Il principe oscuro

Dove eravamo rimasti?

La figura con il mantello improvvisamente si cala il cappuccio. Un viso con due occhi spiritati e una testa calva tatuata mi fissano: Elia cerca di convincere la figura che non gli conviene fargli del male perchè lui è un grandissimo esperto e maneggiatore di Jano. (33%)

La vie di luce

Mai come in quel momento provai paura. Cosa potevo fare? Vagai con gli occhi per l’ambiente che mi circondava, alla disperata ricerca di una improbabile via di fuga.

-Chi sei?- chiesi io, cercando di darmi un tono.

-Dov’è la principessa Myriamne?- disse l’uomo. Per poco non feci un respiro di sollievo. Non stava cercando me quindi, ma voleva Miriam. Questo significava che potevo scappare in qualche modo.

-Era qui qualche minuto fa in effetti. Poi si è tolta la collanina ed è sparita…- dissi io vago, ma sincero.

-E dove è andata?- chiese lui.

Non potevo dirgli quale era il nostro punto di incontro, quindi avrei dovuto raccontargli una bugia, ma prima dovevo guadagnare tempo. Se avessi vuotato il sacco subito, si sarebbe insospettito.

-Perchè dovrei dirlo a te?- dissi io cercando di trasmettere sicurezza. Feci un passo in avanti, le braccia sui fianchi. Qualcosa brillò negli occhi dell’uomo. Cominciò ad avanzare verso di me, il mantello che ondeggiava al vento, i rami dei salici che vibravano nell’aria fredda, i suoi occhi vitrei. Richiamai tutto il mio autocontrollo per non fuggire a gambe levate. Presi l’unica cosa che mi poteva darmi un po’ di sicurezza: il Jano. Lo estrassi e divaricai le gambe. L’uomo notò il pugnale, per un secondo percepii la sua incertezza. Ecco, dovevo fare leva su quella.

-Sei veramente sicuro di voler andare contro al Principe Elia del lucente Regno di Glosbe?- fui soddisfatto di me stesso, per il tono di voce sicuro e determinato che mi uscì.

-La principessa viaggia sempre con altri Detentori. Ero preparato all’evenienza. Sei solo un piccolo ostacolo in più alla mia ricompensa.- disse l’uomo sorridendo.

-Anzi, prenderò te e il tuo Jano, e vi venderò come schiavi. C’è un gruppo di mercenari interessati a gente come te!- Si lanciò su di me.

Male, male, male. Ero abituato a creare pericoli e problemi da lontano, non ero preparato per il corpo a corpo. Nonostante gli allenamenti con la spada, non ero per niente pratico con un pugnale. L’uomo estrasse dal mantello una sciabola e si scagliò su di me. Per poco la schivai indietreggiando.

Strinsi la mano destra attorno all’elsa. Doveva venirmi qualcosa in mente. Ora. L’uomo mi afferrò per il braccio e mi strattonò verso di sé. Calò la lama, voleva amputarlo. No, non potevo assolutamente permetterlo.

Gli mollai un calcio sullo sterno per allontanarlo da me e nuovamente riuscii a guadagnare qualche metro. Poi finalmente mi resi conto.

Una luce aveva attirato la mia attenzione: il mio Jano brillava. La lama che prima era nera, improvvisamente ora splendeva di argento. Sull’elsa era incastonata una pietra bianca a forma di Gufo. Solo gli occhioni erano di vetro e ora erano luminosi. Stava succedendo qualcosa.

Quando guardai nuovamente l’uomo improvvisamente vidi: attorno a lui, sul terreno c’erano delle strisce luminose. Sull’uomo stesso c’erano dei punti bianchi. Capii.

