IL CERCHIO

IL CERCHIO

In piedi, tre donne e tre uomini attendono.

<< Ci siamo tutti?>> qualcuno chiede.

<< Sediamoci in cerchio>>.

Le sedie, nere, lunghe e flessibili, quasi ammiccanti. Al suo semplice contatto, il corpo scivola in avanti, sprofondando indifeso. In quel momento ci si sente vulnerabili come le giraffe, quando si avvicinano all’acqua per abbeverarsi. E’ allora che i tacchi testardi delle scarpe si appoggiano a terra frenando la discesa, e la schiena si raddrizza nel tentativo di ricomporre la posizione, con un minimo di dignità.

Raggiunto finalmente l’equilibrio del corpo, gli sguardi sono finalmente liberi d’ incrociarsi.

Lunghi o fugaci, saettano nell’aria come proiettili di gomma: non uccidono, ma possono far male.

Obliqui, possono nascondere timidezza, disagio, a volte sospetto.

Frontali, sfidano e interrogano.

Bugiardi, assicurano difesa e sopravvivenza.

Il gruppo è motivato.

Gli uomini giocano, le donne si mettono in gioco.

<<Siete comodi? Chi vuole cominciare?>>.

<<Comincio io>>.

 Maddalena

Non mi piace il mio nome, e vi risparmio i perché.

Stringe il quaderno di appunti tra le mani.

Dicono che ho un non so che di felino.

Al solito le mie parole sono discrete e non sono rumorose, e sfiorano le conversazioni altrui, come i polpastrelli morbidi e vellutati di un gatto, scivolano silenziosamente sul pavimento.

Tuttavia ho, per così dire, le parole retrattili, nel senso che sono capace di estrarle come unghie affilate, al bisogno.

Alessio

Mi chiamo Alessio, ho quarantadue anni e sono qui per curiosità.

Accavalla le gambe e s’inclina indietro nella sedia.

Voglio imparare qualcosa di nuovo, anche perché credo di essere a un punto di svolta.

Mi piace lo sport e viaggiare.

Che altro dirvi? I miei amici mi chiamano Tissot perché dicono che sono puntuale da fare schifo!

Risate

 Lavinia

Ciao a tutti.

Fa ruotare la biro tra le dita.

Faccio la traduttrice e mi piace scrivere.

Cosa posso aggiungere? Sono un po’ orsa ma mi piace l’idea di conoscere persone nuove.

Credo sia arrivato il momento di mettermi in gioco.

 Amelia

Forse sono la più grande di tutti.

Sorride un po’ a disagio.

Lavoro con i bambini, sono logopedista e mi piace molto il mio lavoro.

Sono sposata e ho tre figli. Mi preoccupa pensare che posso non essere una buona mamma.

Sono qui per imparare qualcosa di più su di me.

 Teodoro

Ciao, sono Teo, ma non sono Matteo!

Il tono di voce è deciso e un po’ aggressivo.

Scusate il gioco di parole, ma mi sono un po’ stufato che confondano il mio nome.

Teo, sta per Teodoro.

Mi piacciono i cavalli e dirigo un maneggio.

Spero di trovarmi bene nel gruppo.

Manuel

Buonasera a tutti.

Solleva le spalle leggermente e intreccia le dita delle mani.

Mi chiamo Manuel e faccio il commercialista, non per scelta ma per tradizione di famiglia.

Infatti, i numeri non mi bastano, e perciò ho tanti hobby.

Questa è per me un’opportunità diversa per conoscere persone nuove.

Spero di non annoiarvi e non dare i numeri!!

Sorrisi. 

Nel prossimo episodio "Mi descrivo":

  • se io fossi una pianta sarei... (25%)
    25
  • se io fossi un animale sarei... (50%)
    50
  • se io fossi un oggetto sarei... (25%)
    25
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159 Commenti

  • Ciao Maria,
    ho appena iniziato la lettura di questo racconto, e devo dire che mi sono
    già innamorata. Come per la favola, anche qui trovo una grande originalità.
    Ho apprezzato tantissimo la presentazione dei singoli personaggi, secca, concisa,
    quasi da sceneggiatura, ma abbastanza esaustiva da descrivere un piccolo mondo interiore, in rapide pennellate espressioniste.
    Continuerò con piacere la lettura, non vedo l’ora di tuffarmi anche negli altri racconti !

  • Finalmente ho terminato il tuo splendido racconto.
    Personaggi pieni di vita genuina, palpabili, eccezionali nelle loro virtù e nelle loro debolezze. Esistesse un libro su queste dieci “fotografie” lo leggerei immediatamente.
    Ho apprezzato le citazioni letterarie, la cura dello stile, l’attenzione ai dettagli. Passerò al racconto corrente in un lampo, ma grazie per aver condiviso questa avventura letteraria.

