L’uomo di Cristallo

Dove eravamo rimasti?

Cosa volete sapere? Chi sono James e i suoi compagni e chi ha chiamato James? (43%)

La lettera

La figura di James si rifletteva contro il vetro di una vecchia sala da pranzo di un appartamento collocato a Bruxelles, mentre i propri pensieri vagavano, Pac era seduto su un sofà e sfogliava un quotidiano italiano che riportava in prima pagina il colpo al museo “Furto del Manzoni, Como sconvolta”. L’intestazione era chiara come il sole, l’articolo cominciava con un lieve turpiloquio sul celebre romanzo “ e proprio su quel ramo di Como ieri è stato trafugato il famoso romanzo di Alessandro Manzoni, dal celebre ladro James Biukenon e dalla sua banda che ancora oggi vanta l’anonimato, non si comprende come quest’uomo riesca sempre nei colpi che progetta. Questa figura misteriosa di cui nessuno conosce il volto o la vera identità sembra essere apparso come dal nulla nel febbraio del 2010 decretando con una lettera anonima che avrebbe rubato la stele di rosetta esposta al British Museum. E da quel giorno ogni suo colpo è stato plateale quasi come volesse far assistere l’intero mondo hai suoi crimini, ma questo non ha fermato l’FBI che lo ha seguito per tutto il mondo senza risultati. Da quello che siamo venuti a conoscenza l’ispettore capo Victor H. Montres ha dichiarato “C’è una talpa, un uomo non può fare quello che James fa” pensieri discordanti si sommano ma nessuna certezza per ora”.

<Ne sparano di cazzate questi!> esclamò Pac in quel momento gettando il quotidiano sul tavolino da caffè, <Ancora che leggi….> aveva risposto James con quel mezzo sorriso, andando in cucina dove Emily era intenta a falsificare dei documenti. <Tesoro sei migliorata ma ancora non riesci a far passare i tuoi lavori per buoni> disse James mettendo una mano all’interno della giacca e tirando fuori cinque documenti falsi e gettandoli sopra quelli di Emily. <la tua mano ancora è incerta> aveva poi detto ghignando <Sei uno stronzo James> rispose la giovane guardandolo con disprezzo misto ad ammirazione, perché anche se lo odiava aveva detto la verità la mano di James era fenomenale. <A proposito dov’è Rick?> disse Emily mentre il suo sguardo era fisso sul documento di Rick, <Pazienza bimba…> per Emily, James era uno spocchioso e troppo sicuro di se, ma purtroppo era il migliore in quello che faceva. Aveva sempre un piano e questo lo faceva apparire come un montato, anche per questo non era molto amato da chi lo conosceva. Non aveva una vita passata che qualcuno di loro conoscesse, “aveva una famiglia?” “Era sposato?” “Chi diamine è James Biukenon?”. Queste erano solo alcune delle miliardi di domande che chiunque si poneva su di lui, l’unica cosa che i suoi soci sapevano che James era il nome del noto attore James Dean e Biukenon era il cognome del personaggio di Baywach Mitch. Anche se era scritto in maniera differente ovvero Buchannon e questo delineava quanto James amasse il cinema ma a parte queste piccolezze nessuno lo conosceva veramente.

Le giornate in quella casa si assomigliavano un po’ tutte, ci si alzava tardi e si ingannava il tempo ogni uno come meglio poteva, Pac e Alfred giocavano hai videogame Emily faceva pratica nell’arte del falsificare e James leggeva o ascoltava musica. Attendevamo sia l’arrivo di Rick sia un compratore per il Manzoni così da chiudere il caso, quando un giorno senza preavviso arrivò una lettera e questo gettò tutti nel panico più totale. Come era potuta arrivare una lettera in un edificio abbandonato dove i primi tre piani erano distrutti e dove perfino loro eravamo dovuti entrare dal tetto, questo li mise in allarme <Ci hanno scoperto, dobbiamo lasciare immediatamente l’appartamento> aveva esordito Pac correndo con la busta in mano. Emily si era bloccata e Alfred balbettava sconnesso <Pe…pe…pericolo signore, pe…pericolo…> ma l’unico che tirando fuori la testa dal libro che stava leggendo sogghignò fu James <Wauh, chiunque sia è davvero bravo se è riuscito a trovarci> aveva semplicemente esclamato. <Non capisci pezzo d’idiota che ora siamo nella merda> rispose Emily correndo in camera a radunare le sue cose <Ragazzi smettete di prendere le vostre cose, se volevano farci fuori ora lo eravamo> a quelle parole tutti si bloccarono vedendo che James aveva tirato fuori la valigetta e questo voleva dire solo una cosa. Era il momento di scoprire da chi veniva la lettera e cosa conteneva <Dici che sia saggio rimanere?> aveva provato a domandare Pac, <Se quelli che ci hanno consegnato questa ci hanno trovato e dubito che sia stato semplice non ci perderanno di vista tanto facilmente>. Gli sguardi di tutti avevano annuito a quella considerazione mentre James si era tolto la giacca e aveva arrotolato le maniche della camicia facendo scattare la chiusura della valigetta <Vediamo chi è il nostro amico!> aveva infine esclamato James.

