Sulle punte.

Orrore a teatro.

Erano le otto e mezza del mattino e la detective Katherine Mills si stava dirigendo alla centrale. I medici della clinica dove era ricoverata sua madre le avevano telefonato molto presto per informarla che c’erano dei problemi: la madre aveva la polmonite e la febbre era molto alta. Katherine era saltata giù dal letto e si era precipitata lì. L’aveva fatta entrare in quell’istituto due anni prima, quando l’alzheimer aveva reso impossibile lo svolgimento normale della sua vita. Ora, la donna che l’aveva cresciuta non c’era più e la maggior parte delle volte non riusciva a riconoscere nè lei nè sua sorella Sophie. Dopo che le condizioni si erano stabilizzate e avendo parlato a lungo con i medici, Katherine aveva preso il taxi; il traffico, però, si era dimostrato impietoso verso di lei. Decise quindi di telefonare a Robert, suo collega.

“Sì, Newman.”

“Bob, sono io, Kat. Sono bloccata nel traffico..”

“Stavo per chiamarti. Hanno trovato il cadavere di una ballerina al Joyce Theater. Ci vediamo lì tra mezz’ora.”

“Ok, ricevuto.” 

A quanto pare la giornata era iniziata male e non aveva alcuna intenzione di migliorare.

Arrivata sul posto, c’erano già tre volanti della polizia, il medico legale e la scientifica. Una volta entrata, vide tutti a lavoro sul palco. La scena che le si presentò fu agghiacciante: c’era il corpo di una ragazza, appesa per le braccia al soffitto tramite le funi del teatro. Indossava gli abiti di scena, era truccata, ma aveva un vistoso squarcio sul petto da cui grondava sangue. Katherine distolse lo sguardo per cercare Robert; lo individuò poco lontano, che parlava con un uomo, probabilmente colui che aveva avvertito la polizia. 

“Eccomi, Bob. Si sa chi è la ragazza?”

“Bernadette Parks, ventidue anni, si sarebbe esibita con la compagnia la settimana prossima. Non si presentava alle prove da due giorni e l’uomo delle pulizie l’ha trovata così stamattina. Da vero film horror.” Disse buttando un occhio al palcoscenico. 

“Il luogo del delitto immagino non sia questo.”

“Esatto, l’ha solo portata qui per mettere in scena il suo personale spettacolo. Il medico ha detto che è morta dieci-undici ore fa, per strangolamento probabilmente.”

“Non c’è sorveglianza notturna? Nessuno che possa aver visto o sentito qualcosa?”

“Per il momento no, ma sul retro c’è una telecamera. Ho mandato a Max le registrazioni.  Adesso tu ed io interroghiamo tutte le altre ballerine e chiunque lavori qui. Voglio sapere ogni cosa, anche il minimo particolare della vita di Bernadette.”

“Certamente. Io faccio i cognomi dalla A alla L e tu gli altri?”

“Sì. Ci aggiorniamo tra due ore.”

E così dicendo Katherine andò verso il gruppetto di ragazze e iniziò a chiamarle per cognome. Ognuna di loro era stata profondamente scossa dall’accaduto e non riuscivano credere che fosse successa una cosa tanto orribile proprio a una compagna. Solo una non apparì molto sorpresa, anzi. Si chiamava Megan, era la meno giovane del gruppo e trattava le altre come se fossero sorelle minori.

“Aveva un ragazzo, un certo Frank, non conosco il cognome. Un giorno venne alle prove piangendo e quando si spogliò notai un vistoso livido sul fianco. Lei mi disse che era caduta il giorno prima, ma sono sicura che stesse mentendo. Quel figlio di puttana non voleva che ballasse, la voleva rinchiudere in casa a fare figli, manco fossimo nel medioevo… Andate a prenderlo e fatelo marcire in galera!”

Ecco quindi il primo nome della lista dei sospettati. Katherine si avvicinò a Bob e gli riferì quanto aveva saputo. 

“Anche altre due ragazze hanno confermato di aver visto Bernadette piangere diverse volte, ma nessuna sembra sapere il cognome dell’uomo o dove lavori. Hanno chiamato i genitori, forse quando parleremo con loro riusciremo a saperne di più. Adesso torniamo alla centrale, Max mi ha telefonato per dirmi che si vede qualcosa di interessante nel video della sorveglianza.”

“Bene, andiamo.”

Saliti in auto, mentre Robert si destreggiava nel traffico dell’ottava, Katherine iniziò a fare il punto della situazione.

“Bernadette, ventidue anni, ballerina professionista da quando ne aveva quindici. E’ nella compagnia dal 2011, ha un buon rapporto con tutti, ma non si apre con nessuno. Vissuta in una buona famiglia del New Hampshire, frequenta un bastardo che la maltratta.”

“Il mondo ne è pieno. Non vedo l’ora di parlare con questo Frank.”

“Sì, certo, ma non ti sembra un po’ strano come ce l’ha fatta trovare? Le violenze domestiche di solito non finiscono sul palcoscenico di un teatro.”

“Dimentichi che lui non voleva che ballasse. Magari l’ha fatto come atto simbolico. Lei l’ha sfidato, lui le ha dimostrato che non avrebbe potuto vincere.”

“Forse. Comunque voglio controllare se ci sono stati episodi simili negli ultimi cinque anni.”

“Come vuoi. Hai fatto colazione? Hai una faccia…” 

“Ho avuto una notte complicata. Fermati qui che scendo a prendere due caffè. Lo vuoi macchiato, vero?”

“Brava ragazza.”

Quale sarà il primo indizio?

  • Capello. (57%)
    57
  • Sangue. (14%)
    14
  • Impronta. (29%)
    29
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128 Commenti

  1. Finale un po’ troppo buono per i miei gusti, muore solo il cattivo e la sorella si salva pure. 🙂
    Mi è piaciuto che Kat abbia fatto un’errore ingenuo, dopotutto quella era sua sorella, ci sta che le emozioni non la facciano ragionare da sbirro ed essere imprudente.
    Ciao, alla prossima.

    • Ho cercato di “fermare” il racconto per far venire fuori l’aspetto emotivo che avevo invece tralasciato molto nei capitoli precedenti. Sono contenta di questo commento perché mi fa capire che in parte ci sono riuscita! 🙂 a livello di adrenalina penso che il faccia a faccia sia la scelta più giusta.. Vedremo se sarà anche l’opzione più votata! Intanto grazie e al prossimo 🙂

  2. “Katherine, mi domando, almeno tu mi capisci? Non volevi danzare anche tu da bambina? Peccato che tua sorella non abbia mai iniziato, ma non devi preoccuparti. Sai come si dice, no? Meglio tardi che mai.”
    Le parole pronunciate dal killer lasciano presagire che la sorella di Kate sia già nelle sue mani, dunque propongo che la detective, allontanata forzatamente dal caso, sia costretta a condurre un’indagine in parallelo con quella ufficiale.

  3. Vengono sospesi.

    Il procuratore sembra davvero incavolato nero, e in questi casi la legge è inflessibile. Anche con i tutori dell’ordine.
    Ma, dovesse vincere questa opzione, qualcosa mi dice che i due detective proseguiranno ancora nelle loro ricerche. Anche per il fatto che il killer ha nominato la sorella di Kate 🙂
    Ciao.

  4. Propongo la sospensione solo per Robert, il quale si assume tutta la responsabilità della loro azione “illegale” (cioè che sono entrati nella casa di Michael senza mandato) affinché Katerine possa continuare le indagini.
    Nel corso delle indagini, la detective trova il corpo senza vita dell’insegnante di danza scomparsa, con una lettera di sfida, magari usando la sorella di Kate come una sorta di ricatto.

  5. Mentre leggevo le prime parti del tuo racconto, ho dovuto ricordare a me stessa che non avevo in mano uno dei thriller di Jeffery Deaver ma ero su The Incipit! Sei stata davvero brava a centrare il tono del racconto e l’ambientazione; il testo ha davvero un bel ritmo. A mio parere, devi lavorare ancora molto sull’espressività e sulla psicologia dei personaggi (soprattutto quello della detective). Detto questo, sono tra quelli che aspettano con il fiato sospeso la cattura dell’assassino!

    • Ciao! Intanto ti ringrazio, quando ho letto “coach editor” mi è venuto un colpo 😛 Mi fa piacere che il ritmo della storia sia buono perché è un aspetto su cui ho lavorato molto; per contro, è vero, ho curato meno i personaggi e di questo mi dispiace, perché vorrei che la protagonista fosse ben caratterizzata, cosa che non sono riuscita ancora a fare. Cercherò di migliorare già dal prossimo episodio, anche se mettere insieme una buona descrizione dei personaggi, delle scene, i dialoghi, in 5000 caratteri non è uno scherzo! Ma è proprio qui che sta la sfida, no? 😉
      Grazie ancora di essere passata e al prossimo episodio!

  6. Brava mi piace, anche se le frasi :”non vendeva a singoli” e “vendeva anche per uso personale” si addicono di più alla droga che alla carta. Si parla di vendita all’ingrosso e al dettaglio. Un peccato venale ovviamente, ma credo che tutto serve per migliorare.
    Voto proponete voi e dico:
    Vanno a casa del ragazzo e lui apre la porta, ha le stampelle da quasi un mese si è operato al crociato con la speranza di, un giorno, poter tornare a ballare.
    Ciao alla prossima!

  7. La storia mi piace sempre di più, ha un che di già sentito, ma di quel già sentito confortevole, se vuol dire qualcosa. 🙂
    Propongo un possibile scenario: arrivano a casa del sospetto, la madre li intrattiene mentre il figlio cerca di scappare, ma solo perché pensa che sono lì per…non sa niente dell’omicidio. Altro buco nell’acqua!

  8. I detective parlano con la madre del ragazzo.

    Classico trovare la madre mentre il giovane si trova chissà dove.
    Tuttavia, le tracce che hanno portato a lui appaiono troppo banali, quasi scontate.
    Mi metto dalla parte di Bob e rimango scettico, ma sono sicuro che mi smentirai 🙂
    Ottimo capitolo, buona settimana.

  9. Ciao e ben arrivata su T.I. Melany! Ho iniziato a leggere la tua storia in ritardo… ma non poi di molto, stiamo solo al capitolo due ed ho già recuperato. Devo dire che hai scelto un genere abbastanza complicato, ma se non altro hai il merito di puntare alto per iniziare a scrivere. Lascia che ti dia qualche piccolo suggerimento, la fantasia sicuramente non ti manca, ma ogni tanto qui e li commetti refusi vari. I dialoghi nei racconti vanno bene (anche a me piacciono e li uso spesso) ma non abusarne o rischi di scrivere una sceneggiatura anzichè un racconto. Desscrivi e “mostra” a noi quello che i protagonisti vedono, non lasciare che siano loro a dircelo. Se “sullo schermo” la detective vede un tipo senza cappello, non “farglielo dire” a lei quando puoi ovviare con un “la detective osserva attentamente le riprese della telecamera di sorveglianza e con sopresa nota che…”. Ricordati che i puntini di sospensione (…) sono sempre tre, non due, non quattro… Tre! Infine un suggerimento importante, non avere fretta di pubblicare, lascia passare almeno una settimana e poi rileggi, rileggi e poi rileggi ancora quanto hai scritto, anche il giorno dopo! Noterai errori di distrazione che per “assuefazione” di lettura potrebbero sfuggirti e magari eviteresti la ripetizione di vocaboli che lì per lì non vedi (oltre a “uomo” puoi dire individuo, tipo, figura, etc). Dai che ce la fai… in questa grande famiglia di TI anche i più navigati sbagliano. In bocca al lupo. 😉
    PS: Scelgo la terza opzione, ti lascio campo libero per respirare e pensare a qualcosa di tuo.

    • Ti ringrazio infinitamente, è il commento più utile che abbia ricevuto fino adesso! 🙂 e grazie anche della fiducia! Come ho scritto anche a un altro ragazzo, mi rendo conto io stessa che nelle descrizioni sono stata molto povera e so di dover migliorare per far calare il lettore direttamente sulla scena. Tra i dialoghi, la descrizione di particolari altro che 5000 caratteri mi servirebbero! Mi impegnerò comunque per amalgamare meglio il tutto, spero già nel prossimo episodio… Grazie ancora e a presto! 😀

  10. “Agghiacciante” raccontato. “Da vero film horror” non mi piace quando i protagonisti di un romanzo dicono frasi del tipo “sembra di essere in un romanzo”. “non riuscivano… orribile” anche qui: sembra che l’autore voglia trasmettere al lettore la sensazione che l’omicidio è “orribile” semplicemente dicendo che è orribile. etc etc

    L’ Hard boiled con protagonista femminile è un soggetto troppo abusato dalle fiction di serie B, a mio parere.

    • Ciao! Intanto ti ringrazio sinceramente per questo commento, che mi consente di concentrarmi e migliorare. Purtroppo mi rendo conto da sola di non essere stata precisa nelle scene proposte, un po’ perché in ogni episodio ho molto da dire e a volte sono costretta a tagliare delle parti, e un po’ perché è la prima volta che mi cimento a scrivere racconti gialli e devo decisamente affinare la tecnica.
      Forse hai ragione sul fatto che scegliere la protagonista femminile è assai diffuso… Non ci avevo pensato a dir la verità, mi sono semplicemente buttata! Cercherò di introdurre qualcosa per rendere il tutto più originale! 🙂

  11. Trovano un altro cadavere ma con una traccia lasciata di proposito, stavolta. Potrebbe servire a depistare le indagini o a instradare gli investigatori… alcuni serial killer provano gusto ad essere rincorsi, hanno un desiderio recondito di essere presi… e seminano indizi di proposito… la caccia li eccita.

  12. E brava, Melany.
    Il titolo e la sinossi erano accattivanti e ho pensato di leggere l’incipit. La storia mi interessa, l’uso del palcoscenico anche, le corde di scena sono un bel rebus e spero che il fidanzato manesco serva solo a depistarci, altrimenti sarebbe banale. Ma immagino che tu abbia in mente qualcosa che col “banale” non ha nulla a che fare.
    Seguo 😉

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