Il principe oscuro

Dove eravamo rimasti?

I due litigano e decidono di... di dividersi: si danno appuntamento alle porte della Città di Denti; (50%)

Chi è lei in realtà?

-Io sono in grado di bastare a me stesso, senza bisogno di una ragazzina e un marmocchio che mi corrano dietro- dissi io divertito. Miriam si stava scaldando, ed ero sulla strada perfetta per farmi scaricare da loro due.

-Quello che tu chiami marmocchio è molto più responsabile di te! E io, questa semplice ragazzina che ti sta portando in giro per le Terre Conosciute, sono la principessa Miriamne Januya Heucalipsos, unica e diretta erede al trono!- Mi sputò addosso lei. Era la principessa? E la lasciavano andare in giro per il mondo, pericoloso come era?

-Non ci credo nemmeno un po’, al fatto che tu sia la principessa- dissi io ancora più divertito.

Lei rimase a bocca aperta indignata per il mio comportamento. Ero molto bravo a fare il menefreghista, d’altro canto avevo fatto solo questo per tutta la mia vita. Mi aspettavo che Miriam mi aggredisse ma lei assottiglio lo sguardo e si voltò verso Samuel.

-Propongo di separarci. Ci vediamo tra qualche ora alle Porte della Città di Denti, poi proseguiremo insieme. Io non posso stare con una persona del genere. Ci vediamo tra qualche giorno- disse lei. Samuel annuì e fece un passo indietro.

-Come credi che ci arriverò a quella Città? Me ne tornerò a casa piuttosto!- sbottai io, anche se ero consapevole che a casa non mi avrebbero riaccolto. Chi avrebbe accolto nuovamente un rompiscatole come il sottoscritto? Avevano trovato occasione per liberarsi di me, e c’erano riusciti. Sapevo che la mia famiglia mi voleva bene, ma avevano perso la speranza con me diverso tempo prima. Ed era proprio per questo che mi avevano scaricato con questi due idioti.

-ah non è un mio problema. Ci si vede!- mi sputò addosso lei. Si staccò con un rapido gesto la collanina. Mi rimangiai tutto quello che avevo detto.

Improvvisamente la sua pelle cominciò a illuminarsi, i suoi capelli si schiarirono e brillavano sotto la luce nuvolosa di quella mattinata. Quando aprì di nuovo gli occhi, erano chiarissimi, quasi bianchi, e le ciglia chiarissime e lunghissime le davano un aspetto regale. Non c’erano dubbi sul fatto che fosse la principessa del Regno delle Acque Mirabili. Eravamo qualche metro di distanza ma non riuscivo più a respirare, come se fossi sott’acqua. Anche se provavo ad inspirare non entrava aria nei polmoni. Anche il solo provare a inspirare poi, mi costava una fatica immane, come se avessero appoggiato un carico enorme sulla mia schiena. Un solo movimento e le gambe avrebbero ceduto. Sorrise divertita, distendendo impercettibilmente il solco tra le sopracciglia diafane, alzò una mano, come per salutarci e poi, il tempo di chiudere gli occhi, e lei non era più davanti a noi. Sbattei le palpebre un paio di volte.

Non c’era più. Io potevo nuovamente respirare. Ingurgitai l’aria e sentendomi nuovamente leggero. Cosa diavolo era successo? Mi voltai per chiederlo in direzione di Samuel, ma nemmeno lui c’era più vicino a me.

Ero solo, ed era stato tutto merito mio.

In quel momenti non riuscivo a capire se ero felice oppure no. Non avevo messo in conto, ilf atto che lei nascondesse un potere di quel tipo. E ora Samuel era sparito anche lui. Possibile che tutti fossero in grado di fare queste cose e io no? Chi era in realtà questa gente? E cosa dovevo fare io ora?

Mi trovavo in un sentiero di un bosco molto poco amichevole, e dovevo decidere cosa fare. Ormai c’eravamo allontanati troppo dalla città precedente. E poi loro mi avrebbero aspettato alle porte della città. Cosa dovevo fare? Anzi cosa volevo fare?

Ripresi a camminare. Avrei raggiunto questa città e mi sarei fatto spiegare come facevano a teletrasportarsi. Forse centrava con tutta questa storia del Jano. Appoggiai la mano sull’elsa, come per assicurarmi che fosse ancora lì. Non mi piaceva essere obbligato a fare qualcosa.

Sbuffai e mi ficcai le mani in tasca. Perchè cavolo ero finito in quella situazione? Ero stato così stupido da fidarmi di mio padre.

Stavo pensando a qualcosa per togliermi da quella situazione, quando sentii un rumore. Il sentiero di terra battuta era costeggiato da una serie di salici piangenti, la cui corteccia era completamente nera. Verde color marcio erano le foglie tristi che invadevano il passaggio grazie al vento. Oltre quella cortina di foglie c’era una figura incappucciata. Sulla sua spalla sembrava stava appollaiata un’aquila.

Deglutii, e rabbrividii quando venni investito da una folata gelida di aria. Qualcosa mi diceva che avrei dovuto nascondermi. Alla fine decisi di dare retta non al mio istinto, ma alla situazione per come si stava presentando. Non c’era ragione di aver timore di una persona con un mantello e un’aquila. Almeno così volevo credere.

