Girlfriend experience

Dove eravamo rimasti?

Chi sarà la più depravata del prossimo episodio? :-) Arianna (67%)

Un lavoratore esemplare

Mentre mi spiegava perché non voleva la collaborazione di un ragazzo in webcam, Arianna era stata interrotta da un messaggio sul cellulare.

«Scusa un attimo che guardo». Ma ci mancherebbe, guardalo bene (risata perversa nella mia mente)

Era rimasta immobile per un minuto a rivedere le sue gesta, poi con lo smarrimento negli occhi tornò al monitor del pc: «MegaBull93… tu sei Matteo? dimmi che è uno scherzo»

Non lo era. Era invece il momento di accendere anche la mia webcam. «Arianna, quanto tempo. Anche tu mi sei mancata tanto. Sei pregata di precipitarti a casa mia»

Già mi elettrizzava quell’improvviso potere di darle ordini.

Eppure le bastò quel primo “appuntamento” per addolcirmi. Non si presentò indignata per come mi stavo comportando. Ammise di essersi molto divertita negandosi per tutto quel tempo a uno spasimante così tenace, e non si stupiva che pretendessi di godermela io adesso che mi trovavo nella posizione di dettar legge. Per lei era naturale e lo accettava col sorriso sulle labbra. La sua sensibilità e dolcezza di carattere facevano a pugni con tale visione cinica e persino violenta delle relazioni umane, e questo oscuro paradosso nel suo animo mi aveva sempre eccitato da morire.

*

Andammo in diretta per la prima volta. Una sola cosa importante era ancora incerta: la spartizione dei guadagni. La trattativa era stata del tutto amichevole, anzi si era svolta durante un focoso petting, e io tutto desideravo tranne che Ari mi percepisse come un magnaccia sfruttatore, anche se restavo di fatto un ricattatore. Avevamo quindi stabilito che lei non avrebbe mai guadagnato meno di prima: perciò se la mia presenza, dopo le prime volte, si fosse rivelata controproducente, avrei rinunciato ai miei propositi (almeno in webcam). Ma ero molto sicuro di me. Ancor più da quando mi scopavo Yulia, la miss universo delle squillo.

Prendendo spunto da altre coppie, avevamo esposto un dettagliato tariffario. In attesa di specifiche richieste e relativi contributi, ci spogliammo fino all’intimo e cominciammo a limonare, palpare e accarezzarci un po’ a caso, sperando che oltre a noi si eccitassero anche quelli dall’altra parte: non si fecero attendere. Lo show più desiderato era il sesso orale in tutte le sue modalità, e fu meraviglioso… anche se Arianna riuscì ad assaporare (è il caso di dirlo) un’adorabile vendetta.

Appena fummo completamente nudi, persi il controllo e affondai con voluttà la mia faccia in mezzo alle sue cosce, poi riuscii a darmi una parvenza di contegno. L’avrei fatta godere quanto nessun altro l’aveva mai fatta godere, la sua clitoride avrebbe ricevuto un trattamento extralusso, l’avrei venerata come una divinità. Se quello era un lavoro, volevo essere un lavoratore esemplare.

La tariffa minima corrispondeva a due minuti di spettacolo, ma per fortuna (anzi, perché eravamo fenomenali) si aggiungevano spesso altri pagamenti e si proseguiva molto più a lungo. Scoprii che per me il paradiso era leccare Arianna stringendo tra le mani le sue chiappe sode, sentendola ansimare e gemere mentre la portavo all’estasi. Era vederla sorridere beata dopo averle regalato un orgasmo. Era rendermi conto di quanto si fosse bagnata. Umori vaginali ovunque. Dalle sue esuberanti tette i capezzoli si ergevano dritti e vivaci.

Oltre agli appassionati della vulva, molti ovviamente pagavano per vedere Arianna succhiarmi il cazzo. E qui c’era una palese differenza rispetto a quando ero io a leccarla. Se io dovevo solo preoccuparmi di farla godere come una pazza, lei doveva sapientemente modulare il mio piacere: l’eiaculazione, a saperla sfruttare, valeva sul mercato molto più di due semplici minuti di pompino. E poi Ari doveva sapere in anticipo cosa fare al momento clou: ingoiare, o lasciar colare il mio seme dalla sua bocca con metodica lentezza, eventualmente spalmarselo sul seno, per poi magari leccarselo di nuovo da lì. Queste e altre opzioni avevano tutte i rispettivi prezzi.