    • Buongiorno Misaki
      Che dire del tuo generoso commento? Un sincero grazie.
      Avere sempre delle lettrici attente come te…
      Confesso che questo “Cerchio” è stato per me una storia molto impegnativa, sia dal punto di vista puramente narrativo sia dal punto di vista del coinvolgimento emozionale, e sono strafelice di avere potuto condividerla con altre persone.
      Ciao e buona giornata
      Maria

  • Buongiorno, Maria.
    Mi sono permessa di leggere ora la tua storia. Certo sarebbe stato interessante giocarla, perchè persino sulle votazioni eri intrigante. Hai creato un cerchio perfetto, nemmeno Giotto lo aveva pensato così: lui si limitò a disegnarlo, tu gli hai dato un senso teorico oltre che pratico. Hai poi fatto un’equazione: umano sapere-umano pensare-umano essere. E hai chiuso il tutto con la sfida, e “quello che viene dopo”. In poche parole al livello concettuale hai lanciato un tema filosofico risolvendolo in modo personale ma credibilissimo, anzi molto scrupoloso, poetico e intelligente. Le storie sono a volte trame veloci per intrattenere, ma quando sono riflessioni conscie e inconscie per far riflettere vincono su tutte, persino su quelle divertenti da leggere in treno tornando a casa.
    (tengo a precisare che non ti ho letta perché tu mi legga, quindi non farlo. 😉 ti ho letta perchè ho aperto per curiosità e sono rimasta imbrigliata fino alla fine)
    Spero tornerai presto con una nuova storia che potrò giocare anch’io. Complimenti veri. Buona giornata.

    • Ciao
      Non nascondo che mi hanno fatto molto piacere le tue parole. Due sono i motivi. Primo, per la sorpresa: in questa piattaforma tutto scorre veloce e in “superficie”, e ricevere un commento dopo due mesi dalla pubblicazione, è sicuramente inaspettato. Secondo, per la lettura attenta che hai fatto della storia, che mi lusinga.
      Ho sempre pensato che sia importante rispettare l’intelligenza dei lettori, raccontando di personaggi credibili e coerenti nella loro caratterizzazione, siano essi umani o di fantascienza. Nel mio piccolo, ho sempre cercato di farlo.

      Spero di trovarti in altre storie future.

      Grazie ancora
      maria

      • Ti svelo un segreto, a questo proposito:
        io leggo spessissimo le storie concluse. Anche quelle di autori ormai svaniti dalla piattaforma, autori che da anni non pubblicano più. Leggerne una per intero ci da molto di più che leggerla a pezzi. Certo qui si gioca, ma si scrive soprattutto, e spesso non si è capiti subito poichè si adotta il metodo del mordi e fuggi. La lettura richiede concentrazione, silenzio, un po’ come quando si prende in mano il libro sotto alle coperte alla fine della giornata. A me però piace questo gioco interattivo, perchè permette di conoscere in diretta l’opinione del lettore. purtroppo a volte ci si lascia prendere dal gioco e si finisce per votare senza commentare e questo è un peccato poiché noi autori cerchiamo proprio il commento ( converrai con me che un incipoint non è un euro, quindi averne uno in più o in meno poco importa), quando poi il commento è costruttivo abbiamo davvero la nostra soddisfazione. Per questo ho cliccato sul tuo nome, avevo letto in giro i tuoi commenti ed erano sempre obiettivi, sinceri, mai pindarici mai iperbole gratuite. E infatti lo è anche la tua scrittura. Brava 😉

  • Intanto scusa per la lunga assenza… Ho recuperato i capitoli che mi ero perso e devo ammettere che mi è piaciuto molto il modo in cui hai chiuso il cerchio, mescolando le vite di alcuni di quelli che ne hanno fatto parte e saltando ai quattro anni successivi all’ultimo incontro per rispondere alla domanda delle domande: “che fine avranno fatto tutti?”. Quanto alle precisazioni nel finale non posso che essere d’accordo con te… Cinquemila caratteri sono un po’ pochini per dar voce a così tanti personaggi, ma sono pochi solo se chi se ne fa portavoce non è capace di scegliere a quale parte delle loro riflessioni dare spazio e non è il tuo caso. Maggiore è la difficoltà, maggiore è la soddisfazione che se ne ricavava nel superarla… Devi essere fiera di te stessa… Bravissima davvero!

