NEW PRETORIA’S HEART

Dove eravamo rimasti?

Come sarà il finale del caso del cuore scomparso? Dolciagro (71%)

LA FINE E L’INIZIO

La telefonata di PT era stata strana, “vieni all’hotel subito!”, gli aveva intimato perentorio senza dargli ulteriori spiegazioni.

Quando arrivarono all’LHH, il pigro sole del pomeriggio stava lasciando il passo all’imbrunire.

Le prime stelle cominciavano a palesarsi, confondendosi con i riflessi delle “sfavillanti luci della città”, che lambivano l’enorme cupola.

Philip li accolse con un viso preoccupato,

-Ce ne avete messo di tempo!-, li redarguì.

-Non è che potevo evitare il traffico saltando sulle macchine-, si giustificò Malcom scambiando una sguardo d’intesa con Hitomi.

-Muoviti bro, dobbiamo salire in cima.

Presero il primo ascensore e si diressero all’ultimo piano.

Durante la salita, il proprietario dell’hotel diede ulteriori dettagli ai due.

-La dottoressa Mcgwean sembra impazzita. Avevo messo uno dei miei davanti alla sua camera per tenerla d’occhio, ma se ne è liberata ed è fuggita sul tetto. Continua a blaterare di quel dannato cuore.

*

Il tetto a terrazza dell’hotel era ampio, al suo centro una imponente struttura metallica tubolare, reggeva le tre lettere luminose che svettavano qualche metro sopra.

Quando giunsero in cima, i tre la trovarono vicino al bordo, intenta ad osservare la strada trendadue piani sotto.

Si girò verso i nuovi arrivati, il trucco era sfatto dal pianto, i rossi capelli scompigliati, indossava lo stesso tailleur del giorno prima.

Malcom tentò di avvicinarsi a lei accelerando il passo, quando all’improvviso questa gli puntò addosso una vecchia glock.

-Non avvicinarti-, gli intimò la donna.

Il detective non si aspettava una reazione di quel tipo e si bloccò all’istante, facendo cenno con la mano a Philip e Hitomi rimasti dietro di lui, di fare altrettanto.

-Dottoressa Mcgwean, sappiamo cosa è successo.

-Anch’io lo so-, rispose lei, -siete stati voi a rubare il cuore. Quanto vi hanno pagato i rivali della Genomics?

-Mi creda so che è confusa-, disse Malcom facendo un passo avanti.

-Stai fermo!-, urlò lei, -questa non è un taser.

-Lois, quelli della Genomics ti hanno usata, non c’è nessun biglietto di ritorno prenotato a tuo nome.

-Non è vero siete dei bugiardi, siete stati voi.

-Ho tutte le prove sul mio PDA, metti giù la pistola e te le mostro.

-Ascoltalo-, le gridò Hitomi affiancandosi a Malcom.

-Non sei andata in nessun centro di ricerca e non hai mai avuto un crio-contenitore; sei stata solo qui e al Villages.

Il detective cercò di essere il più convincente possibile.

-Mi avete drogata vero, tu e il tuo amico Philip la dietro!-, ringhiò arrabbiata, noncurante della parole di Malcom.

-Mi dispiace Lois, ti hanno inserito un geneshake nel corpo prima di lasciare la colonia. Hanno modificato i tuoi ricordi, non c’è nessun cuore, nessun Kyle, sei stata mandata qui come cavia.

Le dure parole del detective fecero vacillare la donna, nel groviglio che era diventata la sua mente quella frase risuonò stropicciata.

-Ti possiamo aiutare, troveremo il modo te lo assicuro, vero?

Hitomi terminò la frase rivolgendosi a Malcom.

-Certo-, rispose il detective, -ho già aiutato persone usate dalle corporation in passato.

Il colpo della glock riecheggiò muto senza preavviso, anche per la dottoressa Mcgwean che ne fu responsabile.

Un piccolo sbuffo di fumo fuoriuscì dalla canna.

