Le Notti Prima dell’Alba

Dove eravamo rimasti?

Quale piano attuerà Andrea? Me ne occupo io. Prendo una stanza in hotel e con la mia fotocamera mi preparo a riprender tutto. Dopodiché manderò le prove alla polizia. (100%)

Il Piano

In realtà, decidere così sui due piedi non era così semplice, ma doveva farlo. Sapeva perfettamente che la logica suggeriva di contattare le forze dell’ordine, e che occuparsene da soli sarebbe stata pura follia, tuttavia c’era qualcosa dentro di lui che gli sussurrava che non poteva e non doveva bastargli il fatto di delegare alla polizia: e se quei malviventi fossero riusciti a scappare dalle forze dell’ordine?
Inoltre, la polizia difficilmente avrebbe creduto sulla base di una testimonianza con eventi a dir poco ridicoli ed inverosimili. Per dire cosa, poi? Ebbene si: per potersi affidare a loro, avevano bisogno di alcune prove, prove inconfutabili che avrebbero quindi testimoniato a loro favore.

Probabilmente la loro prova non sarebbe stata di grande valore, dal momento che si trattava di una videoregistrazione avuta senza il loro consenso, ciononostante avrebbe concesso loro di essere ascoltati se non altro invece che essere presi per dei paranoici.
«Va bene, Mattia, ecco come faremo: andremo all’hotel a Porta Nuova, dove prenderemo la stanza che ti han istruito di prendere e anche quella adiacente. Intrattienili, falli parlare. Io farò in modo di riprendere tutto.»
Mattia era sorpreso da tanta sicurezza, tant’è che gli chiese in che modo pensava anche solo di riprenderli. Inizialmente Andrea fu tentato di rispondergli, ma temeva che alla prima minaccia di violenza lui sarebbe crollato. Decise quindi semplicemente di rassicurarlo e che non doveva preoccuparsi: ci avrebbe pensato lui.

Dopo averlo fatto andare avanti per primo verso l’hotel, lui sapeva perfettamente dove andare ad acquistare ciò di cui aveva bisogno per poter attuare il piano che aveva in mente.
Dirigendosi verso il locale, alcune memorie passate cominciarono a riaffiorare. Episodi che pensava di aver ormai dimenticato e sepolto, ma che per qualche ragione non lo erano stati.

Era nuovamente un ragazzino, ed era ancora una volta alla fabbrica dove ricordava che il vecchio che avevano spiato si era suicidato. Si ricordava di come fossero fuggiti, ma in realtà non era andata così.
Erano rimasti impietriti, attoniti, davanti a quella scena così macabra per dei ragazzi della loro età.

Fu in quel momento che si udirono dei passi: qualcuno stava entrando in quel posto, dimenticato da tutti se non dal vecchio. L’uomo aveva un passamontagna sul volto, tuttavia -lo ricordava ora- era robusto di corporatura ed alto almeno un metro e novanta. Si chinò sul cadavere del vecchio, e controllò sulla carotide che fosse effettivamente morto. Annuendo, come per confermare il decesso dell’anziano signore, prese il proprio cellulare, un Nokia 3310.

La voce dell’uomo era raccapricciante, come un gesso sulla lavagna e al tempo stesso roca.
«È fatta. Il vecchio ha fatto come hai chiesto. Sì, certo, ho controllato. Sì, colpo alla testa, come hai richiesto. Esattamente come tutti gli altri. Quindi faccio parte anche io del gruppo adesso? Ti prego non dire di no: lo sai quanto ti sono fedele!…Sì, scusa. Come?… Ah, si, certo. Sì, scusa capo. Sono lieto di poter far parte di questo tuo grande progetto. La ragazza? Posso ucciderla?…Ah, la vuoi liberare come promesso ai tuoi prescelti. Come desideri, capo: sei tu il mio padrone.»

L’uomo non si era accorto dei due ragazzini che si erano accuratamente nascosti. Una volta andato via, fu in quell’istante che i ragazzi fuggirono veloci come il vento, neanche avessero le ali ai piedi.
In più, ora ricordava le parole che Mattia gli aveva detto da ragazzino. Non gli aveva detto di restare a guardare il corpo.

«Andrea, perché non siamo rimasti in zona per contattare le autorità, o chiesto aiuto a qualche passante? Potevamo dire loro di quell’uomo!»
Ricordava ora anche ciò che gli aveva risposto.
«No, Mattia, non so cosa sia successo ma non ho intenzione di fare stupidaggini. Io mi tiro fuori, tu… fai quel che vuoi!»