    • Ciao Lou
      Che dirti, se non un sincero grazie?
      Sono felice che tu abbia letto attentamente tutto il racconto (qui ci sono più di 200 storie che attendono un clic), e partecipato al percorso, che ho costruito insieme ai miei personaggi.
      Quando sono arrivata al 10° episodio, mi sembravano così reali che ero quasi dispiaciuta di doverli dire addio.
      Spero di averti tra i lettori di future storie.
      🙂

  • Ciao Maria,
    sono felice di aver iniziato la tua storia, ho letto tutti i capitoli di fila, devo dire che nonostante lo stile non sia del genere che io preferisco, ciò non mi ha impedito di godermi il tuo racconto: dinamicità, coralità, quotidianità, riflessioni, sono tutti elementi che ho riscontrato in questo testo e che mi spingono a proseguire fino alla fine.

    Mi sono emozionato quando..

    A presto,
    felice anno nuovo
    Istinto

  • Voto anch’io per la mission personale… Un altro episodio efficace… Personaggi caratterizzati, aspettative per il futuro credibili, di quelle che hanno le persone comuni… Bravissima. Lettura piacevole e che induce alla riflessione.

  • “Tre cose che non vogliono mai più fare e tre cose che vogliono fare”.

    Ok, mi sto sempre più appassionando alla tua storia, mi spiace solo di aver notato giusto adesso che mi avevi risposto al commento quindi faro un mix di: commento-alla-storia + risposta-al-mio-commento.
    Sto amando i tuoi personaggi, me li trovo davanti, me li immagino parlare tra di loro, i loro pensieri e sento come se in ogni capitolo mi avvicinassi di più a loro.
    Mi piace che ogni tanto metti momenti di quotidianità. Come la mamma che aspetta la baby-sitter in ritardo, o i due uomini che parlano prima di entrare, mi piace che li mostri almeno un pochino anche fuori dal “cerchio”.
    Detto questo aspetto con impazienza il nuovo capitolo

  • Dialogo tra Manuel Alessio ed Amelia.
    Ti faccio i miei complimenti, la storia è molto carina, divertente in certi punti, dolci in altri e con quella punta di nostalgia e malinconia che accompagna spesso i ricordi passati.
    Tutti i personaggi sembrano incredibilmente veri e per questo ti devo rinnovare ancora i miei complimenti visto che è una cosa difficilissima.
    Ti seguirò con molto piacere ed aspetto con impazienza il prossimo capitolo.

  • Vorrei leggere un dialogo corale, tra tre personaggi 🙂
    Questo episodio è stato un pò confusionario, ma comprensibile alla fine. E’ difficile esporre una storia come la tua in cui i protagonisti sono tanti e non agiscono in nessun modo, se non raccontando di sé. Alla prossima.

    • Hai proprio ragione, è un po’ difficile.
      Io costruisco la storia man mano si sviluppa ogni episodio e, anche se ho il filo conduttore chiaro in testa, forse qualcosa non passa al di là dello schermo come vorrei io e/o in un modo comprensibile per il lettore.
      Non sono d’accordo invece, quando dici che i tanti personaggi non agiscono in nessun modo… tra i protagonisti del gruppo c’è interazione verbale (poca) e non verbale (di più) e, dopo ogni incontro ognuno si porta a casa un pezzettino della storia dell’altro.
      ti ringrazio per il commento, mi ha portato ad una riflessione.
      ciao
      🙂

  • dialogo a tre…Manuel Alessio e Amelia
    finalmente son riuscita a recuperare tt i capitoli…molto interessante questo “Cerchio”… come sempre leggerti è piacevole, mai noioso e le parole le divoro una dopo l’altra e arrivo a fine capitolo senza accorgermene nemmeno!
    al prossimo!

  • dico Amelia e Lavinia

    mi è piaciuta la struttura e l’idea (anche se, mi ricorda qualcosa che non riesco a definire, non so se è un ricordo personale o qualcosa di già visto e/o letto)

    Sono curioso di capire dove tu voglia andare a parare

    adelante

    gieffe

  • Manuel, Alessio e Amelia… Giusto per complicarci un po’ la vita, una conversazione a tre che magari potrebbe coinvolgere anche gli altri… Mi incuriosisce assistere a questo confrobto tra possibilisti e irremovibili anche perché sembra preludere a prese di posizione più nette che potrebbero polarizzare le opinioni in due semi-cerchi…. Bel capitolo. Brava.