Insomma, dal punto di vista delle coppie, sborrare prima di aver raggiunto la somma prefissata è uno spreco. Se poi qualcuno vuole che l’orgasmo si compia in un modo specifico, o vuol vedere un particolare sviluppo successivo, deve chiederlo aggiungendo il dovuto (se la prestazione desiderata non è presente nel tariffario, si cerca di trattare. Dettaglio curioso: è quasi sempre la donna a comunicare con gli spettatori).

Ma la mia dolcemente diabolica socia in affari apportò una variazione sul tema. Naturalmente né io né il pubblico avevamo fatto caso alla sintassi usata da Arianna: che differenza potrà esserci tra un “I’ll get him to cum at 200€” (a 200€ lo farò venire) e un “I won’t get him to cum before 200€” (non lo farò venire prima dei 200€)? Enorme, se ti piace il tease and denial. A lei piaceva.

Fino a un certo momento, il servizio fu una goduria suprema. La nostra richiesta poteva sembrare astronomica, ma non in base allo sbalorditivo successo di quel primo giorno, e come al solito infatti il traguardo si avvicinava a velocità sostenuta.

Come si concluderà quella rovente serata di gennaio?

  • Fai come vuoi ma vedi di arrivare a 'sta girlfriend experience prima della fine (67%)
    67
  • Stuprerò Arianna (0%)
    0
  • Arianna mi confiderà i suoi problemi interiori (33%)
    33
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97 Commenti

  • Premetto che non ho capito tutto sull’origine dei vermoni ma mi sembra aver intuito che siano un effetto indesiderato di una lotta biologica agli infestanti, e non ho capito chi è Thor Von non so cosa e quale sia il suo film ( magari era citato nel racconto e l’ho dimenticato: non è facile ricordare tutto con un capitolo ogni 3 mesi).
    Il pezzo sulla sedicente evoluzione politica e l’anima rivoluzionaria ormai dislillusa e depressa di Matteo. e anche il finale di gioioso e decomplessato amor porcello, e senza pubblico per una volta!

    Io continuo a pensare che vorrei rileggerti, magari con dei capitoli un po’ meno diradati nel tempo per non perdere il filo 😉
    E se sei troppo affezionato ai tuoi protagonisti, niente ti vieta di dedicare loro un altro racconto con una trama diversa e magari ( soprattutto?!) di un altro genere.
    Il sesso lo si può infilare in qualsiasi tipo di racconto, rendere interessante un intero racconto incentrato solo sul sesso e basta mi sembra più arduo.
    Alla prossima?

    P.S. Sai che mi stavo davvero rassegnando a non leggere mai il finale di questa storia, sono stata davvero molto piacevolmente sorpresa vedendolo tra le storie complete mentre cercavo la mia per rispondere a un commento.

    • No aspetta, davvero non si capisce qual è la precisa origine dei vermoni? Potresti farmi un favore grande grande, cioè rileggere e dirmi cosa hai capito e se sei sicura? Partendo dalle ultimissime righe del capitolo precedente, dove comincio a parlare della FFBI. Grazie mille, perché è una svolta fondamentale. Se non è chiara è un bel problema.

      Lo so hai ragione, il tempo trascorso tra il 9 e il 10 supera di varie volte quello ragionevole. Era l’ultimo capitolo e un po’ avevo troppa roba da infilare in poco spazio, un po’ sono stato preso dal perfezionismo perché non c’era più nulla a cui si potesse rimediare in seguito… e un po’, quando si faceva stressante, abbandonavo la storia e il sito per settimane 😀

      Credo che il tuo commento sia finito in moderazione, quando ho risposto a Moneta non c’era. Comunque mi preoccupa che entrambe abbiate colto un’atmosfera quasi del tutto spensierata. Io l’avevo immaginata carica di contrasti, sia tra loro due che ognuno al proprio interno. E di incertezze. Secondo voi dove stanno i malintesi? Cosa avreste fatto per rendere il clima un po’ più come lo volevo io?

