Lo strano caso di Bruno e dei suoi fidati amici

Il grande albero

Bruno non finì la sua colazione quella mattina, aveva troppa, troppa fretta di andare a scuola. “Un po’ troppa penso sua madre” <Perché siamo così di corsa oggi?> . <Ho un compito importante e volevo ripassare con i ragazzi. Vado ciao mamma!>

<Non scappare senza prima avermi dato un bacio >

Bruno sali’ in sella alla sua bicicletta e corse via pedalando come se non ci fosse più un domani per farlo. Accelerò ancora il cuore stava per esplodergli, tante le emozioni che lo avevano attraversato da non riuscire ancora a dargli un giusto collocamento. Paura? Si come sempre difronte all’ignoto e a quello che non ci appare come dovrebbe. Smarrimento? sì anche, perché in soli pochi maledetti minuti si era perso il sentiero che si era costruito per se e non sapeva quanto questo avrebbe influito sulla sua vita futura. Mentre pensava a tutte queste cose Bruno svolto’ per la strada opposta a quella che portava alla scuola, non ci sarebbe stato nessun compito quella mattina e non ci sarebbe stata nessuna scuola. Pedalo’ ancora intorno alla piccola piazza, poi la chiesetta, il vecchio magazzino abbandonato, la segheria e poi piano si apriva la natura con i suoi campi disseminati di spighe, raccolti, colori e profumi. Poi in fondo lui il grande albero, una quercia secolare che ospitava i 4 amici nei loro momenti belli o tristi. Era un albero terapeutico, così lo avevano ribattezzato ed era anche il luogo dove si discutevano le questioni importanti (se mai ce n’erano state di così gravi sino ad oggi) . Erano già arrivati tutti e tre. Carlo 17 anni, Matteo 18 e Luca 16 (Bruno 17)

<Sei in ritardo!!>esordi Carlo

<Si lo so mia madre non mi mollava stamattina !> 

<Ragazzi che cazzo e’ successo stanotte ?? Che cosa abbiamo visto davvero?> chiese  Luca 

<Non lo so ragazzi avevo, anzi avevamo bevuto tutti un po troppo e io ho quell’immagine orribile davanti agli occhi, oddio non voglio crederci, deve esserci un’altra spiegazione > Matteo si mise le mani in fronte in segno di disperazione e paura  sperando che la natura tutt’attorno e il suo slbero gli concedesse qualche momento di soave magia e pace. 

<Io non mi ricordo quasi nulla, qualche fotogramma davvero confuso, forse ero il più ubriaco di tutti>  disse Carlo

<A questo punto non ci resta che tornare lì e vedere  alla luce del giorno che cosa è successo o cosa troveremo !> propose Bruno

<Ma ormai troveremo poco avranno ripulito ormai !> 

<Bhe Matteo perché questa fretta di pulire? In fondo non sanno che sono stati visti o agiscono sempre in maniera pulita, ma non lo scopriremo finché non torneremo li> esorto’ Bruno.  Non era certo la cosa che li rallegrava piu di tutti, ma razionalmente era la più logica. Tutti e 4 salirono sulle loro biciclette e si avviarono senza più rivolgersi parola lungo il sentiero che li avrebbe portati al’ex mattatoio in disuso da più di 10 anni……

che cosa hanno visto all'ex mattatoio

  • Una resa dei conti (13%)
    13
  • Un tradimento finito male (13%)
    13
  • Un omicidio particolare (75%)
    75
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

12 Commenti

  1. Ciao,

    Voto un omicidio particolare. Occhio a refusi e accenti vari, purtroppo una volta postato non puoi più modificare (io rileggo mille volte ma anche così qualche errorino c’è sempre).
    Ad esempio, rimango in dubbio se con
    ‘ il suo slbero gli concedesse qualche momento di soave magia e pace.’
    intendi che il protagonista trovi conforto su un albero, un tubero o che ne so, un gambero particolarmente amichevole.

  2. Ciao, prima che dimentico, un piccolo suggerimento per usare le virgolette basse (« e »): tieni premuto il tasto ALT e digita velocemente i numeri 0717 per aprirle (oppure 0187 per chiuderle)!
    Detto questo, voto per “Un omicidio particolare”, perchè mi intriga la storia, e mi piacerebbe sapere come continua! 🙂 a presto!!

  3. Una resa dei conti.
    Ciao Alessia, come te, anch’io sono nuova da queste parti e posso dirti che ascoltare i lettori di The incipit non può che esserti di grande aiuto, perlomeno così è per me. La tua storia ha un incipit che cattura l’attenzione, il seguito sembra un po’ troppo “sbrigativo”, privo di quella tensione che i ragazzi “devono” aver provato dopo essere stati testimoni di qualcosa di terribile. Lascia che la narrazione coinvolga maggiormente il lettore.
    Ciao, alla prossima.

  4. incoraggiamento per Alessia… ti seguo e voto omicidio particolare

    Un po’ troppo lungo come “incipit” puro, ma è troppo corto per essere un capitolo. Nel prossimo sarà meglio che tu scriva molto di più per fare in modo di catturare l’attenzione dei lettori.

    alla prossima

    gieffe

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi