Miracolosi eoni di nulla

Dove eravamo rimasti?

Che svolta darà Francisco alla trama? Porterà alla luce il personaggio de il Signor F. (50%)

Ecco le chiavi di tutte le trame

Comunque sia, la svolta che Francisco darà alla nostra storia riuscirà, o almeno proverà a farlo, a svelare qualcosa su quel fantomatico Signor F, o se preferite su quel fantomatico il Signor F, che in principio abbiamo a malapena scorto chiuso dolcemente fra le assi di una bara. Certo se ora svelassi l’identità del nostro uomo, riuscendo a eliminare i vari dubbi sulla sua funzione ai fini del racconto e gli altrettanti vari dubbi sull’articolo che precede il suo nome, probabilmente voi – e pure io – non avreste che insignificanti dettagli che aumenterebbero soltanto la grande, grossolana, gigante confusione che in qualche modo vi ho creato in testa. Ciononostante, affinché la trama si possa definire tale, e perché a parlare di nulla alla lunga pure io mi stufo, l’introduzione di questo personaggio direi che è ora oltremodo necessaria. Francisco Inigio Alatriste, come spero ben ricorderete – e se non lo ricordate direi che è arrivato per me il momento di ammettere i miei fallimenti da narratore e abbandonare la scrittura – era un barbone (ma stavolta sorvoliamo con nonchalance il politically correct, ok?) e, a suo modo, pure poeta… “Bene, ce lo ricordiamo! Arriva al dunque e non dilungare inutilmente!”, potreste dirmi voi – e io non vi darei troppo torto, ma comunque vi risponderei di avere pazienza, e di prestare bene attenzione a ciò che riporto, invento e scrivo, poiché tutto ha un suo preciso e particolare senso.
E infatti, questa doppia natura di poeta accattone, o se preferite di barbone poetico, è proprio il principale motivo per cui Francisco Inigo Alatriste conosceva il Signor F.
Il Signor F, pseudonimo di un nome ovviamente iniziante per “F” – e in questo modo abbiamo eliminato le varie domande sull’articolo -, che in questo momento non è il caso che io vi sveli (dovrò pur tenermi qualcosa per un gran finale! Ad altri momenti gli spoiler!) era un uomo dai mille affari e mille manie, dai mille pensieri e dalle mille passioni. E una di queste, come la logica suggerisce, riguardava la poesia.
Sì, mi rendo conto anche io che questo personaggio, come d’altronde tutti gli altri presentati fin’ora, abbia qualcosa a che fare con la poesia – e che quindi la mia fantasia è talmente limitata che non riesce a partorire nulla di veramente nuovo -, che il suo nome inizi con la “F” e che essenzialmente su di lui avete poche, abbastanza equivoche o abbastanza inutili, informazioni. Ma, oggi è il giorno delle ripetizioni, abbiate pazienza. Ma, oggi è il giorno delle ripetizioni, abbiate pazienza (e per questa volta metto in sordina il mio repertorio di battute pessime). Abbiate pazienza e avrete risposte..credo. Comunque, riprendendo il discorso da dove lo avevamo interrotto, il Signor F era un appassionato di poesia, e questa sua passione lo condusse per puro caso a incontrare, apprezzare e ingaggiare il nostro amato,si fa per dire, Francisco Inigo Alatriste. Sì, avete capito bene. Ingaggiare. Ingaggiare un barbone per fargli semplicemente leggere le composizioni poetiche che questi assemblava (e così vi ho appena rivelato che la mia fantasia sull’incontro tra Friedrich e Francisco è canonica, per questo racconto. Ma, a ben pensarci, involontariamente ve lo avevo già svelato prima! Sono proprio un pessimo narratore, non vogliatemene). Così, nel tempo, fra i due si era instaurato anche un bel rapporto, come di amici, come di allievo-maestro o come di vecchi colleghi annoiati che disquisiscono sul beato niente – scegliete voi ciò che più vi aggrada pensare – e quando finalmente Francisco conobbe quel particolare personaggio che non è altri che il protagonista della nostra storia, ovvero Friedrich, decise di presentarlo al il Signor F, che sempre anelava nuovi stimoli, spunti, incontri e ispirazioni per la sua amata poesia…E, fortunatamente – perché la geniale goffa insensata misantropia contraddittoria di Friedrich era difficile da convincere – così accadde. E, fortunatamente,- sempre per lo stesso motivo di prima – l’incontro finì solo che bene(certo, se no mi sarei dovuto addentrare in ancora più dettagli…Così siam contenti tutti. In effetti, ora che ci penso, avrei potuto evitare persino di inventarla questa assurda misantropia: ha fatto più conoscenze Friedrich in due episodi che io in una vita. Non posso giustificarmi tutto con la contraddizione! Beh, diciamo pure che voi non ve ne siete accorti e che io ho fatto finta di niente, quindi possiamo proseguire…)! 
Ma, mentre i tre sorseggiavano vino – in realtà due sorseggiavano vino, l’altro del Tavernello – , e parlavano in rima e citavano Dante, o qualche altro grande poeta, ecco che dall’ombra di una lontana dimora s’imbastiva un gran complotto ai danni del il Signor F. 
E, allo stesso tempo, dall’altra parte ancora della città, usciva di casa il nostro terzo e non ultimo protagonista, tutto imbronciato e affatto pronto per intrecciare la sua storia con questa storia. 

