MOBY’S DICK

Dove eravamo rimasti?

Scatta L'Operazione Ammutinamento! Come agirà Moby per prendere il controllo della nave, e con essa del proprio destino? Proverà a rubare la gamba di Achab in cui è contenuto il membro ribelle, per poi usarlo come ostaggio. (58%)

Into the Blue

“Ho un pene in mano e non ho paura di usarlo.”

Lo dissi con serafica calma, quasi non mi rendessi conto del potenziale ANIentatore che tenevo fra le mani. Non il mio pene, sia chiaro. Un uomo adulto di fronte ad una ciurma di nerd con il proprio fallo in mano che con enfasi avanza minacce, non corrisponde alla mia idea di figaggine. Né a quella della ciurma di nerd, credo. Anche se sono nerd, chi può sapere cosa li esalti …

Fatto sta che, un minuto prima, ero riuscito finalmente a forzare la porta della cabina del capitano,  gli avevo svitato la gamba sussultante e me la ero legata al polso per non farla fuggire. Lui non si era avveduto di nulla, abituato com’era a quella coda mozzata come arto.

Infine, quindi, ero emerso dall’antro di Achab con il pistolone ligneo in mano e avevo esclamato:

“Ho un pene in mano e non ho paura di usarlo.”

Questo sì che è figo!

Ma, essendo il mio turno di guardia, non c’era nessuno ad apprezzare la smargiassata. Uffa.

Perciò corsi nelle cabine ed urlai che tutti dovevano riunirsi sul ponte. Riacciuffai anche Pip che rincorreva uno scarafaggio al grido di: “L’animalismo è tendenza dei critici in potenza.”.

Adunai tutti sul ponte, mi tuffai nella cabina di Achab, emersi dall’antro con il pistolone ligneo in mano ed esclamai:

“Ho un pene in mano e non ho paura di usarlo.”

Notai che pochi sguardi carpirono il significato di quelle parole lasciando che il velo del sonno scivolasse dai loro occhi per essere avvinti dalla coltre di terrore. In realtà nessuno, a parte Pip, che disse: “Il vescovo di Myra presto incontrerai.”

Ora basta! “JANE EYRE FA CAGARE!”

Di colpo la folla di nerdacci sgranò gli occhi e ammutolì.

“Bene, ora che ho la vostra attenzione vi chiedo, per tutti i peni latitanti, che sta succedendo!”

“Ancora questa storia?!”

Achab uscì dalla sua cabina con un lungo cannocchiale come bastone.

“Ismaele mi ha consegnato solo quella radio. Il resto spetta a te, ragazzo.”

“Ma COSA?!”

“E che ne so, corpo di mille belini!?”

Con la mano libera estrassi la radio dalla tasca e la esaminai. Sul retro c’era il logo della Coca-Cola. Mi accorsi che era un adesivo, perciò lo staccai, e sotto, c’era qualcosa che nessuno mai si sarebbe aspettato: lo stesso identico logo della Coca-Cola, però VERDE!

Eh? Visto che non ve lo sareste aspettato?

Comunque per caso scontrai la manopola e la radio si accese su una delle tante pubblicità natalizie del momento.

Il pene dentro la gamba di Achab strattonò il mio braccio così forte che dovetti puntarmi con i piedi per non cadere. Lo fece di nuovo, e ancora. A quel punto avevo abbandonato la radio e tenevo la gamba con entrambe le mani. Un’ultima spinta mi fece volare a terra. La ciurma mi afferrò per le caviglie, ma nonostante i sei uomini che mi tenevano le gambe, il pene continuava a trascinarmi verso il parapetto.

“NOOO” grido Achab.

E, forse proprio per il grido disperato del suo proprietario, il pene diede un ultimo violento strappo trascinandomi nell’oceano.

Nell’istante in cui i gelidi flutti mi divorarono, un banco di falli mi circondò. Pareva mi studiasse, colpendomi di tanto in tanto e avvolgendomi come un bozzolo. Necessitavo ossigeno, perciò scalciai furioso, e, proprio quando i polmoni cedettero, ruppi la superficie dell’acqua.

