vivo

un passo nella realtà

((song))

le cose che adoro

camminare scalza nella casa buia

spogliarmi col rumore del mare

essere amata quando non lo merito 

 

le cose che odio

volare da sola in un aereo pieno

vestirmi dopo un solo orgasmo

mangiare con chi non sa ascoltare

   — — —

 

Mi scaravento con la bici a bordo strada.

L’asfalto scortica la poca pelle che riveste il ginocchio, morde la carne viva, urlo e impreco contro il cielo, mi allungo tutta per consentire alla maglietta di lacerarsi quanto basta.

Il mio corpo i pedali i parafanghi stridono sul brecciolino, poi mi lascio scivolare sull’erba morbida e fresca, mi pare quasi di riuscire a sentirne il fresco sollievo.

E il telefono continua impietoso a suonare, in bilico sul cordolo di cemento, a pochi centimetri dall’acqua putrida. Supina in fondo al fossato rido, e rido e rido ancora finché le lacrime non sgorgano abbondanti. Allungo il piede sinistro, quello che sembra in condizioni migliori, con la punta della scarpa lo spingo giù… finalmente si zittisce.

 Con le mani sporche di terra mi asciugo gli occhi, tiro su col naso, raccolgo la borsa della spesa comicamente intatta. Tiro su la bicicletta, la sospingo zoppicando e mi riavvio verso casa.

Quando mi vedrà così malridotta non so come la prenderà Giorgio, forse stavolta avrà pietà, mi compatirà per la mia stupidità’ in fondo si tratta solo di un’ora di ritardo.

Anzi no, lo so, prima si mostrerà preoccupato, mi chiederà come mi sento, mi medicherà le ferite (lo eccita molto).

Poi comincerà a fare domande, cercherà una bugia nelle mie risposte, cercherà una falla nelle mie spiegazioni

nei tempi

nei luoghi

nel come

nel quando

nel dove

nel perché

e continuerà fino a quando non arriverà il momento delle domande finali “Anna da chi ti sei fatta sbattere? Ti è piaciuto?” e le mie risposte e le mie spiegazioni e le mie bugie a quel punto non potranno fare più niente.

Ma stavolta ne sarà valsa la pena, quel tizio ci sapeva fare.

di cosa avrà paura Anna?

  • di un sogno (43%)
    43
  • dell'amante occasionale (29%)
    29
  • di Giorgio (29%)
    29
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22 Commenti

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  2. Ghostdog ha detto:

    io sono tornato per la conclusione, se ci sei. ti aspetto
    ciao

    P.S. mi spiace per la lunga assenza, problemi seri purtroppo

  3. Drago ha detto:

    A casa col marito è l’opzione più logica.

    Per la parte che precede il risveglio di Anna hai usato il “flusso di coscienza”? Se è così, evito di dire che mancano delle virgole, poiché questa è una sua caratteristica.

  4. Anna Civile ha detto:

    E’ la paura di essere a casa con il marito a svegliarla. Mi piace la storia e sarò lieta di seguirla se deciderai di darle un seguito. Ciao.

  5. Ghostdog ha detto:

    niente male davvero
    ma… non segui i suggerimenti, scrivi qualche riga in più!
    🙂

    gieffe

  6. Giger ha detto:

    Interessante,il modo in cui scrivi coinvolge parecchio. Seguo e voto “nel letto di Casa, Giorgio”.

  7. Danio Mariani ha detto:

    Scelta azzeccata il motivo di Dolores Claiborne.
    La sorella credo non direbbe mai “ho fame” e non credo si trovi in un ospedale psichiatrico.
    Per cui dico nel letto di casa, e a svegliarla sarà l’adorato maritino.
    Avanti così, mi piace.

  8. eddador ha detto:

    lo avete voluto… secondo capitolo

  9. AmoMarta ha detto:

    Amante occasionale.
    Benvenuta!
    Ma… vale la pena seguirti? dato che dici nei commenti che ancora non hai deciso se continuare…
    Posso dirti che srivere non è un hobby, ma un mestiere. Non approvo chi lo tratta come fosse un gioco. Nemmeno il poker è un gioco, anche quello è un mestiere e una professione, tuttavia trovi gente che gioca a tempo perso. E infatti perde. Per cui, scrivi e facci conoscere il seguito, non si può fare il tuffo, trovarsi in mare e chiedersi ancora se si abbia voglia di nuotare…

  10. VaiTra ha detto:

    Ho scelto: “L’amante occasionale”

    Ciao! 🙂

  11. VaiTra ha detto:

    Ho trovato l’idea di descrivere la protagonista con “quello che mi piace” e “quello che non mi piace” originale, interessante e utile.

    “Essere amata quando non lo merito” mi piace

    “Vestirmi dopo un solo orgasmo” mi piace

    “Mangiare con chi non sa ascoltare” mi piace

    “Nelle mie spiegazioni… E continuerà” mi piace

    Seguo.

  12. Lou ha detto:

    Concordo con quanto scritto da Danio e da Gianfranco, fossi in te proverei ad utilizzare tutti i 5000… C’è poco, in effetti, ma quel poco che c’è mi piace. Bella l’idea di ‘presentare’ la protagonista con la lista delle cose che odia e quella delle cose che adora. E poi il racconto è ben scritto, c’è molta tensione emotiva e mette addosso ansia, paura, curiosità… In una parola intriga. Seguo e voto Giorgio.

  13. Ghostdog ha detto:

    mi piacerebbe il sogno, anzi se è come immagino si tratterà di un incubo

    brava,

    So che è chiederti troppo ma se fossi in te ascolterei i consigli di Danio Mariani

  14. Danio Mariani ha detto:

    Anch’io come Maria propendo per Giorgio.
    Un solo consiglio se permetti.
    Non so’ naturalmente come vorrai sviluppare la storia, ma ti consiglio appunto di sfruttare al massimo i 5.000 caratteri concessi.
    Te lo dico per esperienza, all’inizio pure io non la ritenevo una cosa importante, salvo poi ricredermi.
    Comunque buon incipit, seguo 🙂

  15. maria algures ha detto:

    La lettura scorre veloce. Hai descritto bene l’atmosfera.
    Anche se l’ horror non è un genere che amo, voto Giorgio, mi sembra di intuire da queste prime righe – ma forse sbaglio – che disprezzi le donne q.b.
    Ciao
    🙂

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