La terza via

Il pacco misterioso

Taiga sospirò, appoggiata al bancone della bottega del padre. Essere costretta a lavorare in piena estate è una tragedia, pensò. Ah, se solo sua sorella non si fosse sposata! Un tempo era stata Erina a preoccuparsi di servire i clienti quando il loro papà era fuori per affari, ma adesso che aveva avuto la brillante idea di diventare la moglie di un calzolaio toccava a lei, la figlia più giovane, a mandare avanti la baracca.

Il fatto era che Taiga non era per nulla portata per quel genere di attività. Aveva troppo un caratteraccio, non si possono intrattenere dei buoni rapporti con i clienti quando si pretende di avere sempre ragione e quando si è facili prede di scatti d’ira. Una dote però ce l’aveva anche lei: correva veloce, il che le aveva permesso di scappare dalle ire di suo padre – e dalla sua cintura – quando l’uomo l’aveva rincorsa dopo che lei aveva scagliato un vasetto di miele addosso a una cliente particolarmente insopportabile. Colpendola in pieno, tra l’altro. La soddisfazione di vedere il materiale vischioso impiastrare i capelli di quella vecchia befana era stata impagabile però e, se se ne fosse ripresentata l’occasione, l’avrebbe con ogni probabilità fatto di nuovo.

Si, probabilmente avrebbe dovuto darsi una regolata, perché ormai aveva diciott’anni e già le voci iniziavano a rincorrersi, in giro per il paese.

“Pensa a quel poveretto che se la sposerà!” dicevano i giovanotti, ridendole in faccia.

“Se va avanti così finirà col diventare una zitella come la zia Klara!” sussurravano le comari, dandosi gomitate complici.

Non che fosse brutta, per carità. I suoi capelli color paglia erano piuttosto ordinari in quel paese ai piedi dei monti e forse sul suo viso c’erano un po’ troppe lentiggini, però i suoi occhi color pervinca avevano un luccichio tutto particolare e dominavano il suo volto dal naso rivolto all’insù e dai denti che, quando sorrideva (e lo faceva spesso, malgrado le dicerie sul suo pessimo carattere), sporgevano forse un po’ troppo.

Tutto sommato, Taiga era una ragazza che avrebbe anche potuto avere diversi pretendenti, se non fosse stato, appunto, per il carattere un po’ troppo focoso e la lingua un po’ troppo tagliente.

È perché sono troppo intelligente, si diceva, convinta. Gli uomini hanno paura di me, perché non sanno cosa farsene di una donna che sa pensare.

Comunque, il fatto era che, per un motivo o per l’altro, la ragazza aveva raggiunto la maggiore età senza che nessuno si fosse ancora degnato di chiederne la mano e la cosa non mancava di far venire i capelli bianchi a sua madre, che temeva di vederla invecchiare sola e infelice, e a suo padre, che temeva di avercela tra i piedi fino al giorno in cui gli Dei gli avessero fatto la grazia di levarlo dalla terra. Era proprio per quello, sospettava Taiga, che il genitore aveva preso l’abitudine di lasciarla sempre più spesso da sola in negozio, nella speranza che qualche giovanotto (o qualche vecchietto, dubitava che per lui l’età del suo futuro marito fosse di qualche importanza) entrasse, si innamorasse di lei e, finalmente, se la portasse via.

Povero illuso, pensò Taiga, con un sogghigno.

Soffocando uno sbadiglio, la ragazza si stiracchiò: quasi quasi sperava che il desiderio di suo padre si avverasse, perché la vita della commessa non faceva assolutamente per lei. Al pensiero di passare il resto della sua esistenza seduta dietro a quel bancone le faceva voglia di correre al fiume e annegarcisi dentro: tutto, pur di sfuggire a quella noia mortale.

Mentre si trastullava con quei pensieri la porta della bottega sia aprì e un vecchio avvolto in un mantello scuro fece il suo ingresso. Taiga lo fulminò con un’occhiata.

