Paura

Timore

Erano trascorsi pochi istanti, da quando Silvia aveva varcato la soglia di casa dopo un viaggio estenuante di tre ore, che era costretta ad assorbirsi ogni weekend per riabbracciare la sua famiglia. Parcheggiata la valigia sul pavimento di marmo nero, la ragazza tirò giù la zip del giubbotto, se lo sfilò e lo lanciò sul bracciolo di pelle della poltrona. Poi, fu la volta delle sneakers che scalciò via, una dopo l’altra e si lasciò cadere sul divano. Aveva assoluto bisogno di un bagno ristoratore e di impiegare quelle ultime ore della domenica in totale relax. Sciolse la fluente chioma bionda dalla treccia spettinata, acconciata frettolosamente in treno per contrastare il caldo opprimente della carrozza e sprofondò tra i soffici cuscini che odoravano di casa.

Il buio era calato da un pezzo su quell’umida sera di Ottobre e il salotto era sommerso dal silenzio, a tratti interrotto dal fruscio dei rami che grattavano la finestra. Silvia girò distrattamente la testa in quella direzione e pensò che fosse arrivato il momento di chiamare il giardiniere, quando un movimento fulmineo aldilà della tenda catturò la sua attenzione. Un brivido le saettò lungo la schiena e la ragazza scattò in piedi. Una voce nella sua testa la istigò ad armarsi di coraggio per andare a vedere di cosa si trattasse, mentre l’istinto di sopravvivenza s’impossessò di lei paralizzandola.

La tenda si gonfiò in tutta la sua lunghezza, come se un essere abnorme si fosse improvvisamente materializzato sotto di essa. Un tonfo sordo e inquietante seguì subito dopo, facendo sussultare Silvia che dovette aggrapparsi alla spalliera del divano per non cadere. Le ante della finestra si erano richiuse violentemente, sospinte dal vento. La sagoma si sgonfiò e la giovane poté tirare un sospiro di sollievo, contrastò a fatica quel senso di riluttanza che le stava impedendo d’indagare oltre e arrancò verso la finestra. Ci si avvicinò molto lentamente, con aria guardinga e quando fu lì chiuse la finestra con le mani in preda ad un attacco precoce di Parkinson. Sentendosi più al sicuro, Silvia sbirciò oltre il vetro ma riuscì a scorgere soltanto un ritaglio del giardino abbagliato da un riflesso lunare. Gli abeti creavano una gigantesca ola, scossi da una forte brezza proveniente da est.

La ragazza sospirò e il suo alito caldo impresse sul vetro un piccolo cerchio di condensa bianco. Una risatina nervosa inarcò le sue labbra, quando si rese conto che si stava solo autosuggestionando e che lì fuori non c’era nessuno. Silvia indietreggiò, decisa a chiudere in una cella della sua mente quel piccolo timore, quando un rumore la mise nuovamente in allarme. Questa volta il responsabile non era il vento. Non si era trattato di un fruscio prodotto dalle foglie, quanto piuttosto di uno stridere di unghie. Lo aveva sentito bene, perché quel rumore era proprio sotto di lei, sul davanzale della finestra. Così intenso che continuò a risuonarle nelle orecchie, anche se non vedeva alcuna mano. Per un istante, il suo sguardo scivolò sul cordless in carica sul tavolino alla sua sinistra, il pensiero d’impugnarlo per chiamare qualcuno la stava seriamente tentando. Silvia era dilaniata da un dilemma: chiamare o non chiamare. L’essere un avvocato la metteva continuamente difronte a un bivio ma, in quel momento, non sapeva cosa fare. Per la prima volta nella sua vita, Silvia non riusciva a pensare lucidamente. Il timore che qualcuno si fosse introdotto furtivamente nella sua proprietà la stava braccando, mettendo sotto scacco le sue facoltà mentali.

Quale decisione prenderà Silvia?

  • Non cederà al timore e andrà a farsi un bagno per rilassare i nervi tesi. (50%)
    50
  • Vinta dal timore, chiamerà il suo migliore amico. (33%)
    33
  • Vinta dal timore, chiamerà la polizia. (17%)
    17
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277 Commenti

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  1. Paola Roela ha detto:

    Complimenti! Storia avvincente e ben costruita.
    Ho letto tutti i 10 capitoli in fila.
    Bravissima!
    Al prossimo racconto! 🙂

  2. Danica ha detto:

    Niente male come finale. Era “horror” a tutti gli effetti. 🙂
    Bella storia.

  3. Giger ha detto:

    Ottimo finale, d’impatto come un pugno allo stomaco. Brava 🙂

  4. Lou ha detto:

    Sono felice di aver cambiato idea e di averti seguito fino all’ultima scatola… Hai lavorato molto bene sull’intreccio e la chiusa è fenomenale. Devo dire di essere rimasto particolarmente sorpreso dall’apprendere che sei al tuo primo horror. Capitolo finale che strizza l’occhio all’horror sadico di Eli Roth e McLean (la scelta del trapano mi è sembrata particolarmente indovinata). Hai mostrato tutto ciò che c’era da mostrare, ci hai costretto ad assistere impotenti alla morte atroce di Silvia e, credo, ti sei presa persino una piccola rivincita con chi ti ha costretto (i tuoi sadici lettori) a farle fare una brutta fine (sono quasi sicuro che alcuni di loro hanno provato la spiacevole sensazione di sentirsi complici di tanto efferatezza)… Brava davvero. Ho letto che vorresti cimentarti con la fantascienza (altro genere di cui sono appassionato). Se posso ti consiglio di provare a contaminarlo con l’horror, genere nel quale hai dimostrato di saperci fare… Ora che ti ho conosciuta meglio devo dire che sono terrorizzato all’idea di quello che mi avresti potuto fare se non avessi cambiato idea sul
    tuo racconto… Dovrò rimandare i lavori in casa… Vedere l’ombra di un operaio con in mano un trapano potrebbe farmi venire un infarto!!!

  5. GiuliaDN ha detto:

    Sono senza parole! Ottimo racconto e finale! E per dirlo io, che tra tutti, l’horror non è proprio il mio genere, vuole dire che sei stata veramente brava! 🙂
    Attenderò la tua prossima storia allora, vedo che andrai sulla fantascienza, cosa che mi garba molto! 😉

  6. Danio Mariani ha detto:

    Nella mia ultima votazione, avevo chiesto clemenza ma, da perfetto horror fino alla fine, ha prevalso il sadismo e la vendetta più atroce.
    Il trapano, come mezzo di morte, al pari della motosega è per me il più adatto per questo tipo di racconti. Complimenti davvero, ti aspetto per un prossimo, orrorofico, racconto. Brava!

    • Anna Civile ha detto:

      Ho pensato che il trapano rendesse meglio l’idea dell’agonia… un po’ troppo, forse? 🙂
      Il prossimo racconto sarà di fantascienza (implants) con titolo diverso e risvolti… questo rimane un segreto. 🙂
      Ciao Danio, alla prossima.

  7. Alex Sanmarco ha detto:

    Mi spiace davvero, non ho fatto in tempo a votarti.
    Stamani mi era sembrato di averlo visto tra quelli in primo piano.
    Cmq, leggerò con calma il tuo racconto dall’inizio.

