Ostrakon – da una vita in pezzi

Dove eravamo rimasti?

Come reagirà il vecchio cane trovando Aristandro? Riconoscerà il padrone (67%)

La rincorsa

Passò un’ora prima che le guardie permettessero al cane visibilmente innervosito di fare il suo giro notturno, Aristandro, accucciato tra il fogliame del sottobosco, sentiva le ginocchia dolere per la pessima posizione. Sull’anima di un ramo di pino aveva inciso un breve messaggio per il padre: “cascina, Aristandro”, chiaro e conciso, come richiesto dalle piccole dimensioni dell’oggetto che lo avrebbe portato. Aveva conservato un po’ della corteccia del ramo per ricoprirlo almeno in minima parte, fece appena in tempo per vedere il cane avvicinarsi sospettoso. Per evitare che abbaiasse lo chiamò sottovoce, cercando di fare in modo che il vecchio cane lo sentisse e riconoscesse la voce. Riconosciuta la voce del padrone la bestia ebbe un sussulto di gioia e si tuffò nella macchia per festeggiare il ritorno del padrone, leccandogli il viso ispido e accucciandosi a pancia all’aria ai suoi piedi, un gesto che gli uomini non capiscono, un gesto di fede. Aristandro era sul punto di piangere un’altra volta, gli ultimi giorni lo avevano sconvolto al punto da renderlo sensibile a qualsiasi tipo di avvenimento. Quando il cane si fu calmato Aristandro gli affidò il ramo, ed indicandogli la casa gli disse di andare. Il cane si avviò verso la porta ed entrò, ora non rimaneva che aspettare ad Aristandro, si sarebbe nascosto nel solaio della cascina, da lì avrebbe potuto parlare col padre senza il rischio di essere visto.

La vecchia porta cigolò, lasciando entrare Iperbolo avvolto dalla luce accecante del sole. Aristandro richiamò la sua attenzione con un colpo sulle travi che lo sostenevano.

-Tranquillo, ci basterà non farci sentire e non dovremmo essere interrotti- disse il padre

-Padre, cosa è successo, vi stavo cercando e non..

-Quando ci avevate assicurato di aver pianificato come di dovere francamente mi aspettavo ben altro, Aristandro. So che Filippo è morto, le famiglie di Trasibulo e Trasillo sono state rinchiuse nelle cave, noi ci siamo salvati solo grazie alla notorietà acquisita, non penso che i tuoi piani comprendessere tutto questo

-No, hai ragione, perdonami, sono venuto per..

-Taci, sono esacerbato, non avrei potuto immaginare un epilogo peggiore, pensavo di averti insegnato la prudenza con le lezioni che ho vissuto sulla mia pelle ma vedo che hai avuto bisogno di cicatrici tue, eh? Tua madre piange da mane a sera per non averti fermato, pensa che tu sia morto. Anche vedendoti qui non sono più sereno di ieri, sanno cosa hai fatto e se non arrivi in fretta in fondo alla questione ne pagheremo anche noi le conseguenze. Domattina va a parlare con Polimaco, il padre di Filippo, dato il modo in cui gli hanno portato via i figli non hanno ancora avuto l’impudenza di arrestarlo, ma passati i giorni del lutto inizieranno a controllarlo, conoscendo il temperamento familiare farà qualche sciocchezza, parlaci e forse oltre a qualche informazione otterrai di calmarlo.

Aristandro guardò il padre con gli occhi pieni di vergogna e, prima che potesse proferire verbo, il vecchio era già uscito dalla cascina.

Filippo abitava nella zona centrale del porto, la più viva di tutta Samo. I bambini correvano nei vicoletti rincorrendosi l’un l’altro, fuggendo dai rimproveri delle anziane nonne che fingevano di essere infastidite dalla turbolenta allegria dei loro nipoti. Le madri si aggiravano su e giù indaffarate, mentre gli uomini, poco più in là, scaricavano le merci dalle navi per guadagnare il pane che avrebbe mantenuto in vita tutto quell’enorme gioioso alveare. Intorno alla vecchia casa del suo amico d’infanzia ancora molte persone facevano la fila per portare le loro condoglianze ai poveri genitori, la comunità si era stretta attorno a ciò che rimaneva della famiglia per farsi carico di una minuscola parte del loro dolore. Aristandro si fece largo frettolosamente, cercando di farsi riconoscere il meno possibile per evitare trambusto. Il padre di Filippo si accorse di lui e lo avvicinò per fargli largo fino alle scale, al piano superiore avrebbero potuto discutere in serenità.

