Seduto accanto al bar

Chi lo sa...

Ci chiediamo mai cosa facciano le persone nella loro vita? Intendo persone incontrate per caso in strada, non qualcuno con uno cui vorresti fare amicizia perché è figo.

Vivo da poco vicino al centro, rispetto alle altre periferie di Milano, qui mi è concesso godermi le natiche delle donzelle impegnate a fare la loro corsetta mattutina al parco. Dio… Quanti sogni.

Beh, di certo anche loro non scherzano affatto, in quanto a sogni dico: hanno un culo stratosferico e ancora pensano di poterlo migliorare? Chi diavolo si credono di essere! Amo il mio fondoschiena medio-grasso e quella mia panzetta da classico bevitore di birra, non la cambierei con nessun “culetto miss Italia” al mondo, specialmente nel 2015.

È da tempo ormai che, oltre alle bellissime forme viste di sfuggita al parco, mi ritorna in mente l’immagine di quell’anziano seduto di fianco al mio bar. Cioè, non mio mio; mio perché ci vado spesso.

Ci penso perché è un tipo allegro anche se non se lo caga nessuno. Forse è proprio questo il motivo della sua gioia, ma allora perché lui è felice e io no?

Credo mi capisca. Capisce il modo in cui guardo le ragazze e sorride insieme a me… Sono arrivato a comprendere che non solo i fiori escono dal letame; anche il letame esce da un fiore. Sì, per fiore intendo quello che ogni ragazza, mentre corre, oltre a una lunga coda di cavallo e ancor più in fondo alla schiena, fa ondeggiare con maestria come fosse lo scettro del potere che comanda ogni uomo. O meglio: è soltanto uno di essi…

Un pomeriggio vi erano tre sedie di plastica vicino al bar, una di fianco all’altra ed il mio amico era lì, sedeva a sinistra, al centro non vi era nessuno e una ragazza sedeva sulla sedia più lontano. Decisi allora di sedere vicino al mio amico, lui si voltò e mi sorrise. Mi accorsi a quel punto che oltre ad avere i capelli brizzolati e sporchi, i suoi denti permettevano un sorriso che pareva promettere una sfida a Mentadent. Avrebbero potuto costruire autostrade tra un dente e l’altro.

Lui non sembrava preoccuparsele affatto, mentre la ragazza di fianco a me lo guardava schifata. Non accennava alcun segno di timidezza nel sorridermi, come la ragazza non accennava a preoccuparsi per il ribrezzo dimostrato. Mi sentivo in mezzo a due fuochi. Direi quasi fuoco di Sant’Antonio, la situazione era piuttosto urticante e ne percepivo la tensione. Decisi allora di alzarmi e quasi contemporaneamente lo fece anche la ragazza. Lei se ne andò sfoggiando il lungo vestito nero e i suoi capelli biondi. Probabilmente era troppo reggere lo sguardo spensierato di qualcuno a cui non interessava sfoggiare un indumento, bensì era contento del suo sorriso carente.

Decisi di godermi per qualche secondo quel fare spensierato, prima di provare un approccio verbale. Il suo sorriso non accennava a diminuire, allora mi feci avanti <<ciao amico, ehi, non preoccuparti per quella: è una stronza>>. Mi osservò serio per due secondi, due secondi che diedero tempo alla mia mente di farsi trip inimmaginabili su che tipo di feedback avrei ricevuto, dopodiché fece una grassissima risata che mi lasciò di sasso e, ancora oggi non mi è chiarissimo il perché, scappai correndo fino a casa. Entrai nel portone sbattendolo, come inseguito da un fantasma. Accidenti! Mi ero preso paura per un tizio che rideva?! Per giunta senza denti!… Che idiota! Non smisi di ripetermelo per circa un quarto d’ora, cercando di esorcizzare il fatto, intanto salii a casa con una pesantissima voglia di calarmi una birra direttamente sull’ugola.

Era saltata la corrente, dunque le birre avevano temperatura piscio e mi è toccato buttare tutti i surgelati Buitoni che avevo comprato. Intanto, la faccia del mio amico senza denti era ormai un’ossessione, compariva anche sulle confezioni delle mie provviste. Addirittura sui Kinder, e teneva in braccio Ciuffo.

Sconsolato mi rollai una canna, niente Marijuana, solo Hashish; ero a corto di cash.

Mi addormentai di colpo e sognai l’amico senza denti che mi inseguiva, intento a vendermi del fumo. Dovevo fare qualcosa: quell’uomo doveva sparire dai miei pensieri. 

Quella notte ci dormii su, pensavo che a mente fresca si ragionasse meglio…

Cosa decise di fare ii protagonista il giorno seguente

  • Ospitare l'amico a casa sua e prendersi cura di lui. (0%)
    0
  • Organizzare una visita dal dentista per l'amico. (0%)
    0
  • Tornare nel bar per scoprire il motivo di quella strana risata. (100%)
    100
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