  8. Gabriele Zeta ha detto:

    Finale col botto, brava Anna, la scena del trapano è stata veramente forte, in tutti i sensi, farci provare empatia per il cattivo usando la morte del fratello poi è stata una grande idea.
    “Voglio trapanarti i capezzoli e sentirti urlare”, frase cult a mio avviso.
    Spero di rileggerti presto 🙂

    • Anna Civile ha detto:

      Ci credi che è il mio primo racconto horror? Episodio dopo episodio… devo averci preso la mano. 🙂
      Devo ringraziare te e gli altri lettori per i preziosi consigli, se Paura è andato bene lo devo a voi.
      Grazie 🙂

  9. Wow *_*
    Il finale mi piace veramente tantissimo.
    Non me lo sarei aspettato così. Brava, brava, brava ^^

  10. Drago ha detto:

    “il viso senza espressione e lo sguardo vuoto, come se la morte del fratello le avesse portato via l’anima.” Questa frase (con qualche piccolo dettaglio modificato, ovvero il soggetto della frase e la persona morta) posso utilizzarla in futuro in un mio racconto? Non so perché, ma mi piace.

    “Tanto qui sotto non ti sentirà nessuno” Della serie “nello spazio nessuno può sentirti urlare”? 🙂

    Cavolo, il dolore provato da Silvia l’ho sentito anch’io! Non so se volerti bene od odiarti, per questo. 😀 😉

    • Anna Civile ha detto:

      Ciao Drago, hai il mio consenso per usare quella frase. 🙂
      Quanto al resto, devo dedurre che il finale sia stato abbastanza sadico per i tuoi gusti? 🙂

      • Drago ha detto:

        “il finale sia stato abbastanza sadico per i tuoi gusti?” Non saprei cosa riponderti… Col senno di poi, avrei preferito che tu non avessi descritto la scena così bene. 😀 (Non prenderlo come un’offesa. Anzi, l’esatto opposto!)

        • Anna Civile ha detto:

          Wow, un complimento? No perché, dopo 10 episodi, sarebbe il primo. 🙂 L’atmosfera natalizia ti ha reso più buono? 🙂

          • Drago ha detto:

            “L’atmosfera natalizia ti ha reso più buono?” Può essere. 😀

            Il fatto è che a volte (forse dovrei dire “spesso, quasi tutte le volte”), quando devo fare un complimento od una critica (non solo qui sul sito, ma anche nella vita vera), esagero (cioè sopravvalo o sottovaluto l’oggetto del dialogo). Per cui, a volte, evito di fare questo tipo di commenti, anche se li faccio, di tanto in tanto.

  11. GiuliaDN ha detto:

    Visto che è un horror, facciamo lenta agonia e morte va… 🙂 beh, ci sono andata vicino dai! 😀

  12. Nickleby ha detto:

    Ciao, questo mi sembra uno degli episodi meglio scritti della storia, vi è un uso accorto e motivato delle descrizioni con cui ben riesci a trasmettere il senso di dolore e di smarrimento dato dalla colpa e dalla perdita, come lettore mi sono sentito assai coinvolto dalla vicenda. Voto per un’espiazione attraverso una confessione.

  13. Giger ha detto:

    Non mi aspettavo questi sviluppi. Chapeau (si scrive così?). Per il finale ho votato “Silvia morirà, una lunga e lenta agonia”.

  14. Danica ha detto:

    Una lunga e lenta agonia prima della morte. 😉
    Adesso penso che, più che la storia di un libro, sto leggendo una confessione. Mi è piaciuto questo passaggio (intendo questi ultimi due episodi). 🙂

  15. Arrivata appena in tempo per il finale, pare. Ho votato per la grazia a patto che ammetta la sua colpa. Penso che farle passare il resto della vita fra i sensi di colpa sia molto più crudele che ammazzarla e, in un certo senso, più giusto. Altrimenti Ombra diventerebbe esattamente come lei. Bellissimo, aspetto la fine con trepidazione.

  16. Lou ha detto:

    Siamo all’ultima scatola… Bel capitolo, nella migliore tradizione del genere, suspence, atmosfera e rivelazioni… Una donna, una vendicatrice, il dolore che si trasforma in odio (come spesso accade), l’ombra che oscura la luce e trasforma persone comuni in spietati assassini. La storia ricorda molto “So che cosa hai fatto” e altri classici del genere… Anche se ho come il sospetto che manchi ancora un tassello… Bravissima. Non farci aspettare troppo.

  17. Mingo_92 ha detto:

    Oddio, non sapevo proprio cosa votare! Alla fine però ritengo sia giusto, per il tipo di storia e dell’andamento avuto, che tutto si concluda con una lenta agonizzante morte. Scritto davvero bene Anna, brava! Episodio Che mi ha infervorato. Paura… Un racconto breve ma intenso

  18. Serena Lavezzi ha detto:

    Molta molta indecisione, però grazia. Non so, mi sento che stavolta si può perdonare. 🙂 Bella suspence fino all’ultimo, complimenti.

  19. Gabriele Zeta ha detto:

    Lunga agonia, salvo che ombra non troverà sollievo nella vendetta e si suiciderà, un classico finale da tragedia. 🙂
    Mi piace che ombra sia una donna, ennesimo colpo di scena e poi è emancipazione anche questa no? 😉
    Ma che fine ha fatto il tipo dell’appuntamento?
    Ciao!

    • Anna Civile ha detto:

      Ciao Gabriele, uno degli errori che commetto spesso nei miei scritti è quello di dare per scontato che tutto quello che è nella mia testa arrivi al lettore e, leggendo il tuo commento, mi rendo conto di esserci ricascata. Probabilmente, ti ho mandato fuori strada con l’opzione del cap. precedente in cui vi chiedevo di svelare l’identità di Ombra. In realtà, Ombra è il nick usato dal ragazzo dell’appuntamento al buio che ha adescato Silvia per conto della “figura nell’ombra” (con il cappuccio) che Silvia ha visto nell’angolo buio e nel suo incubo. La ragazza è quella figura, non Ombra. Per badare a creare suspense e colpi di scena, evidentemente, ho fornito troppo poche indicazioni.
      Sorry 🙁

      • Gabriele Zeta ha detto:

        Pensavo a una cosa del genere, ma mi sono riletto un paio di capitoli prima e non mi sembrava chiaro, ma magari sono solo io che non l’ho capito.
        La relazione tra ombra e la figura nell’ombra, diventa a questo punto interessante, solo denaro o altro.

        • Anna Civile ha detto:

          Dal momento che il decimo capitolo non è ancora stato pubblicato, non posso fornirti altre spiegazioni… il mio alterego narrativo m’impone il silenzio stampa 🙂

          • Anna Civile ha detto:

            Comunque, hai ragione. Nel capitolo 5 con la frase: ” sussurro’ Ombra” dichiaro che la figura è Ombra, da qui la confusione. Grazie per avermelo fatto notare, dovrò apportare qualche modifica per chiarire che Ombra e la figura dell’incubo non sono la stessa persona 🙂

  20. Drago ha detto:

    Lunga. E lenta. Agonia.

  21. Danio Mariani ha detto:

    Se dovessimo seguire il puro stile horror, direi morirà. Magari dopo atroci sofferenze, degne del genere.
    Ma siccome siamo a Natale 🙂 mi piacerebbe che venga salvata e che confessi la sua colpa. In che modo non saprei, ma sono certo che tu troverai la soluzione adeguata.
    Grande Anna, come sempre sei riuscita a coinvolgere il lettore, e l’incidente è stato un vero colpo da maestro.
    Aspetto il finale sicuro che, in qualsiasi caso, sarà descritto benissimo.
    ciao.

