MOBY’S DICK

Dove eravamo rimasti?

A noi piace sbragare, sbragare bene. Ed è successo. Ora, invece, che accadrà? Ismaele lo ragguaglia mentre visitano il suo pericolosissimo "Giocassic Park". (55%)

I’ll Be Home for Christmas

Il silenzio sta diventando imbarazzante. Ismaele tace. Io taccio. Vorrei rispondergli a tono con un calembour, ma non mi viene niente.

Ismaele, in silenzio, aspetta.

Vinto dal disagio, mi scappa detto: “Mi devi dei soldi.”

“Credevo una spiegazione.”

“Cosa?”

“Credevo mi avresti chiesto una spiegazione, più che dei soldi.”

Guarda te ‘sto bastardo! Anche adesso punta alla soluzione più economica.

“Sì, pure quella” dico. “E pure i soldi”, aggiungo. “Tutto quanto!” riassumo.

Ismaele fa quella sua risata che lo fa tanto somigliare a Babbo Natale. Grasso, con ‘sta barba e tutto il resto. Peccato per il vestito verde. Ora glielo dico.

“Se ti fossi vestito di rosso saresti stato paro paro a Babbo Natale, lo sai?”

La risata gli si strozza in gola. Scuote la testa, perplesso, quindi mi tende una mano: “Seguimi, Moby. C’è qualcosa che debbo mostrarti.”

Lo seguo. Siamo in una specie di baita pacchiana.

“Chi l’ha arredato ‘sto posto? Una squadra di castori metrosessuali?”

Ismaele si volta un attimo, continuando a camminare. “Stai bene, Moby? Ti vedo un po’ strano.”

“Ho avuto un paio di settimane difficili.”

Una porta di legno massiccio si apre su un corridoio dalle pareti d’acciaio. Tutto a un tratto la baita sembra il covo di un cattivo di James Bond. Prendiamo un ascensore. Ismaele schiaccia il -1.

“Quello che stai per vedere, ragazzo, è il mio strepitoso Giocassic Park.”

Le porte scorrevoli dell’ascensore si aprono su uno scenario difficilmente credibile. Sotto le studiate geometrie di una gigantesca cupola geodetica si squaderna una fitta foresta di Lego, le cui fronde squadrate malcelano il movimento di miriadi d’esserini pelusciosi, ometti snodabili, bamboline vestite da amazzoni; l’aria è solcata dal volo di pterodaquiloni, in uno stagno di carta stagnola fingono di sguazzare un branco di pesci di cioccolata e un grosso biscione di legno del tutto simile a un trenino.

“Scusami, che sarebbe questo … posto?”

“Te l’ho appena detto! Il mio strepitoso Giocassic-

“Park, sì, l’hai detto. Ma che sarebbe, in pratica?”

“Un parco di giocattoli giurassici! Non è chiaro dal nome?”

“No. Per niente.”

“Ma dai, è chiaramente l’abbreviazione di Giocattoli giurassici che stanno nel mio Parko … no?”

Stringo con due dita quel punto del naso che sta esattamente in mezzo agli occhi. La mossa mi dà subito un’aria sconfortata.

“Ismaele … è un parco bellissimo, davvero. Perché diavolo me lo fai vedere?”

“È una vita che non ho ospiti! Un uomo deve pur vantarsi delle proprie chincaglierie, di tanto in tanto! Poi, tra l’altro, si dà il caso che questo parco sia intimamente connesso con l’attuale epidemia dei fallesteremeni, nonché, più in generale, con l’origine stessa della razza umana.”

“Ma non mi dire.”

“Invece te lo dico eccome. Vieni, passeggiamo, intanto. Devi sapere che, un bel tot di tempo fa, mio cugino creò il primo uomo. Dopo un po’, per sperimentare, gli staccò una costola e creò anche la donna. Scoprì che l’uomo e la donna potevano riprodursi.”

“Aspetta, questa parte la conosco.”

“No che non la conosci. A quel tempo l’uomo e la donna si riproducevano schiacciando dei sonori batticinque. Sì, hai capito bene. Battevano cinque, se il colpo era abbastanza sonoro la donna restava incinta. Un giorno però mio cugino si stufò di questi uomo e donna sempre lì a battere il cinque. Può essere snervante, sai. Quindi venne da me. Io qui stavo tirando avanti la mia versione di civiltà, che però tende a essere un po’ più instabile rispetto a quella di mio cugino. Più interessante, ok, ma instabile. Alla lunga avremmo capito che le mie creazioni funzionano meglio se private dell’anima e sbolognate in grande scala ai bambini di tutto il mondo. Ma non farmi divagare! 

