Come Robin Hood

Dove eravamo rimasti?

Location finale: ospedale. Lieto fine non garantito. Chi seguiamo? Greth (68%)

E non avrò paura padrona mia è la luna e altro io non ho

Gli ospedali sono davvero dei posti spiacevoli, c’è poco da fare.

Tutto quel bianco. Tutto quel dolore. Tutto quel silenzio.

Chi ha la fortuna di vivere l’ospedale solo di passaggio conta i minuti che lo separano dalla libertà, prima di poter tornare a respirare l’aria buona che c’è là fuori.

Greth si concede due ulteriori tiri della sua Vogue e poi si dirige verso il seguito obligato della storia.

Si è vestita di nero, ha i capelli corvini raccolti in una severa coda di cavallo e non dice una parola: dribbla infermieri e carrelli, dritta verso la destinazione inevitabile. Tra le mani il cellulare aperto su di un messaggio di aggiornamento e spiegazione che suona come una sentenza.

Giovanni la segue con la scioltezza di un orso con in mano un I-pad: dopo la prima e unica battuta penosa per stemperare la tensione si è preferito il silenzio.

 

Siamo alla Porta.

Mano sulla maniglia. Cigolio. Ciak. Azione.

 

Diana dorme il sonno dei giusti, con i segni di un meraviglioso sfinimento sul viso. 

L’attenzione di Greth è orientata, senza alcuna logica, sui capelli sciolti dell’amica, che probabilmente vede per la prima volta senza il foulard azzurro sulla testa.

Il piccolo Oliver osserva i due visitatori dalla culla poco distante: agita i piccoli pugni e spalanca gli occhi chiari.

Lui non è sfinito. Lui è appena arrivato e ha intenzione di non perdersi nulla, di osservare e dire la sua, senza dover per forza ricorrere alla parola.

Finalmente madre amorevole.

Greth si avvicina all’amica e le accarezza una mano:

-Ehy…-

Diana apre gli occhi e sorride, mentre con l’altra mano cerca il contatto con la culla: istinto materno purissimo.

Giovanni intanto si affaccia ed il rasta sfugge al controllo ed inizia a dondolare sopra  la testa del mini novello londinese con il piacevole effetto del gioco delle apette che ha conciliato il sonno di tanti prima di lui.

Uno zio metallaro che culla la creatura sulla note dei Sistem of a Down?

Greth si passa il dorso di una mano sul viso come i gatti e cancella quel pensiero balordo, senza riuscire a nascondere un mezzo sorriso.

 

Il seguito sono piacevoli chiacchiere, informazioni tecniche specifiche al grammo, congratulazioni e progetti per il futuro.

C’è solo un argomento che ancora nessuno ha il coraggio di toccare, solo un nome che nessuno ha ancora fatto, uno spunto di conversazione oscuro e senza fondo come il pozzo del buon vecchio Edgar Allan Poe.

 

E’ di nuovo il turno di Diana, che ha già la domanda senza la sicura per essere illuminata sui recenti fatti e su quell’assenza così strana, ma è di nuovo la porta ad indirizzare il nuovo paragrafo della storia.

 

“Una presenza che illumina la stanza”

Una definizione che aveva sempre incuriosito Giovanni, ma che non aveva mai visto rappresentata concreta di fronte ai suoi occhi.

 

Mr. Rik entra in camera con un mazzo di rose gigantesco.

Gli occhi dei presenti sono magnetizzati da quel dio vichingo dai capelli rossi e le spalle larghe quanto un armadio Ikea di quelli da copertina del catalogo.

 

-Volevo per prima cosa fare i miei complimenti alla novella madre-esordisce posando le rose sul letto pieno di regali lì di fianco e baciando la mano di Diana -e dare il mio personale benvenuto al piccolo-e si scambia un sorriso d’intesa ed un occhiolino complice con il giovane Oliver, che ricambia divertito.

