MOBY’S DICK

Dove eravamo rimasti?

Mistero, azione, piselli! Questo e molto altro solo su Moby's Dick. E mo' che capita? Il Governo cattura Moby e comincia i suoi turpi esperimenti. Ismaele andrà a salvarlo? O se ne scatafotterà? (45%)

Extreme Ways

Mi risveglio e sono nudo.

Non è strano, le groupie mi ci hanno abituato.

Lo strano è che sono legato mani e piedi ad un lettino inclinato in avanti, e che il mio pene sia circondato da strumenti, ricoperto di elettrodi e, purtroppo, violato da sonde.

La stanza è bianca e luminosissima, come l’interno di una limousine. Ma senza groupie.

Non so perché, ma continuo a pensare alle groupie. Devo combattere l’eccitazione.

Comunque nessun indizio di dove sia rinchiuso.

Sto per urlare al vuoto, quando la porta si apre: Ismaele.

“Dove sono i miei soldi?”

Ismaele sorride, chiude la porta e mi si avvicina.

“Ti sembra questo il momento?”

Ha un talento innato per svicolare. Sto per replicare, quando mi accorgo delle differenze: la sua chioma è liscia e curata, così come la barba. Indossa un completo.

“Come …”

“Mi sono adattato. Ora ascoltami Moby, le cose sono cambiate.”

Detto questo si siede.

“Sai quanto è passato da quando eravamo a Giocassic Park?”

Rimango in attesa.

“6 mesi.”

Mi paralizzo. In senso metaforico. Perché fisico … be’ lo sapete.

“Il governo ci ha catturato e ci ha portato in questo laboratorio. Come vedi hai subito studi, esperimenti. Hanno tentato di capire come mai avessi il pene ancora attaccato.”

Sospira il panzone, che vestito di nero mette molta meno allegria.

“Non hanno risolto nulla.”

Si alza e mi si mette di fronte, fissandomi il glande. Non sono a mio agio, lo ammetto, ma lui riprende a parlare:

“Ho detto loro tutto quello che so, del parassita, di mio cugino. Hanno capito quanto posso essergli utile, perciò mi tengono come risorsa e come intermediario per te.”

“Per me?”

“Sì. Ho spiegato loro che sei l’unico che può fermare tutto ciò. Dopo sei mesi mi hanno creduto.”

Ismaele cava un telecomando dalla tasca dei pantaloni e preme un bottone. In un istante le cinghie che mi legano si slacciano, i macchinari si spengono e la sonda si estrae. Curiosamente piacevole.

“Sei qui per liberarmi?” chiedo massaggiandomi i polsi.

“Sì.”

“E perché non l’hai fatto prima del monologo?”

“Suspance e logico prolungamento dell’effetto irruzione.”

“Dici cose a caso per confondermi?”

“Coerenza interna al personaggio.”

Me la bevo.

“Comunque, come dicevo sei mesi fa, devi trovare la fonte. Oramai l’umanità è al collasso, e neanche mio cugino riesce a capire chi sia dietro a tutto ciò. Oddio, ha provato a risolvere la situazione instaurando lo starnuto riproduttivo, ma non ti sto a dire il macello alla prima influenza invernale.”

Mi stacco l’ultimo elettrodo mentre Ismaele conclude.

“Sono stati sei mesi difficili. Ora Moby devi aiutarci.”

Metto un piede a terra, poi l’altro. Faccio i primi passi dopo mesi, mi avvicino a Ismaele e gli poso una mano sulla spalla:

“Va bene, ma vorrei vestirmi.”

All’istante entrano 10 uomini in giacca, cravatta e occhiali scuri.

“E loro chi sono?” chiedo.

“Loro sono il governo.”

Rimango interdetto, ma Ismaele mi si accosta all’orecchio e mi sussurra:

“Non avevamo budget per un paio di personaggi tridimensionali, uno detestabile e testardo, l’altro riflessivo e bendisposto, che si sarebbero bilanciati alla perfezione, per giungere ad un finale in cui l’odioso si sarebbe rivelato un prezioso alleato, e il simpatico una vera carogna. Perciò loro sono mute comparse.”

Annuisco.

Di colpo il governo si precipita su di me, mi immobilizza e mi abbiglia con: camicia nera, scarpe nere di vernice, pantaloni neri aderenti, occhiali da sole, e, soprattutto, giacca di pelle nera lunga sino alle caviglie.

Sono il prescelto.

Poi mi cospargono il cranio di gel.

“Ehi! Non ho capelli.”

A quell’affermazione entra un undicesimo membro del governo, fra le mani un cuscino rosso di velluto, e, adagiata sopra come una corona, una folta parrucca nera.

La indosso e la impomato come si deve.

Sono dentro.

“Perfetto” esclama Ismaele “Da dove si comincia.”

Rifletto. Prima sulle groupie, per sfogare la mia eccitazione repressa. Ma mi accorgo tardi che i pantaloni sono davvero molto attillati. Fingendo, quindi, di essere talmente concentrato sul problema contingente da avvampare e sudare copiosamente, mi apparto alla toilette.

Appena di ritorno, inizio a riflettere sul serio. C’è qualcosa che mi sfugge. Da tempo ho la sensazione di un’epifania in divenire. Una domanda in attesa nella hall del cervello. Una sorta di cogitus interruptus. Ah, buona questa. Comunque è un istante, e capisco cosa mi assilla.

“Ismaele”

“Sì”

“Dimmi una cosa: se ho capito bene chi è tuo cugino, non è strano che neanche lui riesca a rintracciare la causa di tutta questa penosa situazione?”

“Anche lui non sa spiegarselo.”

Sorrido. Ho capito finalmente.

“So dove dobbiamo andare.”

Lascio che la suspance si alzi, che i battiti cuori accelerino, che i corpi si tendano verso gli schermi dei computer.

“Governo, ho una sola domanda per voi.”

E quando l’interesse dei sei lettori di -Moby’s Dick-, di cui due concreti e quattro fasulli, è teso e palpabile, lo dico:

“Dov’è il più grande meleto del mondo?”

I nodi vengono al pettine. E finalmente anche Moby può usarlo.

  • I pomi lucenti saranno corpi celesti, all'interno di un sistema planetario, orbitanti attorno al boss principale! (25%)
    25
  • Dietro ogni melo si nasconderà un enigma da risolvere, fin quando, decifrato l'ultimo, si svelerà il boss principale! (25%)
    25
  • Il meleto sarà campo di una battaglia quadripartita: 3 cattivi di difficoltà crescente e, infine, il boss principale! (50%)
    50
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106 Commenti

  1. Buongiorno a entrambi.
    Ammetto che mi sono letto il finale come un capitolo a sé stante, non avevo molta voglia di andare a rileggermi il resto della storia. Per quel che vale, mi è piaciuto.
    Ti devo però fare un appunto: va da sé che la Tribbia debbia essere scribbia da tre persone. Cercatevi lo Spirito Santo e cominciate, io metto i popcorn a fossilizzare in attesa di leggere le spettacolari imprese.
    Ciao

  2. Gentili lettori sopravvissuti alle matusalemmifore attese di questa lieta storiella!
    Grazie per la pazienza. Dipendeva tutto dalle vacanze estive. Il fatto che tali vacanze siano cominciate a maggio e finite ad ottobre non le depriva della loro estività. Ora, a breve, a brevissimo (neanche il tempo delle vacanze natalizie) avrete l’agognato capitolo finale e potrete smettere di tormentarvi con teorie e controteorie, supposizioni e controsupposizioni che certo hanno condito i vostri mesi in nostra assenza!
    Saluti e bacini

  3. Voglio il cugino.
    Be’, chi l’avrebbe detto, quando sono… venuto qua per la prima volta, io, ancora un… membro giovane di TI, che il mio Ismaele sarebbe morto da millenni prima che voi completaste la vostra storia?
    Ok, ora ne manca uno, va bene che siamo in un contesto biblico, ma pensate di pubblicare in questo millennio? 🙂

    • Sai com’è, l’uso di tempi biblici ci sembrava segno di coerenzo, così come il fatto che tutta la storia fosse una gran …cazzata (non un granché come gioco di parole, ma certe volte le parole fanno le sdegnosette e si rifiutano di giocare).
      Tra l’altro si nota una continuità anche con la tua storia attuale: il nostro era un mondo senza peni, tu hai fatto le cose più in grande e hai optato per togliere direttamente tutta la gente per intero! Bravo!

