Bisex story

Dove eravamo rimasti?

Per il giovane Mario... è solo l'inizio (60%)

Mario, la moglie e l’ospite

Restammo in amicizia per tre anni, anche se le mie visite divennero più sporadiche e mirate. Imparai tutto del sesso addosso a quella donna e, grazie alla presenza del marito, imparai la perversione. All’inizio usare il mio membro anche con lui mi disgustava un poco, però quando ci ripensavo di notte, nel buio della mia cameretta, la cosa mi eccitava e mi tornava la voglia. Vedere un uomo adulto, prono e posseduto, sotto il mio scettro virile mi faceva sentire onnipotente.

Raggiunsi il massimo della mia virilità, e i due godevano nel servirmi sessualmente al meglio delle loro capacità. Non c’era desiderio non appagato o posizione che mi fosse negata, penetravo entrambi, con gusto e come meglio credevo. La perversione mi si leggeva negli occhi, per questo evitavo accuratamente le occhiate sempre più perplesse di mia madre.

Molti anni dopo.

Mario è oggi un pensionato settantenne che ha iniziato il suo viaggio nella perversione quando era solo un ragazzo. La coppia matura che lo aveva adescato ne aveva fatto un vero “bull”. Ora, nel raccontarsi, lui non disdegna di definirsi bi-sex, infatti e non ha mai disdegnato situazioni promiscue.

Quando conobbe Tiziana, una brava ragazza, estranea al suo giro, decise di formarsi una famiglia, aveva pure iniziato a lavorare. Come spesso accade, i figli e la routine della vita di coppia resero il matrimonio benedetto ma sempre meno frizzante, e Mario sempre più spesso rimpiangeva il suo passato burrascoso e intrigante. Per la moglie un po’ di sesso canonico era più che sufficiente e l’insistenza di Mario, che desiderava la trasgressione, ebbe l’effetto opposto, allontanando Tiziana che non si sentiva amata né capita.

Per motivi di lavoro Mario si trovò a ospitare per qualche giorno un giovane impiegato algerino, Abdel, insieme con la sua fidanzata. I rapporti con Tiziana non erano più tesi. Oramai, la tolleranza reciproca li aveva stabilizzati e, ogni tanto, riuscivano persino a scopare senza troppe pretese.
Una sera, prima di andare a dormire, Tiziana gli riferì un episodio curioso. Quella mattina era rientrata a casa pochi minuti dopo essere uscita per recuperare dei documenti che aveva scordato. Aveva aperto silenziosamente la porta per non svegliare gli ospiti che, per l’etichetta, dormivano separati. Passando davanti alla porta del salone, si era trovata di fronte a una scena inattesa. La promessa sposa, probabilmente vergine, stava accontentando il fidanzato come poteva; gli stava tirando una sega, con mano decisa e a gran velocità.
Tiziana, guardando sul soffitto i ghirigori ambrati creati della lampada, narrava divertita la sua disavventura. I due amanti erano proprio nel momento culminante e si erano accorti di lei troppo tardi. Lui, in piedi, con indosso solo la maglietta bianca, indagava estasiato i seni scuri e sodi della fanciulla. Lei gli teneva il membro con due mani e lo strattonava con forza. Sussultando, anche per la sorpresa, e senza potersi più controllare, Abdel era venuto copiosamente saltando all’indietro e spargendo il suo succo opalino sul pavimento. Sorpresa almeno quanto loro, Tiziana era arretrata verso l’ingresso e, senza una parola, era uscita da casa col cuore che batteva per l’emozione e l’imbarazzo.

Due giorni dopo, Abdel e la sua ragazza lasciarono la casa e l’argomento non venne mai più toccato, ma quel racconto aveva fatto provare a Mario un brivido d’eccitazione. Il pensiero che la sua morigerata moglie aveva assistito a uno spettacolo tanto morboso lo aveva divertito, e quando alla sua battuta: “Immagino la tua ira quando ti sei accorta che ti avevano sporcato il salotto buono…”, Tiziana aveva risposto: “Abdel ha un pene molto grosso, enorme. Non avevo mai visto niente del genere”, lui si ringalluzzì, abbastanza arrapato. Dopo un momento d’imbarazzo e di rossore, lei aggiunse: “Insomma, non che ne abbia visti tanti, dopotutto!”.

Quella notte Tiziana si lasciò strapazzare dal marito. E più volentieri del solito.

Il piacere di Abdel...

  • trasforma Mario in un marito cornuto. (44%)
    44
  • induce Mario a cercare di ottenere dalla moglie un rapporto promiscuo. (44%)
    44
  • stuzzica la curiosità della moglie di Mario. (11%)
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50 Commenti

  1. bel finale ma c’è qualcosa di incompiuto o incompleto

    non ci hai raccontato nulla del come si è svolto (se è proseguito) il rapporto “bisex” tra Mario e Abdel prima durante e dopo la relazione tra Abdel e Tiziana

    praticamente hai dedicato alla storia bisex (che dovrebbe essere fondamentale in quanto riferita al titolo stesso del racconto) un rapporto orale che aleggia e poi scompare del tutto

    E questo mi delude ugualmente anche se Mario avesse preferito non raccontarlo… perché un autore non è un semplice cronista o un testimone… ma uno scrittore, sei d’accordo?

    complimenti in ogni caso
    gieffe

    • Grazie del commento e dei complimenti… però credo di poterti smentire, ance se parzialmente, non sono poche le coppie dove uno (o entrambi) i coniugi, sanno qualcosa e tacciono.
      Queste cose possono anche resistere a lungo, finché non interviene la maldicenza e il pettegolezzo.
      Vedi: Il berretto a sonagli… eppure siamo nel lontano ‘800.

  2. Scrivere un racconto erotico senza scadere nel banale o, peggio, nel volgare, non è facile; eppure, devo dire che ci sei riuscita. Mi piace come scrivi; ho trovato l’erotismo di cui parli spinto, ma tutto sommato “quotidiano” (per intenderci, nessun Christian Grey, ma una moglie, un marito e un amico di famiglia – questa è una storia vera, no?) e, soprattutto, ho apprezzato l’ironia che traspare dalle tue righe (il personaggio di Tiziana mi fa morire! :). La tua storia è credibile, si legge d’un fiato .
    Un consiglio: cerca di pubblicare gli episodi meno di frequente, così lasci il tempo ai tuoi lettori di votare la tua storia!

    • Grazie, gentilissima Elena, per il tuo prezioso contributo. Purtroppo non pubblico molto spesso su questo sito e non conosco bene le caratteristiche del funzionamento.
      Essendo nella vita impiegata e pendolare, ho trovato il tempo di dedicarmi di più a questo racconto, approfittando delle ferie e ritagliandomi qualche spazio nelle incombenze di casa.
      La storia è decisamente vera, molto carina e con un finale che, prometto, non deluderà i lettori… visto che ha sorpreso, e addirittura intenerito, un po’ anche me.
      Complimenti e grazie a te e allo staff, credo che, richiedendo un po’ di attenzione a ciò che si mette su “carta”, questo sia il sistema migliore per imparare i tempi tecnici e i piccoli escamotage per scrivere qualcosa di avvincente.

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