Nel prossimo episodio...

  • Complotto, nuovo protagonista, trama, il Signor F, vino, poesia, Friedrich e Francisco hanno tutti il loro spazio. Chi più chi meno (60%)
    60
  • Il misterioso complotto rivela i suoi artefici e fini (20%)
    20
  • Viene dato grande spazio alla presentazione del terzo protagonista (20%)
    20

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35 Commenti

  1. Caro autore, permettimi di permetterti di far emergere alcuni punti negativi che io, umile lettore che cerca… bla bla bla

    Il dialogo ottocentesco con il lettore è TEDIO purissimo!

    “divento troppo prolisso… snervo me stesso e chi mi legge” quoto. A meno che non stai cercando di intrattenere un dialogo inusuale per sperimentare (ad esempio, è onnipresente q.b. per iperannoiare il lettore, ma non abbastanza strano da risultare “”sperimentale”) o stia cercando di imitare uno scrittore dell’ottocento, ma non mi sembra questo il caso (e anche se lo fosse con così poco spazio è inefficiente). E’ un modo di scrivere superato dalla tecnologia dell’autore “trasparente”.

    Magari volevi essere ironico. Ma come hai detto non fa ridere! Quindi mi sembra totalmente ingiustificato!

    esempio: “È nel mio contratto da scrittore, mi dispiace – addentrarmi prima in una attenta descrizione del contesto dell’incontro. Perché? Perché potrei semplicemente scrivere:
    “Friedrich conobbe un nuovo personaggio. Fine.”

    Non mi piace. 🙁

    “riempio tutto di simbolismi inutili” dove sono i simbolismi? XD

    Non mi piace la descrizione in prosa poetica del protagonista, vuole essere brillante ma non lo è:
    “egli aveva una grande genialità… relazionarsi” mi sembra una mezza cozzagli a di frasi fatte che delineano l’archetipo più ovvio dell’Artista.

    “F, F e adesso F” non so perché ma il titolo di questo episodio mi piace molto.

    La diatriba tra barbone e senzatetto sono parole sprecate… l’effetto creato non è abbastanza suggestivo da giustificare tutti quei caratteri.

    “grande, grossolana, gigante confusione che in qualche modo vi ho creato in testa.”
    Finnegan’s Wake è “confusionario”. Il tuo è più zen: non è scritto nulla. Forse questo potrebbe essere originale, ma non è un originale interessante, a mio dire.