Il gufo era uno degli animali sacri del Regno di Glosbe. Quante volte i sacerdoti a lezione mi avevano ricordato le tre qualità più importanti del gufo:una vista esemplare che gli permette di capire subito, essere scaltro e approfittarsi della situazione. Silenzioso: non si percepisce la sua presenza fino a quando non è lui a volerlo. Intelligenza: riconosce i pericoli anche a lunghe distanze, ha una forte intuizione e riesce a vivere su questa terra, mantenendo sempre lo sguardo verso l’infinito e il mondo dello Spirito. Queste erano le potenzialità del mio Jano e io dovevo sfruttarle.

Il Jano, il Gufo, mi stava parlando. L’uomo per un attimo rimase sorpreso da tutta quella luce. Dovevo sfruttare quel momento.

Mi avvicinai a lui, seguendo il percorso luminoso a terra, feci finta di sferrargli un pugno. Lo colpii alla caviglia e si ritrovò a terra. Lui si aggrappò alla mia gamba per trascinarmi con lui, feci finta di crollare su di lui. Il pugnale stretto nella mia mano calò sul suo addome.

L’uomo urlò dal dolore. Improvvisamente sentii il verso dell’aquila. Feci in tempo ad alzare la testa, per vedere che l’animale stava scendendo in picchiata su di me. Mi rotolai a terra, cercando di nascondermi sotto un albero. Ma non sarei riuscito a scappare sta volta.

Vedevo il percorso di fronte a me, ma non sarei stato abbastanza veloce. Mi preparai ad essere colpito.

Ma non successe nulla.Spostai nuovamente i miei occhi in alto. L’aquila era scesa di molti metri, ma non riusciva a entrare nella foresta, non riusciva a scendere oltre le chiome dei salici piangenti. C’era una sorta di barriera dai colori iridescenti, che non glielo permetteva. Mi guardai attorno. Oltre a me e l’uomo per terra, non c’era nessun altro. L’uomo si lamentava dal dolore, ma rimaneva fermo a terra. Guardai la mano destra. Era sporca di sangue. Guardai la lama argentea. Era sporca di sangue. Sbattei le palpebre un paio di volte. Mi toccai l’addome, le braccia, le gambe. Ero vivo. Ero intero.

Il sangue non era il mio. 

Ancora scioccato da quanto accaduto, Elia si avvicina all'uomo e nota la sua sofferenza. Decide di andarsene perchè è troppo spaventato.

  • Corre a perdifiato nel bosco, impaurito e spaventato, inciampa, cade e si sloga una caviglia. (50%)
    50
  • Corre a perdifiato nel bosco, rifiutandosi di seguire il sentiero per paura di incontrare qualcuno simile all'uomo incappucciato. (25%)
    25
  • Corre a perdifiato tutto il sentiero del bosco arrivando alle porte della città, qui incontra Miriam ed Elia. (25%)
    25
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72 Commenti

    • Ciao 🙂 è incredibile che dopo tutto questo tempo che non aggiornavo, tu abbia avuto la gentilezza di commentare 😀 mi piacerebbe riprenderla e integrare un po’ di più, l’unico problema è che the incipit ovviamente non mi fa postare più di 10 capitoli. Vedremo in futuro cosa riesco a fare 😀 magari la riprenderò in mano da un altro punto di vista! Grazie ancora! Alla prossima 🙂

      Elena

  1. Per me le guardie non li faranno entrare!! Il perchè lo deciderai tu 😉
    Anche se a vedere la città sarà abbandonata… Chissà.
    Ma se era una prova, l’uomo e l’aquila erano finti? Non mi pare D:
    Qui qualcuno era molto felice del bacio o è solo una mia impressione? 😛
    Al prossimo capitolo!!
    Ire

  2. Usciti dal bosco si ritrovano di fronte alla Città dei Denti, completamente abbandonata.

    Capitolo molto carino, anche se con qualche errore qua e là 😉

    Ciao 🙂
    PS: “Tutti questi riferimenti li faccio per quei lettori che hanno già letto altri mie storie precedenti”
    Quali storie precedenti? Sul tuo profilo c’è solo un Rosa…

  3. Meglio che faccio una recensione alla volta!
    Sono rimasta indietro coi capitoli….
    Comunque: Elia, ti sta bene.
    Qualche piccolo erroretto (?) qua e là.
    Un chiarimento: il “sono in grado di bastare a me stesso” si può davvero usare?
    Poi un’incomprensione… nel quinto paragrafo (?) hai scritto prima “ci vediamo fra qualche ora” e poi “ci vediamo fra qualche giorno” correggi! 😛
    Poi un normalissimo errore di ortografia – causa tastiera, tranquilla succede a tutti- con “Ilf atto”
    Vado a leggere i prossimi capitoli!

