Ostrakon – da una vita in pezzi

Dove eravamo rimasti?

Cosa accadrà nel prossimo episodio? L'imputato sarà Polimaco, prelevato a sorpresa quella mattina dalle guardie (100%)

Il volo/la sospensione

L’ansia, o forse il ramo scomodo sul quale aveva dormito, lo svegliò anzitempo. Si passò una mano sulla guancia ispida fino a massaggiare gli occhi cercando di restituire loro un po’ di vitalità, fermandosi un attimo a riflettere sul da farsi. Trasibulo, contrariamente ad Aristandro, non aveva avuto la fortuna di trovare un buon connubio tra comodità e sicurezza, così aveva scelto un albero come rifugio, assicurandosi di non avere dubbie sorprese nella notte. Maledisse il sì dato a Polimaco, maledisse anche il suo istinto eroico, quale assurdo motivo lo aveva spinto a buttarsi ancora una volta nella mischia, nonostante avesse già fatto il suo dovere? Altruismo, amicizia, senso di giustizia e forse anche il desiderio che tutto questo finisse il più in fretta possibile, voleva tornare a passeggiare nella sua isola, a corteggiare le giovani greche, a guadagnarsi il pane al porto, a vivere. Bel ruolo il suo, aizzare la folla, guidarla contro il tiranno,sorgeva spontane una domanda: se fosse riuscito a incastrare il tiranno quale sarebbe stato il ruolo di Aristandro. Fiducia, quello gli bastava.

Il popolo cominciava a salire verso il tribunale, Polimaco li aveva convinti facilmente, dopo la morte del figlio, aveva acquisito un enorme potere politico, era diventato una nuova fiaccola del fuoco rivoluzionario. Davanti al tribunale la calca già rumoreggiava, ma Polimaco ancora non si vedeva, in compenso la presenza di Trasibulo non passò inosservata, in pochi attimi l’esuberanza della folla duplicò, forte della presenza di un leader. Dal fondo della salita un piccolo corteo intraprendeva la strada del tribunale, guardie a cavallo accompagnavano il prigioniero in catene, visibilmente malconcio. Quando il volto del prigioniero divenne visibile cadde il gelo, la baldanza che prima serpeggiava nelle fila dei cittadini venne sostituita da un silenzio colmo di stupore e incredulità. Il cuore di Trasibulo rallentò, compensando la lentezza dei battiti con una pulsazione assordante.

Attorniato dalle guardie stava Polimaco, ridotto all’ordine con la forza, a capo chino, in silenzio. A distanza di qualche passo seguiva la moglie, in lacrime, stravolta dai singhiozzi, battendosi il petto, nemmeno riusciva a urlare il suo lamento. Il solenne cammino dei fieri cavalli aprì la massa informe di persone come le navi solcano il mare in bonaccia, come anime fluttuanti trasportate dal vento.

Trasibulo, vinto l’attimo di smarrimento, raccolse una pietra da terra, cercando di celarsi nella turba inquieta prese la mira e, trattenendo il respiro, lanciò. Il proiettile colse impreparata la guardia, colpita al collo, la quale cadde miseramente da cavallo. Con quel gesto Trasibulo abbatté un muro invisibile, inconsapevolmente aveva creato un precedente inaudito, aveva dato un ordine da eseguire al plotone di cittadini che, solo pochi attimi prima, osservava impietrito il nemico farsi largo a colpi d’arroganza. Il corpo di guardia venne brutalmente lapidato e costretto ad un indegna e scomposta fuga, la folla sembrava aver perso ogni freno e cominciò a riversarsi nel tribunale. Dalla strada che portava all’agorà, seguita da una nube di polvere, veniva una riga di cavalieri, l’oligarca legislatore scendeva con i suoi uomini giù dall’acropoli per salvare il collega. Ora toccava a Trasibulo organizzare il popolo, impedire che venisse colto alla sprovvista dalla carica della cavalleria e disperso. La sua notorietà fu per lui una lanterna nel buio del caos, i suoi ordini si diffusero a macchia d’olio, in un attimo l’atrio del tribunale fu conquistato, tutti erano barricati al suo interno. L’aula, con dentro il giudice e le sue guardie, era stata sprangata, rendendo il fronte del legislatore l’unico realisticamente pericoloso.