    Spero che questo commento sia stato utile! 🙂

    • Allora Vai Tra. Ci tengo molto a risponderti vista la gran dose di notazioni che hai fatto. Che da un lato capisco, ma dall’altro no. Innanzitutto penso che quel che io scrivo tu lo legga con una intonazione completamente diversa da quella da me pensata, perché mentre il continuo groviglio di proposizioni senza mai(e ti prego di non prendermi alla lettera quando scrivo “mai”)interruzioni finite(ovvero il punto)a me porti una lettura “veloce” e d’un fiato-e non per la grande tensione emotiva creata dalla situazione, ma perche la grammatica cosi pretende- sebbene induscutibilmente stancante, suppongo che a te evochi un qualcosa di assolutamente costruito(e in effetti lo è)e soprattutto noioso – e la noia è il principale sentimento(se così si può definire) che io voglio suscitare nel lettore. Il commento che ti ho appena scritto è una esempio di ciò che intendevo. Comunque, forse ti chiederai perché la noia sia il mio intento(forse non te lo chiedi neppure, ma mi hai stuzzicato e pertanto mi dilungo a risponderti). Questa storia e la sua composizione principalmente vogliono annoiare così tanto il lettore da riuscire a farlo snervare, in modo da arrivare infine ad una assolutamente non opportuna risata(perché come ho scritto io e come giustamente hai notato tu, la storia in sé ridere non fa). Il mio modo di scrivere non vuole essere sperimentale(per due motivi: 1) cosa dovrei sperimentare – e quindi dimostrare-? 2) questa non è la prima volta che da me – e anche da altri posso supporre- viene usato, quindi non si può definire nemmeno come un esperimento). D’altro canto però non voglio certo imitare uno stile “ottocentesco”. Questa tua asserzione mi porta inevitabilmente ad un’altra digressione e una domanda: cosa intendi esattamente per ottocentesco? In fondo stai generalizzando un secolo che ha visto emergere molti scrittori e diversi stili di scrittura. Se fossi stato più preciso probabilmente avrei colto appieno la tua intenzione(e sì, ovviamente ho inteso benissimo a cosa ti riferivi. Volevo solo farti impazzire un altro po’ con i miei lunghi e tediosi discorsi 😉 ). Il fatto che questo stile ti sembri ingiustificato(rispetto al genere in cui è posto? In quale altro sarebbe stato consono allora?) se ben leggi dipende molto dalla tua doppia interpretazione di sperimentatore/imitatore che mi hai attribuito. Essendo che questa non rispecchia la realtà, posso affermare(e con abbastanza sicurezza) che hai commentato cadendo in errore, dando l’oggettività a partire da una tua soggettività. Certo potremmo dibattere su chi ha ragione e chi no (ed entrambi cercheremmo di rimanere saldi sulle nostre convinzioni),ma-per quel che mi riguarda e a maggior ragione per la spiegazione dei miei intenti che ti ho dato sopra- sono portato a non tener conto della veridicità assoluta di questa tua affermazione, sebbene come personale io la tenga in mente… Rispetto poi al tuo commento(“non mi piace”) sul primo esempio che hai posto ho da farti io una notazione – che quando questo lungo discorso arriverà alla sua conclusione avrà una maggiore validità, forse-: non è una critica. E non è costruttiva – né in positivo né in negativo. Non è nulla, se non un tuo personalissimo e discutibilissimo(da me,ovvio)parere sensazionale su un piccolo pezzo(di un lungo e noioso e quant’altro discorso)decisamente decontestualizzato. Quindi che ti piaccia o no, se non mi porti anche solo brevemente tutte le proteste del caso e non cerchi quindi di far maturare il tuo giudizio e il mio scritto, a me poco importa. Sul fatto che la descrizione del protagonista sia in prosa poetica mi trovi TOTALMENTE in disaccordo. Né nelle intenzioni né nel risultato finale mi è parsa mai questa sensazione. Che volesse essere brillante non capisco da cosa tu possa dedurlo, visto