Gentlekiller

Dove eravamo rimasti?

Ed eccoci al gran finale. A voi, cari lettori, la scelta dell'ultimo titolo: Corsa (45%)

Corsa

“Ecco la situazione: sono con un serial killer, in un vicolo molto appartato, disarmata e con una pistola puntata contro. Potrebbe farmi fuori e nessuno se ne accorgerebbe, dato che la città è concentrata sulla parata. Come al solito, il mio istinto ci aveva visto giusto e gli indizi lo hanno confermato: tracce di sangue sul corpo della Wood, appartenenti alla stessa persona vista in un ristorante assieme alla Wilson, la seconda vittima, prima che sparisse.

E questa persona è Stephen Bates.

Abbiamo scoperto che ha una casetta in montagna, che i nostri agenti dovrebbero star perquisendo proprio in questi istanti.

Volevo anche ottenere una bella confessione facendogli saltare i nervi. Invece a saltare sarà probabilmente la mia testa. O le mie budella.

Bob non mi ha vista allontanarmi perché era in un bar, mentre Simon era concentrato sulla parata. Sono sola con quella che, se non mi invento qualcosa al più presto, sarà l’ultima persona che vedrò. E che mi vedrà viva.”

«Stephen, avanti, non vorrai far finire tutto in questo modo?» Esordì Kate, con l’intento di temporeggiare.

«Ce ne hai messo di tempo per riconoscermi, eh? Dì la verità, non ti aspettavi che io, il brutto anatroccolo che hai rifiutato al liceo, diventassi l’uomo che sono ora!» Rispose lui, facendola sempre camminare con la pistola contro la schiena.

«Sì, effettivamente non avrei mai pensato che diventassi uno psicopatico assassino. La vita è proprio piena di sorprese!» Nonostante la paura, il sarcasmo non l’aveva abbandonata. O forse era un’autodifesa per non cadere nell’oblio del terrore.

Stephen le diede una forte spinta contro il muro, tenendole stretti i capelli. Ma la cosa più fastidiosa per Kate era sentire il fiato di lui addosso.

«Pensi che volessi diventare un mostro? No. E sai di chi è la colpa? Tua! Tu mi hai reso tale, brutta sgualdrina! Solo tu! – Continuò lui. – Finalmente potrò liberarmi di tutto questo risentimento che ho accumulato per anni.» Appena finì di parlare, baciò Kate, partendo dall’orecchio, giungendo fino al collo di lei. La poliziotta era disgustata da ciò che il vecchio compagno di liceo stava facendo, ma non mosse un muscolo.

«Avrai anche perso peso e brufoli, ma dentro sei ancora più brutto di prima. – Ribatté Kate, con aria di sfida, nonostante la sua posizione. – Mi fai ancora più schifo!»

Avrebbe voluto anche sputargli in faccia, ma non le era possibile.

«Più ti agiti, più fai la dura, più mi ecciti.» Ammise Stephen.

«A quanto pare, c’è qualcuno che tratti peggio di Simon.» Disse una voce a pochi metri da loro. Bates e Kate si voltarono e videro Bob che puntava una pistola nella loro direzione. Negli occhi di lei si videro sollievo e preoccupazione allo stesso tempo.

Stephen, tenendo a sé la donna e puntandole alla gola un coltello che aveva in tasca, sparò un colpo contro il poliziotto centrandogli la spalla sinistra.

«Fino ad oggi ho ucciso solo donne. Sono proprio curioso di vedere gli occhi di un uomo che muore.» Disse Bates, premendo con il coltello sulla gola di Kate, tanto da farla sanguinare.

«Ammazzare uno già steso a terra immobile? Bella dimostrazione di virilità! Non sei cambiato per niente, alla fine.» Gli rispose lei, furiosa e impotente. Se avesse mostrato un minimo cedimento, se avesse pianto per Bob, era sicura che l’avrebbe ucciso per gelosia. Tentò quindi un’altra strada, la provocazione, in attesa di idee migliori.

Inutile dire che Bates non apprezzò. La colpì con un pugno sui reni da farle mancare il fiato, poi la buttò per terra.

