Bisex story

Dove eravamo rimasti?

Il piacere di Abdel... induce Mario a cercare di ottenere dalla moglie un rapporto promiscuo. (44%)

Amicizia, o poco più

“Attento con quel coso: lo sai che hai sconvolto mia moglie?”
La battuta di Mario colpì il povero Abdel come una stilettata. Si erano già incontrati altre volte in Consolato, a Firenze, ed erano passati due mesi da quel fatidico giorno. Ma ora, sorpreso in bagno mentre la stava facendo, Abdel arrossì come un tizzone nonostante il colorito olivastro. Mentre arrancava per recuperare quel suo pisello completamente indifeso, restò muto, non sapendo cosa rispondere. Mario sorrideva bonario, più divertito che arrabbiato, e al tentativo di Abdel di farfugliare delle scuse, reagì mettendogli la mano sulla spalla.

“Va bene così, figliolo, non c’è niente di male. Anzi, ti devo ringraziare.”

Abdel, giovane e inesperto, non diede segno di aver capito il messaggio e Mario lo incalzò. “Dai, amico mio, lavati le mani; ti porto in un posticino che conosco solo io.”

* * *

“Ecco: verdure fritte, Cecina e un po’ di Pallette” annunciò allegro Mario rientrando con un grosso cartoccio tra le mani. “Abdel, non ti puoi tirare indietro: quasi tutto rigorosamente vegetariano, non hai scusanti!”

Aveva organizzato tutto in fretta e furia, ottenendo anche un permesso dal capo di Abdel per fargli avere il pomeriggio libero. Nella grande cucina, però, l’atmosfera era fredda: Abdel e Tiziana erano impacciati.

Dopo un paio d’ore, con l’aiuto del cibo e di qualche sorso di birra che Abdel si convinse ad assaggiare, il clima si fece più caldo. Dopo quella volta s’incontrarono ancora, e poi arrivò l’invito al party del Consolato.

Tiziana era una gran bella donna, e quella sera indossava un abito attillato. Dallo spacco s’intravedevano le calze nere con la riga, in contrasto con le scarpe color crema. Mario fece di tutto per metterla a suo agio e la lasciò sola con Abdel nell’ampio giardino addobbato e illuminato. Quando sedettero su una panchina, la vicinanza di Tiziana, suscitò in Abdel una sensazione di calore al basso ventre; dopotutto la sua ragazza se n’era andata da mesi e il seme di Allah non va sprecato.

Tiziana, sempre imbarazzata, non riusciva a rompere il ghiaccio, la scena della sua nudità le si ripresentava sotto gli occhi. Non poteva dimenticare l’immagine del grosso pene scuro eretto come un bastone; quella visione la perseguitava provocandole reazioni contrastanti.

Alla fine, si ritrovarono in tre sulla panchina nella penombra, col sorbetto al limone che Mario aveva corroborato grazie a una buona dose di Gin.

Abdel, non era stupido ma non capiva dove Mario volesse andare a parare, ma l’attrazione per Tiziana lo convinse ad accettare il gioco. Al sorbetto erano seguite alcune coppe di champagne che avevano surriscaldato anche la fedele Tiziana; si accorse di stringere le gambe per una sensazione umida che non si placava. Il ragazzo si alzò per avere la coppia di fronte, nessuno sforzo riusciva a distoglierlo dal fascino di quelle cosce fasciate dalle calze nere, e dall’immaginare, più sopra, un giardino delle delizie.

Mario chiacchierava e faceva finta di nulla, ogni tanto scambiava effusioni con Tiziana che non si scherniva per non metterlo in imbarazzo. Distrattamente le carezzava i capelli poi, fingendosi infervorato dal discorso, le poggiava la mano sulla coscia, carezzandola senza pudore e godendosi visibilmente il piacere della seta pura sulla carne tenera.

Il marito della donna sembra fare di tutto per rompere il ghiaccio

  • viene tradito in segreto e non lo saprà mai? (17%)
    17
  • non ci riuscirà? (17%)
    17
  • ci riuscirà? (67%)
    67
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50 Commenti

  1. bel finale ma c’è qualcosa di incompiuto o incompleto

    non ci hai raccontato nulla del come si è svolto (se è proseguito) il rapporto “bisex” tra Mario e Abdel prima durante e dopo la relazione tra Abdel e Tiziana

    praticamente hai dedicato alla storia bisex (che dovrebbe essere fondamentale in quanto riferita al titolo stesso del racconto) un rapporto orale che aleggia e poi scompare del tutto

    E questo mi delude ugualmente anche se Mario avesse preferito non raccontarlo… perché un autore non è un semplice cronista o un testimone… ma uno scrittore, sei d’accordo?

    complimenti in ogni caso
    gieffe

    • Grazie del commento e dei complimenti… però credo di poterti smentire, ance se parzialmente, non sono poche le coppie dove uno (o entrambi) i coniugi, sanno qualcosa e tacciono.
      Queste cose possono anche resistere a lungo, finché non interviene la maldicenza e il pettegolezzo.
      Vedi: Il berretto a sonagli… eppure siamo nel lontano ‘800.

  2. Scrivere un racconto erotico senza scadere nel banale o, peggio, nel volgare, non è facile; eppure, devo dire che ci sei riuscita. Mi piace come scrivi; ho trovato l’erotismo di cui parli spinto, ma tutto sommato “quotidiano” (per intenderci, nessun Christian Grey, ma una moglie, un marito e un amico di famiglia – questa è una storia vera, no?) e, soprattutto, ho apprezzato l’ironia che traspare dalle tue righe (il personaggio di Tiziana mi fa morire! :). La tua storia è credibile, si legge d’un fiato .
    Un consiglio: cerca di pubblicare gli episodi meno di frequente, così lasci il tempo ai tuoi lettori di votare la tua storia!

    • Grazie, gentilissima Elena, per il tuo prezioso contributo. Purtroppo non pubblico molto spesso su questo sito e non conosco bene le caratteristiche del funzionamento.
      Essendo nella vita impiegata e pendolare, ho trovato il tempo di dedicarmi di più a questo racconto, approfittando delle ferie e ritagliandomi qualche spazio nelle incombenze di casa.
      La storia è decisamente vera, molto carina e con un finale che, prometto, non deluderà i lettori… visto che ha sorpreso, e addirittura intenerito, un po’ anche me.
      Complimenti e grazie a te e allo staff, credo che, richiedendo un po’ di attenzione a ciò che si mette su “carta”, questo sia il sistema migliore per imparare i tempi tecnici e i piccoli escamotage per scrivere qualcosa di avvincente.

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