NEW PRETORIA’S HEART

MALCOM HIT

-Sei sicuro che passerà di qui, sarà passata un’eternità ormai!-, disse Hitomi, appollaiata su di un cassonetto.

Le esili gambe bianche rannicchiate vicino al petto, contrastavano con il rosso delle sue sneakers, che insieme agli shorts ed una maglietta bianca, di un gruppo musicale ormai defunto, costituivano la sua “divisa”; si girò verso Malcom, spostando i lunghi capelli neri dietro l’orecchio, e lo fissò con I suoi occhi bicolore, uno viola e uno verde:

-Sicuro, sicuro?-, gli chiese.

-Fidati Hit-, rispose lui appoggiato al muro opposto, poco più indietro di lei nel vicolo.

Un uomo, rasato e con grossi muscoli in bella mostra sotto la maglietta attillata, svoltò verso di loro.

Il tipo camminava veloce e aveva lo sguardo basso, non appena fu vicino, Malcom si piazzò difronte a lui e gli puntò la sua PE-38 contro, tenendola con due mani:

-Marc, dove sono le fiale?-, gli chiese.

L’uomo si fermò a pochi centimetri dalla pistola, sorpreso, accortosi solo all’ultimo di tutto;fissò Malcom negli occhi e con un gesto veloce, lo scaraventò contro la parete del palazzo, con una forza incredibile, tanto da sollevarlo da terra di almeno un metro.

Marc era pronto ad infierire nuovamente su Malcom, quando un voce richiamò la sua attenzione:

-Ehi stronzo,- disse Hitomi scendendo lentamente dal cassonetto ,-perché non te la prendi con me?

Marc si gettò su di lei, che schivò il suo pugno e gli piazzò una ginocchiata alla bocca dello stomaco che lo fece piegare su se stesso, boccheggiando in cerca di aria; una volta alla destra dell’uomo, lo colpì con una gomitata alla base della nuca, facendolo cadere a terra.

Hitomi si avvicinò a Malcom, che si era messo seduto schiena al muro, nella sua folta capigliatura afro si era incastrata la carta di uno snack; la ragazza rise, mentre si piegava su di lui per toglierla,

-Non una grande mossa detective-, gli disse, buttando la cartaccia a terra e porgendogli la mano.

-Hai visto com’era veloce e…- Malcom non terminò la frase, afferrò il braccio di Hitomi e la trascinò a sé; lei gli finì addosso abbracciandolo e lui puntò la pistola difronte a loro, dove l’energumeno, ripresosi, stava per colpirla e gli sparò l’impulso elettrico dritto in faccia.

Il grosso uomo muscoloso rimase in piedi preda delle convulsioni, prima di cadere sulla schiena facendo un pesante tonfo.

-Questa com’era come mossa?-, chiese Malcom guardando negli occhi Hitomi, ancora stretta a lui.

*

-Buongiorno buongiorno New Pretoria, sono le 08:00 del 10 aprile 2083, io sono Mad Dog e questa è TooStarz radio, l’unica radio ascoltabile sia sulla e che sulla c-net.

Se mi state ascoltando dalla c, allora siete nelle colonie extra-pianeta, e il nostro Sindaco ci tiene a dirvi una cosa:

‘New Pretoria è la capitale del divertimento dell’intero sistema solare. I nostri hotel sono il meglio, per comfort e tecnologia, solo qui potete trovare ogni forma di intrattenimento. Siete preoccupati perché non facciamo parte del Governo Unito delle Colonie, la nostra polizia garantisce una sicurezza pari alle migliore città extra-planetarie.

Siete spaventati dal fatto che la terra stia diventando invivibile? La nostra cupola usa i sistemi di filtraggio più all’avanguardia e l’aria è tenuta costantemente monitorata.

New Pretoria, dove tutto è possibile!’

E questo era il nostro Sindaco, adesso un pezzo d’epoca, direttamente dagli anni cinquanta, questi sono i Lustful sun…

Un arpeggio rock di chitarra elettrica, si diffuse nel piccolo appartamento al 15° piano dei Mitton’s apartaments, dove Malcom preparava la colazione per lui e Hitomi.

