Di Rosa in Rosa

Dove eravamo rimasti?

...l'acqua si aprì in quattro rami che ricadendo sulla piazza... (40%)

La magia della scelta

Lo zampillare della fonte si placò e per un’istante il silenzio fu assoluto, ma l’acqua s’increspò nuovamente e un getto si proiettò in cielo dividendosi in quattro rami. Ciascun ramo inondò uno spicchio della piazza, senza che l’acqua scorresse via. Si accumulava come in un enorme bicchiere crescendo in altezza, si formarono quattro statue d’acqua, luminose al pari del sole, che costrinsero nonna Rosa e Bresha ad abbassare lo sguardo.

Quando la vivida luce si spense e i due rialzarono gli occhi, notarono la sostituzione delle quattro colonne d’acqua con altrettante signore: tre delle quali imbavagliate.

— La fonte Liebens ha fatto la sua magia, capace di richiamare tutti i componenti alla sua presenza isolandoli dal mondo, nessuno può più entrare nella piazza — sentenziò la Gran Governatrice — sleghiamo le altre e diamo il via alla cerimonia. —

— Non così in fretta cara nonnina — Iris si spostò da dietro Artemisia e pronunciando poche parole ruppe la catena che le legava — non eri la sola a sapere del potere della fonte — voltandosi verso nonna Rosa — ti aveva dato una possibilità, tu l’hai buttata — una corda, apparsa dal nulla, avvolse la vecchietta trascinandola verso Iris.

A due passi dalla fonte, le due sorelle si fissavano, l’odio fiammeggiava negli occhi di Rosa, la rabbia traspariva dal tono della sua voce — Dov’è mia nipote? —

— Non preoccuparti sorellina è al sicuro — furono le false parole di conforto di Iris, così dicendo mostrò una bambina legata al braccio di Dalia con le stesse catene che avevano legato lei a Artemisia.

— Non perdiamo altro tempo nonna, come vedi anche se siamo isolati, i miei seguaci tengono a bada i vostri Protettori, per quando tutto sarà finito, avrò il controllo della città. —

La Gran Governatrice guardò oltre la piazza e vide la battaglia, uomini che combattevano e sbuffi di fumo tra le case, guardò Iris seria, poi abbassati gli occhi a terra disse:

— Se conosci il rito, sai che devi liberare le altre e permettere loro di evocare i loro preziosi — la pazza ubbidì.

Sul petto di Genziana, una fascia rossa la avvolse formando un’armatura, sulla testa di Dalia si poggiò un diadema d’oro riccamente elaborato, al dito di Artemisia di materializzò un anello con una sfaccettata pietra viola e sulla schiena della Gran Governatrice svolazzò il Pavilion Mãtase. Quest’ultima fu la prima a parlare:

Justitia habitavit in me

hora mea iacta est

pro Archein imperium honestum et purum

le fecero eco le Governatrici che in coro dissero:

Justitia habitavit in te

arbitrium observanda

pro Archein imperium honestum et purum

impera omnibus

I simboli del potere si riunirono sopra la fontana, l’armatura della forza sotto al diadema della ragione, l’anello delle emozioni a destra e il mantello della sapienza dietro, come a vestire l’uomo invisibile. L’acqua si alzò dalla fonte e investì gli oggetti, quando si ritirò, il sigillo della fontana era avvolto al collo immaginario.

Iris aveva afferrato la Gran Governatrice sussurrandole di non sbagliare, ma lei fu pronta, forte annunciò: Rosa Maria Iris Glauxophis.

Il grido di Iris coprì le parole della Gran Governatrice e il suo odio, maturo già al primo nome, si abbatté su Nonna Rosa. Bresha, rimasto fino a quel momento dietro la fonte, fu pronto, si protese verso la vecchietta e la protesse dagli attacchi. Iris si bloccò di scatto, perché la fontana non bagnava Nonna Rosa. Voltò lo sguardo verso la piccola e inorridì. Sua nonna le aveva tagliate fuori entrambe. Non aveva scelto tra loro.

L’acqua aveva investito la dodicenne, liberandola dalle catene e dalla malefica collana. L’aveva rivestita di bianco e i simboli del potere le calzavano a pennello eleggendola. L’acqua la sollevò facendola sedere sul trono magico uscito dalla fontana. La proclamazione era fatta, la piazza era di nuovo libera, i Protettori potevano entrare.

In un ultimo disperato tentativo Iris urlò — finderis inima. — Le parole della morte erano dirette verso la neo designata, ma la Gran Governatrice fu più veloce, si contrappose tra l’incantesimo e il suo obiettivo, assorbendolo e finendo a terra.

Le tre Governatrici spaventate si diressero verso di lei anche Rosa si spostò come loro, le guardie aveva già immobilizzato Iris rendendola innocua. Per un attimo la Gran Governatrice aprì gli occhi e le parole furono un sussurro — aiutate la mia scelta a crescere nelle capacità e nella comprensione del nostro mondo — e rivolta a Rosa — ti ho sempre amata, adesso tu ama lei, falla crescere nel mondo esterno perché riesca a portare il futuro agli Archein, in lei c’è molta conoscenza sarà una grande Govern…— la frase non finì e la testa della donna ricadde di lato immobile.

Le tre Governatrici alzarono le braccia sulla testa e insieme pronunciarono — stroya vody ascenderaj — il corpo sparì e un fiumiciattolo che finì nella fonte Liebens, ne prese il posto.

Il sole sorgeva tra le case fumanti, mente Genziana, Artemisia e Dalia presero nonna Rosa per mano, il loro compito era crescere il nuovo capo.

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69 Commenti

  • Anche a me, se devo essere sincero, il finale mi è parso un
    po’ affrettato, ma è oggettivamente difficile chiudere una storia come la tua. E lo è perché c’è tutto un mondo da raccontare e da descrivere, un mondo complesso che avrebbe meritato uno sviluppo più articolato. Sono sicuro che le cose che hai da raccontare sugli Archein sono ancora tante e spero che presto tornerai a scriverne… Sono tante le cose che mi sono piaciute nel tuo racconto, come ho già avuto modo di scriverti nei commenti ai precedenti episodi. A questo punto non mi rimane che farti i complimenti: bravissima davvero!

    • Credo come ho detto di aver calibrato male le parole, forse sintatizzare l’inizio storia avrebbe aiutato. Mea culpa, ma nota. Visto che io adoro più i personaggi le caratterizzazioni e le scene più delle storie stesse. Non nego che anche io, letta da mia storia da esterno, avrei molte domande da fare sugli Archein. Credo che tornerò a scrivere di loro, anche se adesso vorrei sperimentare un altro tipo di scrittura. Vorrei provare un giallo, qualche omicidio e morto ammazzato…vedremo come andrà.
      Grazie per avermi seguito e per i complimenti, spero che starai con me anche alla prossima storia!

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