Mai opporsi al destino

Dove eravamo rimasti?

Cosa succede dopo dieci minuti? Apre Luca la porta (100%)

Rivelazioni

-” Buongiorno…puoi fare meno chiasso?”- Luca finalmente si è deciso ad aprirmi, sembra stordito e non credo sia causato dal troppo sonno un tipo come lui non ha mai preferito Morfeo al lavoro;

-” Che succede? Andrea ti cercava, in realtà ti cercano tutti a lavoro che ci fai ancora in casa?” – gli rispondo mentre lo seguo nella penombra all’interno dell’appartamento.

-“Si lo so,  mi sono preso del tempo…accomodati il caffè è pronto”-

-” Luca in realtà non ho tempo, siamo indietro con la preparazione dell’evento e sono venuta qui di corsa perchè ero preoccupata”- gli dico avvicinandomi all’uscio della porta

-” Preoccupata? Di me? Ma fammi il piacere!”- una risata reprime il silenzio nelle rampe di scale, rimbombando come l’eco tra i monti.

-” Ma che cavolo ti prende oggi?!”- rimango impietrita e quasi umiliata dinanzi a quelle parole che non mi aspettavo. Credo che sia tutto dipeso da ieri sera, dalla presenza di Fabio; ma tutto ciò non ha motivo di esistere.

-“Vuoi la verità? Mi infastidisce Fabio e il suo modo di fare, venire da te ieri notte e trovarmeli lì mi ha fatto incazzare così tanto da volergli spaccare la faccia. Ma non posso farlo non sei niente e nessuno per me furchè una collaboratrice e mia dipendete.”- si avvicina a me con il capo calato e grattandosi la testa quasi imbarazzato. Io indietreggio sul pianerottolo e lo guardo… riesco solo a guardarlo, dalla mia bocca non riescono ad uscire nè suoni nè parole. lo saluto e vado via.

Eppure continuo a non capire, eppure non si è mai reso conto che mi piacesse in passato ho sempre rispettato la sua vita sentimentale e sociale.  Mi incammino a lavoro, oggi è dura moralmente e fisicamente, lo stress e l’ansia da prestazione mi iniziano a divorare dentro e tutte queste situazioni circostanti non aiutano. 

-” Buongiorno Melissa, alla fine Luca sono riuscito a rintracciarlo e devo dire la verità è stato un esplosione di idee”- mi sento dire alla mie spalle mentre apro il portone dell’agenzia.

– ” Ehi Andrea”- gli sorrido- ” io sono passata da lui e ha detto che ci avrebbe raggiunto che aveva avuto un imprevisto”- non me la sento di dire il vero stato emotivo così complicato di quell’uomo.

Saliamo in ufficio,ognuno alla propria scrivania iniziamo a lavorare come matti;passa qualche ora tra squilli di telefoni, rumori delle stampanti e fotocopiatrici. Guardo l’orologio affisso su uno dei pilastri dell’ufficio sono già le 13:00 e di Luca ancora non ce traccia. 

-” Com’è andata la cena di benvenuto?”- sento dire alle mie spalle. E’ Beatrice che si avvicina con due tazze di caffè freddo.

-” Lo sapevo che me l’avresti chiesto”- rido mentre ultimo la pratica di contratto con l’ albergo.

-“L’ufficio è piccolo ahahha ma almeno potevi raccontarmi tutto del nuovo uomo affascinante che presiederà costantemente nelle nostre giornate.”-

– ” Non ho saputo nulla di più di Andrea rispetto a quello che sappiamo tutti a parte che è una buona forchetta ed il vino bianco forse è il suo tallone di Achille.”- le dico facendo un cin cin con le tazze.

-” Mmm interessante, quindi alla cena dei miei sogni dovrò aggiungere vino bianco ahahha. Ma Luca?”- mi chiede guardando verso il suo ufficio. 

-“Arriverà da quel che so.”- le faccio cenno con la testa, e mi rimetto a lavoro.

Un’altra giornata è terminata, sono esausta ma l’organizzazione del meeting è quasi ultimata per fortuna. Per fortuna sono venuta a lavoro a piedi oggi l’aria è più fresca, il cielo coperto dalle nuvole che alternano dei colori pittoreschi e sembra quasi di star osservando un quadro di John Constable.