che non c’è nessun elemento che lo confermi(e per far si che questi non ti possano più apparire ti dico che no,non voleva esserlo. Probabilmente se avessi avuto la pretesa di rendere un pezzo brillante mi sarei impegnato così tanto da riuscire a renderlo tale. È un insieme di periodi come un altro e niente più). Per quanto riguarda – sempre rimanendo su questo tuo commento al mio breve pezzo – “l’archetipo più ovvio dell’Artista”, ho da farti una nuova domanda: con artista intendevi un generale artista oppure volevi lusingarmi riferendoti a me(e qua non può mancare questo smile :P)? Comunque sia, dando per scontato che la risposta corretta sia da ricercare nella prima parte della mia domanda, devo farti notare che quella tua lunga notazione, con esempio annesso e commento finale, di per sé è contraddittoria(prima mi chiedi se aveva la pretesa di essere brillante, dopodiché scrivi che son frasi fatte e che rispecchiano l’archetipo dell’artista. Se come hai notato – e se avessi letto forse più a fondo il mio testo avresti capito che pure io lo ho scritto – il protagonista è stato generalizzato per la categoria a cui appartiene(anche se devo ricordarti che in effetti egli non è proprio un artista, anzi) con frasi che tendono ad accentuare questa categorizzazione, perché hai pensato che nel descriverlo io avessi la pretesa di essere brillante? Se tutti gli elementi dicono già che ci sarà una presentazione per stereotipi, la tua premessa diventa superflua!). Sono contento che il titolo del terzo episodio ti piaccia(anche se, devo essere sincero, penso che tu ti sia focalizzato molto sul titolo del secondo episodio, e che questo abbia condizionato la tua lettura, rendendo ai tuoi occhi il mio scritto come ottocentesco e “bla bla bla”. Ma questo discorso oltre non voglio riprenderlo.) La diatriba che tale non è, comunque- tra barbone e senzatetto non cerca ovviamente di essere suggestiva(quanto può una diatriba essere suggestiva? Può incitare certe tipologie di sentimenti e di approccio ad essa, certo. Ma non è questo il caso. Un piccolo -e a questo punto direi solo per me-inciso su una questione che per alcuni non è di poco conto e che proprio per questo tenta di giustificarsi da un lato e di ironizzare dall’altro non penso debba suscitare più di ciò che è. E i caratteri quindi e sempre a mio parere sono giustificati, perché non tolgono nulla al resto dell’episodio (e non eccedono nello spazio predisposto dal sito) e soprattutto non sono uno “spreco”, a maggior ragione se sono virtuali e non su carta!).Ahimè non so chi sia Finnegan’s Wake e di ciò mi dispiaccio assai, perché a questo punto avrei potuto fare un paragone e cogliere al meglio il senso di questo, dato nel tuo commento. Nel dire che ciò che scrivo sia zen, sempre in relazione a Finnegan’s Wake, dovrei prima valutare bene e capire cosa effettivamente intendi con zen. Per il tuo commento successivo a questo tuo paragone ti rispondo molto chiaramente con: rileggi il titolo. Probabilmente se lo analizzassi a fondo, prendendo in considerazione e quello e la mia sinossi e tutta la trama, capiresti a) di aver ragione b) di non averla casualmente. Che sia originale..ma diamine!, è di nuovo in contraddizione con la tua teoria dell’imitazione ottocentesca. Mi confondi. Che sia interessante o meno, ciò credo sia molto personale e mi spiace che a te tutto ciò non prenda più di tanto. Ah, un’ultima cosa. Il tuo commento è stato quasi tutto completamente inutile, e per le motivazioni che sopra ti ho citato. Il fatto che tu abbia messo lo smile in fondo al tuo commento lo considero molto come una sorta di presa in giro, e questo assai dispiacere mi crea.
      Spero che questo commento sia stato utile 🙂 ! E spero che tu possa leggerlo, così da continuare a risponderci e avere finalmente chiara la situazione. Alla prossima 😉

