MOBY’S DICK

Dove eravamo rimasti?

I nodi vengono al pettine. E finalmente anche Moby può usarlo. Il meleto sarà campo di una battaglia quadripartita: 3 cattivi di difficoltà crescente e, infine, il boss principale! (50%)

Why Does My Heart Feel So Bad?

Sorvoliamo il pacifico.

Il jet del governo è confortevole. Sedili con poggiapiedi. Televisore full HD. Ampi finestrini.

Ho sentito dire che sono ovali, simili a oblò, perché quando li facevano quadrati gli angoli tendevano a incrinarsi. S’infrangevano e la testa della gente veniva risucchiata fuori.

Quindi ora li fanno ovali.

Mi concentro sulla forma dei finestrini per non vedere cosa succede fuori. Non che sia possibile.

Cazzi volanti.

Volteggiano attorno all’aeroplano, agili e aggressivi.

Credevo fossero una leggenda. Peni che, staccandosi dal proprietario, si sono portati via gran parte della pelle dei testicoli, trovandosi con un bel paio di flaccide ali rugose. Guardateli come piroettano attorno allo scafo. I più spavaldi si accostano al finestrino, lo prendono a cappellate.

Mi dico che non c’è da preoccuparsi. Reggerà. È ovale.

E ho ben altro a cui pensare. Sto cominciando a ricordare qualcosa. Una verità dimenticata, sepolta da troppo tempo. È una buona cosa, ricordare. Su questo siamo tutti d’accordo, giusto? Ma allora perché sento come un peso sul cuore?

Poco importa. Comincia l’atterraggio. Ora dal finestrino vedo solo paesaggi di morte. Branchi di peni selvaggi si danno battaglia sui tetti delle città abbandonate. Gli unici esseri umani in circolazione sono donne in sella a motociclette. Amazzoni post-apocalittiche.

Atterriamo in una radura. Scendo la scaletta metallica del jet governativo. Una leggera brezza scuote i miei capelli posticci. Gli agenti mi osservano silenziosi mentre mi avvio verso il meleto.

Gli alberi sono vigorosi, carichi di frutti. Tutto è tranquillo. La luce solare filtra pigramente tra le foglie.

Mi inoltro nel frutteto.

Un rumore alle mie spalle: passi. Un uomo avanza tra i tronchi. Lo riconosco.

È Steve Jobs.

Alza un braccio, mi fa segno di fermarmi.

Lo ignoro.

Mi parla: – Mi dispiace Moby, non puoi proseguire.

Io proseguo.

– In quanto primo guardiano di questo meleto segreto, è mio dovere fermarti con la forza. Dal momento che sono una mente illuminata, ti concedo di scegliere la sfida nella quale ci batteremo. Ma bada: darò tutto me stesso. Sarò affamato, sarò f

La testa di Steve Jobs esplode, sfracellata dal proiettile.

– La sfida era sopravvivere a una colpo di pistola nella faccia. Hai perso.

Procedo oltre, pistola spianata.

Un sibilo: non vedo arrivare il disco d’oro che mi disarma, ferendomi alla mano. Quando cade a terra risuona con fragore. È un piatto da batteria.

Mi volto di scatto, li vedo.

Sono i Beatles.

Vestiti come sulla copertina di Sgt. Peppers, pronti a suonare.

Ringo batte il tempo, un due tre quattro… ma Lennon lo ferma. Vuole dire qualcosa.

https://youtu.be/Uc07H0jH1mA

Pensavo ne avrebbero fatta una di Sgt. Peppers. Tipo Lovely Rita. Mi piace Lovely Rita. George scende dal palchetto, si avvicina. Mi porge la chitarra.

Capisco.

Una sfida musicale. Sembrerebbe perfetta per me. Ma loro sono i fottuti Beatles. Hanno venduto l’anima al Diavolo. Mangiato il frutto dell’Albero della Conoscenza.

Va bene.

A mali estremi…

https://youtu.be/JLOgY8hWe1I

Non gli faccio tutto il video. Al minuto 3.51 lascio la chitarra, con una giravolta sfilo due uzi da dietro il cappotto, sparo. I Beatles perlopiù si stavano annoiando ed erano distratti, tranne Ringo, che era piuttosto preso, ma riesce solo a scagliare un ultimo piatto prima di essere crivellato.