    • Ciao Danio
      La mia idea sarebbe di fare dialogare due o tre dei protagonisti tra di loro, e poi farli interagire con il resto del gruppo.
      Mi rendo conto che forse le opzioni che ho scelto non sono chiarissime riguardo all’obiettivo.
      Vediamo come si evolve la votazione.
      Intanto grazie di aver letto anche questo episodio.
      🙂

      • Certo che puoi, ahaha 🙂

        Intendo che con questo stile sembra quasi di vedere il cerchio dal punto di vista del coordinatore di una seduta; hai presente no, lo psicologo/volontario che di solito prende appunti e da la parola in contesti simili.
        Il cambio di prospettiva e il dialogo sono infatti molto schematici, scanditi addirittura dai nomi di chi parla, e sembra così di leggere proprio i suoi appunti, quasi fossimo noi lettori, il coordinatore.
        È un’impressione che ha dato a me, forse perché a sedute collettive ho partecipato.
        In generale, lo vedo come un bell’esperimento perché indaga su una frontiera stilistica del dialogo letterario poco battuta, fatto di “soliloqui interagenti”.
        Boh, è interessante per questo. Scusa se mi sono dilungato, di solito questi commentoni mi permetto di farli a storia finita.
        Alla prossima! 🙂

  • sono per il “dire di no!”
    …perchè è scomodo,
    può far parte del cambiamento per chi lo dice,
    e per chi lo riceve può essere inteso come un “…rifletti e ringrazia!”.
    Può apparire distruttivo, e pur costruttivo.
    …E addirittura condiviso, se onestamente motivato.

  • Assolutamente critiche costruttive e distruttive. Ora che si conoscono un po’ meglio, sono interessato ai giudizi che hanno gli uni degli altri.

    Bell’episodio, farci conoscere meglio l’intimo dei personaggi attraverso delle loro storie/fotografie è sicuramente un ottimo espediente. Alla prossima! 🙂

  • Voto Amelia e Alessio, Amelia si è invetata l’animale e quindi si merita un voto. Ho letto i racconto tutto insieme, non male. C’è qualcosa che non mi convince e sono le descrizioni in corsivo, secondo me esulano un po’ e fanno perdere il filo. Avrei preferito il narratore esterno vero o, migliore, un protagonista narratore che porta il lettore al centro della scena.
    Comunque sto al gioco e seguo.Brava!

  • Ciao Lou
    i mini-paragrafi probabilmente ritorneranno più avanti. I personaggi iniziano ora a conoscersi e a interagire. Volevo dare spazio anche al linguaggio del corpo, più difficile da gestire se dentro spazi più rigidi.
    Riguardo ai dialoghi, posso chiederti se ti riferivi all’intervento di uno dei soggetti in particolare?
    Grazie per la lettura e per il commento.
    🙂

  • Ho votato per Teo e Maddalena, più per Teo che per Maddalena. Ti ho intercettato al secondo episodio e l’idea devo dire che mi piace. La suddivisione del primo episodio in mini-paragrafi introdotti dal nome di uno dei tuoi ‘sei personaggi in cerca di…’ mi piaceva e non ho condiviso la scelta di abbandonarla a partire già da questo secondo capitolo. Scrivi bene, ma credo che dovresti fare un piccolo sforzo per rendere i dialoghi meno artificiosi. Seguo.

    • Ciao Lou
      i mini-paragrafi probabilmente ritorneranno più avanti. I personaggi iniziano ora a conoscersi e a interagire. Volevo dare spazio anche al linguaggio del corpo, più difficile da gestire se dentro spazi più rigidi.
      Riguardo ai dialoghi, posso chiederti se ti riferivi all’intervento di uno dei soggetti in particolare?
      Grazie per la lettura e per il commento.
      🙂

      • Uhmm se devo essere proprio sincero non avevo in mente un personaggio in particolare. E’ solo che quando usi il diretto credo dovresti provare a diversificare il modo di parlare per rendere riconoscibile i personaggi. Il linguaggio che usi per dare voce ai tuoi protagonisti mi sembra un po’ piatto. Preciso che si tratta di un’opinione influenzata, forse, anche dal mio modo di scrivere e concepire i dialoghi. Spero tu non te la prenda

  • Manuel e Lavinia sembrano i più schivi, ma se si trovano nel cerchio è probabile che vogliano darsi una possibilità di riscatto. Mi piacerebbe conoscerli meglio e, data la tua bravura nel saper tratteggiare personalità così diverse, penso che ne avrò occasione nel prossimo episodio, ammesso che sarà la scelta più votata.

  • Cercavo nuove storie da seguire e mi sono imbattuto nella tua. Carina questa specie di “seduta” misteriosa. I personaggi si stanno caratterizzando bene e mi affascinano soprattutto Teo e Maddalena, quindi voto per loro.
    Manuel poverino mi fa un po’ pena ahahah.

    Seguo e al prossimo episodio! 🙂

  • Sempre più interessante questo viaggio…
    Questo insieme di sguardi e sensazioni inespresse, di segnali lanciati in modo nascosto, di apparenze che proteggono e di semplici parole; lo rendi con molta destrezza e questo cerchio mi affascina, è una strana sensazione.
    Seguo Manuel e Lavinia

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