L’ultima cosa che vidi prima di essere trascinato dalla gamba di Achab in mare aperto, fu i volto ruvido del capitano che piangeva.

 

Riuscii a non svenire. La velocità dei cazzi era tale da comprimermi la pelle del viso. Oramai avevo perso sensibilità al braccio e non so come riuscissi di tanto in tanto a prendere aria.

L’ipotermia era in agguato, forse già sopraggiunta senza che me ne rendessi conto.

Non potevo fare altro che lasciarmi guidare. E distrarmi creando ricercati calembour. “Pene senza sosta”. Posso fare di meglio: “Se proseguo con i falli, forse sarò espulso.” Non male. “Quello è ghiaccio.”

Era proprio ghiaccio.

La corsa finì di botto.

Strusciai contro il lastrone di ghiaccio e venni trascinato fuori dall’acqua. Mi fermai.

Nel turbine di gelo e dolore mi imposi ancora di non svenire e alzai a fatica lo sguardo.

La vidi: una figura smeraldo in sella ad un enorme destriero.

Ma quello non era un cavallo, no. Aveva un possente palco di corna e fiera andatura.

Era una renna.

La figura smontò, liberò il pene dalla corda e dalla sua prigione lignea e lo accarezzò come fosse un tenero animale domestico.

E lì decisi fosse giunto il momento di svenire.

 

Di colpo mi risvegliai. Vidi un faccione rubizzo, avvolto da folta barba bianca, e cinto da un verde cappello chino su di me.

Con voce calda e serena disse:

“OH OH OH! Il presente torna sempre, caro Moby.”

Era Ismaele.

E mi allungò un regalo che mi aveva già fatto: la radiolina rossa.

Un calembour migliore dei miei… Bastardo…

A noi piace sbragare, sbragare bene. Ed è successo. Ora, invece, che accadrà?

  • Ismaele lo ragguaglia citando stralci delle sue canzoni. (18%)
    18
  • Ismaele lo ragguaglia sui dettagli della catastrofe PENosa e lo informa che solo un uomo può aiutarlo a salvare la situazione: Pip! (27%)
    27
  • Ismaele lo ragguaglia mentre visitano il suo pericolosissimo "Giocassic Park". (55%)
    55
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106 Commenti

  1. Buongiorno a entrambi.
    Ammetto che mi sono letto il finale come un capitolo a sé stante, non avevo molta voglia di andare a rileggermi il resto della storia. Per quel che vale, mi è piaciuto.
    Ti devo però fare un appunto: va da sé che la Tribbia debbia essere scribbia da tre persone. Cercatevi lo Spirito Santo e cominciate, io metto i popcorn a fossilizzare in attesa di leggere le spettacolari imprese.
    Ciao

  2. Gentili lettori sopravvissuti alle matusalemmifore attese di questa lieta storiella!
    Grazie per la pazienza. Dipendeva tutto dalle vacanze estive. Il fatto che tali vacanze siano cominciate a maggio e finite ad ottobre non le depriva della loro estività. Ora, a breve, a brevissimo (neanche il tempo delle vacanze natalizie) avrete l’agognato capitolo finale e potrete smettere di tormentarvi con teorie e controteorie, supposizioni e controsupposizioni che certo hanno condito i vostri mesi in nostra assenza!
    Saluti e bacini

  3. Voglio il cugino.
    Be’, chi l’avrebbe detto, quando sono… venuto qua per la prima volta, io, ancora un… membro giovane di TI, che il mio Ismaele sarebbe morto da millenni prima che voi completaste la vostra storia?
    Ok, ora ne manca uno, va bene che siamo in un contesto biblico, ma pensate di pubblicare in questo millennio? 🙂

    • Sai com’è, l’uso di tempi biblici ci sembrava segno di coerenzo, così come il fatto che tutta la storia fosse una gran …cazzata (non un granché come gioco di parole, ma certe volte le parole fanno le sdegnosette e si rifiutano di giocare).
      Tra l’altro si nota una continuità anche con la tua storia attuale: il nostro era un mondo senza peni, tu hai fatto le cose più in grande e hai optato per togliere direttamente tutta la gente per intero! Bravo!