Si è piantato nella mia spalla. Fa male, ma decido di non toglierlo. Mi dà un certo stile.

D’improvviso Paul McCartney viene sostituito da un sosia, mi sbrigo a crivellare pure lui.

Passo oltre i corpi falcidiati dei fab four. Per qualche ragione, zoppico.

– MOBY.

Una voce possente scuote le fronde. Mi volto.

È un tubetto di dentifricio della Mentadent. Gigantesco. Sta lì, ritto tra gli alberi, simile a un monolite.

– DENTI SANI O DENTI BIANCHI?

Resto sull’offensiva: – Non hai potere su di me, dentifricio. Porto la dentiera.

Mentadent emette un sordo muggito; il tappo sulla sommità si svita e schizza verso l’alto, seguito da uno spruzzo cilindrico di pasta dentifricia che si avvita attorno alle mie spalle.

– Moby caro, Moby bello- sibila l’estremità del dentifricio – Posso chiederti una piccola cosa? Perché eri sicuro di trovarci in questo posto?

Mi prende alla sprovvista. Rispondo: -Le mele … il grande capo odia le mele. Da quella volta. Non può vederli, i meleti. Sono l’unico luogo dove si può fare qualcosa a sua insaputa.

Il dentifricio sogghigna. – Però, sei ben informato … troppo informato … Come sai tutte queste belle cose, Mobiuccio?

Come lo so?

– Ammettilo, Moby … Tu sai la risposta …

– Non voglio ammetterlo a me stesso, figuriamoci a te- dico, sprezzante.

– Uh uh uh, Mobybello … Tanto vale giocare a carte scoperte, oramai. C’è una domanda che dovresti porre a te stesso. Perché ci combatti? Tu sei dei nostri. Ricordalo. Sei del Club dei Mangiamele.

Per tutta risposta agito scompostamente le braccia, spacciugando il biscione di dentifricio, poi inforco gli uzi e sforacchio il tubetto. Mentadent si affloscia al suolo.

Un lento applauso. Mi volto.

È lei.

Porca Eva! Il boss finale!

  • Boss finale, ok, ma prima godiamoci uno stupefacente flashback della vita precedente di Moby. (62%)
    62
  • Persuaso dalle argomentazioni del boss, Moby cambierà bandiera e condurrà un esercito di falli per appropriarsi del mondo intero. (23%)
    23
  • Adesso il boss finale (chiunque ella sia...) cercherà di sedurre Moby per poi staccargli via il pisello durante l'amplesso. (15%)
    15
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

106 Commenti

  1. Buongiorno a entrambi.
    Ammetto che mi sono letto il finale come un capitolo a sé stante, non avevo molta voglia di andare a rileggermi il resto della storia. Per quel che vale, mi è piaciuto.
    Ti devo però fare un appunto: va da sé che la Tribbia debbia essere scribbia da tre persone. Cercatevi lo Spirito Santo e cominciate, io metto i popcorn a fossilizzare in attesa di leggere le spettacolari imprese.
    Ciao

  2. Gentili lettori sopravvissuti alle matusalemmifore attese di questa lieta storiella!
    Grazie per la pazienza. Dipendeva tutto dalle vacanze estive. Il fatto che tali vacanze siano cominciate a maggio e finite ad ottobre non le depriva della loro estività. Ora, a breve, a brevissimo (neanche il tempo delle vacanze natalizie) avrete l’agognato capitolo finale e potrete smettere di tormentarvi con teorie e controteorie, supposizioni e controsupposizioni che certo hanno condito i vostri mesi in nostra assenza!
    Saluti e bacini

  3. Voglio il cugino.
    Be’, chi l’avrebbe detto, quando sono… venuto qua per la prima volta, io, ancora un… membro giovane di TI, che il mio Ismaele sarebbe morto da millenni prima che voi completaste la vostra storia?
    Ok, ora ne manca uno, va bene che siamo in un contesto biblico, ma pensate di pubblicare in questo millennio? 🙂

    • Sai com’è, l’uso di tempi biblici ci sembrava segno di coerenzo, così come il fatto che tutta la storia fosse una gran …cazzata (non un granché come gioco di parole, ma certe volte le parole fanno le sdegnosette e si rifiutano di giocare).
      Tra l’altro si nota una continuità anche con la tua storia attuale: il nostro era un mondo senza peni, tu hai fatto le cose più in grande e hai optato per togliere direttamente tutta la gente per intero! Bravo!

