Gentlekiller

Vicoli di sangue

Cross-over tra “Ripper monday”, di drago, e “Sulle punte.”, di MelanyF

«Abbiamo preso tutto?» Chiese Simon alla sorella, mentre si accingeva ad aprire la porta di casa. 

«Sì, c’è tutto. – Gli rispose Sharon, sua sorella. – Possiamo andare.» La ragazza inarcò la bocca formando un sorriso. 

Uscirono quindi di casa, salirono in macchina e si diressero verso l’aeroporto. Avrebbero passato due settimane a New York, nonostante Sharon fosse stata da poco dimessa dall’ospedale. 

Lei avrebbe finalmente potuto realizzare il suo desiderio ed assistere alla parata del 4 luglio della grande mela. 

Lui, invece, era riuscito a trovare alla fine la soluzione al caso di Tad O’Ryan che da tempo lo tormentava e voleva concedersi una vacanza da lavoro. 

—- 

Katherine Mills stava bevendo un caffè al bar, poco distante dalla centrale di polizia. 

Non era stato facile mantenere il suo posto di lavoro dopo tutto ciò che era successo: lei e Robert avevano disobbedito agli ordini del capitano, si erano introdotti illegalmente in una scuola di danza e per concludere avevano ucciso una persona con un’arma personale.

Insomma, un bel casino. 

Come erano riusciti a mantenere il distintivo? La città si trovava in piena campagna elettorale e il procuratore aveva bisogno di una scintillante vittoria contro il crimine per aumentare la sua visibilità. Venne completamente nascosto il fatto che era stato tolto loro l’incarico e cosí Katherine e Robert finirono sulla prima pagina del New York Times, assieme al sorridente procuratore, per aver fermato il serial killer delle ballerine. 

Tutto bene quel che finisce bene, quindi. Beh, più o meno.

Sia lei che sua sorella Sophie avevano dovuto affrontare mesi di terapia per uscire dal dramma che il rapimento di quest’ultima aveva provocato. Inoltre Katherine era stata relegata per molto tempo a compiti prettamente burocratici e non godeva più della stessa stima in ufficio. Doveva risalire in sella. 

Finì di bere e uscì dal locale. Un cielo azzurro insieme a un sole caldo la accolsero: che fosse un buon segno? 

—- 

I rumori della grande mela, quella sera, si erano attenuati, rispetto alle ore diurne. Usciti dal locale nel quale avevano cenato per dirigersi all’hotel, Sharon alzò lo sguardo in cerca di stelle da guardare, ma senza successo. 

«Dannati lampioni!» Commentò irritata la ragazza. Simon la guardò divertito. Lei, accortasi di quel gesto, gli rispose con una linguaccia. 

Dopo alcuni minuti di cammino, girarono in un vicolo laterale, pensando di prendere una scorciatoia. 

«Sei sicuro di ciò che fai, Simon?» Nel suo tono di voce si percepiva la sua paura, seppur lieve. 

«Non preoccuparti, Shari. Fidati di me.» Rispose il ragazzo, tentando di rassicurare la sorella. Passarono alcuni secondi, quando sentirono un rumore metallico provenire da poco più avanti, come dei bidoni che sbattono tra loro. L’istinto di poliziotto di Simon, a quello stimolo, si accese, facendolo mettere a correre verso l’origine del suono, finendo sul retro di un palazzo. Se non fosse stato per l’olezzo della spazzatura, l’odore di sangue avrebbe avuto il monopolio delle sue narici. In fondo al vicolo, infatti, poggiato contro la rete, Simon vide il cadavere di una donna. Poco dopo venne raggiunto da Sharon. 

Notando l’ingente quantità di sangue sparsa per terra ed il gran numero di coltellate che la donna aveva subìto, Simon ne dedusse che ormai non ci fosse più niente da fare per lei. 

«Sharon, resta lì, non avvicinarti.» Disse ad alta voce mentre prendeva il cellulare per avvertire la polizia. 

Quindici minuti dopo quel vicolo sembrava esser diventato il centro della città: diversi agenti, un medico legale, la scientifica, tutti indaffarati per ricostruire quanto era avvenuto. 

Un uomo alto sulla trentina si avvicinò a Simon accompagnato da una ragazza mora dallo sguardo freddo e distaccato, come se per lei fosse un normale martedì sera di fine giugno. 

«Siamo i detective Newman e Mills, della omicidi. Abbiamo bisogno di farvi qualche domanda.» Disse l’uomo, rivolto ai Crower. 

Nel prossimo episodio verrà descritto...

  • L'interrogatorio congiunto di Simon e Sharon (67%)
    67
  • L'interrogatorio di Sharon (11%)
    11
  • L'interrogatorio di Simon (22%)
    22
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104 Commenti

  1. Che dire, ho seguito molto volentieri questa storia e mi è piaciuta molto, l’intreccio era ben costruito e la collaborazione ha portato ad un ottimo risultato finora, non si notano differenze tra la scrittura di drago e quella di Melany, veramente tanti complimenti.
    Aspetto con trepidazione il gran finale 😀

  2. Avrei voluto passare il prossimo episodio (magari nel quale ci sarà la cattura del “gentlekiller”) in compagnia di Simon e Sharon ma, a quanto pare, non sarà così.

    Tripla cifra!!!! Evvivaaaaaa!!!!!!!!!!!!! 😀 😀 😀 😀

    • Una proposta molto ardita, forse un po’ troppo rispetto a quanto ci eravamo proposti io e drago (anche perchè era una domanda “blindata” nei confronti di Kate, non su altri personaggi e se ti ricordi quando abbiamo presentato il killer si intravedeva un diretto collegamento con la nostra detective).
      Grazie comunque del voto e della proposta 🙂 Al prossimo!

