Gli occhi della civetta

Dove eravamo rimasti?

Come reagisce Tabitha, dopo questa chiamata agghiacciante? Scappa di casa in preda al panico e si perde. (40%)

L’allarme alfa

Mi manca l’aria.

Comincio a boccheggiare convulsamente, la mia fronte s’imperla di sudore freddo, eppure, io sto soffocando dal caldo. È un attacco di panico? Di asma? Cosa diavolo succede?

Ti voglio bene, Tabitha.

No, che diavolo vuol dire? Mia madre non mi ha mai detto “ti voglio bene”, e non accetto che la prima volta avvenga attraverso uno stupido cellulare indegno di questo nome. I miei piedi stanno scendendo le scale del condominio, come zoccoli furiosi, senza che nemmeno me ne renda conto.

Dove sto andando?

Cosa faccio?

Tutti i miei sforzi di essere forte vanno in malora. Piango, singhiozzo, mi si strozzano i gemiti e le parole in gola. Fuori è freddo, talmente freddo che spero di morire congelata e di non provare e sentire, e pensare più a niente. Odio questa stupida Periferia senza luci, tutti questi condomini morti, la strada malamente asfaltata deserta, ricoperta ai margini di erbacce e immondizia. Dai vicoli mi sento osservata, figure losche e maleodoranti, barbe incolte e occhi languidi. Qualcuno prova persino ad afferrarmi un braccio, ma strattono con tutte le mie forze, come se volessi tirare indietro la corda del tempo e imprimere nella memoria lo sguardo orgoglioso di mamma quando vede che studio, o di papà quando gli porto un bicchiere di vino. Quell’unico bicchiere che può concedersi nell’arco di due settimane.  Mi manca persino quella maledetta zuppa di zucca e carote. Qualcosa mi graffia una guancia; mi giro gridando e nel mentre inciampo in una radice: mi sono inoltrata nel bosco. Stupida. Stupida.

Posso scappare? Posso farlo davvero?

Corro veloce. Corro lontano. Non so dove. Non so perché. Ma ho paura che qualcosa di terribile stia per raggiungermi.

Non sento più i muscoli. Non sento più la pelle. Inciampo, sbatto la testa. Buio.

Una luce rossastra mi acceca. Sopra la mia testa vedo il soffitto di una cupola, fatto di vetro rosso splendente.

Cosa ci facevi nel bosco, ragazzina? Una squadra di ritorno ti ha trovata nel bosco. Hai scelto la notte più pericolosa per uscire─, mi rimprovera una voce grossa, quasi quanto il mio mal di testa. Il mio sguardo incontra uno stanzone circolare dalle pareti marmoree più luminose che io abbia mai visto, e un uomo in tenuta da Cacciatore. Completamente pelato, ma con una barba nera folta.

U-una squadra?─, mi sollevo di scatto, pentendomene subito dopo. Parlo a raffica: ─Lilia e Victor Makena. Sono i miei genitori, e-erano… in missione e mia madre… mi ha chiamato e… ha gridato…─, la mia voce si affievolisce, i miei occhi si fissano nel vuoto. L’uomo barbuto, dall’espressione severa, si alza, adombrandomi con la sua stazza, e sparisce in una stanza.

Resto impalata, stordita, scoprendo di essere distesa non solo in un divano rosso, costoso e imbottito, ma di trovarmi nella sede dell’Arma della Periferia Nord. C’è una sede in ogni Periferia; quella principale è in Piazza. Quando sono sicura di reggermi sulle gambe, mi accosto alla porta massiccia dietro la quale è sparito il Cacciatore. Bisbiglia con qualcuno.

Makena… sì, erano in missione lì…

Dopo l’allarme alfa… nessuna notizia…

…un’altra truppa si dirige…

Mi sento così debole che mi sento svenire contro il muro freddo, ma una mano forte, mi sorregge. L’uomo è uscito; mi lancia un’occhiata storta e mi fa di nuovo sedere. ─Mi dispiace, signorina…?─

Tabitha─, mormoro imbarazzata.

I suoi occhi affilati diventano cupi. Incrocia le braccia. ─Purtroppo c’è stata un’interruzione di comunicazione, qualche complicanza dovuta ad un probabile campo vibrazionale generato dai demoni.─

Resto in silenzio, assorbendo le sue parole, ma poi mi alzo di scatto. ─È una bugia! Mia madre mi ha chiamata!─

Per nulla intimorito, fa un sospiro. ─Si sieda, non dovrebbe nemmeno essere qui. Ora incaricherò qualcuno di portarla a casa, signorina, e lì dovrà rimanere fino al sorgere del sole. Appena la comunicazione…─

Cos’è l’allarme alfa?─, lo interrompo bruscamente.

Glielo leggo negli occhi grigi che non mi risponderà. Che lì, in quel momento, sono di troppo. Che mi sta nascondendo qualcosa. ─Informazioni riservate─, mi dà le spalle, diretto di nuovo verso la porta massiccia. I suoi scarponi neri sono sporchi di fango, ed emettono un rumore cigolante e fastidioso. ─Attenda qui.─

Serro forte la mascella, serro i pugni. Sono sporca e sudata tanto quanto i suoi maledetti scarponi. ─Merito di sapere cosa è successo a mia madre! Voi dovreste tenerci al sicuro, e invece oggi siamo stati attaccati da un demone!─, strillo, inviperita, sfogando lo stress.

Lui si gira spalancando gli occhi, mi ghiaccia sul posto. Nello stesso momento, un’altra voce ci raggiunge. ─L’allarme alfa è una richiesta immediata di soccorso.─ È Aline, affacciata ad una balaustra sopra le nostre teste, davanti di me. Non avevo notato la scala che percorre la parete circolare. Aline ha gli occhi rossi e la sua voce mette i brividi. ─Un attacco di massa. I tuoi genitori e mio marito sono scomparsi, Tabitha. Non è tornato nessuno dalla spedizione.─

Cosa succede, ora?

  • Un Cacciatore accompagna a casa Tabitha, parlandole della missione. (0%)
    0
  • Un uomo morente, reduce dalla missione, spalanca l'ingresso. (75%)
    75
  • Aline accompagna a casa Tabitha. (25%)
    25
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39 Commenti

  1. Penso che la più logica delle opzioni sia quella che pianga o comunque attenda il risveglio di Samuel. Se è un minimo intelligente, non correrà all’Arma per farsi trucidare. Dopo tutto il casino, non lascerà nemmeno Samuel in quelle condizioni, e l’idea che scappi di casa per perdersi mi farebbe pensare: “Ehi, ma che piccola stupida”. Quando Samuel si sarà svegliato, faranno un riordino degli ultimi avvenimenti e prenderanno una decisione – insieme o meno – che li porterà presumibilmente a migliorare, a cercare qualcuno che li possa addestrare, a fare l’incontro con personaggi inconsueti o a cacciarsi in nuovi guai.

    A presto!

  2. Io dico che prova a dargli una coltellata, anche se probabilmente non otterrà alcun risultato. Bravissima, complimenti! Davvero originale l’ambientazione e il testo è scorrevolissimo . A presto, sei brava ad incuriosire e non vedo l’ora di sapere come continua la trama ma sopratutto scoprire qualcosa di più sul mondo che hai in mente!

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