Ottavino e l’esorcista

Dove eravamo rimasti?

Ottavino è sempre più spiazzato, sono tutti troppo seri per stare scherzando. Adesso per chiarire meglio la faccenda: parla ancora col prete e con il Tamburino (50%)

Informazioni

– In sostanza – disse Ottavino tirandosi i baffi – mi state dicendo che da una settimana a questa parte, un demonio si impossessa delle persone e tale Malafede li esorcizza?

– Proprio! – rispose la Clementina – stamattina l’ho chiamato perchè il reverendo non aveva pace. Ha urlato tutta notte e ha persino tentato di dare fuoco ad un crocifisso!

– Ma quando è arrivato questo tizio? – il Maresciallo era scettico.

– All’incirca quando siete partito – rispose il Tamburino – ed è capitato a fagiolo devo dire, perchè il giorno dopo il dottor Fausto è impazzito, posseduto dal demonio.

– Il dottore!

– Proprio! – ripetè la Clementina.

– Toglietevi quell’aria da miscredente che avete – disse il prete – altrimenti la prossima vittima sarete voi!

– Come potete esserne sicuro?

– Vede, quando Malafede è arrivato, il dottore è stato il primo a deriderlo, ed è stato impossessato. Io l’ho deriso poco dopo ed ecco che il diavolo mi prende!

– E chi altri l’ha deriso?

– Voi lo state facendo adesso.

– E come potrebbe saperlo?

– Maresciallo, il demonio ha orecchie e occhi ovunque! Anche quando canta sotto lo doccia, il diavolo la osserva! – il prevosto si era alzato e si era avvicinato all’Ottavino. Era un ometto piccolo, soprattutto rispetto al carabiniere, ma la foga che metteva nell’agitare le braccia, spinse il Maresciallo ad un passo indietro.

– Intendevo come potrebbe saperlo Malafede.

– Lui? Che c’entra? – chiese la Clementina che non si capacitava dello scetticismo di Ottavino.

– Sentite un pò, questa storia ha un pò troppe coincidenze che non mi convincono. Questo quì arriva e casualmente due giorni dopo c’è un posseduto. Non uno a caso, ma uno che gli ha dato contro fin da subito! No, non mi convince, quì c’è sotto qualcosa!

I tre si scambiarono sguardi rassegnati, poi il prete accompagnò il Maresciallo e il suo sottoposto alla porta. Fece le ultime raccomandazioni sulla vera fede, e chiuse la porta in faccia ad un Ottavino perplesso.

– Capo, forse è veramente il caso che…

– Non dica sciocchezze! Voglio incontrare questo tizio! Dove alloggia?

– Io… non saprei…– rispose il Tamburino accorgendosi solo in quel momento che Malafede compariva quando si aveva bisogno di lui, ma che per il resto in giro non si vedeva.

– Da qualche parte dovrà pur dormire, e da noi c’è solo la Casa di Bertuccio, che affitta camere, non abbiamo alberghi quì!

– Sì, sì, indubbiamente sarà lì… ma, capo, forse è il caso che…

– È il caso che tu, caro Tamburino, riprenda lo spirito analitico che si conviene ad un carabiniere.

*

La Casa di Bertuccio era uno stabile di tre finestre in altezza per dieci di lunghezza, ed era l’unico posto dove i viaggiatori, soprattutto di passaggio, potevano fermarsi a riposare. Aveva camere di ogni tipo, e offriva anche la colazione. Tutti gli abitanti erano fieri di poter asserire che anche lì c’era un albergo… o almeno, una sua parvenza. I due carabinieri entrarono, e suonarono il campanello sul bancone. Il proprietario arrivò di corsa dallo studio, e non celò il proprio disappunto quando si accorse che chi aveva suonato non era un cliente.

– Vorremmo parlare col signor Malafede. – disse gentilmente l’Ottavino.

– E chi è? – replicò stizzito il Bertuccio

– L’esorcista.