Dicevamo: mio cugino viene da me e mi chiede qualche ammennicolo per rendere di nuovo interessanti ‘st’uomo e ‘sta donna. Io gli dico: ‘No problemo! Ho appena inventato questo speciale tipo di parassita, l’ho chiamato Cazzo.’

‘Bel nome!’ mi fa, ‘Grazie!’ gli faccio io. Gli spiego un po’ la questione, cioè che Cazzo avrebbe fatto conoscere all’uomo e alla donna un nuovo tipo di libido, eccetera eccetera. Lui ne fu subito entusiasta. Gli viene l’idea di attaccare Cazzo solo all’uomo, per vedere che succede. Il resto è storia.”

Ismaele tace, probabilmente per farmi assorbire la mole di informazioni. Stringo con due dita il punto esattamente al centro del mento, assumendo un’aria pensierosa. Dico: “Me lo hai mai presentato tuo cugino?”

“Ma no che non te l’ho presentato. Tu già lo conosci benissimo. Il punto non è questo, comunque. Il punto è che diversi mesi fa mio cugino si è stufato di nuovo dell’uomo così com’è, e mi ha chiesto di riprendermi i cazzi indietro. Detto fatto, ma c’è stato un problema: i cazzi liberi si sono rivelati incontrollabili. Fanno di testa loro. Non è normale. C’è qualcuno che li manovra, Moby. Tu devi..

Ma all’improvviso la cupola geodetica esplode in mille pezzi, dal buco entra un elicottero.

“FERMI TUTTI!” grida l’elicottero “SIAMO IL GOVERNO! CONSEGNATECI MOBY E NESSUNO SI FARà MALE!”

Mistero, azione, piselli! Questo e molto altro solo su Moby's Dick. E mo' che capita?

  • La situazione è disperata, ma arrivano i nostri! I nostri chi? Boh, qualcuno. Tipo la cavalleria, ma non necessariamente a cavallo. (45%)
    45
  • Ismaele riesce a far fuggire Moby, dandogli una missione, qualche risposta e soprattutto tante nuove domande. (9%)
    9
  • Il Governo cattura Moby e comincia i suoi turpi esperimenti. Ismaele andrà a salvarlo? O se ne scatafotterà? (45%)
    45
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106 Commenti

  1. Buongiorno a entrambi.
    Ammetto che mi sono letto il finale come un capitolo a sé stante, non avevo molta voglia di andare a rileggermi il resto della storia. Per quel che vale, mi è piaciuto.
    Ti devo però fare un appunto: va da sé che la Tribbia debbia essere scribbia da tre persone. Cercatevi lo Spirito Santo e cominciate, io metto i popcorn a fossilizzare in attesa di leggere le spettacolari imprese.
    Ciao

  2. Gentili lettori sopravvissuti alle matusalemmifore attese di questa lieta storiella!
    Grazie per la pazienza. Dipendeva tutto dalle vacanze estive. Il fatto che tali vacanze siano cominciate a maggio e finite ad ottobre non le depriva della loro estività. Ora, a breve, a brevissimo (neanche il tempo delle vacanze natalizie) avrete l’agognato capitolo finale e potrete smettere di tormentarvi con teorie e controteorie, supposizioni e controsupposizioni che certo hanno condito i vostri mesi in nostra assenza!
    Saluti e bacini

  3. Voglio il cugino.
    Be’, chi l’avrebbe detto, quando sono… venuto qua per la prima volta, io, ancora un… membro giovane di TI, che il mio Ismaele sarebbe morto da millenni prima che voi completaste la vostra storia?
    Ok, ora ne manca uno, va bene che siamo in un contesto biblico, ma pensate di pubblicare in questo millennio? 🙂

    • Sai com’è, l’uso di tempi biblici ci sembrava segno di coerenzo, così come il fatto che tutta la storia fosse una gran …cazzata (non un granché come gioco di parole, ma certe volte le parole fanno le sdegnosette e si rifiutano di giocare).
      Tra l’altro si nota una continuità anche con la tua storia attuale: il nostro era un mondo senza peni, tu hai fatto le cose più in grande e hai optato per togliere direttamente tutta la gente per intero! Bravo!

