MOBY’S DICK

Dove eravamo rimasti?

Il nostro eroe in fuga necessita di qualche risposta (o almeno di un buon amico che sappia mentire). Pip: pazzo suonatore di tamburello che sostiene assurdità sì smodate... che forse forse ci azzecca. (42%)

Feeling So Real

Pequod, giorno 2

Che ne pensate del mal di mare? Io lo odio. Non lo posso soffrire. La cosa ironica è che lo soffro.

Potevo pensarci prima di salire su ‘sta bagnarola, direte voi. Non è che avessi tutta ‘sta scelta, dico io. Qualcosa non torna. Ero andato da Ismaele per riscuotere il mio credito, ma evidentemente lui sapeva del mio arrivo. Aveva predisposto tutto. Il disco, la foto, la radio. Sta succedendo qualcosa di losco e questi marinai devono sapere cosa, ma Achab, il capitano, si è ritirato nelle sue stanze e l’unico dell’equipaggio che si degna di rivolgermi la parola …

“Le multinazionali investono mediamente il 15% degli utili nella raffinazione dei loro prodotti, mentre fino all’80% è investito nel marketing e nella produzione di gadget,”

è questo maledetto ometto farneticante.

” o meglio, dei loghi da apporre su gadget la cui realizzazione è appaltata a industrie dell’area indocinese.”

Tiene il tempo col tamburello, manco stesse cantando. Alla fine di ogni frase mi guarda sorridente per qualche attimo, poi riattacca.

“La tua radiolina, per esempio, potrebbe essere stata assemblata nella provincia di Gansu, ma il logo della Coca-Cola sul suo frontespizio potrebbe venire da Saint Peters, Missouri.”

Sbotto: “Le radio non hanno un frontespizio!”

L’ometto sorride, rulla il tamburello e riattacca: “Hai mai provato a premere le lettere miniate all’inizio dei capitoli? Si sente una tua canzone!”

E io ancora che gli parlo. Mi addosso al parapetto, la nausea torce quel che resta delle mie budella. Sforzo un conato, non c’è più manco la bile. Accanto alla chiglia, simili a piccoli delfini, nuotano una mezza dozzina di cazzi. Spontaneo, un conato scova ed espelle la bile latitante.

Pequod, giorno 5

Non dovevo farlo. Lo sapevo, era una cattiva idea, è chiaro – adesso, a posteriori, è chiaro. Non c’è bisogno che me lo ripetiate di continuo. Ieri, per rompere questo regime di omertà che mi circonda, ho provato a entrare nelle cabine del capitano con la forza.

Mi è stato fatto capire che l’uso della forza è deprecabile, specie se c’è in giro una forza più grande in grado di riempirti di botte, chiuderti in uno stanzino e sfamarti a teste di pesce (sono teste di pesce … non ho dubbi che siano teste di pesce … non ho dubbi) fino a data da destinarsi.

Una bella lezione di pacifismo.

Pequod, giorno 11

Sono il migliore a coordinare i canti durante la pulizia del ponte. Il migliore. Senza scherzi. Mi sta venendo una mezza idea per un disco. Una cosa tamburello e voce, un po’ sperimentale, un po’ no.

A Pip piace, ha detto che “la processione degli equinozi è un grande crossover tra fede e ragione”. Gli piace.

Pequod, giorno 16

Ormai sono pappa e ciccia con tutti. Quasi tutti. I mozzi, soprattutto. Non che loro conoscano la nostra meta, né quanto ancora navigheremo prima di arrivarci, ma sono di compagnia.

Siamo lì a ramazzare il ponte (praticamente non si fa altro). Tanto per lamentarmi, attività molto apprezzata nella comunità mozzica, faccio: “Oh, ma com’è che usiamo attrezzatura tanto vecchia? Non che me ne intenda, ma qui tutto sembra uscito da una di quelle rievocazioni storiche. Sarebbe troppo chiedere una manichetta dell’acqua per lavare ‘sto ponte?”

Un mozzo alza la testa dallo straccio, mi guarda. Nei suoi occhi un’eguale miscela di disinteresse e compatimento: “Guarda che questa è una rievocazione storica.”

“Che?”

“Évocation littéraire, s’il vous plaît!” interviene Pip, stamburando.

