Ostrakon – da una vita in pezzi

Dove eravamo rimasti?

Come vuoi che sia andata a Trasillo, l'attentatore dell'agorà? Salvo per miracolo (100%)

La tempesta

Al ricongiungimento Aristandro fu il solo ad arrivare sano e in orario, e ciò diede campo alla sua paranoia che travolse l’ultimo flebile lume della ragione, già indebolita dal trauma dell’omicidio. Mentre delirava nella sua calma apparente arrivò Trasibulo, ansimante e ferito, il quale si accasciò ai suoi piedi, stremato dal dolore lancinante del polpaccio trafitto e dallo sforzo compiuto correndo in tale condizione. Mentre soccorreva l’amico ancora boccheggiante una voce lo chiamò, in lontananza Trasillo gli indicava delle rovine. Percorso il tortuoso tragitto con l’amico in spalla finalmente, protetti dalle rovine, poterono riunirsi. Trasillo era anche lui ferito, l’occhio sinistro, tumefatto, sembrava essere stato colpito più volte con veemenza, ancora sanguinava

-Amici, ho fallito- disse flebilmente -quell’infame mi aspettava, mi ha fatto entrare nel tribunale solo per bloccarmi, mi hanno preso e legnato davanti a tutti, e ringrazio qualsiasi dio ci abbia messo del suo che lo abbiano fatto in pubblico, il popolo si è ribellato, il tribunale è diventato una bolgia e il trambusto mi ha dato un’insperata via di fuga, non potrò più farmi vedere nella polis.

Trasibulo riprese fiato solo per restituirlo in singhiozzi -Filippo è morto, ci hanno teso un agguato, hanno cambiato programma per disperderci e poi ci hanno colti come acini d’uva. Q-quando ho aperto il carro dell’oligarca ci ho trovato le teste mozzate di Filippo e dei sui fratelli, uno spettacolo orrendo, in quell’istante ci hanno aggrediti dall’alto, li abbiamo respinti ma metà di noi è rimasta…

e scoppiò in un pianto convulso, mentre le lacrime si mischiavano alla polvere sul suo viso. Lui e i suoi amici erano diventati marionette inconsapevoli dei giochi di potere dell’isola, bastarono pochi attimi perchè si rendessero tacitamente conto del raggiro: se tre oligarchi sapevano della rivolta, senza dubbio avevano cavalcato l’onda della ribellione per liberarsi del collega scomodo senza dover in alcun modo sporcarsi le mani. Rimaneva da capire come ne fossero venuti a conoscenza.

-Da questo momento in poi non ci fideremo più di nessuno, neanche l’uno dell’altro, dovremo portare a termine i nostri incarichi da soli. Ognuno di noi sceglie un bersaglio e se ne occuperà come e quando vorrà, non abbiamo altra via- disse Aristandro. Raccolto l’unanime consenso, scelse per se il giudice, conosceva l’agorà quasi quanto l’acropoli, e conosceva i giusti informatori. I tre latitanti si diedero quindi alla macchia, da quel momento in poi ognuno si sarebbe occupato di se stesso e del suo piano. Si sistemò in una caverna, lontana da occhi indiscreti, in una zona battuta da forte vento, ciò gli consentiva di accendere il fuoco senza la preoccupazione di essere visto. Aveva con se solo il pugnale con il quale aveva compiuto l’atto, ma al calare della notte si sarebbe recato al porto per recuperare nella bottega del povero Tiros qualche arma, il buio lo avrebbe protetto a sufficienza. Dal porto avrebbe potuto poi contattare suo padre Iperbolo, che gli avrebbe fornito tutte le informazioni necessarie, la sua popolarità politica lo proteggeva da ogni attentato, se anche fosse stato visto parlare con persone sospette nessuno avrebbe osato muovere dito contro di lui. Per comunicare col padre infine decise di utilizzare la madre, l’insospettabile matrona non sarebbe stata di sicuro pedinata dalle guardie, e inoltre i lavatoi non sono certo luogo da uomini.

Stava ormai calando la notte sull’umido giaciglio di Aristandro, il fuoco andava spento per evitare incontri poco graditi, per quella notte avrebbe combattuto il freddo con le scomode vesti da diplomatico che gli erano rimaste indosso e un letto di sterpaglie. Il domani si prospettava faticoso, avrebbe dovuto procurarsi del cibo cacciando solo col pugnale, il che probabilmente significava che avrebbe depredato qualsiasi vegetale di bacche e frutti pur di riempire lo stomaco. Mentre tentava di trovare il pensiero che si sarebbe trasformato in sogno, fuggendo dal ricordo del sangue versato, andò con la memoria a Filippo, al giorno in cui lo conobbe, al segmento di vita passato insieme, all’avventura della rivolta nella quale si erano imbarcati tutti insieme, ma il momento dei bei ricordi non durò e presto i suoi pensieri divennero incubi. Quella notte difficilmente avrebbe riposato, quello che ormai era il più innocuo dei 4 oligarchi, si sarebbe vendicato del riposo eterno rubandolo al tormentato omicida.