– Togliti il mantello, nonno, mi piace vedere in faccia i miei clienti.

Il vecchio la fissò con i suoi lucenti occhi neri e, posando sul bancone il pacco che teneva sotto braccio, gracchiò:

– Pacco per il signor Orter.

Taiga tastò con un dito l’involucro che le era stato posato sotto agli occhi: pareva una scatola.

– È mio padre, – lo informò lei.

– Faglielo avere, signorina, – disse l’uomo prima di girare sui tacchi e sparire senza darle l’opportunità di ribadire che quel mantello non le piaceva nemmeno un po’.

Ma tu guarda che maleducato, pensò.

E cosa diavolo c’era in quel pacco? La ragazza lo sollevò e lo scosse: all’interno pareva esserci un grosso, singolo oggetto.

Beh, papà, sei stato tu a lasciarmi qui da sola!

Suo padre le aveva ordinato di non aprire alcun pacco che fosse giunto in sua assenza, ma la noia e la curiosità ebbero la meglio sul suo, peraltro scarso, senso del dovere. Senza esitare Taiga impugnò un coltello e lacerò la carta chiara che rivestiva il pacco, portando alla luce una pesante scatola di legno.

Accidenti a lei, non si apre!

Inserendo la lama sotto al coperchio, la ragazza fece leva sull’impugnatura del coltello e spinse finché la scatola non si aprì con un sinistro crack.

Meravigliata, Taiga allungò una mano per sfiorare l’oggetto depositato al suo interno: non aveva mai visto nulla del genere!

 

Cosa c'è all'interno del pacco?

  • Una spilla tempestata di rubini (0%)
    0
  • Un enorme diamante (0%)
    0
  • Un grosso uovo dorato (100%)
    100
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87 Commenti

  • Ebbene sì, ho votato per l’uovo in mille pezzi: è la svolta che non ti aspetti! Poi non è mica detto che il contenuto vada perduto. 😉
    Comunque sono curioso di leggere il seguito, alla prossima!

    • Ciao e grazie per il voto! In effetti sto scervellandomi per trovare un finale decente, che sia in grado di concludere la storia in maniera accettabile (anche se per me 10 capitoli sono troppo pochi XD) e, se possibile, senza ricorrere a un finale troppo forzato.

  • Molto bello questo episodio, nulla da dire. 🙂
    In questo momento, la caratterizzazione del personaggio della protagonista è una delle meglio riuscite che io abbia letto finora sul sito, mi ci rivedo e sembra di sentirla, reale come la poni! Lo stesso vale, in misura minore, per i personaggi secondari.
    Sei brava a “creare persone” direi, e non solo: complimenti!
    Ho votato per Ianus con poteri magici.

    Al prossimo episodio! 🙂

  • Io voto per l’uomo con i poteri psichici. Ci sta bene a questo punto della storia. Brava Little, mi piace il ritmo che stai dando alla storia. Ho riletto attentamente tutto e l’atmosfera c’è. Mi vedo calato in un’epoca remota dell’Inghilterra (chissà poi perchè proprio là) tra villaggi e boschi colmi di briganti (stile I Pilastri della Terra). L’unica cosa che mi ha lasciato perplesso è stata la reazione di Taiga quando l’uomo che la minacciava è salito sulla barca. “Per un pelo! Stavo quasi per …”. La ritengo inadatta. Mi sarei aspettato una reazione più spaventata, che è quello che ci si attenderebbe in una situazione di tensione come quella, non trovi? Comunqeu brava.