  22. bilbetto ha detto:

    Yes, sveliamo chi è Ombra, mi sembra ora. Eddaiiiii scriviiiii

  23. GiuliaDN ha detto:

    Who’s Ombra? Anchevse, secondo me, è Emis stesso…. e quello non è un racconto! 😀

  24. Serena Lavezzi ha detto:

    Sveliamo l’identità! Che bel capitolo, molto intenso e adesso sono curiosa di scoprire cosa chi è..

  25. Lou ha detto:

    Brava. Il riferimento al Faccia di Cuoio del capolavoro di Tombe Hooper ha contribuito a creare la giusta atmosfera… E’ un espediente che uso spesso anch’io. A questo punto della storia credo sia opportuno sollevare un velo e svelare l’identità di ombra. Sarà dura chiuderla in due episodi ma sono sicuro che ce la farai: i mezzi certo non ti mancano.

  26. Mingo_92 ha detto:

    Sveliamo il passato di Ombra! 🙂

  27. Gabriele Zeta ha detto:

    Uccide, se ha fatto tutto per vendetta premiamo la sua dedizione alla causa 🙂

  28. Kyle ha detto:

    Posso vantarmi di aver creduto in te fin dall’inizio? Si? No? Chi se ne frega, lo faccio. La storia continua ad essere una delle migliori della piattaforma (al di là della copertina meritata, ci mancherebbe) ed a stupire capitolo dopo capitolo (pure l’eros ci’hai messo belli capè?) con nuovi scenari ed evoluzioni. E poi, quel “Silvia s’issò sui Calcagni” mi costringe a seguirti! Perchè? Ora non posso dirtelo, ma magari un domani… nel privato. In conclusione… complimenti!
    Mo basta che sinnò te monti la testa… voto la scoperta dell’identità di Ombra, siamo quasi alla fine e ce lo devi da dire! 😉

  29. gin_sara ha detto:

    … Scopriamo chi è Ombra! Bellissimo e coinvolgente come hai descritto il tentativo di Silvia, di non cedere! Al prossimo. Gin

  30. Drago ha detto:

    Siamo ormai alla fine: sveliamo l’identità di Ombra.

  31. Danio Mariani ha detto:

    non muore. Sveliamo l’identità di Ombra

    Un ritratto perfetto della sofferenza e un tentativo estremo di non lasciarsi andare. Ottimo lavoro, Anna. Attendo il seguito 🙂

  32. gin_sara ha detto:

    Ciao Anna, ho appena finito di leggere tutti e sette i capitoli di fila e mi sta piacendo molto. Ho particolarmente apprezzato, le parti in cui descrivi Silvia. Ho votato paura!! Al prossimo Gin

  33. Drago ha detto:

    Mi sono appena accorto di una cosa: questo è il tuo primo racconto, sul sito, ed hai già ottenuto una copertina.
    Sono quasi invidioso. Non per la copertina in sé, ma perché l’hai ottenuta alla prima storia! 😀

    • Anna Civile ha detto:

      Togli pure il “quasi”.
      Non stai dicendo sul serio, vero?
      Sì, è il mio primo racconto, non è da molto che pubblico su The incipit, forse un paio di mesi, ma non ho ancora ben capito il funzionamento del sito. Incipoints, copertine e classifiche sinceramente non mi interessano, mi piace l’idea si scrivere una storia in divenire con consigli e proposte che provengono dagli altri autori. Scrivere è tutto quello che voglio. Punto. Ti cedo volentieri tutto quanto, se lo staff è d’accordo, copertina e points sono tuoi.
      P.s.: immagino che tu non sia così immaturo, ma lascia che ti dica una cosa sono altre le cose che dovresti “quasi” invidiare a chi scrive qui, non mi riferisco a me, che sono un’esordiente, ma a tanti altri che hanno esperienza e formazione da vendere.
      Ciao Drago.

      • Drago ha detto:

        Infatti non ero serio. Anche se, devo dirlo, io non ho avuto la copertina per il mio primo racconto sul sito.


        Ok, la finisco. 😀 😉 Meglio lasciar stare l’argomento. 🙂

        Anche io scrivo per puro diletto (oltre che per evadere dalla realtà ed “essere me stesso”) ed ogni personaggio che “creo” è come una sorta di figlio per me e mi rispecchio in loro, per alcuni loro aspetti.

        • Anna Civile ha detto:

          “Anche io scrivo per puro diletto (oltre che per evadere dalla realtà ed “essere me stesso”) ed ogni personaggio che “creo” è come una sorta di figlio per me e mi rispecchio in loro, per alcuni loro aspetti”, chi scrive lo fa per motivi diversi ed è naturale e “umano” ambire a dei riconoscimenti. Il premio “copertina” può essere importante perché in un certo senso ti ripaga del lavoro fatto qui, ma non vincerlo ti farebbe desistere dallo scrivere? Mi auguro di no, se scrivere fa parte di te è giusto che tu lo faccia a prescindere dai commenti altrui o dai riconoscimenti ai tuoi scritti. Continua a scrivere per te stesso e per il puro piacere che ne trai, coltiva il tuo talento… i riconoscimenti arriveranno prima o poi, non demordere.

          • Drago ha detto:

            Quando ho scritto il primo racconto, non sapevo che si potesse vincere la copertina (e tantomeno il come! 😀 ).
            Anche ora che sono al 4° racconto (la mia prima – e per il momento unica – copertina l’ho vinta al 2°) scrivo perché così, come ho già detto, evado dalla realtà. Oltre al fatto che mi piace.

            • Anna Civile ha detto:

              Se non lo sai tu… figurati io!
              Hai scritto quattro racconti? Stesso genere?

              • Drago ha detto:

                1) Giallo
                2) Fantasy
                3) Fantasy (prosequio del 2, ma ho chiesto troppo da me stesso – e dal titolo della “serie” – e non è venuto come speravo)
                4) Avventura

            • Anna Civile ha detto:

              “ho chiesto troppo da me stesso”, avresti dovuto scrivere “ho chiesto troppo a me stesso” o “ho preteso troppo da me stesso”.
              Ti ho fatto arrabbiare, eh?
              Scherzo, naturalmente.
              Per leggerli, come si fa?

              • Drago ha detto:

                No, non mi hai fatto arrabbiare, tranquilla. 🙂

                In effetti hai ragione, distrazione mia.

                Se vuoi leggere i racconti precedenti di un autore del sito, devi solo premere sul suo nome e scendere un po’: vedrai tutta la lista dei racconti che ha scritto.

  34. Danica ha detto:

    E’ ovvio che il gioco si trasformerà in paura. 🙂

  35. Mingo_92 ha detto:

    Ciao Anna! Son contento che abbia vinto l’appuntamento al buio e di come lo hai sviluppato. Ci voleva qualcosa di fresco a questo punto della storia e son convinto che debba continuare… quindi voto che al suo risveglio continui il gioco erotico. Avanti così! 🙂

  36. Jaques Demonet ha detto:

    Che si alzi il sipario; sul palco vogliamo paura e spavento!