Ed ora Andrea ricordava: la colpa era stata sua, non di Mattia. Era stato lui a interrompere i rapporti, e solamente il riavvicinamento con il suo amico gli aveva fatto riaffiorare i ricordi. A volte, ricordiamo solamente ciò che vogliamo ricordare. Conscio e forte di questi ricordi, comprese che Mattia non era poi così diverso da lui.

Entrò nel negozio, aperto a tutte le ore, ed acquistò quella che può essere definita una sveglia. Tuttavia era qualcosa di diverso: era una sveglia con una videocamera spia incorporata con infrarossi, con tanto di Wi-Fi al quale si sarebbe potuto collegare con il cellulare. Ora si trattava solamente di trovare piazzarla nella stanza, dopodiché tutto sarebbe andato per il meglio.

Trovò Mattia attenderlo nell’entrata dell’albergo, e si diressero entrambi verso le stanze. Andrea piazzò -senza che Mattia lo vedesse- la sveglia sul comodino: l’aveva sistemata in modo tale che l’entrata della stanza fosse ben visibile.
Ottenuto l’effetto desiderato, Andrea sorrise compiaciuto per poi ritirarsi nella propria camera.

Il tempo passò, quando finalmente qualcuno bussò: i giochi avevano inizio.

Chi è alla porta?

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  • Una domestica (100%)
    100
  • I malviventi che avevano minacciato Mattia (0%)
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13 Commenti

  1. A distanza di tre anni, ho deciso di riprendere questo racconto che avevo lasciato incompiuto. Che dire, c’è voluto l’incoraggiamento di un mio amico per continuare! Nel mentre mi sono visto, a mio parere, migliorare il mio stile narrativo. Ho anche notato varie falle narrative nelle pagine precedenti.
    Dubito di essere in grado di colmarle, ora come ora, ma farò il possibile. Per quanto riguarda il nuovo episodio, spero che vi piaccia e… ci vediamo al prossimo episodio!

  2. In certi casi sarebbe opportuno che il narratore abbia le stesse informazioni che ha il personaggio. In questo caso se la donna ha perso la memoria e non si ricorda del figlio, anche il narratore non dovrebbe saperne nulla. Potrebbe però fare delle supposizioni mediante qualche escamotage del tipo “La donna si guardò la fede che aveva al dito. Forse era sposata. Forse suo marito e suo figlio la stavano aspettando per cena da qualche parte”. In questo modo rafforzi e posticipi il twist. Finito il prologo è palese che i due personaggi che vengono introdotti sono il figlio e il marito della donna. Diversamente avresti potuto creare ambiguità. Un’altra cosa che in generale non apprezzo molto sono i pensieri dei personaggi scritti in modo diretto. E’ una cosa brutta da visualizzarsi, al cinema non lo si dovrebbe vedere mai. Un personaggio non può parlare da solo a voce alta. Si deve far capire quello che pensa tramite azioni specifiche o, al limite, una descrizione indiretta del pensiero. In questo caso era sufficiente che il ragazzo guardasse il disordine sconsolato scuotendo la testa e sospirando. Semplici azioni che ci avrebbero fatto capire benissimo tutto senza bisogno di un poco credibile soliloquio. Detto questo, dosa bene gli eventi. Sei ancora in fase di impostazione, un plot point già nel prossimo capitolo sarebbe prematuro. Ora è il momento di una pinza, quindi voto per l’sms dell’amico.

    • Ciao! Intanto ti ringrazio per i suggerimenti, è sempre positivo che ce ne siano 🙂

      Giusto per fugare ogni dubbio, come ho scritto lei non si ricordava di come fosse finita in quel posto, non che avesse un’amnesia totale 🙂 Non si ricordava della famiglia non tanto per l’amnesia, quando per lo shock. Avrei voluto andare nel dettaglio maggiormente, poiché la donna-madre-moglie è certo importante, ma i caratteri purtroppo son quel che sono.

      Con il senno di poi, forse sarebbe stato meglio dedicare tutto il primo capitolo alla donna per approfondire meglio quell’aspetto, o magari anche due capitoli, dopodiché -cosa probabilmente più interessante di come l’ho impostata adesso- far scegliere a voi lettori da che punto di vista partire, e da quale personaggio iniziare.

      Ma questo lo terrò per il prossimo racconto, visto che oramai è iniziato. 🙂

      Essendo chiaramente un principiante nell’ambito, gli errori ci saranno -almeno per questo mio primo racconto, si presuppone che si migliori con il passare del tempo- e cercherò giustamente di rimediare.

      Direi che è tutto. Se ci son altri suggerimenti o critiche, li apprezzo!

      Infine, per concludere, sappi che entro mercoledì arriverà il prossimo capitolo! 😀

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