A qualche chilometro di distanza i tre oligarchi brindavano alla sorte benevola, i loro investimenti preventivi avevano portato frutti in abbondanza, tra questi l’occasione di liberarsi di un rivale troppo ambizioso; ora era il momento di investire in un contrattacco, se l’esponente di rilievo della corrente democratica, Iperbolo, era intoccabile, altrettanto non potevano dire gli strateghi della parte armata, e conoscevano i nomi di ognuno di loro. Continuarono così, inebriati dal potere e dal vino.

Come reagiranno i tre oligarchi?

  • Si perderanno nei festeggiamenti per la riuscita del piano (0%)
    0
  • Scapperanno ad Atene militarizzando l'isola (0%)
    0
  • Prenderanno in ostaggio le famiglie dei rivoltosi (100%)
    100
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21 Commenti

  1. Mi è piaciuta moltissimo la seconda parte di questo episodio, specialmente le descrizioni e le azioni. Sei molto migliorato dall’inizio della storia.
    Il modo in cui hai descritto i movimenti della folla, la loro attesa e l’entrata della cavalleria. Ma anche la lapidazione dei cavalieri poco prima. È stato tutto molto vivido, quando i cavalieri sono entrati credo di aver provato un pizzico di quell’emozione, di quell’ adrenalinica paura del popolo. È per questo che ho votato per la vittoria sulle guardie, tifo per il popolo ahaha.
    I miei più vivi complimenti! 🙂

  2. Questa storia la vedrei bene come opera teatrale, ne ha tutti gli elementi! Spero solo che questa volta la scelta che ho fatto venga sviluppata…certo una intera generazione di eunuchi e..eunuche(non trovo il termine, vado di neologismi) non è proprio il massimo, ma renderebbe il tutto certo molto originale! Attendo il prossimo episodio

    • Addirittura, grazie mille! le scelte possibili sono state tutte tarate per cercare di rendere un ritratto realista dell’anelito di rivalsa dell’uomo, personalmente la mia scelta preferita è quella degli stupri, loro uccidono la sua stirpe e lui risponde rubando le loro, è la scelta che in fondo, agli occhi di Polimaco, riequilibra meglio le sorti.
      Grazie per l’attenzione 🙂

  3. Bene, è dallo scorso episodio, quando hai accennato al vecchio cane, che spero non si tratti di un omaggio alla vicenda di Argo e Ulisse… quella storia mi commuove sempre!

    Tornando al racconto ho votato per il massacro, mi sembra più in linea con le “tradizioni” greche, dimmi se sbaglio. 🙂
    Ah, c’è una parte, verso l’inizio, in cui ripeti troppo la parola “voce”, cerca di evitare questo genere di cose quando scrivi.

    Al prossimo episodio!

  4. Ho seguito la storia dall’inizio senza avere la possibilità di commentare (problemi di tempo).
    Il racconto va crescendo e non calando, cioè gli episodi appassionano man mano che si va avanti, e questo è un bene. L’inesperienza si vede in molti aspetti, soprattutto descrizioni ed azioni dei personaggi. I dialogi mi piacciono molto 🙂

    Al prossimo episodio!

  5. Allora, primo a commentare vedo.

    Deliziosa la cornice narrativa della grecia antica, e la vicenda scorre molto bene.
    Non ho notato errori,l ne di tipologia grammaticale ne storica a livello di descrizioni/linguaggio.

    La vicenda procede bene, se posso però vorrei farti un paio di osservazioni, causate forse dalla poca esperienza:

    Inizio del discorso diretto, la prima lettere va maiuscola, è una regoletta su cui passo volentieri sopra personalmente, ma stilisticamengte è un po’ una battuta d’arresto.

    Seconda cosa, quando all’interno del dialogo devi segnalare chi parla (es. -perfetto, mi occuperò del secondo, disse Aristandro, ho molti amici…) la componente “£disse Alessandro” invece che porla fra le virgole ti suggerisco di usare i trattini.

    -perfetto, mi occuperò del secondo- disse Aristandro -ho molti amici…

    Così risulta chiaro lo stacco fra parlato e narrazione, perchè usando le virgolette pare quasi che sia tutto discrso diretto.

    In Ogni caso seguo e son curioso di vedere che accade con la rivolta.

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