IL PORTIERE DI NOTTE

Dove eravamo rimasti?

Perché il Cinese non può rifiutare? Interviene il signor Paolo (50%)

STANZA 202

Il signore distinto porse una mazzetta di soldi verdi al Cinese e da dietro il Signor Paolo sbucava con i suoi baffoni biondi e bianchi disse: 

– Cazzo Cinese, sei proprio un pollo porca la puttana! Prendi quei cazzo di soldi e dagli la stanza 202 perdio! Il vecchio non se ne accorgerà mai.. Ma devo dirti tutto io? 

Il Cinese prese i soldi e rimase con la bocca aperta a scrutare il vuoto. Il signor Paolo uscì per sputare e sul ciglio della porta lanciò una languida risatina con ammicco alla graziosa signorina con le scarpe rosse.

– Signorina, fa freddo da queste parti eh.. Ma di dov’è? Non l’ho mai vista sulla statale. Sei russa? Ucraina? Quanto ti paga il vecchio eh? A me puoi dirlo.. Vuoi vedere un vecchio cazzo moscio? Se me lo tiri su facciamo festa tutta notte..

La signorina non sembrava capire, e rideva divertita davanti quel vecchietto. Nel frattempo il Cinese diventò ancora più bianco di quanto non fosse già, e con la voce tremolante sussurrò interrogandosi:

– La stanza 202..!?

– Già, la stanza 202! – apostrofò il signor Paolo incrociando lo sguardo del signore distinto.

-Lo deve scusare, è un pò tardo, ma non si preoccupi, la stanza 202 non la usa mai nessuno. – continuò.

Nel frattempo il Cinese stava cercando disperato le chiavi di quella stanza, erano quasi le 3:00 di notte e cominciò a sudare dalla fronte, nonostante la porta sbarrata della hall lasciava entrare fredda umidità di pianura e fumo di sigaro.

– Dai giovanotto, dagli la stanza.. – ghignò il signor Paolo.

– Tanto quell’ubriacone di Alfredo non se ne accorgerà mai.. – continuò.

Non appena terminata la frase apparse da dietro un banco di nebbia nel buio della notte proprio Alfredo, il proprietario, con la bicicletta sotto braccio.

– Oh, finalmente il proprietario.. Senta qui la situazione è quantomeno ridicola e vorrei parlarle in privato se possibile.

– Si si, come no.. hi hi hi.. Provi a parlargli.. Lui sicuro ascolta.. – sghignazzò il signor Paolo.

Il signor Alfredo gettò la bici ed entrò nella hall. Squadrò tutti dall’alto in basso e fece due passi prima di cadere pesantemente davanti la signorina con le scarpe rosse e svenire sulla poltrona di pelle vecchia color marrone. Un rutto alcolemico confermò lo stato di pesante ubriacatura in cui versava.

– Prego, mi segua.. – disse il Cinese.

Improvvisamente calò il silenzio. Il signor Paolo scomparve nel buio dietro la porta. Il Cinese, con un mazzo di chiavi in mano indicava la strada al signore senza nome e alla sua dolce compagna. Le mani del Cinese tremavano e insieme le chiavi che aveva in mano.

– Ma che cosa ha questa stanza che non va? – disse il signore distinto sbattendo una pesante valigia nera contro lo stretto corridoio.

– Ma niente solo che è da molto tempo che non la diamo via e non so in che stato sia.. – disse a bassa voce il Cinese guardandosi intorno impaurito.

– Ma perché parla a bassa voce? 

– Non lo so..

Proprio mentre si apprestavano a salire al secondo piano si sentì uno strano rumore e le luci del corridoio si accesero..

– Ma c’è qualcuno in hotel? 

Il cinese impaurito non rispose. 

– SONO GIORNI CHE NON VIENE NESSUNO PORCO CANE!! – gridò il signor Paolo da dietro..

– E lei che cazzo ci fa qui!?!? – gridò il signore indietreggiando e lanciando la grossa valigia..

– E’ il signor Paolo.. – disse il Cinese tranquillamente.

– Si lo sappiamo tutti che è il fottuto signor Paolo, ma perché ci sta seguendo?

In quel momento si aprì la porta della stanza in cima alle scale.. Era la stanza 202. Tutti si guardarono in faccia mentre il signor Paolo era sparito.

– Dove cazzo è andato? – disse il signore distinto.

– Prego, prego.. accomodatevi.. 

La stanza aveva un letto matrimoniale e un letto singolo. Una piccola finestra dava sulla strada. Davanti, il grigio della nebbia era illuminato da un faretto che puntava sull’insegna dell’hotel proprio sopra la finestra.

– Questo è l’armadio, questo è il piccolo bagno se volete rinfrescarvi..

– E qua c’è il letto se volete scopare!! – disse il signor Paolo da dietro la porta sghignazzando e fischiando.

La ragazzina trattenne a stento il signore senza nome che, tentando di togliersi il cappotto voleva afferrare il signor Paolo che rideva a sguarciagola con la sua terribile voce rauca.

– Andatevene. Andatevene tutti! Queste sono le chiavi della macchina, la parcheggi sul retro. nessuno deve sapere che sono qui. Se vengono a chiedere rispondete che l’hotel è vuoto e che non è passato nessuno da queste parti.. da giorni! Capito? Nessuno, nemmeno il padreterno!

La porta si chiuse e il Cinese tornò giù, dietro di lui il signor Paolo si guardava intorno sfumacchiando il sigaro e scorreggiando, alzando ora la gamba destra ora la gamba sinistra.

– Che porco pervertito! Potrebbe essere sua figlia. – disse il signor Paolo.

– Già. – rispose il Cinese.

– E’ peggio di te che ti scoperesti una capra. Te la sei mai scopata una capra? Girano voci in paese sai..

Nella hall solo il russare nel signor Alfredo rompeva intermittente il silenzio.

Erano passate le 3:00 e un rumore venne da sopra..

Che succede sopra?

  • Il signor Alfredo si sveglia di soprassalto. (100%)
    100
  • Il Cinese scappa fuori nella nebbia urlando. (0%)
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  • Il Signor Paolo lancia una bestemmia e corre su. (0%)
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6 Commenti

  1. Dunque, ti dico subito che mi piacciano molto i dialoghi, veri, senza filtri perbenisti, autentici. Mi è piaciuto molto meno il resto (in pratica quasi tutto quello che sta fuori dalle virgolette)… E poi dovrebbe far ridere, essendo nella sezione humor, ma, molto onestamente, non mi ha strappato molti sorrisi. Aspetto il prossimo e nel frattempo voto l’intervento del signor Paolo.

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