

  • Oddio, era difficile scegliere un’opzione. Ho optato per le due reazioni, mi sembrava quella che lasciava più possibilità.
    Questo capitolo mi è piaciuto davvero molto, e hai persino dato un seguito e delle conseguenze alla storia delle telecamere per mamma; che mi sembrava essere stata un po’ abbandonata come vicenda secondaria.
    Tutti sono cinici e mossi solo dall’aspirazione al denaro, nella tua storia, ma tutto ciò non impedisce che sia davvero gradevole e interessante. Pronti per il gran finale, qualunque tu deciderà che sia. Foss’anche un baccanale collettivo intra-intre-familiale-cittadino-regionale. Trepido per la spiegazione dei vermoni.
    Bravo,
    Ciao ciao

    • A me invece non piace, l’ho pubblicato per liberarmene più che altro. Forse ho concentrato qui più che potevo spiegazioni rimaste in sospeso: dai quei presupposti non sarebbe stato logico che non li riconoscessero, bisognava anche dire come l’avessero presa i genitori (non si poteva evitare con protagonisti che non sono ancora andati via di casa), c’era ancora da rivelare cosa sapessi di indecoroso (avendolo accennato in precedenza) sul passato di mia madre. Ari è in analisi, suo padre non c’è e sua madre non sa del suo “problema”, questi tasselli della sua vita erano da mettere in ordine.

      E poi appunto, traspare solo la brama di denaro e vita facile, c’è anche quella ma non doveva esserci solo quella, non credo sia stato solo un problema di spazio. Mostrare il desiderio di soldi o di sesso è facilissimo, per altri sentimenti non mi viene così spontaneo. Oddio sono un mostro XD
      p.s. Hai notato che ti ho ho rubato le parole nel titolo? Non mi sembrava ce ne fossero di migliori per descrivere la situazione 😀

      • Secondo me sei troppo critico con te stesso E lo dice una che ha un’esperienza pluridecennale in autocritica professionale! 😉
        IL capitolo è scorrevole, interessante, anche divertente e riesce nell’intento di fare lo spiegone senza farlo: sbroglia e chiarifica più o meno tutto in poche linee, senza appesantire. Mancano solo i vermoni!
        Io pensavo che il cinismo brama di sesso e di soldi fosse voluto, in ogni caso non sei un mostro (XD), è difficile parlare di sentimenti. IO ho sempre paura di scadere nel melenso che non sopporto, anche nella vita vera tendo a passare attraverso lo scherzo. E mi ritengo sensibile, non mostruosa 😉

        Avanti col finale

        P.S. mi ci sono voluti diversi minuti per ricordarmi dove avessi scritto le parole del titolo. I miei neuroni perdono colpi! ciao

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