  37. GiuliaDN ha detto:

    Visto il titolo, non potevo che votare per la paura.
    Sinceramente quando ho letto il titolo del capitolo mi aspettavo il fantasma di Bloody Mary… sai, quello del pronunciare il nome davamti allo specchio… 😀 mi vhiedevo che avevi in mente con un fantasma ahahahahaha

  38. Giger ha detto:

    Il gioco si trasforma in paura (d’altronde in un horror, DEVE andare così)

  39. maria algures ha detto:

    Forse scontato… il gioco si trasforma in paura (mi collego al titolo del racconto).
    “Dopo mesi di chat, di lui sapeva solo che non aveva aspettative e, come lei, non ambiva ad alcun tipo di legame.” Sarà vero per lui ma per lei forse no, visto che è consapevole dello “squallore della sua vita solitaria…”
    Comunque brava, hai reso bene l’atmosfera.
    ciao
    🙂

  40. Gabriele Zeta ha detto:

    Il gioco erotico continua, mentre tutti si aspettano la paura.
    Ogni capitolo è come filtrato da un genere diverso, (giallo, horror, eros), mantenendo un filo comune, brava!

  41. Lou ha detto:

    Si ritrova legata e imbavagliata e il gioco si trasforma in paura. Davvero brava, esci a testa alta anche dalla scena erotica… Sei molto versatile.

  42. Serena Lavezzi ha detto:

    Che il gioco si trasformi in paura mi sembra banale. Il gioco erotico continua, perché no? Magari Silvia ha bisogno di distrarsi un po’ 😉

  43. Danio Mariani ha detto:

    Quella carezza ai riccioli biondi non mi convince.
    Secondo me si ritrova legata e imbavagliata. I rischi di un incontro al buio diventano realtà, purtroppo per lei.
    Sempre sul filo del rasoio, bravissima.

  44. Drago ha detto:

    Ancora una volta è un sogno. Tutta colpa della stanchezza.

  45. Nickleby ha detto:

    Questo episodio mi ha trasmesso una certa tristezza, il dolore per la perdita del fratello che contrasta con il fatto che in vita non lo sopportava perché troppo apprensivo, quindi, presumo, lei si sente in colpa per non averlo amato abbastanza mentre era in vita.
    Voto per un impegno nella comunità dei ragazzi difficili; brava come sempre, a presto!

  46. Maurowyn ha detto:

    Purtroppo ho perso l’opportunità di seguire passo a passo gli episodi, rimedio ora! Sono molto coinvolto dalla storia e mi piace la presenza di “racconti nel racconto”: il libro, il diario… attendo il prossimo episodio! 🙂

  47. Jaques Demonet ha detto:

    Credevo di essere intervenuto, invece avevo solo letto. Voto e rimedio subito: un incontro al buio. Se tenebre devono essere, che si dispieghino in tutta la loro oscurità! 😉

  48. Kyle ha detto:

    Ma che bel capitolo “intripposo” (tradotto in Italiano significa “pieno di informazioni”). Il presente con la protagonista, poi sempre con lei nel passato attraverso il diario ed infine “Paura”. Forse il grassetto si poteva evitare mettendo una scritta “Diario Di Silvia – Sabato 18 Aprile”, ma non è un errore, è solo come avrei impostato io il racconto, perchè il grassetto è troppo forte, adatto forse per i titoli di mezzo stile “un’ora dopo”, “tre anni prima” e cose simili… peccato che hai usato il “corsivo” per “Paura”, altrimenti era perfetto per il Diario. Ma ripeto, è una piccolezza rispetto al resto del racconto che come sempre si legge e va alla grande. Alla prossima. 😉

    • Anna Civile ha detto:

      Se devo essere sincera, il grassetto non ha convinto neanche me, tanto da lasciarci, inizialmente, solo la data. Poi, però, non sapendo come separare il “diario” dal “ritorno al presente” ho dovuto convertire anche il seguito. Comunque, non ci saranno altre pagine di diario in futuro… almeno non per questo racconto.
      P.S.: sono io a ringraziare te per essere ancora qui.
      Alla prossima.

  49. GiuliaDN ha detto:

    Ciao! Ho votato per la comunità… più che altro perchè appuntamentonal buio, è troppo semplice da convertire in “paura”, mentre appuntamento con l’amico troppo difficile…. vedo che però sono in minoranza… vabbeh, vedrò che ti inventi!!

  50. Danica ha detto:

    Avrei detto appuntamento con Alex. Ma non nego che anche un appuntamento al buio per me va bene. 🙂

  51. Lou ha detto:

    Appuntamento al buio… Bel capitolo, abbiamo conosciuto Emis e assistito a una scena che racconta il rapporto difficile con Livia… Ho solo un dubbio ma prima volevo chiederti come andrebbe intesa la parte in grassetto: è una pagina del diario di Livia o un flashback?

    • Anna Civile ha detto:

      Entrambe le cose, una sorta di flashback vissuto da Livia mentre legge le pagine del suo diario. Il rimorso per aver detto ad Emis di odiarlo la costringe a vivere perennemente nel passato, nella vana speranza di poter cancellare quelle parole.
      Ciao Lou e grazie per essere passato.

  52. Ghostdog ha detto:

    dimenticavo… appuntamento al buio va bene

    hai guadagnato tutti i punti che potevo darti

  53. Mingo_92 ha detto:

    Appuntamento al buio! La scelta più interessante 😉 ottimo episodio come sempre, alla prossima!

  54. Ghostdog ha detto:

    Questo capitolo, dal punto di vista della trama, è stato per me il migliore, Voglio dire il migliore dal punto di vista della pancia, quindi da lettore acquirente, arrivato a questo punto del racconto ho sentenziato “soldi ben spesi! mi prende, mi piace!”. 🙂

    Dal punto di vista tecnico ho invece da dire due cose minime ma serie. Ma puoi altamente fregartene, perché scrivere quel che piace ai lettori vale sicuramente di più di quel che può dar fastidio a un altro autore.

    So che potrà sembrarti stupido, banale e pedante ma una piccola critica è concentrata sulla frase iniziale. Livia con chi sta parlando? con se stessa? col diario? col fratello morto? oppure sta scrivendo adesso un’altra pagina del suo diario? …la risposta è no. Livia, o meglio tu Anna l’autore, stai utilizzando un espediente per raccontare e spiegare al lettore che Livia, ossessionata da quello che segue poi, rilegge ogni giorno il suo diario ecc. ecc.
    Ripeto che è una piccolezza ma è fondamentale, proprio perché è la prima frase del capitolo… sarebbe bastato iniziare l’episodio con “Verso la mezzanotte di un sabato…” e spostare la frase incriminata più avanti: “Leggere il diario è diventata la mia occupazione principale da quel maledetto sabato. In queste pagine ritrovo ogni…” e via così fino alla fine.

    Altra piccola stecca, forse un po’ più pesante, è questa: “I rimorsi uccidono al pari di un killer”. Con tutto quello che hai egregiamente narrato e con un capitolo che si intitola RIMORSI avevi paura che i lettori non avessero capito? 🙂

    In finale di commento, ripeto che se tu pubblicassi una raccolta di racconti horror, sarei un lettore pagante.

    Ancora una volta, la sintesi della lettura è: BRAVA

    alla prossima
    gieffe

    P.S. come dico sempre a tutti… se le mie osservazioni non dovessero essere gradite, Ti prego di dirmelo e mi limiterò a leggere e commentare solo gli aspetti positivi

    • Anna Civile ha detto:

      Non ci pensare neanche! Se pubblico i miei scritti qui è proprio per ricevere “tirate d’orecchio” come le tue. A cosa servirebbero i commenti se fossero solo positivi? Io pretendo che mi si facciano notare gli errori piccoli o grandi che siano, non sono una scrittrice. Io amo scrivere, ma sono consapevole di avere ancora tanto da imparare perciò di critiche ne accetterò a vagonate.
      Grazie di cuore GF.