  4. Per me si mette a cercare il Jano mentre si nasconde sotto le fronde degli alberi.

    Non male come episodio, ma devo fare una piccola correzione: il colore degli occhi dei gufi varia dal giallo al rosso e questo dipende dalla specie. Almeno per quello che so. Quindi gli occhi del gufo visto da Elia possono essere al massimo gialli.

    • Ti ringrazio per il commento 🙂 so bene che il gufo essendo un rapace notturno, non può in natura avere gli occhi bianchi, ma essendo questa storia fantasy, e avendo già detto che una razza particolare di gufo è il simbolo sacro del regno da cui proviene Elia, credo ci possa stare nel creare animali esotici e mai visti 🙂 Grazie comunque per l’osservazione puntuale e corretta 🙂 !

      Elena

      • Da quanto so, alcune specie di gufo possono andare in giro in pieno giorno (le riconosci dagli occhi gialli).

        “avendo già detto che una razza particolare di gufo è il simbolo sacro del regno da cui proviene Elia”
        Cioè una specie che si trova solo ne regno di Elia e che ha delle caratteristiche che si discostano da quelle “generiche” dei gufi?

        • Esattamente 🙂 come altre cose disseminate qua e là per tutta la storia: per es. il calice di Maliele. Il Maliele è una bevanda che non esiste e che (facendo riferimento al mondo in cui si inserisce questa storia) è tratto dal succo del frutto Rogo, che non esiste. Tutti questi riferimenti li faccio per quei lettori che hanno già letto altri mie storie precedenti e che colgono i piccoli riferimenti 🙂

  5. Si nasconde dietro un cespuglio in qualche modo, quando sente delle voci maschili e un rumore di cavalli in lontananza. Ma farei anche che si guarda intorno caso mai vedesse il Jano.

    Questo capitolo mi è piaciuto un sacco, non perché Elia si sia fatto male (non sono sadico) ma perché nella semplice fuga c’è finalmente qualcosa in lui che si muove, nel bene o nel male. Insomma l’introspezione del personaggio durante la fuga, l’ho trovata ben descritta 😀

    Ciao 🙂

  6. Mi piace molto ElenaZ. Solo un appunto. Se quel “taglia gole” era preparato all’evenienza di incontrare e combattere contro dei detentori come mai è stato sconfitto così indignitosamente? Mi sarebbe piaciuto “vedere” uno scontro in cui il principino si sarebbe salvato a pelo!

  7. Hai detto troppo spaventato, no? Corre a perdifiato nel bosco, impaurito e spaventato, inciampa, cade e si sloga una caviglia. Questa volta ho voglia di fargli capitare un colpo di sfortuna 😉

    ————————————————
    Male, male, male. Ero abituato a creare pericoli e problemi da lontano, non ero preparato per il corpo a corpo.
    ————————————————-
    Forse l’avrei fatto trovare leggermente più nei guai, ma probabilmente non sarebbero bastati i caratteri…

    Ciao 🙂
    PS: la descrizione è stata bellissima 🙂

  8. Heilà Elena! Finalmente sei tornata con questa storia! (Sono Irene ti ricordi? xD)
    C’è un piccolo errore di ortografia all’inizio… il “fatot” Ma non è niente di che. Per quanto riguarda il voto, io scelgo di farli proseguire con la futura possibilità che Elia scappi. Si “intona” con quello che dice alla fine di “annuire e fare di testa mia” e poi immagino (spero) che sia lì che Miriam gli dia una bella batosta… Inizia a farmi innervosire! Spero che pubblicherai presto!
    Un bacione, Ire