Anche la figura di fronte a me si era fermata. Tra me e lei solo dieci metri e un centinaio di foglie. Feci un passo avanti e per poco non feci un infarto, quando l’aquila aprì le ali, emise un acuto fortissimo. Mi pietrificai sul posto. Il rapace si alzò verticalmente in aria e sparì tra le nubi. Qualcosa mi diceva che stava per succedere qualcosa.

La figura con il mantello improvvisamente si cala il cappuccio. Un viso con due occhi spiritati e una testa calva tatuata mi fissano:

  • Elia, non capendo più nulla dalla paura, prende il Jano e glielo lancia addosso. (33%)
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  • Elia si lancia nel bosco, cercando di scappare dall'uomo. (33%)
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  • Elia cerca di convincere la figura che non gli conviene fargli del male perchè lui è un grandissimo esperto e maneggiatore di Jano. (33%)
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72 Commenti

    • Ciao 🙂 è incredibile che dopo tutto questo tempo che non aggiornavo, tu abbia avuto la gentilezza di commentare 😀 mi piacerebbe riprenderla e integrare un po’ di più, l’unico problema è che the incipit ovviamente non mi fa postare più di 10 capitoli. Vedremo in futuro cosa riesco a fare 😀 magari la riprenderò in mano da un altro punto di vista! Grazie ancora! Alla prossima 🙂

      Elena

  1. Per me le guardie non li faranno entrare!! Il perchè lo deciderai tu 😉
    Anche se a vedere la città sarà abbandonata… Chissà.
    Ma se era una prova, l’uomo e l’aquila erano finti? Non mi pare D:
    Qui qualcuno era molto felice del bacio o è solo una mia impressione? 😛
    Al prossimo capitolo!!
    Ire

  2. Usciti dal bosco si ritrovano di fronte alla Città dei Denti, completamente abbandonata.

    Capitolo molto carino, anche se con qualche errore qua e là 😉

    Ciao 🙂
    PS: “Tutti questi riferimenti li faccio per quei lettori che hanno già letto altri mie storie precedenti”
    Quali storie precedenti? Sul tuo profilo c’è solo un Rosa…

  3. Meglio che faccio una recensione alla volta!
    Sono rimasta indietro coi capitoli….
    Comunque: Elia, ti sta bene.
    Qualche piccolo erroretto (?) qua e là.
    Un chiarimento: il “sono in grado di bastare a me stesso” si può davvero usare?
    Poi un’incomprensione… nel quinto paragrafo (?) hai scritto prima “ci vediamo fra qualche ora” e poi “ci vediamo fra qualche giorno” correggi! 😛
    Poi un normalissimo errore di ortografia – causa tastiera, tranquilla succede a tutti- con “Ilf atto”
    Vado a leggere i prossimi capitoli!

  4. Per me si mette a cercare il Jano mentre si nasconde sotto le fronde degli alberi.

    Non male come episodio, ma devo fare una piccola correzione: il colore degli occhi dei gufi varia dal giallo al rosso e questo dipende dalla specie. Almeno per quello che so. Quindi gli occhi del gufo visto da Elia possono essere al massimo gialli.

    • Ti ringrazio per il commento 🙂 so bene che il gufo essendo un rapace notturno, non può in natura avere gli occhi bianchi, ma essendo questa storia fantasy, e avendo già detto che una razza particolare di gufo è il simbolo sacro del regno da cui proviene Elia, credo ci possa stare nel creare animali esotici e mai visti 🙂 Grazie comunque per l’osservazione puntuale e corretta 🙂 !

      Elena

      • Da quanto so, alcune specie di gufo possono andare in giro in pieno giorno (le riconosci dagli occhi gialli).

        “avendo già detto che una razza particolare di gufo è il simbolo sacro del regno da cui proviene Elia”
        Cioè una specie che si trova solo ne regno di Elia e che ha delle caratteristiche che si discostano da quelle “generiche” dei gufi?

        • Esattamente 🙂 come altre cose disseminate qua e là per tutta la storia: per es. il calice di Maliele. Il Maliele è una bevanda che non esiste e che (facendo riferimento al mondo in cui si inserisce questa storia) è tratto dal succo del frutto Rogo, che non esiste. Tutti questi riferimenti li faccio per quei lettori che hanno già letto altri mie storie precedenti e che colgono i piccoli riferimenti 🙂

  5. Si nasconde dietro un cespuglio in qualche modo, quando sente delle voci maschili e un rumore di cavalli in lontananza. Ma farei anche che si guarda intorno caso mai vedesse il Jano.

    Questo capitolo mi è piaciuto un sacco, non perché Elia si sia fatto male (non sono sadico) ma perché nella semplice fuga c’è finalmente qualcosa in lui che si muove, nel bene o nel male. Insomma l’introspezione del personaggio durante la fuga, l’ho trovata ben descritta 😀

    Ciao 🙂

  6. Mi piace molto ElenaZ. Solo un appunto. Se quel “taglia gole” era preparato all’evenienza di incontrare e combattere contro dei detentori come mai è stato sconfitto così indignitosamente? Mi sarebbe piaciuto “vedere” uno scontro in cui il principino si sarebbe salvato a pelo!