  4. Ho votato in netta minoranza “moby che guida un esercito di falli alla conquista del mondo”.
    Ma vabbè, ogni opzione porterà comunque ad un capitolo tipo trip di lsd e battute sui peni, quindi via, si aspetta il prossimo 🙂

    • Gratsie! A dirla tutta, ma proprio tutta quanta, le persone dietro al pene di Moby sono ben due: rispondono (ma non sempre) ai nomincipit di M. K Altrove e Giulio Peralta.
      Si penserebbe che, essendo in due, dovremmo metterci la metà del tempo solitamente e ragionevolmente impiegato per scrivere un capitolo, giusto? E invece ci mettiamo più del doppio. I misteri dell’aritmetica.
      Così devo dirti che verrà il giorno in cui noi leggeremo le avventure del tuo Ishmael, ma, coerenti con le nostre tempistiche, temo potrebbe essere un giorno molto lontano… confido che non sia così, ma sai … tutta colpa di M. K….

  5. In effetti adoro i doppi sensi.
    Scelgo cavalleria a cavallo, perché i nostri eroi, qui, probabilmente montano a pelo senza eccessivi effetti collaterali da schiacciamento sulla rigida sella: infatti, chiunque essi siano, è facile immaginarli liberi ormai, quasi come fanciulle, da fastidioso orpello dentro il cavallo dei pantaloni.
    E magari anche il cavallo (quello in carne ed ossa) è più contento.
    E se trattasi di giumenta?
    Ma questa è un’altra storia.

  6. Non so se sia una buona cosa, per Moby, essere aiutato da Ismaele, ma di cose buone se ne prospettano poche, nelle possibili alternative…
    Perciò, vada per l’Ismael-mission (ancorché, temo, impossible)!

  7. I dettagli della catastrofe e un Pip salvavita sono assai allettanti, a questo punto. Vediamo cosa riuscite a tirar fuori, non dalle braghe, ormai, ma dalle grottesche anse dei vostri genialoidi cervelli, filiformi e arzigogolate come le grottesche rinascimentali!

  8. Giulio M. K Peraltrove: sei un maledetto genio! Riesci a scrivere un racconto pieno di peni senza scadere nel volgare… Il tuo umorismo è decisamente interessante, anche se degenera in situazioni un po’ del cazzo 😀 seguo volentieri e aspetto di rifarmi un bagno nella tua demenzialità!

  9. Appurato che ‘sto nostro eroe non è tra “quei” sfigati che amano il linguaggio forbito e corretto, manco a dirlo, suggerisco una gara fuori gara a colpi di test…orto-grammaticali: e vinca il più dotto, se non il più… dotato!

  10. Una bella gara di bevute, perché no? Purché si tratti di vini a denominazione di origine controllata e garantita, oppure birre artigianali italiane, di mosti fermentati con lieviti di vini altrettanto DOCG, o anche di castagna; insomma, una singolar tenzone fra degustatori raffinati, non ubriaconi da 4 soldi! La sfida nella sfida: non dimentichiamo che la posta in gioco è altissima, addirittura il destino di Moby…

  11. Avere il membro al posto giusto e tre gambe (di cui una “farcita”) anziché due, in un mondo dove i membri per lo più sono sparsi e le gambe tutt’al più sono un paio, sarebbe un bel vantaggio!

  12. Secondo me sarebbe decisamente più plausibile che una gran parte delle donne del mondo vogliano scoparselo. Certo ci sono anche altre soluzioni per sopperire alla mancanza di peni naturali( e non mi dilungo oltre), però in una prospettiva del genere…:P
    Comunque il sunto di presentazione è fantastico, davvero! La storia è decisamente humor anche se per quel che mi riguarda non mi ha fatto troppo ridere(vuoi che l’inizio sia un po confusionario, vuoi che è l’incipit, vuoi che 5000 caratteri sul pene son difficili da rendere umoristicamente differenziati e originali 😉 ), nonostante abbia amato il otto dei pertugi. Continua così, magari cambia un po e mettetici qualche chiappa in più..si equilibra tutto 😛

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