“Facciamo finta di essere in quel romanzo della balena bianca.”

“Secondo te perché ti hanno preso a bordo?” fa un terzo mozzo “Sei il pronipote o quel-che-sei dell’autore del libro, no?”

Ci son rimasto di sasso.

“Scusa” s’informa il primo mozzo “Ma il fatto che il capitano si chiami Achab non ha fatto suonare una campanella? Mh?”

“Avrebbe dovuto?”

“Ma l’hai letto Moby Dick?”

“Già ne ho preso il nome, Melville era il mio prozio, se lo avessi pure letto sembrerei uno di quei sfigati ossessionati dalle cose inventate!”

“Ehi, modera i termini! Ci facciamo chiamare nerd.”

“Nerd da rievocazione.” puntualizza un quarto mozzo.

“I nerd non sono quelli dei computer?” domando.

“Anche. Ce ne sono varie razze. Noi siamo nerd umanisti da libro classico.”

“Da rievocazione.”

“Tutto ciò è molto interessante e un giorno forse approfondiremo il discorso.”

“Quando vuoi. Ora è meglio che torniamo a fingere di pulire il ponte.” dice il terzo mozzo “Tra l’altro, guardate quant’è sporco! Sarà il caso che uno di ‘sti giorni lo puliamo per davvero.”

“Siamo rievocatori, mica mozzi.” lo redarguisce Pip in un sussurro, lo sguardo per un attimo lucido e duro. L’altro abbassa la testa, colpevole, torna a muovere lo straccio a mezzo centimetro dal ponte.

Pequod, giorno 16, poco dopo

Essere tenuti prigionieri e ridotti in semischiavitù da un manipolo di rudi marinai è un conto, ma subire questo trattamento da un gruppo di topi da biblioteca in maschera … No! Non posso accettarlo.

Adesso gliela faccio vedere. Scopriranno che oltre al cazzo ho anche un bel paio di controcoglioni.

Scatta L'Operazione Ammutinamento! Come agirà Moby per prendere il controllo della nave, e con essa del proprio destino?

  • Proverà a rubare la gamba di Achab in cui è contenuto il membro ribelle, per poi usarlo come ostaggio. (58%)
    58
  • Sfiderà Achab in singolar tenzone per il titolo di capitano (specificare la tenzone: gara di insulti, bevute o poker testa a testa?) (25%)
    25
  • Proverà a convincere i nerd a buttarsi a mare, in una rievocazione di Robinson Crusoe. (17%)
    17
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106 Commenti

  1. Buongiorno a entrambi.
    Ammetto che mi sono letto il finale come un capitolo a sé stante, non avevo molta voglia di andare a rileggermi il resto della storia. Per quel che vale, mi è piaciuto.
    Ti devo però fare un appunto: va da sé che la Tribbia debbia essere scribbia da tre persone. Cercatevi lo Spirito Santo e cominciate, io metto i popcorn a fossilizzare in attesa di leggere le spettacolari imprese.
    Ciao

  2. Gentili lettori sopravvissuti alle matusalemmifore attese di questa lieta storiella!
    Grazie per la pazienza. Dipendeva tutto dalle vacanze estive. Il fatto che tali vacanze siano cominciate a maggio e finite ad ottobre non le depriva della loro estività. Ora, a breve, a brevissimo (neanche il tempo delle vacanze natalizie) avrete l’agognato capitolo finale e potrete smettere di tormentarvi con teorie e controteorie, supposizioni e controsupposizioni che certo hanno condito i vostri mesi in nostra assenza!
    Saluti e bacini

  3. Voglio il cugino.
    Be’, chi l’avrebbe detto, quando sono… venuto qua per la prima volta, io, ancora un… membro giovane di TI, che il mio Ismaele sarebbe morto da millenni prima che voi completaste la vostra storia?
    Ok, ora ne manca uno, va bene che siamo in un contesto biblico, ma pensate di pubblicare in questo millennio? 🙂

    • Sai com’è, l’uso di tempi biblici ci sembrava segno di coerenzo, così come il fatto che tutta la storia fosse una gran …cazzata (non un granché come gioco di parole, ma certe volte le parole fanno le sdegnosette e si rifiutano di giocare).
      Tra l’altro si nota una continuità anche con la tua storia attuale: il nostro era un mondo senza peni, tu hai fatto le cose più in grande e hai optato per togliere direttamente tutta la gente per intero! Bravo!