Greth e Giovanni si spostano in un angolo della camera, cercando di non disturbare, di farsi il più piccoli possibile e sforzandosi di non stare a bocca spalancata per tutto il tempo.

– Ovviamente vengo anche a porgervi la mie scuse, per esservi trovati vostro malgrado in una psicotragedia familiare-

Giovanni nota le occhiaie scavate sul volto del filantropo, i capelli in fase di ricrescita ed altri segnali di una malattia da poco sconfitta.

-Quando anche il più tenace dei dottori aveva gettato la spugna sono stato trasportato dai miei pochi fedeli in questa clinica svizzera, dalla quale mi hanno letteralmente strappato dalle braccia della Morte, quando non ci credevo più nemmeno io-

Un infermiere entra nella camera, lascia il vassoio con il pasto, scruta per qualche secondo la cartella clinica ai piedi del letto e se ne va.

-Tutto mi sarei potuto immaginare tranne che mio fratello, sangue del mio sangue, potesse imbastire un regno di Terrore in mia assenza-

Sospiro amaro.

-Appena tornato a Londra, aggiornato delle sue malefatte, sono corso alla sua villa per cercare di farlo rinsavire. L’ho trovato disteso sul pavimento, completamente privo di conoscenza, con un lago di sangue nel salotto e le orme di almeno tre persone, ma in tutto il resto della villa non c’era nessuno-

Diana teme il peggio ed accarezza con le dita il dente di lupo che ancora porta al collo, con gli occhi pericolosamente lucidi.

Giovanni e Greth restano all’unisono senza parole.

Ad un certo punto però la giovane madre amorevole smette di piangere e si chiede da quanto tempo sia lì quella volpe di peluche che le sorride irriverente dal letto di fianco, tra le miriadi di fiori e cioccolatini…

 

Categorie

Lascia un commento

218 Commenti

  1. Ciao,
    Leggo solo ora la tua storia e mi chiedevo se avesse senso commentarl così in ritardo. Penso che sia anche più significativo, perché vuol dire che sei riuscito a catturarmi dall’inizio alla fine.
    Complimenti, molto ben scritta.
    Ma non me la dài a bere, so che dietro la maschera cinica del tuo eroe sei un tenerone… credi che non abbia capito che hai preso il titolo del tuo racconto da ‘Come Cenerentola’???
    Ah ah, scherzo (scherzo?) 😀
    Quando ci regali una nuova fiaba?

    Ciao Ciao

  2. Ciao! Bellissima storia, percio decido di seguirla- si sta facendo sempre piu appassionante ed intrigante.Mi piace il modo in cui scrivi,rapido,scorrevole e decisamente coinvolgente!Che dire continua cosi! Aspetto con ansia il prossimo capitolo
    Se ti va passa a vedere la mia storia! –

  3. Ciao mago! E che vuoi che dica riguardo al nuovo capitolo? 😀 ottimo, come sempre!
    Ovviamente voto dall’alto, come robin e little quando tappano la bocca a tonto che urla è l’una di nooooooootte e scavalcano un muro… ma va bene amche qualche altro metodo! 😉 son tornata anche io con una nuova storia… strana! Se ti va di passare, ti aspetto! 🙂

  4. Direi “grazie a un colpo di fortuna” poiché questa storia racconta una tematica forte quanto preponderante: l’eterno conflitto tra destino e libero arbitrio.
    Se l’elemento esterno muove i personaggi in modo cosciente e arbitrario, l’elemento interno li spinge avanti in modo incosciente, si potrebbe definirlo fortuito ma direi si tratta di “destino”. Ogni cosa accade per una ragione ma spesso avviene senza che i protagonisti lo abbiano deciso o previsto. Non ultimo il sentimento che lui le dichiara, imprevisto quanto essenziale; non di meno la scoperta del passato di lui, – un po’ fortuita un po’ voluta anche stavolta – da parte di Greth.
    Per cui, entrare grazie a un colpo di fortuna, ma farlo per propria volontà, è la formula che chiude il cerchio di una bella storia, seppure a volte fumosa o frettolosa… ma qui non dipende dall’autore bensì dai limiti del sito… eh già, di nuovo il conflitto tra destino e libero arbitrio 😉

  5. Facciamo un colpo di fortuna, ci starebbe, no?

    M’è piaciuta molto la citazione del nero del Miglio Verde, oltre ad altre frasi.