«Sai essere proprio una stronza, sai Kate? Avrei così tanto voluto domarti, vivere al tuo fianco… ma a quanto pare non sei pronta per un uomo come me, e non lo sarai mai.» Disse, infierendo su di lei con una serie di rabbiosi calci.

«È ora di mettere fine a tutto questo. Ti ho amata tantissimo,sweetheart. Ma amerò di più farti fuori.»

«Meno male che vi ho seguiti. – Disse un’altra voce. – Pare che l’amore sia la principale causa di omicidio.»

Simon colpì Stephen sulla nuca con l’impugnatura della pistola, facendolo cadere a terra.

Approfittando dell’effetto sorpresa, l’irlandese cercò di ammanettarlo, ma Bates era fisicamente più forte. Riuscì a liberarsi dalla presa colpendo l’avversario con un pugno e iniziò a correre. Simon gli andò dietro, ma non era veloce quanto la sua preda. Era consapevole che se Bates fosse riuscito a tornare in strada, l’avrebbe perso tra la folla.

«Come mai tutta questa fretta?»

Prima che Stephen riuscisse a uscire dal vicolo, un camioncino dei dolci gli bloccò la strada. Davanti a lui una ragazzina con lo sguardo determinato lo stava sfidando: era Sharon.

«Maledetta!» Urlò lui, cercando di scavalcare. Ormai Simon aveva guadagnato terreno e, vedendo sua sorella a mezzo metro dal serial killer, non esitò un istante.

«Un’altra mossa e ti pianto una pallottola in testa.» Gli intimò il giovane. Stephen alzò le mani in segno di resa. Simon gliele prese e lo ammanettò.

Finalmente le tre vittime erano state vendicate e quella giornata di terrore poteva dirsi conclusa.

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104 Commenti

  1. Che dire, ho seguito molto volentieri questa storia e mi è piaciuta molto, l’intreccio era ben costruito e la collaborazione ha portato ad un ottimo risultato finora, non si notano differenze tra la scrittura di drago e quella di Melany, veramente tanti complimenti.
    Aspetto con trepidazione il gran finale 😀

  2. Avrei voluto passare il prossimo episodio (magari nel quale ci sarà la cattura del “gentlekiller”) in compagnia di Simon e Sharon ma, a quanto pare, non sarà così.

    Tripla cifra!!!! Evvivaaaaaa!!!!!!!!!!!!! 😀 😀 😀 😀

    • Una proposta molto ardita, forse un po’ troppo rispetto a quanto ci eravamo proposti io e drago (anche perchè era una domanda “blindata” nei confronti di Kate, non su altri personaggi e se ti ricordi quando abbiamo presentato il killer si intravedeva un diretto collegamento con la nostra detective).
      Grazie comunque del voto e della proposta 🙂 Al prossimo!

  3. Appunto perché la conosco, non credo che Kate accetterebbe mai protezione. Per l’altra opzione, cioè quella di mandare la sorella dalla zia, significherebbe che su quel biglietto ci sia scritto qualcosa che la riguardi, ma questo ce lo lasciate solo immaginare. Inoltre, se si dovesse trattare di un killer risoluto e deciso, dubito che una simile precauzione pssa essere sufficiente. Ragion per cui, la soluzione più logica sarebbe quella di mettere sotto protezione non lei, bensì la sorella e Sharon. In questo modo, potrebbe indagare più tranquillamente, o almeno lo credo.
    Al prossimo 🙂

  4. E andiamo avanti con lo zolfo molecolare.
    Mi spiego. Il simbolo dello zolfo è S e la sua forma molecolare è S2 (il 2 dovrebbe essere come pedice, ma qui non posso farlo) e la molecola è formata da 2 atomi di zolfo. I nome delle ragazze iniziano entrambi con la s, quindi…

    Ho votato per le ragazze? Sì.
    E’ un ragionamento contorto? Probabile.