    • Ciao Irene 🙂
      Grazie per avermi segnalato l’errore! Purtroppo qui su The incipit non posso modificare il testo una volta che è stato pubblicato! Elia non lo sopporto nemmeno io ormai, però da un lato lo capisco…trovarsi catapultato nel mondo reale, lo disorienta e gli fa capire che quello dove credeva di essere il re, in realtà è solo una piccola parte!

      Elena

  9. “Entrai nella sala del trono con svogliatezza” raccontato. Qual è l’immagine visiva associata ad entrare in un luogo “con svogliatezza”? Posso immaginarlo, ma è vago e me lo devi dire tu. Se è uno stato mentale, trascrivi i pensieri. “Si, ero proprio un’artista. E il motore della mia arte era la noia.” mi piace. “Ero immerso nei miei pensieri quando mio fratello e mio padre arrivarono” raccontato. “Era vestita quasi come un uomo” raccontato. “Ed era vestito in maniera strana. Quasi come fosse…” da tagliare. raccontatissimo. Salta direttamente a come è vestito. “Come sapete…” (x2) non mi ricordo come lo chiamano nei manuali in inglese, ma è un errore tipico. “Samuel è il Detentore…” mi sembra un po’ patetico. Etc, etc…

    Ci sono poche descrizioni a mio avviso. I nomi non mi sono piaciuti (es. Myriamne Januya Heucalypsos: che centra il greco?), ne il cliché del bambino prodigio. Comunque il ritmo è buono e si legge velocemente.

  10. Ho deciso di complicare la vita con questa “polizia” che poi, in una capitale di pirateria e mercato nero, che tipo di polizia ci sarà? 😀 L’hotel lussuoso non credo mi convincerà mai, mentre sono rimasta un po’ a pensare per cercare di renderlo “diverso” da Angelica, ma non si può fare molto trovandosi nello stesso regno (?) mondo (?) Come posso definirlo.. v.v Brava comunque, continua così! 🙂

  11. Sono propri curiosa di sapere chi è questo personaggio misterioso! E cosa scambieranno? Informazioni? Boo
    Avendo letto angelica riconosco i nostri due detentori! E quindi il nostro principino è… 😀 shh. Vediamo nei prossimi capitoli! Brava 🙂

  12. Ah, anche se in generale non amo un gran che i personaggi “oscuri e misteriosi”, che un po’ mi annoiano, ho scelto proprio quell’opzione, dal momento che mi sembra la più sensata.
    I primi due capitoli mi sono sembrati molto interessanti, anche se tirerei volentieri due calcioni a Elia. Forse il racconto soffre un po’ a causa della necessità di limitarsi a 5000 battute, ci sono dei passaggi che sembrano un po’ affrettati, per così dire. In generale però è una lettura piacevole e sono curiosa di scoprire qualcosa di più sui detentori e sui loro poteri.

  13. Ciao,
    devo dire che delinei già da questo episodio un mondo interessante che sembra ricco di sorprese (portali sottomarini? Davvero originale!).
    Interessante il protagonista che sembra anticonformista e incurante del benessere altrui, vedremo se maturerà durante questo viaggio.
    Proprio niente male la scrittura, ti seguo, vediamo se attraversiamo la Gola della Vergine ^_^

  14. Scrivi molto bene al netto dei tuoi 18 anni… Complimenti
    Sintassi semplice, immediata, uso delle parole intelligente (riuscire ad essere semplici senza essere banali è uno degli scogli più grandi da superare per uno scrittore)… Mi piace anche l’idea di trasferire in un contesto da fantasy medioevale le abitudini, i bisogni e le frustrazioni dei ragazzi di oggi… Ho votato per le Gole della Vergine, vediamo dove ci portano…

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