  4. Ho votato in netta minoranza “moby che guida un esercito di falli alla conquista del mondo”.
    Ma vabbè, ogni opzione porterà comunque ad un capitolo tipo trip di lsd e battute sui peni, quindi via, si aspetta il prossimo 🙂

    • Gratsie! A dirla tutta, ma proprio tutta quanta, le persone dietro al pene di Moby sono ben due: rispondono (ma non sempre) ai nomincipit di M. K Altrove e Giulio Peralta.
      Si penserebbe che, essendo in due, dovremmo metterci la metà del tempo solitamente e ragionevolmente impiegato per scrivere un capitolo, giusto? E invece ci mettiamo più del doppio. I misteri dell’aritmetica.
      Così devo dirti che verrà il giorno in cui noi leggeremo le avventure del tuo Ishmael, ma, coerenti con le nostre tempistiche, temo potrebbe essere un giorno molto lontano… confido che non sia così, ma sai … tutta colpa di M. K….

  5. In effetti adoro i doppi sensi.
    Scelgo cavalleria a cavallo, perché i nostri eroi, qui, probabilmente montano a pelo senza eccessivi effetti collaterali da schiacciamento sulla rigida sella: infatti, chiunque essi siano, è facile immaginarli liberi ormai, quasi come fanciulle, da fastidioso orpello dentro il cavallo dei pantaloni.
    E magari anche il cavallo (quello in carne ed ossa) è più contento.
    E se trattasi di giumenta?
    Ma questa è un’altra storia.

  6. Non so se sia una buona cosa, per Moby, essere aiutato da Ismaele, ma di cose buone se ne prospettano poche, nelle possibili alternative…
    Perciò, vada per l’Ismael-mission (ancorché, temo, impossible)!

  7. I dettagli della catastrofe e un Pip salvavita sono assai allettanti, a questo punto. Vediamo cosa riuscite a tirar fuori, non dalle braghe, ormai, ma dalle grottesche anse dei vostri genialoidi cervelli, filiformi e arzigogolate come le grottesche rinascimentali!

  8. Giulio M. K Peraltrove: sei un maledetto genio! Riesci a scrivere un racconto pieno di peni senza scadere nel volgare… Il tuo umorismo è decisamente interessante, anche se degenera in situazioni un po’ del cazzo 😀 seguo volentieri e aspetto di rifarmi un bagno nella tua demenzialità!

  9. Appurato che ‘sto nostro eroe non è tra “quei” sfigati che amano il linguaggio forbito e corretto, manco a dirlo, suggerisco una gara fuori gara a colpi di test…orto-grammaticali: e vinca il più dotto, se non il più… dotato!

  10. Una bella gara di bevute, perché no? Purché si tratti di vini a denominazione di origine controllata e garantita, oppure birre artigianali italiane, di mosti fermentati con lieviti di vini altrettanto DOCG, o anche di castagna; insomma, una singolar tenzone fra degustatori raffinati, non ubriaconi da 4 soldi! La sfida nella sfida: non dimentichiamo che la posta in gioco è altissima, addirittura il destino di Moby…

  11. Avere il membro al posto giusto e tre gambe (di cui una “farcita”) anziché due, in un mondo dove i membri per lo più sono sparsi e le gambe tutt’al più sono un paio, sarebbe un bel vantaggio!

  12. Secondo me sarebbe decisamente più plausibile che una gran parte delle donne del mondo vogliano scoparselo. Certo ci sono anche altre soluzioni per sopperire alla mancanza di peni naturali( e non mi dilungo oltre), però in una prospettiva del genere…:P
    Comunque il sunto di presentazione è fantastico, davvero! La storia è decisamente humor anche se per quel che mi riguarda non mi ha fatto troppo ridere(vuoi che l’inizio sia un po confusionario, vuoi che è l’incipit, vuoi che 5000 caratteri sul pene son difficili da rendere umoristicamente differenziati e originali 😉 ), nonostante abbia amato il otto dei pertugi. Continua così, magari cambia un po e mettetici qualche chiappa in più..si equilibra tutto 😛

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