  4. Ho votato in netta minoranza “moby che guida un esercito di falli alla conquista del mondo”.
    Ma vabbè, ogni opzione porterà comunque ad un capitolo tipo trip di lsd e battute sui peni, quindi via, si aspetta il prossimo 🙂

    • Gratsie! A dirla tutta, ma proprio tutta quanta, le persone dietro al pene di Moby sono ben due: rispondono (ma non sempre) ai nomincipit di M. K Altrove e Giulio Peralta.
      Si penserebbe che, essendo in due, dovremmo metterci la metà del tempo solitamente e ragionevolmente impiegato per scrivere un capitolo, giusto? E invece ci mettiamo più del doppio. I misteri dell’aritmetica.
      Così devo dirti che verrà il giorno in cui noi leggeremo le avventure del tuo Ishmael, ma, coerenti con le nostre tempistiche, temo potrebbe essere un giorno molto lontano… confido che non sia così, ma sai … tutta colpa di M. K….

  5. In effetti adoro i doppi sensi.
    Scelgo cavalleria a cavallo, perché i nostri eroi, qui, probabilmente montano a pelo senza eccessivi effetti collaterali da schiacciamento sulla rigida sella: infatti, chiunque essi siano, è facile immaginarli liberi ormai, quasi come fanciulle, da fastidioso orpello dentro il cavallo dei pantaloni.
    E magari anche il cavallo (quello in carne ed ossa) è più contento.
    E se trattasi di giumenta?
    Ma questa è un’altra storia.

  6. Non so se sia una buona cosa, per Moby, essere aiutato da Ismaele, ma di cose buone se ne prospettano poche, nelle possibili alternative…
    Perciò, vada per l’Ismael-mission (ancorché, temo, impossible)!

  7. I dettagli della catastrofe e un Pip salvavita sono assai allettanti, a questo punto. Vediamo cosa riuscite a tirar fuori, non dalle braghe, ormai, ma dalle grottesche anse dei vostri genialoidi cervelli, filiformi e arzigogolate come le grottesche rinascimentali!

  8. Giulio M. K Peraltrove: sei un maledetto genio! Riesci a scrivere un racconto pieno di peni senza scadere nel volgare… Il tuo umorismo è decisamente interessante, anche se degenera in situazioni un po’ del cazzo 😀 seguo volentieri e aspetto di rifarmi un bagno nella tua demenzialità!

  9. Appurato che ‘sto nostro eroe non è tra “quei” sfigati che amano il linguaggio forbito e corretto, manco a dirlo, suggerisco una gara fuori gara a colpi di test…orto-grammaticali: e vinca il più dotto, se non il più… dotato!

  10. Una bella gara di bevute, perché no? Purché si tratti di vini a denominazione di origine controllata e garantita, oppure birre artigianali italiane, di mosti fermentati con lieviti di vini altrettanto DOCG, o anche di castagna; insomma, una singolar tenzone fra degustatori raffinati, non ubriaconi da 4 soldi! La sfida nella sfida: non dimentichiamo che la posta in gioco è altissima, addirittura il destino di Moby…

  11. Avere il membro al posto giusto e tre gambe (di cui una “farcita”) anziché due, in un mondo dove i membri per lo più sono sparsi e le gambe tutt’al più sono un paio, sarebbe un bel vantaggio!

  12. Secondo me sarebbe decisamente più plausibile che una gran parte delle donne del mondo vogliano scoparselo. Certo ci sono anche altre soluzioni per sopperire alla mancanza di peni naturali( e non mi dilungo oltre), però in una prospettiva del genere…:P
    Comunque il sunto di presentazione è fantastico, davvero! La storia è decisamente humor anche se per quel che mi riguarda non mi ha fatto troppo ridere(vuoi che l’inizio sia un po confusionario, vuoi che è l’incipit, vuoi che 5000 caratteri sul pene son difficili da rendere umoristicamente differenziati e originali 😉 ), nonostante abbia amato il otto dei pertugi. Continua così, magari cambia un po e mettetici qualche chiappa in più..si equilibra tutto 😛

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