  7. Hai detto troppo spaventato, no? Corre a perdifiato nel bosco, impaurito e spaventato, inciampa, cade e si sloga una caviglia. Questa volta ho voglia di fargli capitare un colpo di sfortuna 😉

    ————————————————
    Male, male, male. Ero abituato a creare pericoli e problemi da lontano, non ero preparato per il corpo a corpo.
    ————————————————-
    Forse l’avrei fatto trovare leggermente più nei guai, ma probabilmente non sarebbero bastati i caratteri…

    Ciao 🙂
    PS: la descrizione è stata bellissima 🙂

  8. Heilà Elena! Finalmente sei tornata con questa storia! (Sono Irene ti ricordi? xD)
    C’è un piccolo errore di ortografia all’inizio… il “fatot” Ma non è niente di che. Per quanto riguarda il voto, io scelgo di farli proseguire con la futura possibilità che Elia scappi. Si “intona” con quello che dice alla fine di “annuire e fare di testa mia” e poi immagino (spero) che sia lì che Miriam gli dia una bella batosta… Inizia a farmi innervosire! Spero che pubblicherai presto!
    Un bacione, Ire

    • Ciao Irene 🙂
      Grazie per avermi segnalato l’errore! Purtroppo qui su The incipit non posso modificare il testo una volta che è stato pubblicato! Elia non lo sopporto nemmeno io ormai, però da un lato lo capisco…trovarsi catapultato nel mondo reale, lo disorienta e gli fa capire che quello dove credeva di essere il re, in realtà è solo una piccola parte!

      Elena

  9. “Entrai nella sala del trono con svogliatezza” raccontato. Qual è l’immagine visiva associata ad entrare in un luogo “con svogliatezza”? Posso immaginarlo, ma è vago e me lo devi dire tu. Se è uno stato mentale, trascrivi i pensieri. “Si, ero proprio un’artista. E il motore della mia arte era la noia.” mi piace. “Ero immerso nei miei pensieri quando mio fratello e mio padre arrivarono” raccontato. “Era vestita quasi come un uomo” raccontato. “Ed era vestito in maniera strana. Quasi come fosse…” da tagliare. raccontatissimo. Salta direttamente a come è vestito. “Come sapete…” (x2) non mi ricordo come lo chiamano nei manuali in inglese, ma è un errore tipico. “Samuel è il Detentore…” mi sembra un po’ patetico. Etc, etc…

    Ci sono poche descrizioni a mio avviso. I nomi non mi sono piaciuti (es. Myriamne Januya Heucalypsos: che centra il greco?), ne il cliché del bambino prodigio. Comunque il ritmo è buono e si legge velocemente.

  10. Ho deciso di complicare la vita con questa “polizia” che poi, in una capitale di pirateria e mercato nero, che tipo di polizia ci sarà? 😀 L’hotel lussuoso non credo mi convincerà mai, mentre sono rimasta un po’ a pensare per cercare di renderlo “diverso” da Angelica, ma non si può fare molto trovandosi nello stesso regno (?) mondo (?) Come posso definirlo.. v.v Brava comunque, continua così! 🙂

  11. Sono propri curiosa di sapere chi è questo personaggio misterioso! E cosa scambieranno? Informazioni? Boo
    Avendo letto angelica riconosco i nostri due detentori! E quindi il nostro principino è… 😀 shh. Vediamo nei prossimi capitoli! Brava 🙂

  12. Ah, anche se in generale non amo un gran che i personaggi “oscuri e misteriosi”, che un po’ mi annoiano, ho scelto proprio quell’opzione, dal momento che mi sembra la più sensata.
    I primi due capitoli mi sono sembrati molto interessanti, anche se tirerei volentieri due calcioni a Elia. Forse il racconto soffre un po’ a causa della necessità di limitarsi a 5000 battute, ci sono dei passaggi che sembrano un po’ affrettati, per così dire. In generale però è una lettura piacevole e sono curiosa di scoprire qualcosa di più sui detentori e sui loro poteri.

  13. Ciao,
    devo dire che delinei già da questo episodio un mondo interessante che sembra ricco di sorprese (portali sottomarini? Davvero originale!).
    Interessante il protagonista che sembra anticonformista e incurante del benessere altrui, vedremo se maturerà durante questo viaggio.
    Proprio niente male la scrittura, ti seguo, vediamo se attraversiamo la Gola della Vergine ^_^

  14. Scrivi molto bene al netto dei tuoi 18 anni… Complimenti
    Sintassi semplice, immediata, uso delle parole intelligente (riuscire ad essere semplici senza essere banali è uno degli scogli più grandi da superare per uno scrittore)… Mi piace anche l’idea di trasferire in un contesto da fantasy medioevale le abitudini, i bisogni e le frustrazioni dei ragazzi di oggi… Ho votato per le Gole della Vergine, vediamo dove ci portano…

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