      • Ah già. Ho dimenticato di risponderti sui simbolismi. Sia i titoli che i nomi dei vari protagonisti non sono inventati di sana pianta, ma contengono un significato preciso e ricercato, più o meno esplicito. Un qualcosa di evidente che rappresenta un qualcosa di nascosto io lo chiamo simbolo. E in effetti si, a legger così par che non ce ne siano! Ciao:)

      • Il tuo stile è: prolisso. Non vedo nulla di originale. E’ semplice da mettere su, non emoziona, non stimola. La sua spiacevolezza è fine a se stessa. Io sono un fan della musica rumorista, che è innaturale e quindi spiacevole. Mi piacciono anche i cibi amari. Sono entrambe due cose “innaturali” ma su cui ci si può fare un gusto. Anche Finnegan’s Wake è spiacevole da leggere, però da degli stimoli assordi. La tua è innaturale ma non c’è nessun gusto da sotto, non che sia ironia, divagazioni tipo flusso di coscienza, nulla.

          • Non mi sono contraddetto. Ho detto che mi piace la musica rumorista e i cibi amari e Finnegans Wake, che pur essendo contrari al gusto “naturale” (una melodia, un cibo dolce, un romanzo ‘normale’) hanno un loro gusto.

            Parlo di estetica in senso lato, “anche una cosa brutta può piacere”, e sto dicendo che il tuo stile è brutto e non mi piace. A differenza di molte cose brutte che hanno un loro senso estetico.

            Non ti continuo a leggere perché ho capito l’antifona del tuo stile. Ci vediamo alla tua prossima storia, sono sicuro che sarà interessante!

              • Non conosco Marshall McLuhan, ma se tu ti fossi letto attentamente e mi avessi letto(nei commenti) altrettanto attentamente avresti capito ciò che intendo dire con contraddetto, essendo che hai cambiato giudizio specifico (e non generale, ho capito che non sopporti il mio racconto – tranquillo)più volte in più commenti. Sono prolisso e amo esserlo, se ciò mi dà la possibilità di un confronto. Se fossi sintetico e ripetitivo(cosa che tendenzialmente faccio all’occorrenza) forse, alle prime avvisaglie di difficoltà, comincerei a citare a sproposito e concludere brevemente il discorso, chi lo sa. Ci tenevo molto a sapere un parere conclusivo utile e pulito da parte tua sul mio scritto, essendo che in questo sito generalmente sei restio a farlo, e hai tutto il diritto di questo mondo di criticarmi, ma come ti avevo già detto secondo me le tue critiche son pareri personali(non che questi siano sbagliati in se, anzi!) che non danno nulla in più al racconto. Sembrano quasi dei capricci, non so se mi spiego, che essenzialmente portano a poco e niente. Secondo me Marshall McLuhan riassumerebbe i tuoi commenti con “Yo brutto c*#@¥☆$e! Non ascolto nulla ma ho sempre ragione!”. Dici che sarebbe troppo? Se ci pensi non hai davvero risposto ai punti del mio commento, ma hai deviato il discorso su altro-rimanendo sulla tua idea. Questo non è confrontarsi a mio dire, e proprio per questo ti ho risposto così. Spero invece continuerai a leggermi nonostante il tutto ti faccia così schifo, perché magari riusciremmo a fare discussioni più costruttive da cui entrambi potremmo imparare.

    • La storia purtroppo, e secondo me, non appartiene proprio a nessun genere! È semplicemente così tanto confusionaria che non potevo che non metterla qui, a farla impazzire ancor di più 😉 sono davvero contento che ti piaccia(beh non lo hai detto esplicitamente, però il tuo commento ciò fa trapelare 🙂 ), quindi grazie mille e alla prossima!

  2. Hanno tutti il loro spazio: chi più chi meno. Voglio vedere come la risolvi in 5000 caratteri tutta quella roba, se ci riesci sei un grande! 😀

    La parte in cui ti ripeti mi ha strappato un sorriso. Inizia a far ridere la storia. 😉 Peccato per l’articolo di Il signor F., ora sappiamo che non fa parte del nome.
    Verso la fine c’è una parte molto lunga fra parentesi che mi ha dato un po’ fastidio nella lettura e l’ho dovuta rileggere con calma. Per il resto la lettura è stata abbastanza piacevole. Alla prossima! 🙂

  3. Mi piace il tuo stile e mi sono piaciuti molto questi primi capitoli,
    la voce narrante nel suo discorso prolisso e contorto dà la giusta atmosfera (e poi amo i discorsi lunghi e contorti)
    E cosa più importante voglio sapere tutto de “il Signor F”
    quindi ti seguo per forza in questi eoni di nulla 🙂

  4. Ho votato per il barbone xD
    Bell’episodio, anche se l’ho trovato un po’ “diluito”, ma immagino di dover attendere qualche episodio in più per lo sviluppo della trama. 🙂

    Al prossimo! 🙂

  5. Lo stile è molto cinematografico, ricorda un po’ i noir anni sessanta americani, con la voce fuori campo a farla da padrone. La confusione nella scrittura è un pelino troppa a mio avviso, ma niente che non si sistemi.
    Ho votato per il cinema.