  3. Appunto perché la conosco, non credo che Kate accetterebbe mai protezione. Per l’altra opzione, cioè quella di mandare la sorella dalla zia, significherebbe che su quel biglietto ci sia scritto qualcosa che la riguardi, ma questo ce lo lasciate solo immaginare. Inoltre, se si dovesse trattare di un killer risoluto e deciso, dubito che una simile precauzione pssa essere sufficiente. Ragion per cui, la soluzione più logica sarebbe quella di mettere sotto protezione non lei, bensì la sorella e Sharon. In questo modo, potrebbe indagare più tranquillamente, o almeno lo credo.
    Al prossimo 🙂

  4. E andiamo avanti con lo zolfo molecolare.
    Mi spiego. Il simbolo dello zolfo è S e la sua forma molecolare è S2 (il 2 dovrebbe essere come pedice, ma qui non posso farlo) e la molecola è formata da 2 atomi di zolfo. I nome delle ragazze iniziano entrambi con la s, quindi…

    Ho votato per le ragazze? Sì.
    E’ un ragionamento contorto? Probabile.

  5. Sono sempre molto contenta quando degli autori che mi hanno colpito in passato si rivelano all’altezza delle aspettative: non solo siete molto bravi da soli, ma lo siete anche in coppia – ognuno di voi chiaramente ha il suo stile personale, ma si vede lo sforzo che fate nel cercare un terreno comune. Devo dire che sto apprezzando parecchio l’interazione tra Simon e Katherine, che, pur lavorando insieme, non perdono la loro individualità e le loro peculiarità. Mi raccomando, nel corso della narrazione, impegnatevi a farli rimanere entità distinte e riconoscibili, senza farli diventare uno la copia dell’altro – purtroppo, questo è uno dei rischi della scrittura a quattro mani, perciò fate attenzione. Bene lo stile, cercate di migliorare solo un po’ la descrizione degli ambienti. Vi seguo!

    • Non so Melany, ma quando una storia che è scritta da me (o, in questo caso, ANCHE da me) viene apprezzata da chi la legge, mi fa piacere.
      Per quanto riguarda il mantenere Katherine e Simon diversi tra loro, sarà semplice (spero): ora come ora, sono un po’ come cane e gatto. 🙂 Ma di sicuro non cadremo nel cliché di farli innamorare l’uno dell’altra.

      A proposito della descrizione degli ambienti, mi dichiaro colpevole.

      • Anch’io sono (nuovamente) emozionata! Questa esperienza dello scrivere a quattro mani si sta rivelando vincente a quanto pare 🙂 ci impegneremo a fare descrizioni migliori e mantenere una caratterizzazione dei personaggi originale. Speriamo di non deludere! 😉

  6. Simon e Katherine… odio o amore?
    Mi sono accorta quasi subito che tu non c’eri Melany, lo stile di Drago è inconfondibile 😀 in senso buono, naturalmente.
    “«Stavo indagando su un inizio di morti seriali, inizio perchè sono state fatte solo due vittime…”, non suona bene l’espressione “sono state fatte”, penso tu possa fare molto meglio Drago. Se accetti un consiglio, cerca di ridurre il discorso diretto a favore di quello indiretto per consentire a noi lettori di “vedere” meglio la scena; l’ambientazione, ad esempio, in questo capitolo è totalmente assente, se non lo avessi indicato all’inizio non avrei saputo che i quattro si trovassero al bar Sunny’s, eccezion fatta per le bevande che hai citato, non è presente nessun altro riferimento. I personaggi sono importanti e riesci a tratteggiarli piuttosto bene, ma anche lo scenario in cui si svolge la storia lo è, altrimenti sembrano sospesi nel nulla.
    In conclusione, complimenti ad entrambi per il cross-over che procede bene.
    Alla prossima.

    • Causa forza maggiore (Melany aveva non so quale tipo di impegni che l’hanno costretta ad “assentarsi” momenaneamente dalla scrittura), l’episodio l’ho scritto io, con qualche modifica riguardante prevalentemente Kate e Bob da parte di Melany.

      Per quanto riguarda la frase di Simon, inizialmente era:
      “«Stavo indagando su un caso di duplice omicidio,…”
      L’ho modificata perché così com’era sembrava che stesse risolvendo sì l’omicidio di 2 persone, ma che erano state uccise più o meno nello stesso momento, e non in giorni differenti (a distanza di circa 2-3 giorni l’una dall’altra).

      A proposito di Kate e Simon, stai pur certa che non sarà il classico “prima-ci-odiamo-poi-ci-amiamo”, ma non voglio fare spoiler (come se fosse possibile…)

  7. L’interrogatorio congiunto.
    Ciao Melany, questo cross-over inizia in modo davvero intrigante. Non so bene come funzioni per noi lettori, da quanto ho capito il racconto è scritto a quattro mani e i due stili si riconoscono sin da subito e non so se questo sia un bene, personalmente preferirei una maggiore fluidità, ma questo non toglie nulla alla storia che prende sin da subito per cui… complimenti a entrambi 🙂
    P.s.: “gli rispose Sharon, sua sorella” che sia sua sorella di è capito, non c’è bisogno di ripeterlo… Drago questa tirata d’orecchio è per te 😀
    Ciao ragazzi, attendo con ansia il secondo episodio.

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