  55. Gabriele Zeta ha detto:

    Un appuntamento al buio, teniamo alta la tensione.
    Non è che Livia è un personaggio di un racconto che legge un romanzo, vero? 🙂
    Una sorpresa dietro l’altra questa storia, brava!

  56. bilbetto ha detto:

    Appuntamento al buio. Brava Anna. In sei episodi hai sempre trovato il modo di spiazzare il lettore. L’omicidio di Silvia era un sogno, e adesso Livia, che ci racconta qualcosa di sè e della sua vita, prima che Emis se ne andasse. Hai notato una cosa? Livia è l’anagramma di Silvia, tranne la S, che però è la lettera che chiude il nome di Emis. Non so se sia voluto o sia un puro caso, ma questo legame di lettere mi farebbe pensare a qualcosa che accomuna i tre personaggi. Avanti così

  57. Danio Mariani ha detto:

    Da sempre adoro gli appuntamenti al buio(in letteratura)
    Per cui opto per quello. Sempre più interessante e avvincente, avanti così 😉

  58. Drago ha detto:

    Sono indeciso fra l’appuntamento con l’amico e l’impegno di lavoro, poiché mi sembrano plausibili.
    L’appuntamento perché così può parlare dell’incubo ad Alex, mentre limpegno di lavoro perché fa parte del suo quotidiano.

    Personalmente, le parti tratte dal diario le avrei scritte come una sorta di riassunto, ma racconto e stile sono tuoi. 🙂 😉

  59. Serena Lavezzi ha detto:

    Dire con Alex. Sarà un amico o un nemico alla fine?? Scopriamolo..

  60. bilbetto ha detto:

    Ciao Anna, voglio essere molto onesto con te. Ho letto tutti i capitoli insieme, senza leggere alcun commento, e peraltro non li ho ancora analizzati. Il primo capitolo non mi ha entusiasmato, ma poi ho letto il secondo. Il tuo stile è sembrato cambiare, come se due mani diverse avessero scritto quei due capitoli. Se lo hai fatto apposta, visto che si tratta effettivamente di un libro (il primo) e del racconto vero e proprio (il secondo), devo farti i miei complimenti. Il primo capitolo riporta diverse inesattezze e a mio giudizio qualche parola fuori luogo che toglie la concentrazione durante la lettura. Il secondo (e ovviamente gli altri) sembrano più curati. Vediamo come prosegui, la storia potrebbe intrigarmi. Attenta alla forma, è comunque importante per uno scrittore curarla, anche se ciò che scrive può essere accattivante.

  61. Marco Cereoli ha detto:

    Ho votato per il flashback, per avere qualche dettaglio in più e rendere il racconto ancora più avvincente! 🙂

  62. GiuliaDN ha detto:

    Eccomi! Voto per confidarsi con Leo… magari in due la “paura si sconfigge più facilemte”!
    vedo che, al contrario dei miei racconti, i tuoi sono pura descrizione! Mi piace molto il tuo modo di evocare immagini che “non esistono”… ma che sono palpabili!
    ho uno strano sospetto che Emis e l’Ombra abbiano qualcosa in comune, ma non vorrei sbagliarmi!
    Seguo! 🙂

  63. Danica ha detto:

    Dico che ripercorrerà il passato narrando alcuni ricordi.
    Adesso mi stai facendo pensare che Emis e Ombra siano la stessa persona. 🙂

  64. eddador ha detto:

    ho letto tutto e scelgo che si chiude nell’assenza

    Che storia! …sei una fabbrica di idee (forse troppe tutte assieme per un solo racconto?)

    a questo punto ho voglia di conoscere il seguito, sbrigati!! 🙂

    ciao
    giusy

    • Anna Civile ha detto:

      Ciao Giusy, il racconto in effetti mi sta un po’ stretto, prediligo lo stile narrativo del romanzo, pertanto devo costringere una taglia 46 in una 42, non so se mi spiego…
      Sono contenta che segui la storia e che ti piaccia.
      Ciao, Anna.

  65. Ghostdog ha detto:

    scelgo in nessun modo

    capitolo intenso, forse un po’ pulp ma coinvolgente
    suggerisco che nelle parti reali, narrate in aula, non dovresti far spegnere troppo il pathos horror della storia parallela

    Attenzione alle piccole ingenuità: “urla agghiaccianti” è una sensazione non una descrizione + “…marmo nero che iniziò a colorarsi del suo sangue…” siamo al buio prima che torni la luce, quindi non si vede un tubo e con il panico che serpeggia sfiderei chiunque a distinguere il sangue scuro sul pavimento nero 🙂

    La storia suscita ancora interesse, brava

    gieffe

    • Anna Civile ha detto:

      Ciao GF, ti sono grata per avermi segnalato quelli che hai definito gentilmente “piccole ingenuità”, d’ora in poi starò più attenta. Quanto al “pathos horror” tra le due storie, temo di non poterti accontentare per motivi che svelerò in seguito.
      Grazie per il tuo commento.

  66. Gabriele Zeta ha detto:

    Il suo aggressore le massacrò il viso con altri colpi – lavoro per i profiler, perché accanirsi sul viso?
    Ho sempre considerato la nascita e la morte come i due punti estremi della vita; la dimensione che concorre a separarli, il tempo, è l’effetto collaterale a cui devo soccombere per averne preso consapevolezza. –
    La frase che mi è piaciuta di più, anche se credo di non averla capita del tutto 🙂

    • Anna Civile ha detto:

      Ciao Gabriele, ti ringrazio per l’assiduità con cui segui il mio racconto. Per rispondere al tuo commento, alcuni killer non sopportano su di sé lo sguardo di terrore della vittima, si accaniscono sul viso per poi continuare le loro torture senza “occhi” che li giudicano. Quanto alla riflessione sulla morte, sono contenta che ti sia piaciuta. Il senso sta nel vivere il tempo che intercorre tra la nascita e la morte come una sorta di condanna, quando si perde qualcuno. E’ come se il dolore congelasse il tempo, rendendolo insopportabilmente lungo. Mi auguro di aver chiarito il concetto.
      Alla prossima.

    • Anna Civile ha detto:

      Ciao Gabriele, ti ringrazio per l’assiduità con cui segui il mio racconto. Per rispondere al tuo commento, alcuni killer non sopportano su di sé lo sguardo di terrore della vittima, si accaniscono sul viso per poi continuare le loro torture senza “occhi” che li giudicano. Quanto alla riflessione sulla morte, sono contenta che ti sia piaciuta. Il senso sta nel vivere il tempo che intercorre tra la nascita e la morte come una sorta di condanna, quando si perde qualcuno. E’ come se il dolore congelasse il tempo, rendendolo insopportabilmente lungo. Mi auguro di aver chiarito il concetto.
      Alla prossima.