      Thor von Saar sarebbe Lars von Trier, non l’avevo mai citato ma credevo si capisse per l’eloquente titolo di un suo film, Nymphomaniac. È diviso in tre parti per non ricordo quante ore, ma valgono la pena anche solo per la conclusione paradossale, spiazzante.
      Ciao ciao e grazie 🙂

      • Allora, io ho capito che una prima larva, probabilmente ogm, è comparsa negli anni 90 in concomitanza del boom del biologico del gruppo della fattoria felice: probabilmente a opera della lobby dell’agricoltura industriale. Quelli nuovi sono un nuovo esperimento o allora la conseguenza secondaria delle larve originali che sono diventate carnivore. Non mi è chiarissimo chi abbia stoppato le ricerche (la Monsanto? il governo, gli Usa?)

        Io la spensieratezza l’ho letta nel loro rapporto: sembrano sempre più amici e affezionati tra loro, si fanno confidenze, e fanno l’amore per piacere e senza pubblico. Che non vivano benissimo la situazione attuale si era capito.

        Quello è uno dei pochi film di Von Trier che non ho visto, l’avevo proprio cancellato dalla memoria; leggendo il tuo racconto pensavo che fosse proprio un film girato da Ari come attrice, e non mi sembrava ricordarlo. Non avendo visto il film non conosco il finale, spiacente.
        Io i nomi delle starlettes non li avrei parodiati, potevi usarli tali e quali.
        per l’inquietudine non saprei, secondo me è stemperata dal fatto che i due scherzino ancora e comunque, ma mi sembra adatto ai personaggi: sono sempre stati piuttosto cinici ed autoreferenziali, nel racconto: che lui fosse un idealista rivoluzionario al liceo io l’ho scoperto ora.
        Non saprei come rendere l’atmosfera più inquietante: secondo me non è possibile perché tutto il tono del racconto era abbastanza disincantato e cinico, anche le frecciatine al sistema erano sempre ironiche e un po’ snob, non so se è il termine ma non ne trovo di migliori.
        Ma magari è solo il modo in cui l’ho letto io, ognuno legge la stessa cosa secondo la propria sensibilità, e il messaggio percepito è diverso.
        Non so se tutte queste elucubrazioni possano esserti utili, ma spero di rileggerti prima o poi.
        Ciao

  • Ah ah, finale delirante e concentratissimo.
    Se ho capito bene: forti dell’acquisita notorietà grazie alle loro gesta, la useranno (anche) per scardinare un sistema di pericolosi bioingegneri maneggioni.
    Il futuro gli sorride, hanno raggiunto anche una sicurezza sentimentale tra loro, pur rimanendo giocosi e sbarazzini. Ma lo sai che mi piace?
    È un tantino ottimistico, Ma mi piace.
    Congratulazioni per aver terminato la tua prima opera qui su theincipit.
    Penso che tu sappia come la penso, te lo ribadisco. Scrivi bene e soprattutto, mi pare, hai dimostrato di avere un’ottima fantasia. Nel tuo caso abbastanza spregiudicata da permetterti di volare dove altri non oserebbero neppure.
    Perciò sarei molto contenta di leggere qualcos’altro di tuo.
    Anche, o forse soprattutto (inutile che finga di essere una fan della letteratura erotica) di altro genere.

    Ciao ciao

    • Ciao, grazie di essere qui anche se io manco da un secolo. Grazie dei complimenti. Sì, finale concentratissimo, ho notato che i maledetti 5000 caratteri si fanno sentire soprattutto qui, per tutto quel che volevi scrivere prima e in mancanza di spazio hai rimandato a dopo, finché il dopo non c’è più. Almeno per me è stato così.

      Per il resto: forse hai ragione e il loro futuro sarà roseo, tanto meglio per loro, a me la situazione sembra ancora incerta ma forse mi sbaglio io 🙂
      Io non so cosa deciderà di fare né l’uno né l’altra, e di certo non so quale esito avrebbe l’eventuale tentativo. Non ci ho visto tanta “sicurezza sentimentale”, anche se c’è una totale confidenza tra due personalità già un po’ stravaganti per conto proprio. Credo che lei davvero non sappia se vorrà ancora dargliela in futuro, e che riescano a scherzare pur nella tensione e nell’incertezza perché, almeno quando sono insieme, loro sono fatti così. O forse è come dici tu…

      Invece una cosa è certa, almeno nel mondo in cui vivono loro: il problema non è una banda di bioingegneri maneggioni, ma i loro mandanti. E se risali nella catena dei mandanti, questi diventano sempre di più, fino a trovarci anche me e te.
      Discorso, ripeto, limitato al mondo in cui vivono loro. Magari il nostro è diverso. Ciao ciao

