Ostrakon – da una vita in pezzi

Dove eravamo rimasti?

Quali saranno le sorti della battaglia? Trasillo, che aspettava il legislatore nell'agorà, accorre uccidendolo (50%)

L’atterraggio

Accovacciato dietro un folto muro di arbusti Aristandro spiava la strada attendendo il momento in cui il giudice, fuggendo, sarebbe caduto nella sua trappola. La corda, accuratamente mimetizzata nella polvere, aspettava di essere tesa, rompendo il galoppo ai cavalli dei fuggitivi. Improvvisamente un frastuono di zoccoli rapì l’attenzione di Aristandro, il legislatore era inaspettatamente sceso dall’acropoli in soccorso del suo collega. Aristandro sentì mancare il terreno sotto i piedi. La sorpresa gli impedì una rapida reazione, che avrebbe potuto arrestare l’offensiva improvvisata, lasciandolo frustrato e smarrito. Il suo piano non prevedeva interferenze così massicce, se l’arresto di Polimaco era trascurabile il movimento di un plotone di cavalleria era un disastro, era la fine, i cavalieri avrebbero massacrato i cittadini inferociti, il giudice non sarebbe mai fuggito per incappare nella sua trappola, non con la sola scorta almeno. Una sensazione incredibilmente adrenalinica percorse la sua colonna vertebrale, rabbia, un fiume di rancore lo stava riempendo. Era sul punto di mettersi a correre all’inseguimento, li avrebbe impiccati uno ad uno quegli infami, quando sentì il suo nome. La voce familiare venne facilmente connessa all’identità, Trasillo giungeva correndo dall’acropoli

-Aspetta! Aspettami…

-Trasillo! Vedo che oggi non è un giorno fortunato nemmeno per te

-Quel… quell’infame mi è scappato, gli avrei messo una freccia in fronte… malcreato…

-Non parlare respira, ora dovremo raggiungerli, ti conviene recuperare il fiato

L’assenso appena accennato dell’amico bastò, pochi secondi e ripresero a correre verso il tribunale.

Il fragore del metallo sovrastava il sottofondo pacato della natura, i cavalieri avevano iniziato il loro assalto, in pochi attimi il pavimento si sarebbe riempito di sangue. Un uomo a cavallo osservava lo spettacolo ad appena pochi metri di distanza dalla porta, il legislatore. La figura dettò un cambiamento di tattica ai due attentatori, smessa la corsa iniziarono a camminare sulla parte più rocciosa per evitare di esser notati. Trasillo aveva già sfilato una freccia dalla faretra, si apprestava a tendere l’elegante arco in legno di tasso. Interruppe la respirazione per stabilizzare la traiettoria e scoccò: l’elegante arma si distese imprimendo la sua forza al dardo, l’aria, trafitta dalla punta metallica, sibilò in risposta, cedendo il passo. Un suono secco, come di rami spezzati, si distinse nel caotico fracasso che giungeva dalla battaglia imperversante nell’atrio del tribunale. Il fusto in legno era ora conficcato al centro del collo dell’oligarca, le vertebre cervicali era state frantumate dalla violenza dell’impatto e la carne era stata tagliata come burro. Dal pomo d’Adamo sgorgava un fiotto di sangue al ritmo dettato dagli ultimi battiti del cuore. Il corpo sembrò mancare di forze, cadde prima in avanti, appoggiandosi per un istante al cavallo, per essere infine trascinato al suolo dal peso dell’uomo.

Aristandro corse verso il cadavere, sguainò la spada e finì il lavoro che la freccia aveva iniziato, tagliando la testa al defunto. Entrò così nell’atrio, tenendo per i capelli il cranio dello sconfitto.

Il silenzio tornò come se ne era andato, nel tempo d’un baleno, gli sguardi esterrefatti delle guardie, beffate dall’amara sorte che sembrava averle favorite, erano lo specchio dell’incredulità. Un nuovo rumore fece sobbalzare i presenti, le guardie abbandonarono le loro armi, lasciandole cadere per evitare ulteriori inutili spargimenti di sangue. Un grido di liberazione uscì spontaneo dalle gole dei ribelli, l’incubo era giunto al termine, la rivoluzione era stata compiuta, era stata scritta una nuova pagina di storia che un giorno sarebbe stata cantata come la battaglia delle Termopili venne cantata da Simonide. L’ultima barriera che separava i ribelli dal giudice cadde senza resistenza, le guardie nemmeno liberarono le spade dal fodero, pochi attimi e il giudice fu preso e legato ad un cavallo. Polimaco, visibilmente malconcio, venne issato sull’animale, a lui la gioia di uccidere il committente della morte del figlio. Accortosi di chi avrebbe posto fine alla sua esistenza il giudice puntò il dito, in un ultimo fiero gesto di sprezzante arroganza, contro il vecchio, e disse

