UN GRUMO DI NICHILISMO

HAI FATTO UN CASINO, CAZZO!

La banconota arrotolata, infilata in una narice, si avvicinò alla custodia consunta di un cd, dove campeggiava solitaria una striscia bianca.
Paolo tirò la riga di coca, si inumidì l’indice per poi passarlo sulla superficie in plastica, una volta pulita per bene, si fregò il dito sull’arcata dentale superiore.
Mentre riponeva il cd nel portaoggetti tirò su con il naso un’altra volta e la sentì scendere in gola.
L’auto si fermò poco distante dal loro obiettivo, un palazzo fatiscente che sorgeva all’inizio di quella zona industriale.
Le porte d’ingresso non c’erano più e il luogo era in uno stato pietoso, fecero la prima rampa di scale e bussarono all’ultimo appartamento in fondo.
-Sono Paolo, John-.
Il rumore della serratura e la porta si aprì su un appartamento minuscolo, in stato di abbandono e un marocchino di 40 anni in jeans e t-shirt nera.
Paolo si sedette sul divano pieno di bruciature di sigaretta, proprio alla sinistra di John, mentre Marco e Anto rimasero in piedi. Tirò fuori i soldi che si era fatto dare e disse porgendoglieli:
-Sono 3000 come avevamo detto l’altra volta-
-Ok, ok, arrivo subito, ma la prossima volta non organizzate un pullman per venire!- disse John, che si alzò e scomparve nella camera da letto, solo per ricomparire poco dopo e uscire dall’appartamento.
Anto guardò Marco e Paolo con aria interrogativa,
-Tiene la coca in un altro appartamento, credo sia al secondo piano, difronte alle scale-, disse Marco.
-Sei sicuro?- chiese Paolo
-Credo proprio di si, perché…-
-Sai che ci potrebbe essere anche un chilo di coca?-
-Si ma…-
Marco fu interrotto dalla porta che si aprì, ricomparve John che si sedette dov’era prima e tirò fuori dalla tasca un sacchetto di plastica blu appallottolato.
Successe tutto in un attimo, la lama che Paolo aveva estratto si conficcò nella gola di John.
Paolo si alzò di scatto, allontanandosi, quasi incredulo per quello che aveva fatto.
I tre ragazzi fissarono John, che stava farfugliando qualcosa mentre la sua bocca si riempiva di sangue, le mani mollarono il sacchetto e si serrarono intorno alla gola, poi intorno al coltello, scivolò nel tentativo di alzarsi e colpì con la testa lo spigolo del tavolino che aveva davanti, finendo a terra a pancia in su, con gli occhi sbarrati.
Una grossa macchia di sangue si stava formando sul pavimento all’altezza del collo,
-Cazzo cazzo cazzo!- urlò Anto.
-Non urlare, dobbiamo capire come…-
-Cristo santo! Lo hai ucciso, cosa dobbiamo capire? Siamo nella merda, anzi sei nella merda!-
Paolo si avventò su Anto spingendolo contro la porta d’ingresso.
-Vuoi denunciarmi è stronzo!- sbraitò stringedogli le mani intorno al collo.
Marco, che era rimasto immobile senza dire una parola, quando sentì la voce di Paolo tornò di colpo alla realtà e si affrettò a fermarlo.
-Fermati cazzo, ascoltami nessuno denuncerà nessuno-.
Paolo finalmente si staccò da Anto, che cominciò a tossire piegandosi in due, Marco gli si avvicinò
-Tutto bene?-
Tossiva ancora ma fece di si con la testa, si girò verso Paolo che ora stava fissando il cadavere di John,
-Dobbiamo andarcene prima che arrivi qualcuno- lo esortò Marco.
Paolo non rispose, si avvicinò al cadavere, si chinò e gli frugò nelle tasche.
-Che cazzo fai?-
-Trasformo un casino in un’opportunità- disse mostrando il mazzo di chiavi recuperato, -tra queste ci deve essere quella che apre l’appartamento al secondo piano-.
-L’hai fatto per questo?- intervenne Anto con la voce impastata, -Cazzo, tutti sanno che non sei del tutto normale, ma cazzo questo-.
-Io non sarei del tutto normale, senti chi cazzo parla, cocainomane dimmerda…-.
-Zitti tutti e due!- urlò Marco con uno sguardo di odio che raggelò gli altri due, poi continuò con voce più bassa, -non è il momento di queste scenate, io di certo non mi faccio arrestare per la morte di uno spacciatore del cazzo, capito! Noi adesso ce ne andiamo e non diciamo di questa merda a nessuno-.
-Voi andate alla macchina, io salgo al secondo piano e controllo l’appartamento- lo interruppe Paolo,
-Non l’hai ancora capito, siamo nella merda cazzo, non c’è bisogno che la complichi di più- tagliò corto Marco.
-Paolo…- disse Anto
-Si ho capito, non ti ci mettere anche tu…-
-il coltello…- continuò senza
neanche ascoltarlo -le impronte…-.
Anto era in uno stato catatonico mentre pronunciava quelle parole con lo sguardo fisso sul cadavere, -Mi sa che ci siamo giocati Anto- disse ridendo Paolo.
Anche a Marco, guardando la faccia bianca e pietrificata di Anto, sfuggì una risata; gli sembrò una cosa strana, non era il momento di ridere, ma non poté farne a meno.
Paolo estrasse con cura il coltello dalla gola di John cercando di non toccare niente,si puntò bene con le gambe a terra e la lama uscì, facendo il rumore di un spada che esce da un fodero in pelle.
Un fiotto di sangue uscì dalla ferita andando ad aggiungersi a quello che ormai sembrava più un lago, che una pozza di sangue.