  • Accolti in maniera diversa, ma odiarsi no, non vorrei proprio.
    Su Ezechielo sono perfettamente d’accordo con Ari. E ora ne resta soltanto uno, vediamo come quadrerai il cerchio. Bel capitolo, ho l’impressione che la mente logico/matematica a cui si accenna sia la tua: interessante come svisceri in poche parole l’atteggiamento dei genitori, mi ha fatto pensare a una partita a scacchi, in cui papà e mamma subiscono il Matto.
    Ciao ciao

    • Ciao Moneta, mi sono scordato di rispondere al tuo commento precedente. A me sembra che il naturale svolgersi della trama abbia intrappolato i genitori nel classico dilemma morale (il fine giustifica i mezzi? I genitori di Rocco Siffredi stanno bene o si saranno suicidati da tempo?), e la mia priorità con loro era sbrigarmela in fretta. Per come si sono messe le cose poi, mi è stato anche facile farli restare potenzialmente sul palcoscenico.

      Altro che mente logica, questa storia è andata avanti in modo tutt’altro che logico: dopo il titolo e il primo capitolo è deragliata di brutto dai binari che immaginavo. Doveva raccontare la vita di questa coppia artificiale, tra amicizia e conflitto di fondo per via del ricatto originario. Molto vagamente ispirata a un’esperienza reale. Non saprei dire di preciso cosa è andato storto e dove 😀
      Sì, ne resta solo uno, anche se io continuerei. Forse però è uno spreco scrivere il seguito di un racconto che ha solo tre o quattro lettori… a meno che non mi venga un’idea per fare come la tua Moneta, renderlo leggibile per tutti senza specificare “seguito di” 😉
      Ciao ciao

  • Oddio, era difficile scegliere un’opzione. Ho optato per le due reazioni, mi sembrava quella che lasciava più possibilità.
    Questo capitolo mi è piaciuto davvero molto, e hai persino dato un seguito e delle conseguenze alla storia delle telecamere per mamma; che mi sembrava essere stata un po’ abbandonata come vicenda secondaria.
    Tutti sono cinici e mossi solo dall’aspirazione al denaro, nella tua storia, ma tutto ciò non impedisce che sia davvero gradevole e interessante. Pronti per il gran finale, qualunque tu deciderà che sia. Foss’anche un baccanale collettivo intra-intre-familiale-cittadino-regionale. Trepido per la spiegazione dei vermoni.
    Bravo,
    Ciao ciao

    • A me invece non piace, l’ho pubblicato per liberarmene più che altro. Forse ho concentrato qui più che potevo spiegazioni rimaste in sospeso: dai quei presupposti non sarebbe stato logico che non li riconoscessero, bisognava anche dire come l’avessero presa i genitori (non si poteva evitare con protagonisti che non sono ancora andati via di casa), c’era ancora da rivelare cosa sapessi di indecoroso (avendolo accennato in precedenza) sul passato di mia madre. Ari è in analisi, suo padre non c’è e sua madre non sa del suo “problema”, questi tasselli della sua vita erano da mettere in ordine.

      E poi appunto, traspare solo la brama di denaro e vita facile, c’è anche quella ma non doveva esserci solo quella, non credo sia stato solo un problema di spazio. Mostrare il desiderio di soldi o di sesso è facilissimo, per altri sentimenti non mi viene così spontaneo. Oddio sono un mostro XD
      p.s. Hai notato che ti ho ho rubato le parole nel titolo? Non mi sembrava ce ne fossero di migliori per descrivere la situazione 😀

      • Secondo me sei troppo critico con te stesso E lo dice una che ha un’esperienza pluridecennale in autocritica professionale! 😉
        IL capitolo è scorrevole, interessante, anche divertente e riesce nell’intento di fare lo spiegone senza farlo: sbroglia e chiarifica più o meno tutto in poche linee, senza appesantire. Mancano solo i vermoni!
        Io pensavo che il cinismo brama di sesso e di soldi fosse voluto, in ogni caso non sei un mostro (XD), è difficile parlare di sentimenti. IO ho sempre paura di scadere nel melenso che non sopporto, anche nella vita vera tendo a passare attraverso lo scherzo. E mi ritengo sensibile, non mostruosa 😉

        Avanti col finale

        P.S. mi ci sono voluti diversi minuti per ricordarmi dove avessi scritto le parole del titolo. I miei neuroni perdono colpi! ciao

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