– Ah, quello… beh, non so dove sia, e non ne ho bisogno quindi se non le spiace, io devo lavorare!

– Come sarebbe che non alloggia quì?

– Sarebbe quello che vi ho detto. Non è un mio cliente. E ora…

– E dove alloggia allora?

– Dica un pò, le sembro uno che lo sa? Io possiedo l’unico albergo della città e le assicuro che qui non c’è. Ecco, guardi pure il registro! Zero clienti da una settimana, e l’unico che potrei avere alloggia chissà dove! – ribattè l’uomo piccato, chiudendo il registro con una manata.

Evidente che sia seccato, pensò Ottavino, nessun introito nell’ultima settimana di agosto deve essere grave.

– Può provare al bar comunque – riprese il Bertuccio cambiando tono – può anche dormire per strada, ma da qualche parte dovrà pur mangiare.

*

Ottavino entrò al bar di fronte alla caserma, l’unico di tutto il paese.

– Va chi c’è! La banda! – disse scherzosamente Umberto, proprietario e gestore del bar.

Al Maresciallo fremettero i baffi per la stizza nel sentire quel nomignolo che ormai tutti affibbiavano ai due carabinieri quando giravano assieme.

– Sto cercando Malafede.

– E chi è?

– L’esorcista! – disse l’Ottavino tra i denti.

– Ah, quello… non ho idea di dove sia, non è mai venuto quì a bere qualcosa. Forse dovrebbe provare al ristorante.

Se è uno scherzo di tutto il paese, pensò Ottavino mentre dirignando i denti salutava e usciva, giuro che li sbatto dentro tutti per oltraggio a pubblico ufficiale!

*

– Sto cercando Malafede. – disse secco il Maresciallo alla locandiera.

– E chi è?

– L’esorcista! – urlò l’Ottavino prossimo ad un collasso nervoso, attirando gli sguardi dei clienti.

– Ah, quello… non so, non è ancora arrivato – replicò la donna, poi vedendo che Ottavino stava per dare in escandescenze aggiunse: – ma se volete posso offrirvi qualcosa mentre aspettate.

Adesso:

  • Sia Ottavino che Tamburino vanno a casa del maresciallo a mangiare e lasciano detto di avverture quando arriva Malafede. (17%)
    17
  • Tamburino resta al ristorante, mentre Ottavino va a casa (quel pesto non può proprio aspettare!!) (17%)
    17
  • Sia Ottavino che Tamburino accettano l'invito e si fermano al ristorante a pranzo (67%)
    67
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128 Commenti

  • Bel finale, la trovata della comitiva di tifosi mi ha fatto proprio ridere. 😀
    Però, potevo Ottavino! Malafade è riuscito a sfuggirgli. Certo un seguito ci starebbe bene. Almeno per dare a Ottavino la soddisfazione d’aver catturato un furfante e a noi lettori la possibilità di sorridere alle sue indagini. 🙂
    Comunque, brava. Bella storia. 😉

    • Ciao Danica, sono contenta che la storia ti sia piaciuta! Per il seguito, vedremo… ora devo finire il primo libro di ottavino e i bauli scomparsi e già stavo andando in confusione con le due storie, mi sa che tento un altro genere, e darò a Ottavino un pò di tempo per riprendersi… eheheheh! 🙂 grazie per aver seguito la storia! Alla prossima!

    • Eheheh! Anche io da milanista sono contenta del finale! È stato arduo trovare qualcosa di spassoso e al contemoo veritiero… fortuna che wikipedia e internet hanno risolto il problema!
      Per ottavino, vedremo… adesso sto finendo il libro tratto dalla prima indagine che ho scritto anche qui, e se ne inizio un’altra con lui rischio di fare troppa confusion… e poi volevo provare qualche genere diverso. Vedremo! Grazie per aver seguito, e contenta che ti sia piaciuta! 😉

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