COSA TROVERÀ PAOLO NELL'APPARTAMENTO?

  • UNA DELUSIONE (25%)
    25
  • UNA SORPRESA (75%)
    75
  • QUELLO CHE SI ASPETTA (0%)
    0
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101 Commenti

  1. So di essere in netta minoranza, ma credo che l’opzione “win and defeat” sia quella più adatta alla conclusione di tutte le vicende lasciate in sospeso.
    La cattura di Sara, come colpo di scena, mi ha piacevolmente spiazzata; mi è piaciuto un po’ meno il taglio che hai dato all’intreccio, troppo sistematico, avrei preferito una maggiore fluidità tra le vicende, in modo da far scivolare una dentro l’altra, ma, ovviamente, si tratta di gusti personali, l’autore sei tu, un autore molto bravo.
    Ci si vede all’epilogo.
    Ciao.

    • Ciao Anna, credo di capire cosa intendi, l’effetto che volevo dare era quello della telecamera, che stacca da una scena all’altra, come in un film con un montaggio veloce.
      È sempre interessante sentire come un’altro bravo autore avrebbe scritto il tuo capitolo. 😉

  2. Voto per Run, baby, run. Mi piacerebbe che Natasha si prendesse una rivincita per ciò che le è successo… Chiaramente poi sarebbe costretta a scappare da Victor, ma vedo un po’ di speranza. Spero anche che a Sara non venga fatto del male. Per Paolo e Marco, beh… Homo faber suae fortunae. 😉

  3. Ciao! Purtroppo sono arrivata solo adesso, ma meglio tardi che mai! 😛 letto tutto d’un fiato, racconto molto scorrevole e con gran ritmo. Tanti dialoghi, ma necessari e ben costruiti. Questi aspetti crudi dei personaggi sono il punto di forza, l’originalità della storia. L’essere menefreghisti e stronzi (scusa il francesismo ma non mi vengono termini più calzanti) senza scusanti. Sono come appaiono. Mi ricordano vagamente trainspoitting 🙂 voto per “from Russia with hate”!

  4. Aho… e daje! Già leggo poco su The Incipit, tu te metti pure a corre, avemo finito. Comunque il tuo stile è davvero “particolare” (‘sti apostrofi popo nun te piacciono eh? “Un’applauso” Capitolo 6 e qualcosina qui e lì) e “sgangherato”, è davvero divertente ed acchiappa. Muy bien amigo 😉
    Io che scrivo azione non posso non votare… from Russia!