Cosa volete sapere?

  • Cosa contiene la lettera? (43%)
    43
  • Cosa succede all'ispetore Victor? (29%)
    29
  • Chi è Rick? (29%)
    29

Voti totali: 7

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43 Commenti

  1. Ciao, ho visto la storia nel genere “Avventura”, poi la parola “Calibro 38” nella trama, ed eccomi qui! Da dove parto? Proprio dalla trama: ho letto entrambi i capitoli, ma non la “vedo” nella storia. È un’attesa voluta? Rischi di deludere le aspettative di chi legge. Poi… ho letto poco sotto i commenti e non voglio essere ripetitivo, però vorrei darti un paio di suggerimenti ancora: nei dialoghi, “stacca”, vai a capo. Rende la lettura davvero difficoltosa. Usa poi queste «Ciao Mirko» nei discorsi ed usa quest’altre “Ciao Mirko” quando il personaggio pensa, così differenzi le due cose. Sembra tu voglia imparare a scrivere, però segui anche i suggerimenti che ti danno… quelli costruttivi intendo, quelli polemici lasciali stare. Ci sono persone qui che si sentono “arrivate” e scrivono peggio di un analfabeta. Verrò a controlllare nel capitolo tre cosa combini… ti tengo d’occhio, voto James e… buona fortuna! 😉

    • Ciao, ti ringrazio del commento! E ti rispondo subito con un si é voluta l’attesa e la così detta suspance, probabile che il tutto confonda ma ammdtto che i pochi caratteri avrebbero solo incasinato tutto, preferisco perderci un attimo a dare forma al racconto così da invogliare il lettore dopo. Poi andando avanti di dico che inizialmente non me le dava le o per un proema nel sistema o non so e ho optato per “” ma se mi dici che le prende mi rincuorò parecchio! Odio le “” non mi danno sostanza. Per il resto vedrò di fare del mio meglio per ora grazie di essere passato e spero di rivederti tra i commenti 😉

  2. Eccomi qua. Allora, da dove comincio … questi due episodi li ho trovati complicati a causa degli errori. Hai usato più tempi verbali contemporaneamente, oltre agli accenti mancanti. Mi spiego, se stai parlando al passato allora andrebbe usato il passato remoto o l’imperfetto (ero andato, andavo, andai). Se racconti una situazione che si sta sviluppando nello stesso istante che la stai raccontando, ci vorrà il presente (sono andato, vado). Perché al di là degli errori la tua storia incuriosisce.
    Comunque, ho votato per sapere chi sono James e compagni. Hai introdotto parecchi personaggi in due episodi, ci vuole qualche chiarimento su che ruolo abbiano.

    • Ciao Dani, anche a te chiedo scusa per tutto il pasticcio! Sopratutto nel primo capitolo dove ho veramente fatto un macello…. E pensare che con le maschere di Venezia pensavo di essere migliorato almeno un po XD ma scherzi a parte grazie di essere passata e spero che i miei orrori non ti portino via dal racconto, vedrò di fare meglio col terzo!!

  3. Ho pareggiato le opzioni! 😀

    Allora, l’incipit è interessante ma la scrittura ha dei difetti. Il primo capitolo in particolare con tutti i condizionali che non avevano senso (avrebbe, potrebbe mentre il tutto accade davvero). Questo secondo è già migliore ma richiede ancora aggiustamenti perché non sempre si riesce a capire bene cosa sta avvenendo e dove.

    Ancora non ho cosa c’entra la trama col racconto, ma spero si capisca dopo ^_^

    Ciao 🙂

  4. Ti consiglio di dare un’ulteriore lettura prima di inviare il pezzo. Sono curioso del proseguo della storia. Scrivere è un modo per esprimere se stessi, non necessariamente la perfezione stilistica è sinonimo di bravura. Aspetto il tuo secondo capitolo.

  5. Eih, ben tornato! É da un po che non scrive i qualcosa…. Cmq un inizio particolare ma Cmq il modo di scrivere mi piace e come sempre mi hai fatto venir voglia di saperne di più!! Complimenti 😉

  6. “Il circondario… sonni”. Non anticipare, o racconti o mostri. “I bambini si destavano dai loro sonni” questa frase non mi piace. Non mi sembra parte di una routine cittadina. “Con i suoi…” Qui non mi piace. ” “e questo provocò”. “infarto” subito dopo va la virgola. “Tremando” qui accavalli troppi concetti. “Rapidamente” cerca di usare pochi avverbi. Etc etc.

    In generale le frasi sono troppo lunghe.

    Io ho appena comprato “49 racconti” di Hamingway per avere un esempio di scrittura secca.

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