Bisex story

Dove eravamo rimasti?

I due sono imbarazzati ma... Abdel, Tiziana e suo marito iniziano a fare sesso in tre. (63%)

Amanti!

Per Tiziana l’atmosfera si fece improvvisamente pesante e carica d’imbarazzo. La sorpresa per l’uscita di Mario aveva placato l’ebbrezza, ma il suo animo restava allegretto e leggermente eccitato.

Abdel aveva bevuto poco, l’alcol gli era proibito. Il vino frizzante lo aveva reso solo euforico, giusto per superare le sue inibizioni e tentare di mettere in pratica i suggerimenti di Mario.

“Così siamo rimasti soli” disse, non trovando di meglio. Si erano alzati in piedi, Tiziana era sulla porta del salone, proprio la stanza, dove tutto aveva avuto inizio. Lui provò a farsi più vicino, ora si guardavano negli occhi e la casta Tiziana iniziò a non sentirsi più tanto sicura di sé.

“Sai” continuò il giovane, “da quella volta che mi hai visto, non faccio che pensare a te, ricordo l’imbarazzo nei tuoi occhi e la paura, in questi mesi, si è trasformata in desiderio”.

Per non opprimerla, preferì sedersi, allontanandosi un po’. In quel momento non gli sembrava più importante quello che gli aveva raccontato Mario, aveva deciso di aprirle onestamente il suo cuore.

“Vedi, prima mi vergognavo, poi ho iniziato a sognare che tu mi sorprendessi di nuovo nella stessa situazione, per ritrovare lo sguardo innocente ma voglioso che ho intravisto quella strana mattina.”

“Ma che dici?” replicò lei mentre si avvicinava. Non aveva mai provato un’attrazione così intrigante, così viscerale. Lui era così giovane… “Lo sai che sono sposata, tu sei un caro amico…”

Abdel ignorò le sue parole, guardandola si alzò di nuovo, non trovava pace.

“Volevo capire, volevo sapere dalla tua bocca che effetto ti ho fatto, se pure tu hai provato desiderio.”

Ma le parole non occorrevano più, Abdel decise di servirsi dei consigli perversi di Mario, perché adesso aveva solo un obiettivo: abbracciare Tiziana e stringerla al petto. Si fece coraggio, si mise al suo fianco come un fidanzatino, poi le pose delicatamente la mano sulla nuca, in un gesto del tutto innocente.

Eppure Tiziana, per un attimo, s’irrigidì. Quando le dita iniziarono a scendere lungo la sua schiena, perse il controllo. Prima di cadergli tra le braccia si chiese come avesse potuto capire che lei… che per lei… la schiena era un punto tanto sensibile, vitale.

Poi, fu tutto un intrecciarsi di lingue e dita che cercavano la pelle sotto la stoffa leggera. Gesti semplici eppure desiderati da mesi; ognuno voleva indagare il corpo dell’altro, una curiosità non appagata che si era trasformata in vera libidine. Tiziana sentì un calore che non provava da tempo e un trasporto irrinunciabile verso il giovane dalla pelle olivastra. Attratta dalla bocca carnosa e dai denti bianchi si lasciò baciare e accettò la sua lingua come una ragazza al ballo della scuola. Le sembrava di sognare, non si sentiva così giovane da tanti anni, ma si sentì venir meno quando, con le mani s’impadronì del tubo scuro e caldo di Abdel. Lui lo aveva già tirato fuori, forse perché costretto nei pantaloni chiari, e adesso il cazzo sciabolava libero, fuori dalla patta.

E adesso che accade?

  • Non arriva proprio nessuno? (0%)
    0
  • I due sprangano la porta per non essere disturbati? (13%)
    13
  • Arriva Mario? (88%)
    88
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50 Commenti

  1. bel finale ma c’è qualcosa di incompiuto o incompleto

    non ci hai raccontato nulla del come si è svolto (se è proseguito) il rapporto “bisex” tra Mario e Abdel prima durante e dopo la relazione tra Abdel e Tiziana

    praticamente hai dedicato alla storia bisex (che dovrebbe essere fondamentale in quanto riferita al titolo stesso del racconto) un rapporto orale che aleggia e poi scompare del tutto

    E questo mi delude ugualmente anche se Mario avesse preferito non raccontarlo… perché un autore non è un semplice cronista o un testimone… ma uno scrittore, sei d’accordo?

    complimenti in ogni caso
    gieffe

    • Grazie del commento e dei complimenti… però credo di poterti smentire, ance se parzialmente, non sono poche le coppie dove uno (o entrambi) i coniugi, sanno qualcosa e tacciono.
      Queste cose possono anche resistere a lungo, finché non interviene la maldicenza e il pettegolezzo.
      Vedi: Il berretto a sonagli… eppure siamo nel lontano ‘800.

  2. Scrivere un racconto erotico senza scadere nel banale o, peggio, nel volgare, non è facile; eppure, devo dire che ci sei riuscita. Mi piace come scrivi; ho trovato l’erotismo di cui parli spinto, ma tutto sommato “quotidiano” (per intenderci, nessun Christian Grey, ma una moglie, un marito e un amico di famiglia – questa è una storia vera, no?) e, soprattutto, ho apprezzato l’ironia che traspare dalle tue righe (il personaggio di Tiziana mi fa morire! :). La tua storia è credibile, si legge d’un fiato .
    Un consiglio: cerca di pubblicare gli episodi meno di frequente, così lasci il tempo ai tuoi lettori di votare la tua storia!

    • Grazie, gentilissima Elena, per il tuo prezioso contributo. Purtroppo non pubblico molto spesso su questo sito e non conosco bene le caratteristiche del funzionamento.
      Essendo nella vita impiegata e pendolare, ho trovato il tempo di dedicarmi di più a questo racconto, approfittando delle ferie e ritagliandomi qualche spazio nelle incombenze di casa.
      La storia è decisamente vera, molto carina e con un finale che, prometto, non deluderà i lettori… visto che ha sorpreso, e addirittura intenerito, un po’ anche me.
      Complimenti e grazie a te e allo staff, credo che, richiedendo un po’ di attenzione a ciò che si mette su “carta”, questo sia il sistema migliore per imparare i tempi tecnici e i piccoli escamotage per scrivere qualcosa di avvincente.

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