Era pronto a girare l’omelette e la sua mano andò a colpo sicuro sopra il lavandino; la mano afferrò l’aria, costringendo Malcom a voltare lo sguardo da quella parte.

Il porta utensili era vuoto, “Ti pareva”, Hitomi aveva la brutta abitudine di lasciare le cose dove gli capitava, non aveva ancora capito se lo faceva apposta o semplicemente non le importava.

Frugò i cassetti e i pensili della cucina verde, lunga non più di due passi, che occupava l’intera parete.

-Dove diavolo hai messo la spatola?-, urlò, per superare gli accordi in minore del chitarrista alla radio,

-Sarà lì!-, gridò lei di rimando, con quelle risposte tipiche degli adolescenti che ti mandano in bestia.

La cucina non svelò il mistero, ma solo qualche misera stoviglia e pochi alimenti in scatola.

Malcom aggrottò la fronte, poi lo sguardo cadde sul piccolo frigorifero, alto quanto la sua gamba, che insieme a qualche mensola, contornavano l’accesso al soggiorno; aprì lo sportello, con sconforto, perché ogni volta che apriva il frigo, l’anta andava a sfiorare I cassetti della cucina sulla parete opposta, dimostrando geometricamente l’esiguità della stanza.

Accanto a qualche bottiglia di “O’Range”, se ne stava la paletta da cucina, al fresco, quasi avesse voluto prendersi una tregua dal caldo della città.

Malcom prese la paletta trionfante, “Questa me la devi spiegare Hit”, pensò.

And now...

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  • Conosciamo meglio Malcom (13%)
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114 Commenti

    • Grazie Anna, sono contento che ti sia piaciuto il finale con wide open, lo scelta non solo per il video ma anche per le parole :
      ‘You’re slipping away from me
      You’re drifting away from me’, quello che ha pensato Hitomi quando ha visto Malcolm colpito 😉
      La trama orizzontale è lenta 😉 e riguarderà il “passato dimenticato” di Hitomi, questo racconto serviva per introdurre personaggi e luoghi ricorrenti più che altro.

    • Ciao Red, provo a riassumere la trama:
      La Mcgwean viene spedita sulla terra con all’interno un geneshake sperimentale, a sua insaputa.
      Una serie di eventi, il criocontenitore,Kyle, sono frutto dell’esperimento della Genomics, che per testare l’ultimo passaggio si serve di Stefan.
      Questo allunga il drink con un catalizzatore che comanda al geneshake di uscire dal corpo ospite.
      A quel punto la dottoressa, non più sotto l’influenza di Gizmo, non trova più il cuore perché la realtà comincia a cozzare con i ricordi indotti.
      Le uniche informazioni che credo di aver nascosto sono il biglietto di ritorno mancante e la funzione della bevanda di Stefan.
      Spero di aver chiarito i tuoi dubbi 😉
      Spero di aver chiarito i tuoi dubbi 😉 e grazie di aver letto fino alla fine.

  1. Dolciagro… dolce per la riuscita soluzione del caso e agro per la brutta fine che ha fatto il proprietario del cuore 🙂
    Ribadisco che Hitomi è un mito e avrebbe meritato più visibilità in questo racconto, sicuramente penalizzata dalla ristrettezza dei caratteri e non solo lei. Per questo penso che dovresti dar vita ad una serie di storie con Malcolm e Hitomi come protagonisti, il duo funziona davvero.
    Complimenti.

    • “agro per la brutta fine che ha fatto il proprietario del cuore”, non avevo pensato a lui 🙂
      L’idea era quella, fare una serie di racconti nei quali sviluppare i personaggi principali,
      mi sono affezionato particolarmente a questo strano duo 😉
      Grazie ancora.