  6. A parte qualche erroruccio, dovuto alla complessità della struttura di molte delle frasi in questo Incipit (“però ehi!, non fraintendetemi” sarebbe “però ehi! Non fraintendetemi”, tutte robette del genere, che vanno via con una rilettura sistemata) mi è piaciuto molto lo stile: si nota uno sforzo emulativo di una voce fuori campo, tipica dei film.
    È una scelta narrativa che farà molta presa su chiunque si degnerà di leggerti ahah, me compreso 🙂

    Quindi, ricapitolando: mi piace come esordio, fa presa, ho votato per una descrizione minuziosa e seguo la storia.

    Al prossimo episodio! 🙂

    • Perdonate l’intromissione, per licenza poetica e stilistica, la frase può essere scritta in modo corretto così:
      “Però, ehi!, non fraintendermi”
      a Fitz mancava la virgola dopo il “però”, e Ivan ha messo una maiscola che poteva non esserci… 😉 🙂

      • Scusa l’ignoranza, a meno che non vi sia un’eccessiva ripetizione di domande o esclamazioni, io sapevo che le maiuscole sono obbligatorie dopo i punti interrogativi ed esclamativi… adesso so solo di essere confuso. ^_^”
        Certo, le licenze salvano tutti noi, ma la “patente” è la grammatica.

        E perdonatemi, leggendo sono molto suscettibile su determinati argomenti/schiocchezze, alcuni lo hanno visto a loro spese e credo mi detestino, adesso.
        Mi dispiace, anche perché sono il primo a sbagliare! 😀

        Buona continuazione a voi. 🙂

        • Ivan,
          lungi da me contraddire il mio autore preferito… 😉 ma devo dirti che la grammatica in qeusto caso è piegata alla narrazione:
          io esclamo:
          No! Non è possibile, cavolo.

          ma… su battuta tra le virgolette di battuta, la grammatica perde il suo potere sintattico e diventa anche: ” No!, non è possibile, cavolo!” poichè è una battuta, non narrazione…

          però non devi smettere di volermi bene…. ehehehehehe

          • Figurarsi se per una cosa del genere metto il broncio ahahaha 😀

            Ah vedi, non lo sapevo! Questo sì che è utile, almeno per me che ho la fissa dei cavilli grammaticali (come se non lo avesse capito anche il cane del vicino).
            Grazie della dritta, a presto! 🙂

  7. Grazie mille per l’onore,bilbetto. Son molto contento (e più ancora, soddisfatto) che tu abbia colto la mia voluta confusione e inconcludenza nello scrivere. Dove cavolo andrò a parare è un segreto per tutti (me compreso,forse). L’iniziale del protagonista è casuale, ma non il suo nome. Forse ti riferisci al fatto che su due personaggi che ho presentato, tutti e due hanno la F nel nome? Come ho detto, son punti di vista. Per me il nome del morto rimane “Signore”, su questo non ci piove ;). Come andrà? Si vedrà

  8. Ciao Fitzgerald, leggerti per primo potrebbe essere stato un onore, o un onere a seconda dei punti di vista, ma propenderei più per la prima opzione, perchè ti ho letto cominciando senza aspettarmi nulla di che, come sempre, e concludendo il primo episodio con un lieve pizzicorino dato dalla smania di proseguire, e capire dove cavolo andrai a parare. La tua mi sembra comunque una buonissima base di partenza, curiosa e confusa (secondo me volutamente). E’ per questo che l’opzione da me scelta è la più banale, voglio sapere chi è questo Friedrich (comincia con la F, è voluto?). Buon lavoro

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