Ottavino e l’esorcista

Dove eravamo rimasti?

Adesso: Sia Ottavino che Tamburino accettano l'invito e si fermano al ristorante a pranzo (67%)

Malafede

Ottavino berciò per un minuto buono sulla soglia del ristorante, con grande imbarazzo di clienti e proprietari. Tamburino cercava di farlo ragionare: voleva incontrare Malafede? Sì? E allora che mettesse da parte ‘sto pesto genovese, che tanto fino a sera sarebbe resistito, e aspettasse lì l’esorcista. Alla fine, il Maresciallo si fece accompagnare ad un tavolino da dove poteva vedere la porta. Consultato il menù, decise per un piatto di bollito misto con tanto di salse e conserve e fece portare anche un tagliere di salumi e formaggi misti della casa. Mangiavano da un’ora quando la porta si aprì, e il Tamburino diede una gomitata al Maresciallo: – Eccolo! In compagnia del prete…

Ottavino fece un cenno nella direzione dei due che entravano, invitandoli a sedersi al suo tavolo.

– Maresciallo! – esordì don Simone – Ho deciso che un pranzo sostanzioso mi avrebbe giovato, perchè mai aspettare fino a cena, dico io? Ad ogni modo, eccovi il signor Malafede… mi era parso di capire che volevate incontrarlo.

– Bene! Molto bene! – disse Ottavino scrutando il forestiero.

– Signor Maresciallo. – rispose compito l’esorcista, sedendosi al desco. Mentre i due nuovi arrivati ordinavano, Ottavino si prese tempo per studiare quello che ormai riteneva il suo nemico. Era un uomo alto, magrissimo e allampanato. Gli occhi neri erano infossati sotto delle sopracciglia sottili e circondati da occhiaie scure, come se l’uomo non avesse dormito per diversi giorni a fila. L’abito che indossava sotto il pastrano sembrava vecchio e logoro: la classica tonaca nera abbottonata fino al colletto bianco inamidato. Le mani erano sottili e bianchissime, con vene azzurre in rilievo. A Ottavino non piaceva nemmeno un po’: aveva la puzza dell’inganno appiccicata addosso, cucita come un sudario attorno al corpo denutrito.

– Allora, quando è arrivato? – chiese Ottavino cercando di mettere da parte i pregiudizi e cercare invece di scoprire la vera identità dell’uomo che gli sedeva di fronte.

– Circa tre giorni fa… ha intenzione di farmi un interrogatorio? O parliamo da civili?

Ottavino lo guardò imbarazzato, gli riempì il bicchiere di vino e disse semplicemente: – Sono solo curioso di sapere chi è lei.

– Un esorcista; mi pareva di capire che il reverendo Simone glielo avesse già detto.

– Sì, ma esattamente, di cosa si occupa?

– Di esorcismi. Il demonio a volte assume forme che nemmeno immaginiamo, altre volte invece si impossessa della gente, per avere un canale di sfogo per la sua rabbia e un corpo da comandare per i suoi piani malvagi.

– Quindi… lei, scaccerebbe il demonio entrato nelle persone.

– Esattamente.

– E non fa altro?

Malafede lo guardò sconcertato: – E cosa dovrei fare? Questa è la mia vocazione: liberare le persone dal demonio.

Ottavino storse il naso: – E, se mi permette, come campa?

– Ah, è questo che la preoccupa? Non ne ha ragione, sono un prete, e vivo della gratitudine di quanti salvo e dell’acoglienza dell’ordine monastico.

– Di che ordine fa parte?

– Dell’ordine di San Domenico.

– Ah! – Ottavino rimase impressionato più del necessario. Qualcosa nel suo subconscio lo aveva messo sul chi vive, e adesso il campanello di allarme suonava a tutto spiano nella sua testa. I domenicani… per che cosa erano diventati famosi i domenicani? Pensava frenetico.

A toglierlo dall’impiccio, fu lo stesso Malafede, che pareva essere conscio dei pensieri del Maresciallo: – Il nostro ordine, nel corso della storia, è sempre stato molto efficiente nello scovare il demonio e nello svelare la corruzione; è sempre stato in primo piano nella lotta contro il male. Io ho accolto questa eredità, insieme a qualche altro confratello, e adesso sono stato mandato qui per aiutarvi a liberarvi del demonio.

– Da chi?

– Dal Signore.

– Quale signore? – Ottavino si asciugò nel tovagliolo i rivoletti di sudore che imperlavano la fronte. Era a disagio di fronte a quell’uomo che adesso sembrava emanare un’autorità che a prima vista non ostentava.

– Il Signore nostro Dio!

Allargando leggermente il colletto della divisa con un dito, il Maresciallo emise un “Ah!” di sollievo, che Malafede interpretò nel modo sbagliato: pensò infatti che Ottavino fosse rimasto impressionato e che il sospiro emesso fosse di gratitudine per il fatto che Dio avesse mandato un suo emissario in quel paesucolo per liberarlo dai peccati. Il Maresciallo invece era di tutt’altro avviso: pensava di trovarsi davanti ad un esaltato che, a livello di parlantina, se la cavava benissimo, ed era di sicuro in grado di muovere le folle con i suoi discorsi. Al sapere che era stato mandato, temeva di doversi scontrare con qualche autorità, di dover fare indagini su qualcuno, di doversi, insomma, scomodare per trovare il bandolo della matassa… invece il capo era proprio lì, seduto davanti a lui, che beveva vino e mangiava brasato.

Ottavino non è rimasto convinto dal personaggio di Malafede... motivo per cui:

  • Indagherà ancora sulle vittime dei suoi esorcismi (29%)
    29
  • Indagherà sul suo passato (0%)
    0
  • Lo seguirà di nascosto per tutta la giornata e finirà per scoprire qualcosa (71%)
    71
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128 Commenti

  • Bel finale, la trovata della comitiva di tifosi mi ha fatto proprio ridere. 😀
    Però, potevo Ottavino! Malafade è riuscito a sfuggirgli. Certo un seguito ci starebbe bene. Almeno per dare a Ottavino la soddisfazione d’aver catturato un furfante e a noi lettori la possibilità di sorridere alle sue indagini. 🙂
    Comunque, brava. Bella storia. 😉

    • Ciao Danica, sono contenta che la storia ti sia piaciuta! Per il seguito, vedremo… ora devo finire il primo libro di ottavino e i bauli scomparsi e già stavo andando in confusione con le due storie, mi sa che tento un altro genere, e darò a Ottavino un pò di tempo per riprendersi… eheheheh! 🙂 grazie per aver seguito la storia! Alla prossima!

    • Eheheh! Anche io da milanista sono contenta del finale! È stato arduo trovare qualcosa di spassoso e al contemoo veritiero… fortuna che wikipedia e internet hanno risolto il problema!
      Per ottavino, vedremo… adesso sto finendo il libro tratto dalla prima indagine che ho scritto anche qui, e se ne inizio un’altra con lui rischio di fare troppa confusion… e poi volevo provare qualche genere diverso. Vedremo! Grazie per aver seguito, e contenta che ti sia piaciuta! 😉

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