Sulle punte.

Dove eravamo rimasti?

Il finale sarà.... Scontro finale. Sophie è ancora viva, prigioniera del killer, Katherine e Robert si battono per salvarla. (75%)

Faccia a faccia col diavolo.

Dopo qualche secondo di calma, dato dal ritrovamento di un corpo che non era quello di Sophie, i detective si rimisero subito al lavoro.

“Dobbiamo avvertire qualcuno su ciò che abbiamo scoperto senza farci arrestare. Conosco un agente che dovrebbe essere di pattuglia e che mi deve un favore.” Esordì Robert.

“Bene, fa’ questa telefonata allora. Io faccio un giro nelle altre stanze, l’assassino deve essersene andato poco tempo fa.”

Katherine accese le luci del corridoio; uscire dalle tenebre la fece sentire sollevata. Ma quella sensazione non durò molto. Sentì il portone di sotto aprirsi con violenza e chiudersi subito dopo. 

“Porca puttana! STA SCAPPANDO, BOB!” urlò precipitandosi giù per le scale. Non ricordava di aver corso così velocemente nemmeno ai test dell’accademia cinque anni prima. Robert disse al suo amico poliziotto ciò che stava accadendo mentre anche lui stava mangiandosi le rampe come un maratoneta. 

Arrivata in fondo, Katherine tenne ben salda la sua amica 38 e spalancò il portone che dava sul retro. Nessuno, ancora una volta. Le sue orecchie attente captarono dei mugugni, come se qualcuno fosse imbavagliato. Proseguì nel vicolo e finalmente la vide: Sophie, viva.

Il cuore le si riempì di gioia, troppa, tanto da non  farle ragionare da poliziotto mentre si dirigeva verso di lei. Il killer contava esattamente su questa debolezza, e anche se Sophie cercò di farle capire che era una trappola,Katherine non fece comunque in tempo a rendersene conto.

Qualcosa le colpì la testa e lei cadde pesantemente al suolo. Capiva che le stava togliendo la pistola dalle mani, ma non riusciva a reagire. Si sentiva intontita, il sangue le colava sugli occhi ed era completamente priva di equilibrio. Il bastardo le diede un calcio ben assestato e lei non riuscì nemmeno a spostarsi per evitare i successivi.

“Devo dir la verità: mi aspettavo qualcosa in più da te, detective. Hai fatto veramente un errore stupido.”

Robert, che aveva assistito alla scena, stava aspettando il momento giusto per cogliere l’assassino di sorpresa. Lui aveva solo un coltello e doveva agire alla perfezione se voleva sperare di avere la meglio. 

 Katherine, conscia del fatto che non avrebbe potuto combattere, capì che l’unica cosa che poteva fare era temporeggiare. Altri poliziotti sarebbero arrivati presto e lei doveva cercare di sopravvivere fino a quel momento.

“Perchè tutta questa rabbia, Michael? Pensi che prendertela con una poliziotta ti ripaghi degli anni in cui hai vissuto da emarginato?”

L’uomo si avvicinò a lei, agitando la pistola che le aveva sottratto. 

“Sono stanco di essere costantemente sottovalutato. Perfino da voi della polizia! Credevate che fossi uno dei tanti matti che commettono errori stupidi, invece non siete riusciti a fermarmi! Ho accumulato tanta di quella rabbia, detective… mi basta per una vita intera.”

Katherine si aspettava che infierisse ancora su di lei, invece si mise davanti a Sophie. 

“Sparare a te, Katy, posso chiamarti così, no?! Ecco, ucciderti non mi farebbe nè caldo nè freddo. Sarebbe ordinaria amministrazione, un’altra pratica archiviata. Io voglio di più. Voglio portarti via chi ti sta a cuore e guardarti mentre sei costretta a fare i conti con questo dolore.”

Katherine provò ad alzarsi velocemente, ma non aveva forze sufficienti. Venne spinta di nuovo a terra e la testa le faceva troppo male per riuscire a riprovarci. Doveva fare qualcosa, ma il suo corpo non rispondeva.

Il killer puntò l’arma verso Sophie, ma si voltò nuovamente verso la sorella. Doveva dirle ancora qualcosa prima di compiere l’ultimo atto. Proprio questa ostinazione permise a Bob di agire. Era rischioso, ma non avrebbe avuto un momento migliore di quello. 

Riuscì a non farsi sentire e gli fu addosso in un lampo. Per Katherine fu come se Dio le stesse dando la seconda dimostrazione della sua esistenza. Bob riuscì a ferire lo psicopatico, perchè colto alla sprovvista, ma quello aveva sempre una pistola.

Sparò. 

Robert, colpito, sembrava essere un personaggio invincibile dei fumetti: gli andò comunque addosso, ferendolo nuovamente. Al killer cadde la pistola proprio ai piedi di Katherine, che la prese. Racimolò tutte le forze di cui disponeva per riuscire a prendere la mira e non esitò oltre. BANG! Dritto al cuore, sempre se ne aveva uno. 

Kate sentì in lontananza le sirene della polizia avvicinarsi. “Ecco la cavalleria, come al solito quando la festa è già finita”, pensò.

Si spostò verso Robert, trascinandosi. Aveva una bella ferita alla spalla, ma se la sarebbe cavata. 

“Sono o no un perfetto principe azzurro?” Le disse sorridendo. 

Katherine avrebbe voluto abbracciarlo, dirgli tutto ciò che provava in quel momento, ma la testa le girava troppo per permetterglielo. Si voltò verso Sophie, sana e salva, e si abbandonò alla stanchezza. Probabilmente non avrebbe avuto più un lavoro, anzi, forse anche qualche denuncia a suo carico, ma non aveva voglia di preoccuparsene. La battaglia era terminata, il mostro era stato sconfitto e loro stavano bene, insieme.

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128 Commenti

  1. Finale un po’ troppo buono per i miei gusti, muore solo il cattivo e la sorella si salva pure. 🙂
    Mi è piaciuto che Kat abbia fatto un’errore ingenuo, dopotutto quella era sua sorella, ci sta che le emozioni non la facciano ragionare da sbirro ed essere imprudente.
    Ciao, alla prossima.

    • Ho cercato di “fermare” il racconto per far venire fuori l’aspetto emotivo che avevo invece tralasciato molto nei capitoli precedenti. Sono contenta di questo commento perché mi fa capire che in parte ci sono riuscita! 🙂 a livello di adrenalina penso che il faccia a faccia sia la scelta più giusta.. Vedremo se sarà anche l’opzione più votata! Intanto grazie e al prossimo 🙂

  2. “Katherine, mi domando, almeno tu mi capisci? Non volevi danzare anche tu da bambina? Peccato che tua sorella non abbia mai iniziato, ma non devi preoccuparti. Sai come si dice, no? Meglio tardi che mai.”
    Le parole pronunciate dal killer lasciano presagire che la sorella di Kate sia già nelle sue mani, dunque propongo che la detective, allontanata forzatamente dal caso, sia costretta a condurre un’indagine in parallelo con quella ufficiale.

  3. Vengono sospesi.

    Il procuratore sembra davvero incavolato nero, e in questi casi la legge è inflessibile. Anche con i tutori dell’ordine.
    Ma, dovesse vincere questa opzione, qualcosa mi dice che i due detective proseguiranno ancora nelle loro ricerche. Anche per il fatto che il killer ha nominato la sorella di Kate 🙂
    Ciao.

  4. Propongo la sospensione solo per Robert, il quale si assume tutta la responsabilità della loro azione “illegale” (cioè che sono entrati nella casa di Michael senza mandato) affinché Katerine possa continuare le indagini.
    Nel corso delle indagini, la detective trova il corpo senza vita dell’insegnante di danza scomparsa, con una lettera di sfida, magari usando la sorella di Kate come una sorta di ricatto.

  5. Mentre leggevo le prime parti del tuo racconto, ho dovuto ricordare a me stessa che non avevo in mano uno dei thriller di Jeffery Deaver ma ero su The Incipit! Sei stata davvero brava a centrare il tono del racconto e l’ambientazione; il testo ha davvero un bel ritmo. A mio parere, devi lavorare ancora molto sull’espressività e sulla psicologia dei personaggi (soprattutto quello della detective). Detto questo, sono tra quelli che aspettano con il fiato sospeso la cattura dell’assassino!

    • Ciao! Intanto ti ringrazio, quando ho letto “coach editor” mi è venuto un colpo 😛 Mi fa piacere che il ritmo della storia sia buono perché è un aspetto su cui ho lavorato molto; per contro, è vero, ho curato meno i personaggi e di questo mi dispiace, perché vorrei che la protagonista fosse ben caratterizzata, cosa che non sono riuscita ancora a fare. Cercherò di migliorare già dal prossimo episodio, anche se mettere insieme una buona descrizione dei personaggi, delle scene, i dialoghi, in 5000 caratteri non è uno scherzo! Ma è proprio qui che sta la sfida, no? 😉
      Grazie ancora di essere passata e al prossimo episodio!

  6. Brava mi piace, anche se le frasi :”non vendeva a singoli” e “vendeva anche per uso personale” si addicono di più alla droga che alla carta. Si parla di vendita all’ingrosso e al dettaglio. Un peccato venale ovviamente, ma credo che tutto serve per migliorare.
    Voto proponete voi e dico:
    Vanno a casa del ragazzo e lui apre la porta, ha le stampelle da quasi un mese si è operato al crociato con la speranza di, un giorno, poter tornare a ballare.
    Ciao alla prossima!

  7. La storia mi piace sempre di più, ha un che di già sentito, ma di quel già sentito confortevole, se vuol dire qualcosa. 🙂
    Propongo un possibile scenario: arrivano a casa del sospetto, la madre li intrattiene mentre il figlio cerca di scappare, ma solo perché pensa che sono lì per…non sa niente dell’omicidio. Altro buco nell’acqua!

  8. I detective parlano con la madre del ragazzo.

    Classico trovare la madre mentre il giovane si trova chissà dove.
    Tuttavia, le tracce che hanno portato a lui appaiono troppo banali, quasi scontate.
    Mi metto dalla parte di Bob e rimango scettico, ma sono sicuro che mi smentirai 🙂
    Ottimo capitolo, buona settimana.

  9. Ciao e ben arrivata su T.I. Melany! Ho iniziato a leggere la tua storia in ritardo… ma non poi di molto, stiamo solo al capitolo due ed ho già recuperato. Devo dire che hai scelto un genere abbastanza complicato, ma se non altro hai il merito di puntare alto per iniziare a scrivere. Lascia che ti dia qualche piccolo suggerimento, la fantasia sicuramente non ti manca, ma ogni tanto qui e li commetti refusi vari. I dialoghi nei racconti vanno bene (anche a me piacciono e li uso spesso) ma non abusarne o rischi di scrivere una sceneggiatura anzichè un racconto. Desscrivi e “mostra” a noi quello che i protagonisti vedono, non lasciare che siano loro a dircelo. Se “sullo schermo” la detective vede un tipo senza cappello, non “farglielo dire” a lei quando puoi ovviare con un “la detective osserva attentamente le riprese della telecamera di sorveglianza e con sopresa nota che…”. Ricordati che i puntini di sospensione (…) sono sempre tre, non due, non quattro… Tre! Infine un suggerimento importante, non avere fretta di pubblicare, lascia passare almeno una settimana e poi rileggi, rileggi e poi rileggi ancora quanto hai scritto, anche il giorno dopo! Noterai errori di distrazione che per “assuefazione” di lettura potrebbero sfuggirti e magari eviteresti la ripetizione di vocaboli che lì per lì non vedi (oltre a “uomo” puoi dire individuo, tipo, figura, etc). Dai che ce la fai… in questa grande famiglia di TI anche i più navigati sbagliano. In bocca al lupo. 😉
    PS: Scelgo la terza opzione, ti lascio campo libero per respirare e pensare a qualcosa di tuo.

    • Ti ringrazio infinitamente, è il commento più utile che abbia ricevuto fino adesso! 🙂 e grazie anche della fiducia! Come ho scritto anche a un altro ragazzo, mi rendo conto io stessa che nelle descrizioni sono stata molto povera e so di dover migliorare per far calare il lettore direttamente sulla scena. Tra i dialoghi, la descrizione di particolari altro che 5000 caratteri mi servirebbero! Mi impegnerò comunque per amalgamare meglio il tutto, spero già nel prossimo episodio… Grazie ancora e a presto! 😀

  10. “Agghiacciante” raccontato. “Da vero film horror” non mi piace quando i protagonisti di un romanzo dicono frasi del tipo “sembra di essere in un romanzo”. “non riuscivano… orribile” anche qui: sembra che l’autore voglia trasmettere al lettore la sensazione che l’omicidio è “orribile” semplicemente dicendo che è orribile. etc etc

    L’ Hard boiled con protagonista femminile è un soggetto troppo abusato dalle fiction di serie B, a mio parere.

    • Ciao! Intanto ti ringrazio sinceramente per questo commento, che mi consente di concentrarmi e migliorare. Purtroppo mi rendo conto da sola di non essere stata precisa nelle scene proposte, un po’ perché in ogni episodio ho molto da dire e a volte sono costretta a tagliare delle parti, e un po’ perché è la prima volta che mi cimento a scrivere racconti gialli e devo decisamente affinare la tecnica.
      Forse hai ragione sul fatto che scegliere la protagonista femminile è assai diffuso… Non ci avevo pensato a dir la verità, mi sono semplicemente buttata! Cercherò di introdurre qualcosa per rendere il tutto più originale! 🙂

  11. Trovano un altro cadavere ma con una traccia lasciata di proposito, stavolta. Potrebbe servire a depistare le indagini o a instradare gli investigatori… alcuni serial killer provano gusto ad essere rincorsi, hanno un desiderio recondito di essere presi… e seminano indizi di proposito… la caccia li eccita.

  12. E brava, Melany.
    Il titolo e la sinossi erano accattivanti e ho pensato di leggere l’incipit. La storia mi interessa, l’uso del palcoscenico anche, le corde di scena sono un bel rebus e spero che il fidanzato manesco serva solo a depistarci, altrimenti sarebbe banale. Ma immagino che tu abbia in mente qualcosa che col “banale” non ha nulla a che fare.
    Seguo 😉

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