    “come gli apneisti quando finalmente rimettono la testa fuori dall’acqua”

    “quel senso di vaga impotenza di avere due braccia forti e nessuno attorno a cui stringerle”

    ottimo lavoro, come sempre 😉

  6. Ho letto i sette episodi tutti di fila (mannaggia a me e non averti letto prima)!
    Che dire? Credo sia il racconto che mi è piaciuto di più in questo sito. Bella storia, ma soprattutto scrivi che è una meraviglia. Ritmo, ritmo, ritmo. Battute sarcastiche, descrizioni di personaggi e luoghi pazzeschi… C’è tutto insomma!

    Voto affinché succeda qualcosa durante la parata perché non voglio perdermi qualche altra suggestiva descrizione tra carri e maschere, dove tutto è possibile.

  7. Letto la storia tutta d’un fiato per rimettermi in pari e, come immaginavo, il tuo nome è stata un’ottima garanzia e non mi sono pentito. Bella, scritta molto bene e, soprattutto, originale! Voto per il cambiamento di “set” e ti seguo in questo finale…complimenti mago! 😉

    • “introspezione”? Quoto. Facevo notare che il protagonista cita Gramsci nel primo episodio (tono romantico, ideologico, serio, realmente introspettivo) poi Robin Hood della Disney (tono boccaccesco, autoironico, goliardico). Ti consigliavo anche di fare caldo e freddo con i due riferimenti.
      Mi dispiace abbia prevalso la seconda linea, impoverisce il racconto.

    • Eh si. Durante la parata sia.
      Greth sparisce e ritorna: anima tormentata xD
      L’introspezione me la sono tenuta fino ad ora: spero non sia troppo tardi xD

      Grazie cara :3 Siamo pericolanti sul confine… un equilibrista… scrivo quello che “vedo” 🙂

  8. Quando ho modo di leggere uno dei tuoi episodi rimango sempre colpito dalla grande fantasia che caratterizza la scelta dei termini che adotti, devo dire che produci accostamenti particolarmente originali che conferiscono un certo sentimento di “straniamento” perfetto per rendere l’atmosfera allucinante della storia.
    Voto per un trapasso tra le file dei cattivi ^_^

  9. Dicono tutti “cattivi”, ma io dico tra le fila dei “buoni”. Non sarebbe logico, altrimenti. 😉
    Alcuni movimenti di macchina – inquadrature – sono molto ben dati – descritti – , altri sono un po’ fumosi. Ma nell’insieme è davvero un episodio interessante e colmo di immagini suggestive. Non afferro invece “il viaggio dell’eroe” che mi pare inciampare a livello tematico-strutturale. Ma sono certa che hai pianificato ogni cosa, per cui continuo a fidarmi di te. 😉

  10. A rapimento si risponde con…stupore. Nel senso,stupiscici col prossimo episodio. Come sempre, episodio scritto benissimo (il barista coi piercing e la tentazione di ordinare un drink munito di calamita è fenomenale).
    Alla prossima!

  11. Il tuo stile è inconfondibile, ho letto qualcos’altro di te e si riconosce la mano. Solo una curiosità, credo ti piaccia anche Londra come città e location, quindi… perchè quel “How I Meth…” invece di “How I Met…”. In ogni caso, bel racconto. Davvero bravo!