-Hai ben poco da festeggiare, sciocco padre d’un vile, fu proprio tuo figlio, colto dalle nostre guardie, a fare da spia contro i suoi stessi compagni, vendette le vite di molti nel tentativo banalmente stupido di salvare i suoi fratelli che avevamo in ostaggio. Padre d’un infame sicofante tu sei e…

Un’altra testa cadde e rotolò inerte nella polvere. Aristandro pulì il sangue sulle vesti del corpo del giudice e disse

-Solo uomini di valore sono morti per questa causa, non sporcatevi le orecchie con i rigurgiti degli sconfitti, oggi è un giorno di festa e di vendette, nel nome di chi è caduto a causa delle odiose trame ordite da costoro

E con un’altra esultanza dipanò i loro animi da ogni dubbio.

Per l'ultimo episodio dovrò ascoltare la Storia, pertanto vi chiedo solo come PENSATE (e non sbirciate) si chiuderà il racconto

  • Un improvviso attacco Ateniese porterà Samo sotto l'oligarchia della terraferma (33%)
    33
  • Verrà instaurata la democrazia con l'elezione di nove arconti sotto il comando di Iperbolo (33%)
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  • Aristandro, Trasibulo e Trasillo diventeranno i nuovi oligarchi, ignorando le promesse fatte di democrazia (33%)
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21 Commenti

  1. Mi è piaciuta moltissimo la seconda parte di questo episodio, specialmente le descrizioni e le azioni. Sei molto migliorato dall’inizio della storia.
    Il modo in cui hai descritto i movimenti della folla, la loro attesa e l’entrata della cavalleria. Ma anche la lapidazione dei cavalieri poco prima. È stato tutto molto vivido, quando i cavalieri sono entrati credo di aver provato un pizzico di quell’emozione, di quell’ adrenalinica paura del popolo. È per questo che ho votato per la vittoria sulle guardie, tifo per il popolo ahaha.
    I miei più vivi complimenti! 🙂

  2. Questa storia la vedrei bene come opera teatrale, ne ha tutti gli elementi! Spero solo che questa volta la scelta che ho fatto venga sviluppata…certo una intera generazione di eunuchi e..eunuche(non trovo il termine, vado di neologismi) non è proprio il massimo, ma renderebbe il tutto certo molto originale! Attendo il prossimo episodio

    • Addirittura, grazie mille! le scelte possibili sono state tutte tarate per cercare di rendere un ritratto realista dell’anelito di rivalsa dell’uomo, personalmente la mia scelta preferita è quella degli stupri, loro uccidono la sua stirpe e lui risponde rubando le loro, è la scelta che in fondo, agli occhi di Polimaco, riequilibra meglio le sorti.
      Grazie per l’attenzione 🙂

  3. Bene, è dallo scorso episodio, quando hai accennato al vecchio cane, che spero non si tratti di un omaggio alla vicenda di Argo e Ulisse… quella storia mi commuove sempre!

    Tornando al racconto ho votato per il massacro, mi sembra più in linea con le “tradizioni” greche, dimmi se sbaglio. 🙂
    Ah, c’è una parte, verso l’inizio, in cui ripeti troppo la parola “voce”, cerca di evitare questo genere di cose quando scrivi.

    Al prossimo episodio!

  4. Ho seguito la storia dall’inizio senza avere la possibilità di commentare (problemi di tempo).
    Il racconto va crescendo e non calando, cioè gli episodi appassionano man mano che si va avanti, e questo è un bene. L’inesperienza si vede in molti aspetti, soprattutto descrizioni ed azioni dei personaggi. I dialogi mi piacciono molto 🙂

    Al prossimo episodio!

  5. Allora, primo a commentare vedo.

    Deliziosa la cornice narrativa della grecia antica, e la vicenda scorre molto bene.
    Non ho notato errori,l ne di tipologia grammaticale ne storica a livello di descrizioni/linguaggio.

    La vicenda procede bene, se posso però vorrei farti un paio di osservazioni, causate forse dalla poca esperienza:

    Inizio del discorso diretto, la prima lettere va maiuscola, è una regoletta su cui passo volentieri sopra personalmente, ma stilisticamengte è un po’ una battuta d’arresto.

    Seconda cosa, quando all’interno del dialogo devi segnalare chi parla (es. -perfetto, mi occuperò del secondo, disse Aristandro, ho molti amici…) la componente “£disse Alessandro” invece che porla fra le virgole ti suggerisco di usare i trattini.

    -perfetto, mi occuperò del secondo- disse Aristandro -ho molti amici…

    Così risulta chiaro lo stacco fra parlato e narrazione, perchè usando le virgolette pare quasi che sia tutto discrso diretto.

    In Ogni caso seguo e son curioso di vedere che accade con la rivolta.

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