Ottavino e l’esorcista

Dove eravamo rimasti?

Come procediamo? La prova del nove (75%)

La prova del nove

Ottavino accompagnò il Fausto nel suo studio, perorando la sua causa, mentre il Tamburino rimaneva a casa del Maresciallo a portata d’orecchio della moglie nel caso avesse avuto bisogno di qualcosa.

– Le ho già detto che non posso aiutarla Maresciallo!

– Molto bene! – disse Ottavino, e tirò fuori un paio di manette che teneva legate alla cintura. – Ha il diritto di rimanere in silenzio, qualsiasi cosa dirà potrà essere usata contro di lei.

– Ma è impazzito? Perchè? Con che accusa?

– Oltraggio a pubblico ufficiale e intralcio delle indagini.

– Ma non esiste… – replicò il dottore incredulo mentre i polsi gli venivano tirati dietro la schiena – Non ha nessuna accusa formale per…

– Senta – disse Ottavino girandolo verso di lui e guardandolo dall’alto al basso – Mettiamola così: lei mi da una mano in quello che sto facendo e io chiudo un occhio su tutta la faccenda.

– Va bene! Va bene! Cosa ha in mente?

– Ha detto di avere da parte gli intrugli che Malafede le ha richiesto giusto?

– Sì, sono lì…

– Molto bene! Ora, li prende, e torniamo a casa mia.

*

– E’ tutto chiaro? – chiese Ottavino accomodandosi sulla sua poltrona preferita.

– Potrebbe andare storto qualcosa!

– Via Fausto, nel caso basterà chiamare Malafede!

– Capo, lasciate che sia io a fare da cavia… voi dovrete restare in forza per acciuffare quel farabutto nel caso abbiate ragione! – lo implorò Tamburino. Ottavino lo guardò e sorrise: – In tutta coscienza non posso permetterlo.

– Maresciallo, dovreste ascoltare Tamburino… non procederò se non sul brigadiere.

Ottavino stava per alterarsi, ma vedendo le loro facce decise capitolò. – E sia, ma sappiate che sono contrario. Se andasse storto qualcosa non me lo perdonerei mai! – e tirandosi nervosamente i baffi cedette il posto al collega.

Tamburino si sistemò nervoso sulla poltrona, poi fece cenno di procedere. Il dottore contò sei gocce dalla boccetta verde, che non aveva mai usato, e le diede su un pezzo di pane al Tamburino. Questi inghiottì, poi disse di non aver sentito nessun sapore diverso, e non gli sembrava che il pane fosse diverso da quello che doveva essere.

– Contate, Maresciallo, che non so affatto in che dose vengano prese, posso solo supporre dal contenuto. Dieci gocce stenderebbero un elefante, cinque una cavia… penso che sei potrebbero provocare gli effetti delle possessioni.

– Bene! Molto bene! – replicò Ottavino soddisfatto. Guardò l’orologio e calcolò che ci voleva come minimo un’oretta. Tamburino intanto aveva preso il giornale e cercava di distrarsi, non dando a vedere quanto fosse nervoso. Il dottore camminava su e giù angosciandosi e maledicendosi per aver dato retta al Maresciallo. Ma finire in cella anche solo per un giorno sarebbe stato per lui una macchia troppo grande. E quindi rischiare la carriera per chi? Per Malafede?

Allo scoccare dell’ora, Tamburino lanciò un urlo stridulo, cadde riverso sulla poltrona e iniziò ad agitarsi come un indemoniato. Ogni tanto spalancava gli occhi e con una voce non sua urlava parole senza senso che parevano maledizioni. Ottavino, raggiante in cuor suo, gli si gettò addosso e lo tenne fermo mentre un Fausto fuor di sé contava su un cucchiaio dieci gocce dell’intruglio che aveva dato alla Maria e a Malafede stesso, cacciandolo in gola al brigadiere in un momento in cui sembrava tirare il fiato. Passarono una decina di minuti in cui Tamburino continuò ad agitarsi, poi si acquietò e infine si accasciò esausto sulla poltrona. Ottavino corse a prendere la pasta al pesto la scaldò e la diede al Tamburino, che riacquistò abbastanza forze per mangiare da solo e chiederne una seconda porzione mentre si informava sul risultato.

– Benissimo! – disse raggiante Ottavino – Le farò avere una medaglia al merito per il servizio reso! Allora dottore, adesso mi credete?

– Cavolo sì! Ma non mi spiego la scelta delle vittime, Maresciallo, per quanto mi sforzi non riesco a capire quale sia stato lo scopo nell’avvelenare me, la Valentina, il prete e sua moglie.

– Ci ho pensato a lungo anche io e sono giunto ad una conclusione accettabile, anche sulla base di quanto mi ha detto Tamburino. E cioè: favori.

– Favori?

– Favori! Vede, lei gli ha dato gli intrugli che gli servivano gratis, perchè è stato salvato e quindi si sentiva in debito. Don Simone gli ha dato l’alloggio in canonica, gratis perchè l’aveva salvato.

– Ma la Valentina!

– Una vittima innocente, per depistare l’attenzione e per dare risalto alla sua opera! E per avere alloggio da qualche parte, visto che nonostante avesse salvato lei, don Simone non ne voleva sapere. Nememno dopo il salvataggio della Valentina, motivo per cui ha avvelenato il prete.

– Ma sua moglie?

– Perchè così gli sarei stato grato e l’avrei lasciato in pace, senza indagare, senza fare domande, accettandolo e lasciandolo fare. Scommetto che la prossima vittima sarebbe stata la Maddalena, per avere pranzi gratis… per campare ha messo su tutta questa buffonata.

– Ma è un prete! – ribattè scandalizzato il medico.

– Forse – replicò il Tamburino – O forse no.

Ottavino ha dimostrato che Malafede è un truffatore. Come si concluderà la storia?

  • Malafede scompare (13%)
    13
  • Malafede viene smascherato in pubblico, ma riesce a scappare (75%)
    75
  • Malafede viene arrestato (13%)
    13
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128 Commenti

  • Bel finale, la trovata della comitiva di tifosi mi ha fatto proprio ridere. 😀
    Però, potevo Ottavino! Malafade è riuscito a sfuggirgli. Certo un seguito ci starebbe bene. Almeno per dare a Ottavino la soddisfazione d’aver catturato un furfante e a noi lettori la possibilità di sorridere alle sue indagini. 🙂
    Comunque, brava. Bella storia. 😉

    • Ciao Danica, sono contenta che la storia ti sia piaciuta! Per il seguito, vedremo… ora devo finire il primo libro di ottavino e i bauli scomparsi e già stavo andando in confusione con le due storie, mi sa che tento un altro genere, e darò a Ottavino un pò di tempo per riprendersi… eheheheh! 🙂 grazie per aver seguito la storia! Alla prossima!

    • Eheheh! Anche io da milanista sono contenta del finale! È stato arduo trovare qualcosa di spassoso e al contemoo veritiero… fortuna che wikipedia e internet hanno risolto il problema!
      Per ottavino, vedremo… adesso sto finendo il libro tratto dalla prima indagine che ho scritto anche qui, e se ne inizio un’altra con lui rischio di fare troppa confusion… e poi volevo provare qualche genere diverso. Vedremo! Grazie per aver seguito, e contenta che ti sia piaciuta! 😉

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