  2. Entrambi… la scolopendra non è solo un insetto ma qualcosa di “geneticamente modificato”, magari tecnologicamente (gizmo), quindi penso possa fornire informazioni sul suo funzionamento e sull’azienda che l’ha prodotto.
    Alla lettura del capitolo ho dovuto alternare qualche incursione su Wikipedia e youtube 🙂
    Non so come Hitomi riesca ad isolarsi dal mondo con Enter the Ninja in sottofondo… merito del tai-chi?
    “Una rampa di scale si tuffava nel pavimento”… e poi dici che non sei un poeta 😉

  3. Ciao,
    devo dire che hai uno stile veramente convincente, una prosa scorrevole ma dettagliata quel che serve per permettere al lettore di immaginarsi situazioni e sentimenti dei personaggi. Bello anche il clima familiare che cozza con gli innaturali esperimenti genetici menzionati. La pista della scolopendra è intrigante, ti seguo assolutamente!

  4. Io interrogherei volentieri la dottoressa… la detenzione di un cuore umano non può passare inosservata, no?
    “-Ma no che non ti mangio piccolino-, continuò Malcom mimando una carezza con l’indice sul vetro…”, deve piacerti parecchio questa scolopendra, eh? 😀
    Mi sono piaciuti molto i dialoghi, realistici e di uso colloquiale, l’intreccio poi procede bene suscitando interesse e curiosità sulla storia e sui protagonisti.
    Bravo, ma questo lo sapevi già.
    Alla prossima.

  5. Recuperato. Peccato per i “pochi” incipoints, a mio avviso il tuo racconto meriterebbe più attenzione. Ci sono alcune idee molto interessanti, mi piace parecchio l’idea di “metropoli multiculturale caotica” che traspira dalla tua descrizione di New Pretoria (forse te l’ho già detto in qualche commento precedente,vabbè, i complimenti non fanno mai male).
    Per il prossimo episodio voto “scolopendra esterna”.
    Alla prossima!

  6. Ho votato per restare in Hotel a cercare qualcos’altro … come diamine fa un uomo ad essere invisibile alle telecamere?
    Mi stai prendendo sempre di più, aspetto il nuovo capitolo ed intanto ti auguro una buona fine 2015 ed un buon inizio 2016 che porti tanta salute e gioia
    Un bacio,
    Chelinde
    ~sempre dal cell quindi riscusami per gli errori XD

  7. Nella frase “una mia cliente, lavora per le Genomix Enterpraises…” la parola Enterpraises dovrebbe essere Enterprises. Tuttavia, mi piace…dato il setting del racconto (futuro prossimo in una città multiculturale) credo che la variazione di alcuni termini dia più colore alla storia. Piccoli dettagli come questo possono arricchire molto il racconto, a mio parere.
    Detto questo, voto “Un indizio” per il prossimo episodio.

  8. Mi sono persa la votazione dello scorso capito accidenti-
    Vabbè ho recuperato con questa 🙂
    Ho votato per l’indizio.
    La storia procede sempre meglio, mi piace molto ed aspetto con impazienza il prossimo capitolo!
    ~ti chiedo scusa per eventuali errori ma sono dal cellulare e cob tanto di tastiera inglese … quindi ogni volta per trovare gli accebti devo fare la caccia al tesoro! XD ~

  9. Propenderei per la testimonianza: trovo che i personaggi siano il tuo punto di forza, quindi perché non introdurne uno nuovo? Che poi quella testimonianza si riveli utile, dipenderà dal suo carattere.
    Sei molto originale sia con la caratterizzazione che con l’ambientazione. Ti consiglio di fare un po’ di attenzione con la punteggiatura: ogni tanto ti sfuggono degli erroretti. A parte questa nota minore, però, è tutto godibilissimo. Sino felice che la categoria “fantascienza” sia quella più piacevole del sito (anche se non così popolata).
    Ti seguo. 😉

    • Farò più attenzione alla punteggiatura, rileggendo i capitoli ho trovato qualche virgola di troppo o dimenticata.
      Comunque vada la votazione un personaggio nuovo ci sarà, la donna a cui hanno rubato “qualcosa”. 😉
      Gazie di essere passato e dei complimenti, al prossimo capitolo.