    • Grazie cara.
      Felice di averti qui.
      Se vuoi leggere in maniera “più godibile” gli altri racconti che ho pubblicato qui in passato li ho in pdf. in caso fai un fischio su ilmagotheincipit@outlook.com

      In Londra ci vivo 🙂 (oltre a piacermi e tante altre considerazioni)

      Quel “HOW I METH” …. è uno di quei giochini sottili….complessi….che l’autore mette senza la speranza che qualcuno lo colga… lo mette perché divertono lui…. 😛

      grazie ancora 🙂

  12. Io mi assento e il Mago corre…ma è il gioco della vita, eh?!? 🙂 Ripreso i quattro capitoli, perché il mio amico se lo merita. In verità, a me piacciono assai le notizie destabilizzanti e, quindi, lascio a te, mio caro scrittore seducente, di sorprendermi con la tua scrittura… <3

  13. Eccomi! Uff… speravo in un incontro tra mr. Jo e Robin, per un dialoghino a tu x tu… ma sono in netta minoranza! Pazienza, va bene lo stesso vedere la reazione dell’altra parte. Inutile che ti dica che anche questo è un ottimo capitolo vero? 😀 ormai è scontato… spero tu riesca in qualche modo a revisionare la canzoncina di Giovanni re fasullo di Inghilterra, perchè sarei proprio curiosa di vedere che ne viene fuori! 😀

  14. Beh… la scena è vivida, l’azione è ben data, ti è sfuggita qualche virgola… ma devo dire che l’episodio è bellissimo. Il posto sicuro fatto di sfoglia tirata e impasto, zucchero e sorrisi, è davvero un gran bel posto da difendere a spada tratta. La spada di Robin 😉 per cui direi che rischieranno grosso.
    Bye, friend.

  15. Rischiano grosso per provare a salvarsi la pelle? La telefonata lascia intuire che i nostri ladri gentiluomi (si, gentiluomi) siano tenuti d’occhio da più persone (uno dei quali si pente e li avvisa). Quindi, tizi a caso sanno dove colpiranno, li aspettano organizzando una trappola stile cattivo-dei-film-di-james-bond,ovvero ti catturo e ti lego ma dimentico una forcina nella stanza con cui ti liberi, forzi la serratura e ammazzi tre guardie.

  16. Rischiano davvero grosso per???? Ovviamente. Se li hanno messi in guardia prima, adesso dovranno pur rischiare qualcosa! Ottimo capitolo. Devo dire che quando ho visto la notifica del nuovo episodio caricato ho detto “eccolo, finalmente!” 😀
    (Per rispondere al messaggio vecchio, sono sicura che non ricalcherai tutto filo e per segno, tranquillo 🙂 spero però che manterrai il filo conduttore del cartone!)
    il tuo modo di scrivere mi piace moltom soprattutto certe espressioni che butti lì come se niente fossero e che non penso siano premeditate…. tipo cadaveri di torte (decisamente originale) o l’espressione del merluzzo (troppo da ridere!) 😉 alla prossima!

  17. Lo sconosciuto li mette in guardia….
    Alcuni passaggi sono da applauso… altri da rimprovero. La tua scrittura è ondivaga. Una marea che ora monta — ora si ritrae, tutto sommato sempre in modo affascinante e convincente, ma mai un momento che ci si possa rilassare… La sensazione mi piace.

  18. Ho votato per lo sconosciuto! Bellissimo capitolo, soprattutto perchè segue l’espediente usato anche nel cartone animato della disney per rapinare! (Chiromanzia, chiromanzia!) Attendo il prossimo. Sono curiosa di conoscere Tonto che grida “è l’uuuuuuna di noooootte, e tuuuuutto va beeeeene” XD se ci sarà ovviamente! 😉

  19. Very good, caro Mago, very good. Little john in salsa metallara e ribattezzato “grande giova”, travestimenti degni delle puntate migliori di Lupin III e ,come sempre, una scrittura impeccabile. Voto “una voce amica chiede aiuto”.

  20. Uno sconosciuto li mette inguardia, cosa escogiteranno i due per ostacolare Mr. Jo?
    “attraverso il fiume di eventi che ti travolge poi lascia nel setaccio almeno una cosa bella al giorno”
    questa frase mi piace moltissimo, e mi piace leggere vedendo le scene come in un film. Sei proprio bravo.

  21. ciao! bellissimo incipit! e poi il cartone animato della disney è uno dei miei preferiti!
    stile scorrevole e, passami il termine, epico allo stesso tempo, mi sembrava di leggere una ballata. Ho votato per fra tac, vedo che sono in minoranza, ma sono curiosa di sapere che tipo sia, anche perchè è quello che, in teoria, dovrebbe guidare la parte spirituale dell’eroe… o antieroe?
    ^^ a rileggerti! intanto ti seguo per non perdermi il seguito… se vuoi passare anche dalla mia storia, mi farebbe paicere!

  22. Voto per Little John!
    Sono felice di leggerti di nuovo… Gramsci poi, questa è classe vera Mago!
    Anche se la mia battuta preferita è stata “il vizio immotivato per la filantropia”… ho grandi aspettative! 🙂

  23. Avevo cliccato segui storia, non appena mi è arrivato l’email che mi diceva che avevi iniziato un nuovo racconto, poi solo oggi sono riuscito a leggere.
    Incipit ottimo, mi piace molto il tuo stile e in questo primo capitolo maggiormente. Questo dialogo con il lettore/giudice (sono incuriosito dal Vostro Onore).
    Molto interessato, naturalmente ti seguo 😉

    • Onorato della sua fiducia Sir 🙂
      Si. E’ la mia linea preferita la narrazione disordinata qb attraverso i pensieri del protagonista 🙂 Mi sembra di avere più margine di manovra 🙂
      Il misterioso filantropo poi…. “£$”£$£”&$”&!%$%!£$% (censura antispoiler) 😀 😀 😀

      Grazie mille 🙂

  24. “Londra si è fatta grigia… strade” mi piace.

    Far diventare l’eroe il Bukowski ti turno, perdonami molto, ma lo trovo estremamente banale.

    “Il classico gigante buono” io eviterei di usare espressioni come “il classico…” secondo me sono abusate, ma è un’ opinione personale.

    “La svolta in negativo” suona poco elegante.

    Personalmente detesto Gramsci, ma questo non pregiudica nulla. La citazione da uno spessore in più al racconto, che è reso idiota dalla citazione del film della Disney,

    Il primo riferimento è realista, il secondo no (se non è ironico e davvero il protagonista si ispira a Robin Hood della Disney) . È un contrasto curioso ed è la cosa più interessante dell’episodio, potrei consigliarti di giocare su Riferimenti intellettuali/Riferimenti Pop.

    “Lo confesso vostro onore” mi piace; è sottile che il protagonista si immagini già davanti a un giudice.

    Comunque tutto sommato non l’ho trovato interessante.
    Spero di esserti stato utile!

      • Ma smettila! Come fai a dire a un autore “dovresti infarcire – cos’è, una torta? – di più frasi brillanti” – cos’è uno spettacolo di cabaret con paillettes al seguito?
        Come si fa a scrivere frasi brillanti su ordinazione? Quante ne porto? – disse il cameriere al tavolo – facciamo cinque o gliene bastano tre?
        Ma dai, R., smettila. Piuttosto, dato che ci tieni a imparare sempre nuove tecniche di scrittura, leggilo, questo ragazzo, il Mago, lui potrebbe stupirti. E non perchè fa magie, ma perchè non ha letto Robert MC Kee e vive benissimo senza, anzi, direi che scrive benissimo senza. 😉

        • “Come si fa a scrivere frasi brillanti su ordinazione?”
          Ad esempio sforzandosi di più? Non sono proprio dell’idea che un tipo di frase ad effetto possa essere scritta solo di getto.

          esempio:

          “Della purezza e della solarità della volpe io non ho niente: fumo, bevo e bestemmio”
          in
          “È l’una di notte, e tutto va bene. Ho abbastanza Gauloises per tirare fino alle cinque”

          Per quanto ancora mediocre, mi piace di più la mia seconda frase.