    • Ciao! Si, hai perfettamente ragione: infatti nella “prima stesura” (prima scrivo un brano ben più lungo di 5000 battute, poi lo taglio e tengo quello “originale” per pubblicare poi anche su un altro sito, a storia conclusa) tra l’arrivo dell’uomo e quella battuta c’erano altri pensieri. Poi però ho dovuto eliminare diverse cose: forse avrei fatto meglio a tagliare altri passaggi e lasciare quello, ma al momento di postare ero proiettata in avanti, per così dire, verso il tuffo nel fiume e non più verso l’aggressione… non so se mi spiego 😀
      Comunque grazie per il consiglio, prossimamente cercherò di rileggere il tutto badando alla coerenza tra le parti!

  • ” Taiga si ficcò l’uovo nella tasca del grembiule” Mi ricorda Chansey (lo ammetto: adoro i Pokémon).

    Che il tipo abbia dei poteri psichici ci può stare, ma non mi sembra questo il caso (né il momento), mentre l’amico d’infanzia del quale la protagonista si è dimenticata mi sembra l’opzione migliore.

  • Macchè paura! Deve gettarasi nel fiume, anche se l’acqua non sembra piacerle, e farsi portare via dalle rapide, lontano da quei due manigoldi. Storia intrigante, il focus puntato su quell’uovo morto che sicuramente morto non sarà e che magari più avanti si schiuderà rivelando un drago d’oro luccicante … ehm … forse corro un po’ troppo. Brava!

  • Ciao.
    Ho dovuto leggere tre episodi insieme, non faccio in tempo a votare… vai troppo in fretta!!! 🙂 secondo me dovresti pubblicare più lentamente… anche perchè la storia merita attenzione.
    Brava come sempre,
    stavolta dico che consegnerà l’uovo ai due uomini…

  • Premetto che non è un ricambio 🙂 ho letto la tua storia ed è scritta davvero bene, il lessico utilizzato e la fluiditá che trasuda dal racconto inebria il lettore. il sarcasmo lo utilizzi in maniera sublime riuscendo a non eccedere ne da una parte ne dall’altra.
    Secondo me è saggio chiamare le guardie.
    Entrare è troppo imprudente ma anche chiedere al ragazzo. È vero che vuole piú tempo a chiamare le guardie ma il gioco non vale la candela, dannato uovo xd

  • Ehm… ho sbagliato a cliccare il voto, sarebbe “entra nel negozio ad affrontare gli intrusi”, invece di “chiederà aiuto al ragazzo”. Tienine conto nelle percentuali. 😉

    Sì per adesso mi sta piacendo, Taiga è ben caratterizzata e naturale, brava.

    Al prossimo episodio!

  • Ciao, benvenuta! Anche tu alla prima storia?
    Ti dico subito che hai scritto un ottimo incipit che lascia presagire un buon plot. La storia famigliare, il segreto da scoprire, il comportamento della protagonista che è tutto da ridimensionare… questo forse grazie alla scoperta che farà disubbidendo al padre e aprendo il pacco… in cui troverà:
    un uovo dorato.
    Seguo 😉

    • Ciao, grazie mille! Io scribacchio già da un po’, ma questa è la mia prima storia su TI e devo dire che il formato di questo sito mi ispira parecchio!
      Diciamo che la trama è delineata a grandi linee, anche se vorrei lasciare ai lettori quanta più libertà possibile… mah, vedremo cosa ne salterà fuori!
      Ho dato un’occhiata al tuo racconto e devo dire che mi piace davvero molto!

  • Voto anche io per il grosso uovo dorato (ma ti prego, non dirmi che dentro c’è un drago! Fa troppo Eragon ahaha).
    C’è da dire che ci sono alcuni refusi, di quelli che fanno via con una o due riletture, per il resto l’incipit sembra carino. 🙂

    Seguo la storia, al prossimo episodio!

  • Per Ivan: e in effetti era proprio a quella Taiga che pensavo quando ho scelto il nome (del cane, prima di tutto)… però se qualcuno conosce l’anime il dubbio potrebbe giustamente farselo venire XD
    Sono nuova e non manovro ancora tanto bene: come mai sotto al tuo commento non vedo il tasto “replica”?

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