  4. Ho votato in netta minoranza “moby che guida un esercito di falli alla conquista del mondo”.
    Ma vabbè, ogni opzione porterà comunque ad un capitolo tipo trip di lsd e battute sui peni, quindi via, si aspetta il prossimo 🙂

    • Gratsie! A dirla tutta, ma proprio tutta quanta, le persone dietro al pene di Moby sono ben due: rispondono (ma non sempre) ai nomincipit di M. K Altrove e Giulio Peralta.
      Si penserebbe che, essendo in due, dovremmo metterci la metà del tempo solitamente e ragionevolmente impiegato per scrivere un capitolo, giusto? E invece ci mettiamo più del doppio. I misteri dell’aritmetica.
      Così devo dirti che verrà il giorno in cui noi leggeremo le avventure del tuo Ishmael, ma, coerenti con le nostre tempistiche, temo potrebbe essere un giorno molto lontano… confido che non sia così, ma sai … tutta colpa di M. K….

  5. In effetti adoro i doppi sensi.
    Scelgo cavalleria a cavallo, perché i nostri eroi, qui, probabilmente montano a pelo senza eccessivi effetti collaterali da schiacciamento sulla rigida sella: infatti, chiunque essi siano, è facile immaginarli liberi ormai, quasi come fanciulle, da fastidioso orpello dentro il cavallo dei pantaloni.
    E magari anche il cavallo (quello in carne ed ossa) è più contento.
    E se trattasi di giumenta?
    Ma questa è un’altra storia.

  6. Non so se sia una buona cosa, per Moby, essere aiutato da Ismaele, ma di cose buone se ne prospettano poche, nelle possibili alternative…
    Perciò, vada per l’Ismael-mission (ancorché, temo, impossible)!

  7. I dettagli della catastrofe e un Pip salvavita sono assai allettanti, a questo punto. Vediamo cosa riuscite a tirar fuori, non dalle braghe, ormai, ma dalle grottesche anse dei vostri genialoidi cervelli, filiformi e arzigogolate come le grottesche rinascimentali!

  8. Giulio M. K Peraltrove: sei un maledetto genio! Riesci a scrivere un racconto pieno di peni senza scadere nel volgare… Il tuo umorismo è decisamente interessante, anche se degenera in situazioni un po’ del cazzo 😀 seguo volentieri e aspetto di rifarmi un bagno nella tua demenzialità!

  9. Appurato che ‘sto nostro eroe non è tra “quei” sfigati che amano il linguaggio forbito e corretto, manco a dirlo, suggerisco una gara fuori gara a colpi di test…orto-grammaticali: e vinca il più dotto, se non il più… dotato!

  10. Una bella gara di bevute, perché no? Purché si tratti di vini a denominazione di origine controllata e garantita, oppure birre artigianali italiane, di mosti fermentati con lieviti di vini altrettanto DOCG, o anche di castagna; insomma, una singolar tenzone fra degustatori raffinati, non ubriaconi da 4 soldi! La sfida nella sfida: non dimentichiamo che la posta in gioco è altissima, addirittura il destino di Moby…

  11. Avere il membro al posto giusto e tre gambe (di cui una “farcita”) anziché due, in un mondo dove i membri per lo più sono sparsi e le gambe tutt’al più sono un paio, sarebbe un bel vantaggio!

  12. Secondo me sarebbe decisamente più plausibile che una gran parte delle donne del mondo vogliano scoparselo. Certo ci sono anche altre soluzioni per sopperire alla mancanza di peni naturali( e non mi dilungo oltre), però in una prospettiva del genere…:P
    Comunque il sunto di presentazione è fantastico, davvero! La storia è decisamente humor anche se per quel che mi riguarda non mi ha fatto troppo ridere(vuoi che l’inizio sia un po confusionario, vuoi che è l’incipit, vuoi che 5000 caratteri sul pene son difficili da rendere umoristicamente differenziati e originali 😉 ), nonostante abbia amato il otto dei pertugi. Continua così, magari cambia un po e mettetici qualche chiappa in più..si equilibra tutto 😛

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi