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Dove eravamo rimasti?

quale sarà la prossima canzone? Heroes - David Bowie (75%)

Penelopeide

Ti ho conosciuto nell’estate del bacio di Venere e Giove. Li guardavo dalla finestra, mentre mi sussurravi galassie per telefono. Li ho riconosciuti solo dopo un po’, solo dopo un po’ ho riconosciuto quanto mi fossi essenziale.

Che ne sapevo che la Penelopeide sarebbe finita nel tuo sorriso, un anno fa. Nessuna strega me lo aveva predetto, la Pizia non me lo aveva mai promesso. Pure i cartomanti fuori dalla Galleria Colonna, mica ti avevano mai nominato. Che ne sapevo, io, che le correnti mi avrebbero fatto incagliare nel tuo sorriso, che il vento mi avrebbe impigliato le vele tra le linee dei tuoi occhi.

La bussola l’avevo dimenticata da un pezzo in un porto il cui nome non so più pronunciare, le carte le aveva scolorite il tempo, e i miei occhi si erano comunque dimenticati come leggerle.

Mangiare i tuoi baci mi ha fatto trovare la mia casa, roba che i Lotofagi, se lo sapessero, ti toglierebbero di mezzo in un attimo.

La mia casa è il tuo sorriso, dormo tra le tue scapole, mi sveglio nelle tue mani gentili. E ti vedo ogni mattina, impigliato nelle ciglia, respiri tra i miei pensieri come se la musica dei pianeti, in confronto, fosse una filastrocca per bambini.

Tu non te ne accorgi nemmeno di come i tuoi sogni colorino le lenzuola meglio di qualunque tramonto che filtra tra le persiane. Tu dormi. Non vedi che sulle guance mi hai posato un anno di fine settimana lunghi, cinquantadue lunedì festivi, un anno di domeniche pomeriggio tiepide e soffici, di divano e abbracci davanti alla tivvù, incuranti del resto del mondo.

Non li vedi come si intrecciano nei miei capelli quegli spaghetti che ti vennero troppo sciapi, e ci rimanesti così male, tu che con tutto l’amore del sistema Solare cucini per me come se l’universo non potesse mai saziarmi.

Non lo sai, tu, cos’è mettere radici sul tuo petto, per me che non ho mai avuto spazio per germogliare. Tu dormi, e le tue mani mi cercano nel sonno pigre e adoranti.

E ora vorrei poter fare qualche paragone coi supereroi, vorrei dire che sei la mia Gotham, la mia Naboo, che con te accanto so di poter sconfiggere i Chitauri a mani nude. Vorrei rassicurarti, dirti che saremo gli eroi della nostra storia, anche solo per un giorno. Ma io non sono stata cresciuta dallo zio Ben, o da Qui Gon Jin, non sono la figlia prediletta d’Odino, io.

Non so tirare fuori frasi d’effetto o finali strepitosi. Certe cose me le hai insegnate tu.

Prima di te non c’era meraviglia. Forse non c’ero ancora nemmeno io.
Tu mi hai trovata.

Quale sarà la prossima canzone?

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25 Commenti

  1. Seguo, è abbastanza godibile.

    Non l’ho trovato denso di espressioni particolarmente brillanti, ma lo stile mi è piaciuto.
    Ho trovato interessante la tecnica di scrivere un paragrafo di tre quattro righe e poi una riga vuota. La pagina risulta visivamente più snella e ciò invoglia la lettura.

    “sulla massa di Giove” non mi piace
    “Le sue guance raggiungono la temperatura superficiale del sole” più no che sì
    “Il sistema nervoso, tanto ben calibrato, comincia a fare i capricci” nì
    “Un sorriso grande quanto l’orbita di Plutone” mi piace
    “Upload. Quante nebulose sono nate nel frattempo” questa mi piace molto
    “Aspettato semplice valigia/collisione tra galassie” qui la metafora mi sembra un po’ forzata per riprendere il discorso delle nebulose; non mi piace comunque
    “il diametro delle sue pupille diventa pari a quello di Saturno” qui riprendere la metafora di prima ci sta: perché questa è una metafora carina; mi piace
    “Casa è dove puoi andare dal barista e dire: il soluto” nì; più no che sì
    “Targhetta d’ottone in chiesa” idem
    “Panna e biscotti” non l’ho capita
    “Mi bacia… Filippo” non mi piace
    “Rochezza nicotinica” mi piace
    “Si dice… Momento” caduta di stile; lascia, la frase andava bene così
    “Jokebox del mio inconscio” mi piace

  2. ben scritto anche il secondo capitolo, e adesso ci vogliono gli AC/DC – concordo con Trix sulla sforzo di chiarezza, perché il lettore (cioè io) è un cretino che pende dalle tue labbra, vuole capire quel che legge e non si accontenta del fatto che è “bello” – infatti (pur conoscendo la risposta) faccio la domanda da scemo “ma il ricordo è l’incipit o il pub?”
    gf
    P.S. pensi di poter far scendere in campo anche i Portishead e Sinéad O’Connor?

  3. Negrita.
    Credevo che avessi scritto di un nuovo personaggio. Invece dal tuo commento mi è parso di capire che questo è un ricordo della protagonista, giusto? La prossima volta inserisci una data, differenzia i caratteri, specifica che si tratta di un arco temporale diverso o crei confusione.
    Per il resto molto brava, l’episodio è scritto molto bene.

  4. Dunque,
    ottimi gusti musicali! È stato difficile scegliere fra tre dei miei artisti preferiti ma alla fine gli smashing hanno avuto la meglio!
    Mi piace l’idea di accostare ogni capitolo a un brano (è capitato anche a me di farlo diverse volte).
    Mi piacciono gli accostamenti carnali/astrologici!

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