Lois abbassò la pistola lungo il fianco, incapace di fare qualunque cosa, paralizzata; Malcom si accasciò al suolo colpito, mentre Hitomi lo fissava ad occhi sbarrati.

La rabbia nella testa della ragazza montò repentina e la sua reazione, fu più una risposta nervosa che un’idea ponderata.

Hitomi corse verso la dottoressa, il viso livido; lo sguardo feroce di lei incrociò quello acquoso e assente di Lois.

Non fece in tempo ad alzare nuovamente la pistola che il calcio della ragazza la colpì al ventre.

Il corpo della donna si piegò in due sbalzato indietro di un metro; sbatté violentemente le gambe contro il parapetto e finì roteando oltre di esso.

Philip che aveva assistito a tutta la scena muto e immobile, raggiunse Malcom steso su un fianco.

-Ehi bro!-, lo chiamò inginocchiandosi.

Il detective si sdraiò supino,

-È solo la spalla…

-Aiuto!-, urlò la dottoressa che era riuscita ad aggrapparsi ad una sporgenza.

Il proprietario dell’hotel corse al parapetto, dove la mano indolenzita della donna appesa, stava cedendo lentamente; afferrò il polso di Lois prima che questa mollasse la presa e la trascinò al sicuro di nuovo sulla terrazza.

Hitomi se ne stava ferma, non notò nemmeno Philip passargli accanto.

Continuò a fissare il vuoto finché le parole di Malcom non la risvegliarono dal suo torpore,

-Hit sto bene-, disse tentando di mettersi seduto.

La ragazza si gettò verso di lui abbracciandolo e finirono entrambi lunghi sul cemento freddo.

-È tutto ok-, la rincuorò accarezzandogli affettuosamente la nuca.

*

-Buongiorno buongiorno New Pretoria, sono le otto e un minuto del 12 aprile 2083, io sono MadDog e questa è la sola e unica Twostarz radio.

Il prossimo disco è uno dei miei preferiti, questi sono i Chemical Brothers con il grande Beck, “Wide open”…

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114 Commenti

    • Grazie Anna, sono contento che ti sia piaciuto il finale con wide open, lo scelta non solo per il video ma anche per le parole :
      ‘You’re slipping away from me
      You’re drifting away from me’, quello che ha pensato Hitomi quando ha visto Malcolm colpito 😉
      La trama orizzontale è lenta 😉 e riguarderà il “passato dimenticato” di Hitomi, questo racconto serviva per introdurre personaggi e luoghi ricorrenti più che altro.

    • Ciao Red, provo a riassumere la trama:
      La Mcgwean viene spedita sulla terra con all’interno un geneshake sperimentale, a sua insaputa.
      Una serie di eventi, il criocontenitore,Kyle, sono frutto dell’esperimento della Genomics, che per testare l’ultimo passaggio si serve di Stefan.
      Questo allunga il drink con un catalizzatore che comanda al geneshake di uscire dal corpo ospite.
      A quel punto la dottoressa, non più sotto l’influenza di Gizmo, non trova più il cuore perché la realtà comincia a cozzare con i ricordi indotti.
      Le uniche informazioni che credo di aver nascosto sono il biglietto di ritorno mancante e la funzione della bevanda di Stefan.
      Spero di aver chiarito i tuoi dubbi 😉
      Spero di aver chiarito i tuoi dubbi 😉 e grazie di aver letto fino alla fine.

  1. Dolciagro… dolce per la riuscita soluzione del caso e agro per la brutta fine che ha fatto il proprietario del cuore 🙂
    Ribadisco che Hitomi è un mito e avrebbe meritato più visibilità in questo racconto, sicuramente penalizzata dalla ristrettezza dei caratteri e non solo lei. Per questo penso che dovresti dar vita ad una serie di storie con Malcolm e Hitomi come protagonisti, il duo funziona davvero.
    Complimenti.