Euforia e senso di grandezza scorrevano a fiumi, ognuno dei presenti sentiva di imprimere il proprio nome a forza nella storia e, perché no, nella leggenda. Così sono fatti gli uomini, sono disposti a morire pur di vivere in eterno nella memoria dei posteri. In quegli istanti di delirio nessuno aveva nulla da perdere, la prospettiva era quella della gloria, e quale miglior investimento per un uomo di valore. Ultimi accorgimenti, ultime raccomandazioni e preghiere, pronti a chiudersi come una morsa sui cavalli che entro pochi istanti avrebbero invaso l’atrio con la forza di una piena torrenziale, i più fortunati armati delle spade rubate alle guardie cadute sotto la sassaiola, gli altri pronti a lanciare qualsiasi oggetto solido fosse nel loro raggio d’azione. Ed ecco, i cavalieri armati fino ai denti sgorgavano prepotentemente dalla grande porta istoriata del tribunale. Le urla e i rumori della lotta si sovrapposero in un unico mostruoso frastuono. Sassi e uomini travolsero le guardie e i loro cavalli, terrorizzati davanti ad un attacco così impetuoso. Dietro l’ultimo cavaliere abbandonato al suo atroce destino ecco il legislatore, spettatore codardo nonché committente di tale atroce disumano spettacolo. Aristandro attendeva.

Quali saranno le sorti della battaglia?

  • Trasillo, che aspettava il legislatore nell'agorà, accorre uccidendolo (50%)
    50
  • Le guardie, forti della superiorità d'equipaggiamento, riusciranno a salvare il giudice (25%)
    25
  • Il popolo ribelle, forte della superiorità numerica, massacrerà le guardie (25%)
    25
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21 Commenti

  1. Mi è piaciuta moltissimo la seconda parte di questo episodio, specialmente le descrizioni e le azioni. Sei molto migliorato dall’inizio della storia.
    Il modo in cui hai descritto i movimenti della folla, la loro attesa e l’entrata della cavalleria. Ma anche la lapidazione dei cavalieri poco prima. È stato tutto molto vivido, quando i cavalieri sono entrati credo di aver provato un pizzico di quell’emozione, di quell’ adrenalinica paura del popolo. È per questo che ho votato per la vittoria sulle guardie, tifo per il popolo ahaha.
    I miei più vivi complimenti! 🙂

  2. Questa storia la vedrei bene come opera teatrale, ne ha tutti gli elementi! Spero solo che questa volta la scelta che ho fatto venga sviluppata…certo una intera generazione di eunuchi e..eunuche(non trovo il termine, vado di neologismi) non è proprio il massimo, ma renderebbe il tutto certo molto originale! Attendo il prossimo episodio

    • Addirittura, grazie mille! le scelte possibili sono state tutte tarate per cercare di rendere un ritratto realista dell’anelito di rivalsa dell’uomo, personalmente la mia scelta preferita è quella degli stupri, loro uccidono la sua stirpe e lui risponde rubando le loro, è la scelta che in fondo, agli occhi di Polimaco, riequilibra meglio le sorti.
      Grazie per l’attenzione 🙂

  3. Bene, è dallo scorso episodio, quando hai accennato al vecchio cane, che spero non si tratti di un omaggio alla vicenda di Argo e Ulisse… quella storia mi commuove sempre!

    Tornando al racconto ho votato per il massacro, mi sembra più in linea con le “tradizioni” greche, dimmi se sbaglio. 🙂
    Ah, c’è una parte, verso l’inizio, in cui ripeti troppo la parola “voce”, cerca di evitare questo genere di cose quando scrivi.

    Al prossimo episodio!

  4. Ho seguito la storia dall’inizio senza avere la possibilità di commentare (problemi di tempo).
    Il racconto va crescendo e non calando, cioè gli episodi appassionano man mano che si va avanti, e questo è un bene. L’inesperienza si vede in molti aspetti, soprattutto descrizioni ed azioni dei personaggi. I dialogi mi piacciono molto 🙂

    Al prossimo episodio!

  5. Allora, primo a commentare vedo.

    Deliziosa la cornice narrativa della grecia antica, e la vicenda scorre molto bene.
    Non ho notato errori,l ne di tipologia grammaticale ne storica a livello di descrizioni/linguaggio.

    La vicenda procede bene, se posso però vorrei farti un paio di osservazioni, causate forse dalla poca esperienza:

    Inizio del discorso diretto, la prima lettere va maiuscola, è una regoletta su cui passo volentieri sopra personalmente, ma stilisticamengte è un po’ una battuta d’arresto.

    Seconda cosa, quando all’interno del dialogo devi segnalare chi parla (es. -perfetto, mi occuperò del secondo, disse Aristandro, ho molti amici…) la componente “£disse Alessandro” invece che porla fra le virgole ti suggerisco di usare i trattini.

    -perfetto, mi occuperò del secondo- disse Aristandro -ho molti amici…

    Così risulta chiaro lo stacco fra parlato e narrazione, perchè usando le virgolette pare quasi che sia tutto discrso diretto.

    In Ogni caso seguo e son curioso di vedere che accade con la rivolta.

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