  4. Ho votato in netta minoranza “moby che guida un esercito di falli alla conquista del mondo”.
    Ma vabbè, ogni opzione porterà comunque ad un capitolo tipo trip di lsd e battute sui peni, quindi via, si aspetta il prossimo 🙂

    • Gratsie! A dirla tutta, ma proprio tutta quanta, le persone dietro al pene di Moby sono ben due: rispondono (ma non sempre) ai nomincipit di M. K Altrove e Giulio Peralta.
      Si penserebbe che, essendo in due, dovremmo metterci la metà del tempo solitamente e ragionevolmente impiegato per scrivere un capitolo, giusto? E invece ci mettiamo più del doppio. I misteri dell’aritmetica.
      Così devo dirti che verrà il giorno in cui noi leggeremo le avventure del tuo Ishmael, ma, coerenti con le nostre tempistiche, temo potrebbe essere un giorno molto lontano… confido che non sia così, ma sai … tutta colpa di M. K….

  5. In effetti adoro i doppi sensi.
    Scelgo cavalleria a cavallo, perché i nostri eroi, qui, probabilmente montano a pelo senza eccessivi effetti collaterali da schiacciamento sulla rigida sella: infatti, chiunque essi siano, è facile immaginarli liberi ormai, quasi come fanciulle, da fastidioso orpello dentro il cavallo dei pantaloni.
    E magari anche il cavallo (quello in carne ed ossa) è più contento.
    E se trattasi di giumenta?
    Ma questa è un’altra storia.

  6. Non so se sia una buona cosa, per Moby, essere aiutato da Ismaele, ma di cose buone se ne prospettano poche, nelle possibili alternative…
    Perciò, vada per l’Ismael-mission (ancorché, temo, impossible)!

  7. I dettagli della catastrofe e un Pip salvavita sono assai allettanti, a questo punto. Vediamo cosa riuscite a tirar fuori, non dalle braghe, ormai, ma dalle grottesche anse dei vostri genialoidi cervelli, filiformi e arzigogolate come le grottesche rinascimentali!

  8. Giulio M. K Peraltrove: sei un maledetto genio! Riesci a scrivere un racconto pieno di peni senza scadere nel volgare… Il tuo umorismo è decisamente interessante, anche se degenera in situazioni un po’ del cazzo 😀 seguo volentieri e aspetto di rifarmi un bagno nella tua demenzialità!

  9. Appurato che ‘sto nostro eroe non è tra “quei” sfigati che amano il linguaggio forbito e corretto, manco a dirlo, suggerisco una gara fuori gara a colpi di test…orto-grammaticali: e vinca il più dotto, se non il più… dotato!

  10. Una bella gara di bevute, perché no? Purché si tratti di vini a denominazione di origine controllata e garantita, oppure birre artigianali italiane, di mosti fermentati con lieviti di vini altrettanto DOCG, o anche di castagna; insomma, una singolar tenzone fra degustatori raffinati, non ubriaconi da 4 soldi! La sfida nella sfida: non dimentichiamo che la posta in gioco è altissima, addirittura il destino di Moby…

  11. Avere il membro al posto giusto e tre gambe (di cui una “farcita”) anziché due, in un mondo dove i membri per lo più sono sparsi e le gambe tutt’al più sono un paio, sarebbe un bel vantaggio!

  12. Secondo me sarebbe decisamente più plausibile che una gran parte delle donne del mondo vogliano scoparselo. Certo ci sono anche altre soluzioni per sopperire alla mancanza di peni naturali( e non mi dilungo oltre), però in una prospettiva del genere…:P
    Comunque il sunto di presentazione è fantastico, davvero! La storia è decisamente humor anche se per quel che mi riguarda non mi ha fatto troppo ridere(vuoi che l’inizio sia un po confusionario, vuoi che è l’incipit, vuoi che 5000 caratteri sul pene son difficili da rendere umoristicamente differenziati e originali 😉 ), nonostante abbia amato il otto dei pertugi. Continua così, magari cambia un po e mettetici qualche chiappa in più..si equilibra tutto 😛

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