La storia di Selena

Dove eravamo rimasti?

Cosa risponderà Samuel a Galisia? Compirà un inaspettato gesto violento (67%)

Puoi dirmelo fratello?

Uno schicco. Una guancia rossa. Il tremolio di una mano. Lacrime.

Silenzio.

I biondi capelli della giovane ondeggiavano dolcemente nell’acqua, mentre questa premeva con forza il palmo della mano contro la guancia dolorante.

“Credi che la bellezza di un’ entità sia data dalla vita stessa che questa possiede o sia innata anche nello stesso corpo senza vita?” domandò curioso Samuel,

“P-perchè mi hai c-colpita?” rispose tremante la giovane,

“TI HO FATTO UNA DOMANDA!” urlò inferocito, colpendo nuovamente la giovane sullo stomaco.

Galisia si piegò su se stessa, indietreggiando per la botta,

“Hai intenzione di rispondere o hai bisogno di un altro incentivo?” chiese sarcastico,

“I-io non ho…” indugiò impaurita,

“Non r-ricordo la domanda”

Samuel si scagliò su di lei, strinse tra le dita la radice dei biondi capelli e la scosse con violenza,

“Vuoi accendere quel piccolo cervello?” le sussurrò all’orecchio.

Lasciò la presa, così che i lunghi fili d’oro scivolassero tra le sue dita e ne fermò il moto sulle punte, che baciò con dolcezza.

“Potrei scoprirlo subito da me, senza inutili supposizioni”

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Il buio precluse per un attimo la vista di Selena, la sua piccola testa girava e lei biascicava stordita parole incomprensibili.

“Adesso fa silenzio, dobbiamo impedirgli di sentirci” Heleha l’ammutolì chiudendo il suo piccolo becco,

La gabbianella tornò in sè mettendo a fuoco l’ambiente circostante. Si trovava in un luogo lugubre, tetro, nonostante fosse molto spazioso.

“Qui si trova Samuel, sono certo, il suo odore impregna le pareti” sussurrò,

Silenzio. D’improvviso un grido ruppe la quiete. Una giovane voce implorava.

“GALISIA!” Selena trasalì liberandosi della presa del giovane, Heleha sospirò scoraggiato,

“Adesso sa che siamo qui”

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Samuel si paralizzò, la mano alzata pronto a colpire nuovamente la giovane,

“Hai sentito?” 

“C-cosa?” sussurrò Galisia, con le mani in avanti pronte a deviare un possibile colpo,

“Un grido, chiamava il tuo nome” Samuel chiuse gli occhi inspirando,

“Fratello. Allora sei arrivato” sorrise,

Samuel prese Galisia per un polso trascinandola a se e mentre la ragazza si dimenava le strinse la testa tra le mani, spingendo le labbra contro le sue. Soddisfatto del bacio il giovane la guardò intensamente negli occhi e sorridendo la scaraventò con violenza contro la parete, facendole perdere i sensi battendo la testa.

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“Avrei una voglia di strapparti quel becco” Heleha guardò torvo la gabbianella simulando quanto aveva detto,

“Scusami” sospirò in un fiato lei,

“Ormai tanto vale non restare nascosti” si fece serio e prese tra le braccia la piccola gabbianella,

Selena riusciva a sentire il suo cuore battere rumorosamente nel petto come un tamburo dal suono chiaro e continuo, quasi stabilisse un ritmo.

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Samuel chiuse la porta alle sue spalle e respirò profondamente,

“FRATELLO!” tuonò la sua voce attraverso le mura,

camminò speditamente lungo il corridoio, fermandosi al centro dell’immensa stanza e alzò gli occhi al soffitto,

“Ci siamo” sorrise alzando le braccia al cielo.

“Finalmente”

Heleha si mostrò apparendo da dietro la statua di un falcone,

“Ti sono mancato?” chiese Samuel senza scostare lo sguardo dall’alto,

“Più di quanto io sia mancato a te” rispose Heleha con scherno,

“Hai sempre avuto il vizio di sentenziare senza conoscere veramente come stanno le cose” sbuffò il tritone scocciato,

“Se ne sei convinto” rispose il fratello senza mutare il suo tono sarcastico,

“NON RIDERE DI ME!” 

“TU NON MI CONOSCI!” sbraitò Samuel.

Le lacrime cominciarono a sgorgare dagli occhi scarlatti del giovane, rendendone lo sguardo un’indistinta macchia rossastra.

“Quello sguardo ha terrorizzato i miei sogni per molti anni sai? Insidiato nel mio inconscio rifiuta di andarsene. Sei spaventoso quando soffri” 

Heleha osservava atterrito, lottava invano di scostare lo sguardo da quell’insana bellezza. Chinò il capo e avvicinò le mani al viso, tolse le lenti che camuffavano il colore dei suoi occhi  e le gettò via.

“Mi sono sempre chiesto se piangendo, il mio sguardo somigli al tuo” nel parlare, una lacrima leggera gli solcò il viso, mentre i suoi occhi si tingevano a poco a poco di un intenso rosso.

“Puoi dirmelo fratello?”

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Selena era rimasta nascosta dietro al statua, osservando la scena in silenzio. Tremava. Dentro fremeva la voglia di urlare il nome di Galisia e correre a cercarla, ovunque fosse. Il terrore di perderla l’attanagliava, quel grido che aveva sentito poco prima aveva in un istante scatenato in lei un circolo di emozioni.

L’angoscia nel buio del suo sorriso. La solitudine delle giornate nel silenzio della sua voce. Lo smarrimento nell’assenza del suo odore.

E senza i suoi occhi, come avrebbe fatto? Senza. Il mare non esiste.

cosa accadrà?

  • Samuel ingannerà il fratello con un ricordo del passato (0%)
    0
  • Heleha compirà un gesto insano (0%)
    0
  • Selena non resisterà e si farà scoprire per trovare Galisia (100%)
    100
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107 Commenti

  1. Complimenti, hai un vocabolario molto forbito, si può leggere con molta chiarezza che ne hai molta cura, e ammiro molto questa tua capacità.
    Sto adorando la tua storia, coinvolge e ti fa essere impaziente di leggere il continuo, mi piacciono molto i nomi, che come posso immaginare, avrai inventato te.
    non vedo l’ora di leggere come continua questa storia <3

    • Si in effetti i due nomi differiscono solo dalla “h” (l’ho appena notato ahahah).
      Magari non ho proprio peccato di fantasia, ma non sto mai a ragionarci sopra, i nomi dei personaggi nascono con loro 🙂 ogni volta che in passato ho ragionato sul nome di un personaggi poi lo snaturavo in qualche modo (nella mia testa).
      Ognuno la vive a modo suo 😉

  2. Secondo me, sarebbe un bel colpo di scena che sia Samuel a salvarla e raccontarle ogni cosa. Però… non voglio che si faccia l’harem, mi raccomando 😉

    Galisia ha un rapporto di amore/”indispettimento” nei confronti di Selena: le vuole bene ma le dà fastidio i suoi comportamenti da “bambina”. Dico bene?

    Ciao 🙂

    • Ahahah no tranquillo, non mi metterò ad accoppiarli tutti e tre a caso 😉
      Sulla tua visione dei sentimenti di Galisia per Selena non voglio definire giusto o sbagliato, le storie sono fatte anche per essere interpretate e di uno stesso racconto ognuno apprende cose differenti 🙂

  3. Facciamo il punto della situazione:
    – Selena è una sirena che non può salire in superficie e che, presumibilmente, è innamorata della sua migliore amica;
    – Galisia ha fatto un patto con un tritone per chissà quale motivo e lui vuole farla sua.

    Sarà per il fatto che siamo solo all’inizio, ma non ci sto capendo molto.

    Tornando a discorsi seri: che Galisia dica all’amica di rinunciare al suo sogno non se ne parla.
    Ricerche per una pozione magica? Questa si diffonderebbe nell’acqua e non servirebbe a molto.
    L’unica è chiedere aiuto a Samuel, qualunque sia il prezzo da pagare.

  4. Non accetta, restia a sacrificare l’amica per un capriccio. Potresti far si che Selena rimanga comunque colpita da questa “capacità” dell’amica e che insieme inizino a indagare su questo, magari trovando un metodo alternativo più in avanti nella storia.

  5. A-aspe’! C-con calma! Ragioniamo.
    La madre di Gialisa si è sacrificata affinché la figlia potesse vedere ed avere una vita felice. E fin qui, non ci sarebbe molto di strano, poiché ogni (buon) genitore farebbe di tutto per i propri figli.
    Ora Gialisa vuole sacrificarsi affinché l’amica possa finalmente uscire dall’acqua? Va bene sacrificarsi per gli amici, ma non così tanto!

    Selena NON accetta l’offerta.

  6. Galisia con un pugnale stretto tra le mani. Come incipiti è interessante, vediamo come prosegue la storia. Carina l’idea del difetto genetico che impedisce a Selena di respirare aria, piuttosto originale.
    Per il prossimo capitolo ho votato “pugnale”.
    Seguo e aspetto i prossimi sviluppi.

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