  67. Kyle ha detto:

    Con questo commento ed il mio voto, ti porto a quota 100 Punti… tutti meritati ovviamente. La storia continua a non deludermi… te lo dissi fin dall’inzio che avrebbe funzionato, anche perchè scrivere una storia nella storia (quindi è come se fossero due, anche se “forse” saranno legate) non deve essere semplice. Continua così, solo… solo se posso permettermi, non forzare troppo la mano con i tempi. Un passato remoto (quando la trovò) e sicuramente meglio di un massiccio trapassato remoto che hai messo all’inizio (ebbe trovata). Ma sono dettagli insignificanti (probabilmente di distrazione) di fronte ad una storia che và come un treno.;-)
    (PS:Voto il passato)

  68. Charman ha detto:

    Ricambio volentieri votando il Feedback. A rileggerti 🙂

  69. Jaques Demonet ha detto:

    Ripercorrere il passato dà modo di approfondire. In una storia intrigante, è sale sulla trama 🙂

  70. nextman ha detto:

    La morsa dell’assenza… ciao!

  71. maria algures ha detto:

    Ripercorrere la propria storia può portare alla consapevolezza.
    Avanti con …passato… e ricordi.
    ciao
    🙂

  72. Lou ha detto:

    Ho votato per ‘alcuni ricordi’… A questo punto della storia un flashback ci sta. Molto belle le riflessioni sulla morte, un tema che mi ha sempre affascinato molto. Questa volta mi è piaciuta molto anche la parte horror, cruda, efferata, di una violenza che lascia sgomenti… E che costringe il lettore a una riflessione profonda, che anticipa persino i pensieri di Livia, e che in qualche modo favorisce l’immedisimazione con la protagonista. Sempre più brava.

  73. Mingo_92 ha detto:

    Accidenti, una morte davvero cruda. Impressionante. Semplice e dietta… mi è piaciuta molto come hai descritto morire la poveretta. Io voto per la condivisione delle emozioni co Leo, al prossimo! 🙂

  74. Danio Mariani ha detto:

    A metà storia, qualche ricordo del passato ci può anche stare.
    Ottima la scena dell’assassinio, complimenti davvero 🙂
    Ciao e buon week end 🙂

  75. Leena Dhanvin ha detto:

    Bellissimo racconto!
    Voto per le allucinazioni che confondono e complicano la situazione psicologica.

  76. Kyle ha detto:

    Non so più come dirtelo, quindi saró ripetitivo e ti dico che ‘sto racconto è davvero buono. Ho apprezzato in questo Capitolo 4, ma si era già visto nel 3, lo stile “corsivo” per distinguere la storia di Silvia “Paura”, da quella reale. Continua così! Ah… io insisto con Ombra, vediamo chi è. Alla prossima.

  77. Danica ha detto:

    Visto che hai tirato in ballo Ombra, deve entrare lui in scena.
    Devo dire d’essere rimasta un po’ confusa da quello che hai scritto fino a qui. Quello che mi è chiaro è che ci sono due storie (quella di Silvia e quella della lettrice). Però non riesco a trovare il nesso tra le due storie. A parte che la lettrice che ha il libro “paura” della quale Silvia è protagonista, non c’è molto altro. Mi chiedo in che modo siano legate le due donne. Perché per adesso sospetto che Silvia e la lettrice siano la stessa persona. Anche se non ci sono dei punti in comune evidenti. O magari non ho proprio capito. 🙂

  78. Ghostdog ha detto:

    bel capitolo, brava, hai preparato con la cura necessaria il terreno all’ingresso di Silvia.
    Sono curioso di vedere come gestirai la “polpa” dell’horror adesso: continuerai ad alternare la lettrice e Silvia? o ti dedicherai di più ad una delle due?

    è giunto il momento che tu ci faccia davvero paura, e quindi voto Ombra

    ti aspetto
    gieffe

  79. Mingo_92 ha detto:

    Ciao Anna, voto le allucinazioni. La tua storia non presenta mai momenti scontati, bene bene. Povera Silvia… A presto 🙂

  80. Serena Lavezzi ha detto:

    Di OMBRA…. chissà chi è o cos’è…

  81. Mi piace tantissimo il nuovo capitolo. Le descrizioni sono delicate e poetiche, lo stesso per gli eventi. Mi metti in una posizione difficile… Sono tentata sia dalle allucinazioni che da Ombra. Opterò per le allucinazioni, però. Ombra può ancora aspettare 😉

  82. Nickleby ha detto:

    La sensualità nella descrizioni del contatto è resa in maniera realistica e concreta, l’ho trovata appropriata per delineare le sensazioni di gioia e di smarrimento di Silvia.
    Questa storia mi piace sempre di più, voto per appurare se Silvia vedrà la sua mente vacillare per allucinazioni ^_^

  83. maria algures ha detto:

    Le ombre sono sempre inquietanti e intriganti.
    Scorre bene la storia.
    Ciao
    🙂

  84. Danio Mariani ha detto:

    Insisto su Ombra, m’intriga troppo.
    Sempre godibile, ottima scrittura, complimenti davvero.

  85. Drago ha detto:

    Silvia sarà vittima di uno scherzo.
    La vera domanda è: come avranno fatto, le persone che le fanno lo scherzo (ammesso che vinca questa opzione), ad entrare in casa?

  86. Gabriele Zeta ha detto:

    Mi sembra un presto per ombra, c’è sempre tempo per una bella allucinazione:)
    Il fatto che le tre opzioni si riferiscono solo al romanzo nel racconto è interessante, sarà sempre così?

  87. Lou ha detto:

    Livia che legge di Silvia che legge un articolo di giornale….Cosa ci sara stavolta nella scatola? Io credo Ombra… Anche questo episodio molto ben scritto, anche se preferisco il binario principale a quello horror… In ogni caso ti rinnovo i complimenti. Bravissima davvero.

  88. Kyle ha detto:

    Lo sapevo che la storia avrebbe funzionato e… continua a funzionare! Ottime le descrizioni, su tutte: “Un sorpasso azzardato. Una velocità folle. Uno scontro frontale. L’equazione perfetta per un morte certa”. Tutto scorre in modo fluido… brava, continua così! Voto ombre. 🙂

  89. Pakal ha detto:

    Ciao, ti seguo con piacere. Per me si è accorta che qualcosa non va e cerca di chiedere aiuto col telefono.

  90. Mingo_92 ha detto:

    Ciao Anna, niente male come storia! Ne sono rimasto piacevolmente sorpreso! Mi hai appassionato e ti seguirò fino alla fine! Voto per Ombra che le impedisce di agire! Brava 😀 al prossimo!

  91. Nickleby ha detto:

    Ciao, ti scopro soltanto ora, devo dire che hai uno stile veramente notevole.
    In particolare le descrizioni della seconda parte rendono egregiamente il clima di terrore che attanaglia la protagonista – non facile da rendere in maniera coinvolgente – inoltre constato che hai una sicura padronanza del linguaggio che rendono la lettura molto avvincente. Ti seguo, e voto per tentare una richiesta di aiuto.

  92. Ghostdog ha detto:

    Silvia sfiderà la paura

    Buona struttura del racconto ma attenzione, l’alternarsi tra la narratrice e la protagonista è un po’ ruvido, se riesci prova a gestirlo con meno scatti.

    buon incipit

    gf

  93. Maurowyn ha detto:

    Questi gioco di piani che s’intrecciano (il libro e la “realtà”) mi piace molto. Ho molto apprezzato questo terzo episodio in particolare, uno scorcio sul dolore di Livia. Seguo volentieri!

    Silvia entrerà in cucina e chissà

  94. Ashe ha detto:

    “Ombra intercetterà Silvia, impedendole di raggiungere il telefono.”

    Perchè la lotta non deve avere fine se non alla….fine!

    Mi piace come rendi la narrazione…direi quasi che vieni dai giochi di ruolo, perchè sei ricca di particolari che altri non riescono ad aggiungere….

    • Anna Civile ha detto:

      Grazie Ashe per il tuo commento. Quanto ai giochi di ruolo, sono spiacente ma non mi ci sono mai cimentata, cerco solo di rendere le scene “realistiche” affinché il lettore possa immedesimarsi al meglio. Sono contenta che tu abbia deciso di seguirmi.

  95. Lou ha detto:

    Ciao Anna e bentrovata. Dunque mi hai fregato e di questo ti sono immensamente grato… Perché per quanto mi riguarda una delle cose che apprezzo di più in un autore è la sua capacità di spiazzare il lettore e tu lo hai fatto magistralmente (almeno con me). Non te la prendere ma dopo la lettura del primo episodio avevo deciso di non seguire la storia perché la trama era quanto di più scontato riuscissi a immaginare… Diciamo che hai abbassato le aspettative… Gli ultimi due episodi mi sono piaciuti tantissimo, gioco di scatole cinesi abilmente orchestrato… Sono curioso di scoprire quante ne aprirai e cosa contiene l’ultima scatola. Brava. Seguo.

    • Anna Civile ha detto:

      Ciao Lou, devo dire che anche tu mi hai “spiazzata” con il tuo commento così benevolo e incoraggiante. Mi piace molto la tua metafora sulle scatole cinesi e mi auguro che i prossimi capitoli siano all’altezza delle tue aspettative. Ti sono grata per aver cambiato idea.

      • Lou ha detto:

        Figurati… Solo gli stupidi non cambiano idea e spero che tu non mi consideri tale… Io mi limito a dire semplicemente ciò che penso…

        • Anna Civile ha detto:

          Apprezzo e stimo le persone schiette e sincere come te Lou; dal tuo estro creativo, poi, si evince anche la tua intelligenza. Il mio commento voleva porre l’accento sul fatto che non tutti “hanno cambiato idea”, non ritenendo opportuno dare un’altra chance al mio racconto. Tu l’hai fatto e volevo semplicemente ringraziarti per questo.

  96. elenalazz ha detto:

    Cibo prima di tutto! Mi piace molto la struttura a incastro del racconto, una storia nella storia. Anzi, una storia nelle storie. Sono curiosa di vedere come lo gestirai.

  97. Gabriele Zeta ha detto:

    Andrà in cucina, allo stomaco non si comanda. 🙂
    Il testo formattato così funziona di più.

  98. Letti tutti e tre i capitoli assieme. Sono pochi ma la storia mi ha già intrigato tantissimo 🙂 Ho votato perché Silvia vada comunque in cucina. Potrebbe averla spenta lei la luce e non ricordarselo… Chissà :p

  99. Serena Lavezzi ha detto:

    Visto che è un po’ scossa potrebbe pensare di non ricordarsi se la luce era già accesa o spenta. Mi pare più verosimile che entri in cucina, del resto è casa sua e dovrebbe sentirsi sicura, finché non succede qualcosa di irreparabile.
    Bel capitolo e bella l’impostazione che hai dato alla storia!

  100. Drago ha detto:

    Direi che Silvia sfida la paura e va in cucina.

  101. Danio Mariani ha detto:

    Ombra intercetterà Silvia.

    Un racconto nel racconto vissuto da una protagonista sull’orlo del suicidio.
    Decisamente una lettura terapeutica 🙂
    Bello e scritto molto bene, felice d’averti seguito.
    Buon week end.

  102. Pakal ha detto:

    Mi affascina la contaminazione scenica tra il romanzo letto dalla maestra e la storia di Silvia. Molto ambiguo, molto interessante.
    Voto controcorrente: Squilla il telefono e la suspance si allunga nel tempo.

  103. Giger ha detto:

    Interessante il modo in cui hai usato uno dei più comuni clichè delle storie horror (donna-da-sola-in-casa-sente-rumori-e-si-spaventa) per raccontare e analizzare la paura come concetto, giocando sulla suggestione e sulle illusioni che la tensione provoca. Puoi sviluppare una storia veramente interessante, quindi ti seguo e voto “Vestaglia di seta si incollò…” per il prossimo episodio.

  104. Serena Lavezzi ha detto:

    Cade e urta la testa al lavandino.
    Che strani capitoli, interessanti… ti seguo. Voglio capirne di più 🙂

  105. Drago ha detto:

    Scelgo l’opzione più “soft” fra le 3: “La vestaglia di seta s’incollò alla pelle ancora umida, mentre i suoi piedi bagnati lasciavano impronte sul marmo ghiacciato”. Chissà a cosa porterà.

  106. Gabriele Zeta ha detto:

    Molto bello il colpo di scena, il racconto nel racconto.
    Alla luce di questo, il primo capitolo risulta ancora più convincente, la prof usa quel libro perché rappresenta gli archetipi della paura.
    Userei un qualche segno grafico per segnare lo stacco tra il romanzo e il racconto.

  107. Danio Mariani ha detto:

    La vestaglia di seta s’incollò alla pelle ancora umida, mentre i suoi piedi bagnati lasciavano impronte sul marmo ghiacciato.

    Mi sembra l’immagine più consona per un proseguo avvincente e horror allo stato puro.
    Complimenti per la scrittura, sempre fluida e capibile al primo impatto.
    Ciao.

  108. Kyle ha detto:

    Ciao Anna, finalmente sono riuscito a leggere il tuo racconto e dato che mi hai chiesto di non trattenermi dall’analizzarlo, lo farò! Ma non credo ne risentirá la tua storia che… ma andiamo per ordine. Non entro nel merito dei giudizi degli altri lettori, però devo dire che spesso qui su The Incipit, leggendo i racconti, si punti più sul cercare errori/refusi che sulla storia in sè! Io credo che deve essere l’esatto contrario: godiamoci il racconto, poi se proprio ci sono orrori (hai letto bene) si possono far notare allo scrittore per farlo crescere. Io normalmente quando vedo storie molto “basic”, passo oltre. Non per presunzione, ma perchè penso che “non si possa salire sul Ring con Cassius Clay solo perchè si pensa di saper comabattere”. In altre parole, se una storia è incasinata, è inutile commentarla, forse chi scrive non è portato per questo “lavoro”. La premessa era necessaria, perchè… perchè il tuo racconto non mi sembra uno di questi. A parte quel “assorbirsi” nel Capitolo Uno, non vedo grandi refusi. Dovresti forse migliorare il linguaggio colloquiale (togli quel “prof” e scrivi professore) e qualche piccola descrizione prevedibile, ma per il resto questo “Paura” può funzionare! Hai anche inserito “ilusione uditiva” che non credo i più conoscano, brava. Poi nel Capitolo Due la storia ha preso un’altra piega, la protagonista sembrava “Silvia” nel primo, invece è solo il personaggio di un libro che qualcuno stava leggendo… una storia nella storia e ci puoi giocare molto, non sprecarla questa idea che ha completamente ribaltato (nessuno l’ha apprezzato) il racconto, brava! Ora non cadere nei “cliché”, lascia gli artigli alla Nighmare e punta su altro. Ci rivedremo sicuramente, voto la vestaglia. 😉

  109. Riccardo_C ha detto:

    Il racconto finora, a mio parere, è abbastanza banale: buio, tende che si muovono, stridore di unghie, vento, rumori bruschi. La paura si manifesta convenzionalmente con il tremore e la tentazione di chiamare aiuto: nulla di originale, secondo me.
    In ogni caso continuerò a seguire il racconto, sperando che non continui con il bagno (si verificherebbe un’altra classica scena horror: mentre lei è in acqua e si sta rilassando, convinta che si fosse solo suggestionata, ricominciano i rumori e da qualche parte spunta un essere intenzionato ad ucciderla). Spero che il racconto evolva e che le mie considerazioni si rivelino infondate.