Un ghigno si accese sul viso del vecchio

-Sapevo che saresti venuto, Aristandro, contavo su di te. Sono stati giorni duri da affrontare, ma almeno so che mio figlio è morto da eroe, per una causa in cui credevamo tutti, quello che mai riuscirò a mandare giù è la morte di Artemisia e Alessio, è stata dura accettare la commiserazione di amici e parenti, ma è una maschera che mi serve per potermi vendicare. So che non sei qua solo per asciugare le nostre lacrime, non sono un ingenuo, sarebbe stato stupido da parte tua rischiare per così poco. Ti darò l’aiuto che cerchi se tu mi prometti una ricompensa.

Aristandro, stupefatto dal cambio di atteggiamento così repentino, rimase in silenzio, cercando di carpire dal volto del suo interlocutore i termini dell’accordo. L’uomo sembrava impazzito, il dolore doveva averlo sopraffatto.

Quali saranno le condizioni di Polimaco?

  • L'evirazione di tutti i maschi e la sterilizzazione di ogni donna delle stirpi degli oligarchi (100%)
    100
  • Lo stupro e ingravidamento delle donne in età da marito delle stirpi dei tre oligarchi (da parte di Polimaco) (0%)
    0
  • Il massacro delle famiglie degli oligarchi e il cancellamento delle loro stirpi (0%)
    0
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21 Commenti

  1. Mi è piaciuta moltissimo la seconda parte di questo episodio, specialmente le descrizioni e le azioni. Sei molto migliorato dall’inizio della storia.
    Il modo in cui hai descritto i movimenti della folla, la loro attesa e l’entrata della cavalleria. Ma anche la lapidazione dei cavalieri poco prima. È stato tutto molto vivido, quando i cavalieri sono entrati credo di aver provato un pizzico di quell’emozione, di quell’ adrenalinica paura del popolo. È per questo che ho votato per la vittoria sulle guardie, tifo per il popolo ahaha.
    I miei più vivi complimenti! 🙂

  2. Questa storia la vedrei bene come opera teatrale, ne ha tutti gli elementi! Spero solo che questa volta la scelta che ho fatto venga sviluppata…certo una intera generazione di eunuchi e..eunuche(non trovo il termine, vado di neologismi) non è proprio il massimo, ma renderebbe il tutto certo molto originale! Attendo il prossimo episodio

    • Addirittura, grazie mille! le scelte possibili sono state tutte tarate per cercare di rendere un ritratto realista dell’anelito di rivalsa dell’uomo, personalmente la mia scelta preferita è quella degli stupri, loro uccidono la sua stirpe e lui risponde rubando le loro, è la scelta che in fondo, agli occhi di Polimaco, riequilibra meglio le sorti.
      Grazie per l’attenzione 🙂

  3. Bene, è dallo scorso episodio, quando hai accennato al vecchio cane, che spero non si tratti di un omaggio alla vicenda di Argo e Ulisse… quella storia mi commuove sempre!

    Tornando al racconto ho votato per il massacro, mi sembra più in linea con le “tradizioni” greche, dimmi se sbaglio. 🙂
    Ah, c’è una parte, verso l’inizio, in cui ripeti troppo la parola “voce”, cerca di evitare questo genere di cose quando scrivi.

    Al prossimo episodio!

  4. Ho seguito la storia dall’inizio senza avere la possibilità di commentare (problemi di tempo).
    Il racconto va crescendo e non calando, cioè gli episodi appassionano man mano che si va avanti, e questo è un bene. L’inesperienza si vede in molti aspetti, soprattutto descrizioni ed azioni dei personaggi. I dialogi mi piacciono molto 🙂

    Al prossimo episodio!

  5. Allora, primo a commentare vedo.

    Deliziosa la cornice narrativa della grecia antica, e la vicenda scorre molto bene.
    Non ho notato errori,l ne di tipologia grammaticale ne storica a livello di descrizioni/linguaggio.

    La vicenda procede bene, se posso però vorrei farti un paio di osservazioni, causate forse dalla poca esperienza:

    Inizio del discorso diretto, la prima lettere va maiuscola, è una regoletta su cui passo volentieri sopra personalmente, ma stilisticamengte è un po’ una battuta d’arresto.

    Seconda cosa, quando all’interno del dialogo devi segnalare chi parla (es. -perfetto, mi occuperò del secondo, disse Aristandro, ho molti amici…) la componente “£disse Alessandro” invece che porla fra le virgole ti suggerisco di usare i trattini.

    -perfetto, mi occuperò del secondo- disse Aristandro -ho molti amici…

    Così risulta chiaro lo stacco fra parlato e narrazione, perchè usando le virgolette pare quasi che sia tutto discrso diretto.

    In Ogni caso seguo e son curioso di vedere che accade con la rivolta.

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