  10. Indizio.
    Molto bella la canzone e il testo ha permesso di visualizzare meglio l’ambientazione del tuo racconto.
    Attraverso i dialoghi riesci a caratterizzare molto bene i personaggi e non mi riferisco solo ai “maschietti” 🙂 nonostante tu abbia lasciato a Hitomi e Jenny poco spazio… le ragazze sanno come lasciare il segno. Complimenti davvero, spesso mi chiedo se riesco a caratterizzare i miei personaggi allo stesso modo… se lasciano il segno, penso sia un aspetto molto importante, dal momento che sono l’anima di un racconto.
    Ci sono un paio di cose che vorrei segnalarti… ma è la vigilia di Natale, quindi lascio perdere 😀
    Ciao.

  11. Molto,molto interessante…odore di futuro distopico, personaggi interessanti,scritto bene, strizzate d’occhio al rock (la parte oscura della luna citata sulla maglietta mi è piaciuta parecchio). Seguo e voto “appuntamento per un caso”.
    Alla prossima!

  12. La canzone di Viktor Tsoy che da il titolo al capitolo e lo ha in parte ispirato, avrei voluto aggiungerla nel capitolo, la metto qui, per intasare un po’ i commenti 🙂 😉
    Neve bianca, ghiaccio grigio
    Sulla terra screpolata.
    Come coperta fatta di pezze
    Una città nell’ansa di strade.
    Sulla città veleggiano le nuvole
    chiudendo la luce celeste.
    Sulla città si distende il fumo giallo.
    La città ha duemila anni
    vissuti sotto una stella chiamata Sole.
    Duemila anni di guerra,
    guerra senza motivi particolari.
    La guerra è un affare dei giovani
    è un rimedio contro le grinze.
    Il sangue rosso vivo
    fra un’ora è soltanto la terra,
    fra due crescono i fiori e l’erba,
    fra tre è ripreso di nuovo,
    scaldato di raggi di una stella chiamata Sole.
    Sappiamo che è stato sempre cosi:
    chi vive alle norme delle leggi proprie
    è più amato dalla fortuna
    ed è destinato morire giovane.
    Lui non ricorda la parola sì né la parola no,
    non ricorda i gradi né i nomi,
    capace di toccare con la mano le stelle
    senza contare che fu un sogno
    e cadere bruciato da una stella chiamata Sole.

  13. Ho votato per conoscere meglio Hitomi, ma devo ammettere che anche scoprire qualcosa in più di New Peretoria mi attirava!
    Il tuo incipit mi piace molto, la lettura è stata fluida ed accattivante. I personaggi li trovo molto intriganti. Seguo!
    Chelinde.
    P.S. Stima a vita per Hitomi visto come ha steso l’omaccione XD

    • Grazie, per aver definito la mia scrittura accattivante, mi piace 😉
      Una delle cose che accomuna i nostri racconti è quella che nel futuro sempre più persone abiteranno nelle città, avevo letto da qualche parte che entro il 2050 quasi il 70% delle popolazione mondiale vivrà nelle città.
      Credo 🙂

  14. Sembra una storia molto originale! L’idea di ambientare tutto in una realtà lontana mi attrae, però allo stesso tempo spero non escano fuori cose troppo strane perché non sono amante dei racconti di fantascienza. Scelgo di conoscere meglio Hitomi, che già dall’incontro con Marc si è dimostrata molto interessante. Ti seguo! 🙂

    • Aspetta, riscrivo meglio il commento precedente: so che questo è un racconto fantascientifico e sarà normale che segua il genere. da non amante del genere sto facendo un esperimento perché mi piace molto il tuo modo di scrivere e il tuo scorso racconto l’ho trovato fuori dal comune. Quindi per te sarà stavolta più difficile impressionarmi, ma sono molto fiduciosa 😉

  15. Beh, dopo aver schivato un pugno e piazzato una ginocchiata alla bocca dello stomaco di quell’energumeno, voglio conoscere meglio Hitomi… è già un mito per me!
    Ottimo l’incipit e la storia intriga tantissimo, merito del tuo stile con un’ironia latente che serpeggia durante tutta la narrazione.
    Un inizio davvero strepitoso, complimenti.
    Ciao.

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