    • Anna Civile ha detto:

      Ciao Riccardo, ti ringrazio per aver letto e commentato il mio racconto anche se non ti ha entusiasmato. Non amo i cliché e, personalmente, preferisco non scrivere nulla piuttosto che scopiazzare trame e scene già viste. In “Paura” ho dovuto “prendere in prestito” scene convenzionali per raggiungere uno scopo differente. Non potendo svelare altro, mi fermo qui. A te la scelta di seguirmi o meno.

  110. VaiTra ha detto:

    “sul pavimento di marmo nero” posizionato male; “poi” taglia; “assoluto bisogno di un bagno ristoratore… totale relax ” tre frasi fatte; “fluente chioma bionda dalla treccia spettinata, acconciata frettolosamente in treno per contrastare il caldo opprimente della carrozza” descrizione troppo lunga e inutile; “armarsi di coraggio” frase fatta; “l’istinto di sopravvivenza s’impossessò di lei paralizzandola” frase fatta; quello che so è che i gerundi non servono mai; “come se… essa” metafora debole; “inquietante” aggettivo astratto; “seguì subito dopo” togli ogni riferimento temporale;

    “Un tonfo sordo e inquietante seguì subito dopo, facendo sussultare Silvia che dovette aggrapparsi alla spalliera del divano per non cadere” sostituisci con:
    “Un tonfo sordo proruppe da sopra il soffitto. Silvia si sbilanciò a destra, ma le sue mani trovarono la morbida spalliera del divano.

    etc. etc. etc.

    • Anna Civile ha detto:

      Ciao VaiTra, ringrazio anche te per la schiettezza e per i suggerimenti. Se potessi anche dirmi come fare per modificare un capitolo già pubblicato, te ne sarei grata. E’ da circa mezz’ora che ci provo, senza esito alcuno. Non che io sia una cima in materia di computer, solo per caricare un’immagine ho perso dieci minuti prima di capire che l’avrebbe modificata solo dopo aver aggiornato il profilo. Pertanto, se volessi essere così magnanimo da darmi qualche suggerimento in merito, altrimenti proverò a mandare una mail ai responsabili del sito. Spero continuerai a seguire la storia.

  111. Giorgia Muscas ha detto:

    Non cederà al timore, mi piacerebbe che l’atmosfera ansiosa che hai creato non si rovinasse con l’arrivo di qualcuno.

    • Anna Civile ha detto:

      Ciao Giorgia, sono contenta che tu abbia sottolineato l’atmosfera ansiosa perché non ero sicura di aver mostrato la scena in modo tale da ricreare una certa suspense. Grazie per il tuo commento, spero continuerai a seguirmi.

  112. Anna Civile ha detto:

    Ciao alesarabi, come te anch’io penso che, in un momento come quello vissuto da Silvia, si ha più bisogno di un amico fidato che della polizia. Stiamo a vedere quale sarà la scelta più gettonata. Ti ringrazio per la fiducia.

  113. ha detto:

    Vinta dal timore, chiamerà il suo migliore amico.
    Potrei essere tranquillamente io Silvia…e la cosa che più mi farebbe sentire al sicuro è avere con me il mio più caro amico, molto più rassicurante della polizia 🙂

    Seguo!

  114. Anna Civile ha detto:

    Ciao Lou, ti ringrazio per la tua schiettezza e non preoccuparti non ho ritenuto minimamente offensivo il tuo commento. Ho bisogno di mettermi in gioco e di sapere se ciò che scrivo trova approvazione in chi legge, altrimenti continuerei a scrivere per me stessa piuttosto che pubblicare i miei scritti su un forum come questo. I tuoi sono dei consigli preziosissimi che proverò a mettere in atto già nel prossimo episodio. In realtà il mio, più che un horror nel senso letterale del termine, vorrebbe essere un thriller psicologico ma, non essendoci questa categoria, ho dovuto dargli una connotazione diversa. Non so cosa ne verrà fuori, la considerero’ comunque un’esperienza positiva se non altro per aver ricevuto commenti costruttivi come il tuo. Grazie per la fiducia, spero di non deluderti.

  115. Lou ha detto:

    Ti dico subito che ho trovate superflue molte descrizioni, dovresti provare a tagliare qualcosina. Alcune espressioni sono un po’ troppo banali. L’incipit è da horror classico (una donna sola in casa di notte) e anche le opzioni che hai proposto sembrano suggerire un’evoluzione abbastanza classica della storia, una cosa che potrebbe farti faticare non poco a trovare dei lettori (molti di loro potrebbero pensare, magari sbagliando, che stai per raccontargli la solita storia di spettri e donne sole in casa e vasche da bagno insanguinate e incubi e urla). Secondo me dovresti osare un po’ di piu, sia nell’elaborazione della storia che nel linguaggio (prova a renderlo più personale, proponi delle metafore originali, usa espressioni meno comuni).redo che con piccoli accorgimenti la tua storia potrebbe

  116. Anna Civile ha detto:

    Grazie per i tuoi consigli Danio, ne farò buon uso. Buona Domenica anche a te.

  117. Anna Civile ha detto:

    Ciao Gabriele, ti ringrazio per aver lasciato un commento e per aver votato.

  118. Gabriele Zeta ha detto:

    Non cederà al timore, non ancora.

  119. maria algures ha detto:

    Chiamerà’ l’amico.
    Fidarsi e’ bene ma fino a un certo punto…
    Ciao
    🙂

  120. Danio Mariani ha detto:

    Non cederà al timore e andrà a farsi un bagno per rilassare i nervi tesi.

    Troppo presto per chiamare la cavalleria 🙂
    In un horror che si rispetti, il/ la protagonista dovrebbero provare almeno un altro terribile spavento prima di prendere in mano il telefono.

    Benvenuta, naturalmente seguo 🙂

    • Anna Civile ha detto:

      Ti ringrazio innanzitutto per il “benvenuta” e per aver lasciato un commento. Sono nuova e devo ancora familiarizzare con certi meccanismi e, quanto alla scelta, se ho ben capito devo aspettare qualche altro commento per poterfar seguito al prossimo episodio.

      • Danio Mariani ha detto:

        L’opzione più gettonata, dovrebbe essere il “la” per proseguire col racconto.
        Ma, se permetti un consiglio, fossi in te non avrei troppa fretta per il seguito. Anch’io all’inizio smaniavo dalla voglia di continuare. Poi, col tempo, ho capito che i lettori di The Incipit faticavano a starmi dietro, e molti perdevano capitoli o addirittura smettevano di seguire la storia.
        Per questo motivo, mi sono dato una scadenza. Pubblico solamente il sabato o la domenica, una volta alla settimana. Aspettare troppo,però potrebbe creare gli stessi problemi dell’aver fretta. I lettori, potrebbero essere costretti a rileggere tutti i capitoli, e non tutti lo fanno.
        Buona domenica.

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