  5. Anche se in minoranza voto “Resilienza”. Mi chiedo, però, da parte di chi? Visti i personaggi, ci vorrebbe una bella “resilienza di gruppo”!
    P.S.:
    -Tutto qui?- chiese Luca tirando il cane della pistola, – te lo giuro è tutto quello che so-.
    In questa frase dovresti separare i due interlocutori, altrimenti sembra che sia Luca a pronunciare entrambe le frasi, così:
    -Tutto qui?- chiese Luca tirando il cane della pistola.
    -Te lo giuro è tutto quello che so.
    Bell’episodio, ciao e alla prossima.

  6. From Russia…

    Gabriele!!!! Ma che mi combini??? Mi pubblichi due episodi in 5 giorni! Ho recuperato ma non mi piace leggere in fretta, non farlo più 🙁 😉
    continua a intrigarmi parecchio questa storia, però la prossima volta d.n.a. scrivilo come si scrive: DNA. 😉

  7. Se la ragazza è viva, propongo di renderla parte “attiva” nella vicenda. Era bendata, quindi non ha visto i suoi aguzzini, ma può aiutare gli inquirenti attraverso altri dettagli tipo un odore o un timbro di voce particolare che può aver percepito in uno stato di semi-incoscienza? Al prossimo episodio. Ciao.

  8. Sei la conferma che l’abito non fa il monaco… mi spiego meglio. Quando voglio leggere qualcosa su The Incipit, vago senza meta sul sito e nella scelta del racconto, incrocio spesso “titolo e trama”, altre volte mi butto a caso. Tu non mi avevi convinto, con questo strano titolo “un grumo…” e la trama che diceva tutto e niente. Ma dopo due commenti che hai postato sul mio racconto, mi hai incuriosito e sono venuto a leggerti… per fortuna! Si, perchè ‘sto racconto merita, mi piacciono i dialoghi (forse a volte esageri, te lo dice uno che li usa per le sue storie), mi piace la storia fluida che scorre, mi piace l’azione… insomma, a parte qualche refuso sicuramente di distrazione (ahi ahi… quel “qual’é apostrofato) la storia merita di essere seguita. Complimenti.

  9. I tre protagonisti del tuo racconto mi hanno acchiappato subito. Mi è sembrato di piombare dritta dritta nella versione criminale di “Una notte da leoni” che avrei sempre voluto esistesse. Il tuo stile sporco, a tratti impreciso, non stona per nulla in un testo come questo; anzi, gli conferisce il giusto ritmo che coinvolge il lettore e lo fa sentire “uno del gruppo”: ti sembra davvero di essere lì con i tre amici nel bel mezzo del casino colossale che hanno provocato. L’unica cosa che ti consiglio è di pensare bene i cambi di punto di vista e prospettiva perché, se non stai attento, ti puoi perdere dei pezzi per strada. Per il resto, avanti tutta!

  10. In ogni festa che si rispetti… c’è sempre un imprevisto che sconvolge tutti i piani. In fondo, questi “esseri” sono dei criminali e non possono passarla liscia, no? A mio avviso, essendo la storia soltanto all’inizio, bisognerebbe dargli un piccolo assaggio di ciò che dovrebbero patire alla fine, ma sei tu l’autore e, pertanto, non mi resta che seguire la narrazione per scoprire gli sviluppi che intenderai dargli.

  11. O.O sono sotto shock!
    Ma che ca##o è successo?
    Che massa di sballatoni allucinati…..

    Quest’episodio è come un’allucinazione, sai che non può essere vera ma non puoi fare a meno di guardarla!
    O di seguirla…..quindi seguo l’allucinazione

    😉

  12. “Successe tutto in un attimo” qui mi sa che dovresti tagliare. “che stava farfugliando qualcosa mentre la sua bocca si riempiva di sangue” qui la descrizione è imprecisa: se la bocca si riempie di sangue, ci devono essere delle difficoltà nell’articolazione delle parole; io avrei fuso i due particolari, del tipo: “cercò di farfugliare qualcosa, ma le parole furono soffocate dal sangue, che fuoriuscì al lato della bocca”. “era in uno stato catatonico” raccontato. “facendo il rumore di un spada che esce da un fodero in pelle” secondo me questa descrizione è pleonastica. “sembrava più un lago, che una pozza di sangue” similitudine cliché.

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