La vista di chi non vede.

Il ragazzo senza occhi.

C’era una volta un regno, ma si sa di regni ce ne sono molti, regni fatati, incantati, popolati da bestie,  fate, maghi, streghe, regine, principesse e altre creature. Quello dove è ambientata la storia di Hari non è molto diverso.  Si racconta che quando Hari sia venuto al mondo, era già senza occhi, ma la storia non è del tutto vera, in realtà lui aveva gli occhi, occhi verdi, pieni di speranza e li ha avuti fino all’ età di 3 anni. Perché li ha persi è semplice, la madre di Hari non ha potuto mantenere una promessa fatta al Re. “Dammi tutto l’oro che riesci a creare strega! Altrimenti strapperò gli occhi al tuo adorato figlio!” disse il Re. Perché dovete sapere, che la madre di Hari era dotata di poteri straordinari, infatti riusciva ad usare la magia, ma si sa, la magia ha sempre un prezzo e lei lo sapeva benissimo. Quindi decise di provare a scappare dal regno, ma inutilmente fu bloccata dalle guardie poco prima del confine. Venne incatenata e poi giustiziata la mattina dopo. La sofferenza del piccolo Hari non era finita lì, visto che pochi minuti dopo la morte di sua madre, gli furono tolti gli occhi e da allora, ci fu solo buio. Venne affidato ad una famiglia del regno e ha continuato a vivere lì, fino all’ età di 17 anni. I nuovi genitori, non permettevano ad Hari di uscire, avevano paura che potesse spaventare i bambini, quindi era rintanato in casa, dalla mattina fino alla sera. Ormai ci aveva fatto l’abitudine alla sua nuova vita, non vedeva nulla e non poteva uscire, stava semplicemente aspettando inerme la morte, almeno fino a quando non incontrò una persona, che gli fece cambiare idea, una persona che voleva assolutamente riuscire a vedere…

Chi incontra Hari?

  • Suo padre (29%)
    29
  • Un ragazzo (0%)
    0
  • Una ragazza (71%)
    71
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22 Commenti

  • Gli stregoni adorano i boschi (Merlino ci vive, Radagast pure e per Panoranix il druido il bosco è come una seconda casa) perciò dico ‘il bosco vicino al castello’. Un paio di appunti: vai a capo più spesso, aiuta la lettura. Il linguaggio che hai scelto mi piace, è adatto a un pubblico di bambini (come deve essere in una fiaba) ma puoi anche provare a buttarci dentro qualche parolina un po’ più ricercata (se ben dosate alcune parole possono suscitare l’interesse dei più piccoli, incuriosirli e indurli a fare delle domande, in sintesi possono imparare divertendosi). Se il genere ti interessa e vuoi saperne di più sulla struttura e la morfologia delle fiabe puoi leggere Propp (trovi i suoi schemi anche su wikipedia). Intanto seguo. Ciao

  • Ciao!
    Storia pazzesca, sono indecisa se essere amareggiata o triste…
    in ogni caso volevo votare per il padre ma ho premuto una ragazza… fai tu 😉
    Oro in cambio di occhi. Oro e vista… sto riflettendo sulla metafora, sul valore dello scambio. Mi pare che possa rivelarsi molto interessante, va solo capito con i prossimi episodi. Intanto: bravo!
    Seguo.

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