        • Sai, Alessandra, quando si è invidiosi e incapaci di eguagliare la bravura altrui ci si aggrappa a tutto pur di affossare gli altri :O Cosa che, peraltro, nemmeno gli riesce. Secondo VaiTra qua, salvo una o due persone, facciamo tutti schifo 😀
          Comunque scusami, caro Mago, se commento adesso e qui… Idea deliziosa, brillante come sempre ^.^

          • Mi intrometto nella “discussione” (anche se ciò che sto per dire non c’entra al 100%): io non penso di essere invidioso di come scrive Mago (anche se la sensazione chi si avvicina parecchio), e ammetto che penso che scriva meglio di me (nonostante mi è stato detto più volte che anche io scrivo bene) e non credo di riuscire a raggiungere il livello del Mago (senza tener conto del fatto che abbiamo due modi diversi di scrivere), ma io mi impegno a scrivere come posso/voglio.

  25. Bentrovato, Mago! Ovviamente seguo, e ho votato “Il little John di turno”.
    P.S. adesso, per colpa del titolo dell’episodio, avrò la canzoncina di Robin Hood in loop fisso nella mente per almeno 3 giorni ( maledetta Disney e i suoi film satanicomassonici con canzoncine orecchiabili).

  26. Oh, qua mi dicono che il mago è tornato in azione. non posso perdermelo, dopo quel capolavoro del tuo ultimo racconto con la copertina con le carte da gioco.
    Infatti l’idea di un moderno Robin Hood che salva Londra è davvero affascinante, sono sicura che se ne leggeranno delle belle. Io dico Little Jhon!

  27. No… va beh. Non ho neanche letto la trama, ho visto il tuo nome, ho cliccato su SEGUI LA STORIA e mi sono goduta questo primo episodio stupendo.
    So già che sarai superbo, come sempre quando sfoderi le tua armi ( o idee) e non aspetto altro che farmi sorprendere anche questa volta, meravigliosamente.
    Vai Mago 🙂

    • Felice di averti in teatro Sere… posto riservato ormai… sono felice del tuo rinnovo d abbonamento 🙂

      Vediamo un po’ che succede… a piazzare un eroe non immune alle difficoltà e alle crisi in una città così irruenta come Londra 🙂

    • Il mio è un commento davvero mediocre rispetto al tuo talento e al commento che meriterebbe pubblicamente. Tuttavia sono dell’idea che alcuni autori non abbiano bisogno di elogi pubblici, ma solo di pubblico consenso. Può essere un applauso, un inchino, un urlo, il grido del proprio nome, non ha importanza, Non serve che sia una specie di tesina sulle ragioni che ci spingono a considerare un autore un grande autore. L’importante è che quando lui scrive qualcosa, noi leggiamo e proviamo qualcosa. Così lui potrebbe non scoprire mai quanto conta per noi lettori, ma noi lo sapremo sempre.

      • Pfff. Tu sei sempre troppo buona nei miei confronti 🙂
        E’ un po’ il fulcro di uno spettacolo l’ultima riga. Un mago si esibisce. Se poi arriva un feed dal pubblico lo tieni in vita. Ma lui intanto si esibisce comunque. Per il pubblico.

        Grazie mille cara 🙂

        Sii paziente… tra poco mettiamo parecchia carne al fuoco 🙂

  28. Questa volta riesco a leggerti dall’inizio, diversamente dall’ultima tua storia che per vari motivi ho perso in corso d’opera 🙂
    Mi piace sempre come scrivi e, diciamolo, di questi tempi un moderno Robin Hood stile V for Vendetta – nella metropoli notturna e tra spietati magnati – sarebbe proprio utile.
    Voto Little John…sperando nella sua ingenua forza.

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi