Gli occhi della civetta

Il canto della civetta

La cosa più divertente della settimana è stato guardare due gatti che si rincorrevano nel vecchio parco. Li ho osservati dalla finestra dal terzo e ultimo piano del condominio; la mia bellissima torre diroccata dove un giorno un Cacciatore verrà a salvarmi, peccato che sia talmente noioso, questo posto logoro, che i demoni preferiscono gironzolare per le ville della Piazza, a chilometri e chilometri da qui. Per questo i miei genitori se ne vanno per settimane, lasciandomi qui con un asino. Mio fratello. Figuriamoci, l’asino sarebbe stato più divertente.

Il lavoro non è qui; la Periferia Nord è un agglomerato di vecchi condomini rossi, popolato da donne e uomini privi di ambizioni e da adolescenti come me, la cui unica speranza è quella di finire gli studi, racimolare qualche soldo e andarsene.

E pensare, che posso persino considerarmi fortunata; in tutta la Periferia, le famiglie di Cacciatori sono solo tre. E nonostante ciò, i miei genitori non vogliono insegnarmi niente. Il lavoro scarseggia, impara una lingua e viaggia, piuttosto. Non rovinarti la vita.

─Dove vai?─ chiedo a Sam, vedendo che si dirige verso la porta con un grosso zaino in spalla. Ha i capelli rossi tirati indietro con una fascia bianca e indossa una tuta da ginnastica ancora sporca di terra.

─Affari miei─, risponde, scocciato.

─Guarda che questa sera tocca a te preparare la cena.─

Mi punge con il suo sguardo freddo, azzurro. Sempre in contrasto con il mondo intero. ─Perché, te hai di meglio da fare?─

Chiudo la finestra con un movimento seccato e mi costringo a raccogliere i miei riccioli altrettanto rossi in una treccia, per non aggredirlo. ─Tra una settimana ricomincia la scuola, hai fatto i compiti?─

Apre la porta, scuotendo la testa. ─Ho trenta centimetri e due anni più di te, mammina.─ E sbatte la porta, come se non fosse già abbastanza traballante.

Gli lancio dietro un vecchio cuscino ruvido. ─Appunto, e sei un’idiota!─

Sam ha diciannove anni, ha già perso un anno e passa tutto il tempo fuori con i suoi amici idioti, quando a quest’ora potrebbe già essere lontano da qui, mentre a me tocca restare a casa a leggere tre volte gli stessi libri come una disgraziata, girarmi fra le dita un coltello da cucina imitando, di nascosto, mia madre, e andare a passeggiare di continuo fuori casa sperando ossessivamente di sentire una civetta.

Non solo non ho mai visto un demone, e non ho mai sentito una civetta, ma non posso nemmeno parlarne, perché mio padre si rabbuia al pari di un temporale.

Pensi che sia divertente? Non immagini nemmeno cosa si aggira nelle altre Periferie, Tabitha.

Allora perché non ci trasferiamo in Piazza?

Ringrazia di avere la corrente elettrica, risponde quindi mia mamma.

Niente cellulare, niente computer. La biblioteca della scuola è chiusa e fuori fa troppo caldo. Quando comincio seriamente a pensare di dover andare a comprare un po’ di pane per la cena, la porta comincia a essere scossa da colpetti decisi e regolari. Apro, e Sophia si fionda in casa armata di bastone, che è magro quasi quanto lei. 

─Il caldo ti ha dato alla testa?─, le chiedo, fissandola attonita.

Lei mi punta contro il bastone con gli occhi verdi sgranati. I suoi sono un po’ più chiari dei miei, anche se spesso ci scambiano per sorelle, solo perché anche i suoi genitori sono Cacciatori. Ha tutto il petto pallido sudato e una grossa chiazza nella schiena, sulla canottiera marroncina. ─L’ho sentita!─

Sollevo un sopracciglio, andando a prenderle un bicchiere d’acqua. Scopro che non ne è rimasto nemmeno uno pulito, così mi metto all’opera, pensando a come farla pagare a Sam. Sophia mi chiude il rubinetto, indignata. ─Lascia perdere queste sciocchezze, ti ho detto che l’ho sentita! La civetta!─, squittisce. La sua voce è talmente acuta che potrebbe spaccare i timpani a un demone.

Ci guardiamo intensamente per qualche secondo, poi scoppio a ridere, e noto che il piccolo cucinino opaco è un caos vergognoso. ─Dai… ci giocavamo quando eravamo piccole. Hai finito i compiti?─

Mi trascina nell’unico divano davanti il televisore preistorico, e mi caccia a sedere. ─Dan è uscito anche oggi, così ho deciso di seguirlo. Ho visto che si inoltrava nel bosco con…─

─Con quell’imbecille di Sam, vero?─, mi agito. È quasi sera e mamma non vuole che ce ne andiamo in giro da soli, perché se anche non ci sono demoni, i malviventi bazzicano come formiche.

Si toglie una ciocca castana da davanti gli occhi. La invidio per i suoi riccioli così ben definiti, a differenza dei miei. ─Sì! Insomma… stavo per beccarli, però sono inciampata e li ho persi di vita. Mentre mi rialzavo… l’ho sentita, ti giuro! Mi è quasi esploso il cuore, sembrava una Dea! Sai cosa vuol dire? C’è un demone, qui! Nella Periferia Nord!─, strilla eccitata.

Il mio cuore comincia a battere forte, e non solo per l’assoluta novità e la confusione, ma perché mio fratello è nello stesso bosco. È nel bosco con un demone.

Tabitha e Sophia usciranno a cercare i fratelli?

  • Tabitha riceve una telefonata che cambia tutto. (0%)
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  • Entrambe usciranno in cerca dei fratelli. (100%)
    100
  • Tabitha non crede a Sophia, quindi restano a casa. (0%)
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39 Commenti

  1. Penso che la più logica delle opzioni sia quella che pianga o comunque attenda il risveglio di Samuel. Se è un minimo intelligente, non correrà all’Arma per farsi trucidare. Dopo tutto il casino, non lascerà nemmeno Samuel in quelle condizioni, e l’idea che scappi di casa per perdersi mi farebbe pensare: “Ehi, ma che piccola stupida”. Quando Samuel si sarà svegliato, faranno un riordino degli ultimi avvenimenti e prenderanno una decisione – insieme o meno – che li porterà presumibilmente a migliorare, a cercare qualcuno che li possa addestrare, a fare l’incontro con personaggi inconsueti o a cacciarsi in nuovi guai.

    A presto!

  2. Io dico che prova a dargli una coltellata, anche se probabilmente non otterrà alcun risultato. Bravissima, complimenti! Davvero originale l’ambientazione e il testo è scorrevolissimo . A presto, sei brava ad incuriosire e non vedo l’ora di sapere come continua la trama ma sopratutto scoprire qualcosa di più sul mondo che hai in mente!

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