Mi squilla il cellulare, lo cerco nella borsa che sembra un buco nero ma non riesco a rispondere alla chiamata. Controllo, è del mio vicino di casa. Richiamo.

– “Carlo ciao, sono Melissa non sono riuscita a rispondere in tempo alla chiamata, è successo qualcosa?”- gli dico con affare alquanto preoccupato perchè i nostri patti sono questi: chiamarsi solo nel caso di urgenze.

-“Melissa buonasera, praticamente è venuto un corriere o una sorte poco ho capito e mi han consegnato un pacco per te visto che tu non c’eri. Volevo solo avvisarti che io sto uscendo e te ‘ho sistemato davanti alla porta del tuo appartamento.”-

-“Ah grazie!Molto gentile Ciao.”-

Non ho ordinato alcun pacco da quel che rammenti, probabile mia madre mi avrà inviato qualche prelibatezza o sarà qualche pacco per l’agenzia. 

Giungo a casa che ormai sono le nove, e il portone come solito da problemi bisognerà sollecitare l’amministratore. Salgo le scale e già dalla rampa intravedo un pacco dalle dimensioni che non mi aspettavo, troppo piccolo per essere di mia madre o per l’ufficio.

Mi avvicino, non c’è mittente ma un biglietto : -” Sarai impeccabile ancor di più di quanto tu lo sia già.  Tuo “

Rimango di stucco, rileggo più volte il biglietto un pò mi inquieta la cosa, tentenno ad aprirlo ma la mia curiosità prende il sopravvento. E’ una meravigliosa collana pendula di swarovski, sono incredula. 

La provo, ma la riposo subito …chi sarà mai stato ad omaggiarmi?

Chi avrà regalato la collana a Melissa

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26 Commenti

  1. Un grande ritorno allora, bene.
    La tua Melissa è rimasta bloccata in ascensore per 3 anni con Luca?
    Visto l’ambiente lavorativo dinamico e giovanile mi sarei aspettato un approccio meno formale da parte dello sconosciuto(Andrea).
    Cmq, questa Melissa deve essere una gran bella ragazza visto che tutti la vogliono, e penso che lei essendo consapevole della sua bellezza gioca al rilancio con i suoi spasimanti.
    Voto per la la porta non viene aperta
    In bocca al lupo per la storia che trovo interessante

    • Blocco d’autore, purtroppo ho dovuto mettere via per un po’ tutto ciò per varie problematiche ed impegni più tempestivi.
      Per quanto riguarda l’approccio di Andrea è stata proprio una mia scelta renderlo meno formale possibile anche perché una persona troppp autoritaria non mi piaceva per il contesto.
      Grazie per aver votato e mi raccomando continua a supportare Melissa.

  2. Ciao, hai tutta la mia solidarietà, anche io non ho mai scritto nulla prima d’ora e ho molta paura! Vai avanti per la tua strada, si migliora sempre se c’è la passione! Se ti và passa a leggere anche il mio, te ne sarei grata, si intitola CUORE INDIANO. Un bacio e ti seguo…

  3. la trama è carina….peccato x gli errori di punteggiatura, di distrazione….mannaggia!!!!
    scrivi con calma, la prossima volta e cerca di rileggere più volte x correggere, prima di pubblicare…
    sono sicura che molti errori li puoi evitare…anche perchè in questo capitolo ne ho visti molti di più rispetto al precedente…
    p.s. x me cerca Luca!!!

  4. “La classica adolescente che sparisce…” Questa frase non mi piace. “Gli sorrido…” Quel “quasi come se fossi” è da troncare. “Quasi come se volessi rimproverarlo”: qui è pleonastico: non c’è bisogno di specificare e raccontare, hai già fatto quella battuta e si capisce. “Sguardo malizioso” qui l’aggettivo va tolto: bastava dire che Luca la guarda mentre si aggiusta la gonna: è già malizioso. Quel “Non ho mai visto quell’uomo da queste parti” è possibile che in un ufficio si conoscano tutti quanti? No, e allora è una frase da tagliare. Anche se quell’uomo diventerà importante per la storia, il personaggio-pov non lo sa.

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