  5. Sono sempre molto contenta quando degli autori che mi hanno colpito in passato si rivelano all’altezza delle aspettative: non solo siete molto bravi da soli, ma lo siete anche in coppia – ognuno di voi chiaramente ha il suo stile personale, ma si vede lo sforzo che fate nel cercare un terreno comune. Devo dire che sto apprezzando parecchio l’interazione tra Simon e Katherine, che, pur lavorando insieme, non perdono la loro individualità e le loro peculiarità. Mi raccomando, nel corso della narrazione, impegnatevi a farli rimanere entità distinte e riconoscibili, senza farli diventare uno la copia dell’altro – purtroppo, questo è uno dei rischi della scrittura a quattro mani, perciò fate attenzione. Bene lo stile, cercate di migliorare solo un po’ la descrizione degli ambienti. Vi seguo!

    • Non so Melany, ma quando una storia che è scritta da me (o, in questo caso, ANCHE da me) viene apprezzata da chi la legge, mi fa piacere.
      Per quanto riguarda il mantenere Katherine e Simon diversi tra loro, sarà semplice (spero): ora come ora, sono un po’ come cane e gatto. 🙂 Ma di sicuro non cadremo nel cliché di farli innamorare l’uno dell’altra.

      A proposito della descrizione degli ambienti, mi dichiaro colpevole.

      • Anch’io sono (nuovamente) emozionata! Questa esperienza dello scrivere a quattro mani si sta rivelando vincente a quanto pare 🙂 ci impegneremo a fare descrizioni migliori e mantenere una caratterizzazione dei personaggi originale. Speriamo di non deludere! 😉

  6. Simon e Katherine… odio o amore?
    Mi sono accorta quasi subito che tu non c’eri Melany, lo stile di Drago è inconfondibile 😀 in senso buono, naturalmente.
    “«Stavo indagando su un inizio di morti seriali, inizio perchè sono state fatte solo due vittime…”, non suona bene l’espressione “sono state fatte”, penso tu possa fare molto meglio Drago. Se accetti un consiglio, cerca di ridurre il discorso diretto a favore di quello indiretto per consentire a noi lettori di “vedere” meglio la scena; l’ambientazione, ad esempio, in questo capitolo è totalmente assente, se non lo avessi indicato all’inizio non avrei saputo che i quattro si trovassero al bar Sunny’s, eccezion fatta per le bevande che hai citato, non è presente nessun altro riferimento. I personaggi sono importanti e riesci a tratteggiarli piuttosto bene, ma anche lo scenario in cui si svolge la storia lo è, altrimenti sembrano sospesi nel nulla.
    In conclusione, complimenti ad entrambi per il cross-over che procede bene.
    Alla prossima.

    • Causa forza maggiore (Melany aveva non so quale tipo di impegni che l’hanno costretta ad “assentarsi” momenaneamente dalla scrittura), l’episodio l’ho scritto io, con qualche modifica riguardante prevalentemente Kate e Bob da parte di Melany.

      Per quanto riguarda la frase di Simon, inizialmente era:
      “«Stavo indagando su un caso di duplice omicidio,…”
      L’ho modificata perché così com’era sembrava che stesse risolvendo sì l’omicidio di 2 persone, ma che erano state uccise più o meno nello stesso momento, e non in giorni differenti (a distanza di circa 2-3 giorni l’una dall’altra).

      A proposito di Kate e Simon, stai pur certa che non sarà il classico “prima-ci-odiamo-poi-ci-amiamo”, ma non voglio fare spoiler (come se fosse possibile…)

  7. L’interrogatorio congiunto.
    Ciao Melany, questo cross-over inizia in modo davvero intrigante. Non so bene come funzioni per noi lettori, da quanto ho capito il racconto è scritto a quattro mani e i due stili si riconoscono sin da subito e non so se questo sia un bene, personalmente preferirei una maggiore fluidità, ma questo non toglie nulla alla storia che prende sin da subito per cui… complimenti a entrambi 🙂
    P.s.: “gli rispose Sharon, sua sorella” che sia sua sorella di è capito, non c’è bisogno di ripeterlo… Drago questa tirata d’orecchio è per te 😀
    Ciao ragazzi, attendo con ansia il secondo episodio.

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