    • “agro per la brutta fine che ha fatto il proprietario del cuore”, non avevo pensato a lui 🙂
      L’idea era quella, fare una serie di racconti nei quali sviluppare i personaggi principali,
      mi sono affezionato particolarmente a questo strano duo 😉
      Grazie ancora.

  2. Entrambi… la scolopendra non è solo un insetto ma qualcosa di “geneticamente modificato”, magari tecnologicamente (gizmo), quindi penso possa fornire informazioni sul suo funzionamento e sull’azienda che l’ha prodotto.
    Alla lettura del capitolo ho dovuto alternare qualche incursione su Wikipedia e youtube 🙂
    Non so come Hitomi riesca ad isolarsi dal mondo con Enter the Ninja in sottofondo… merito del tai-chi?
    “Una rampa di scale si tuffava nel pavimento”… e poi dici che non sei un poeta 😉

  3. Ciao,
    devo dire che hai uno stile veramente convincente, una prosa scorrevole ma dettagliata quel che serve per permettere al lettore di immaginarsi situazioni e sentimenti dei personaggi. Bello anche il clima familiare che cozza con gli innaturali esperimenti genetici menzionati. La pista della scolopendra è intrigante, ti seguo assolutamente!

  4. Io interrogherei volentieri la dottoressa… la detenzione di un cuore umano non può passare inosservata, no?
    “-Ma no che non ti mangio piccolino-, continuò Malcom mimando una carezza con l’indice sul vetro…”, deve piacerti parecchio questa scolopendra, eh? 😀
    Mi sono piaciuti molto i dialoghi, realistici e di uso colloquiale, l’intreccio poi procede bene suscitando interesse e curiosità sulla storia e sui protagonisti.
    Bravo, ma questo lo sapevi già.
    Alla prossima.

  5. Recuperato. Peccato per i “pochi” incipoints, a mio avviso il tuo racconto meriterebbe più attenzione. Ci sono alcune idee molto interessanti, mi piace parecchio l’idea di “metropoli multiculturale caotica” che traspira dalla tua descrizione di New Pretoria (forse te l’ho già detto in qualche commento precedente,vabbè, i complimenti non fanno mai male).
    Per il prossimo episodio voto “scolopendra esterna”.
    Alla prossima!

  6. Ho votato per restare in Hotel a cercare qualcos’altro … come diamine fa un uomo ad essere invisibile alle telecamere?
    Mi stai prendendo sempre di più, aspetto il nuovo capitolo ed intanto ti auguro una buona fine 2015 ed un buon inizio 2016 che porti tanta salute e gioia
    Un bacio,
    Chelinde
    ~sempre dal cell quindi riscusami per gli errori XD

  7. Nella frase “una mia cliente, lavora per le Genomix Enterpraises…” la parola Enterpraises dovrebbe essere Enterprises. Tuttavia, mi piace…dato il setting del racconto (futuro prossimo in una città multiculturale) credo che la variazione di alcuni termini dia più colore alla storia. Piccoli dettagli come questo possono arricchire molto il racconto, a mio parere.
    Detto questo, voto “Un indizio” per il prossimo episodio.

  8. Mi sono persa la votazione dello scorso capito accidenti-
    Vabbè ho recuperato con questa 🙂
    Ho votato per l’indizio.
    La storia procede sempre meglio, mi piace molto ed aspetto con impazienza il prossimo capitolo!
    ~ti chiedo scusa per eventuali errori ma sono dal cellulare e cob tanto di tastiera inglese … quindi ogni volta per trovare gli accebti devo fare la caccia al tesoro! XD ~

  9. Propenderei per la testimonianza: trovo che i personaggi siano il tuo punto di forza, quindi perché non introdurne uno nuovo? Che poi quella testimonianza si riveli utile, dipenderà dal suo carattere.
    Sei molto originale sia con la caratterizzazione che con l’ambientazione. Ti consiglio di fare un po’ di attenzione con la punteggiatura: ogni tanto ti sfuggono degli erroretti. A parte questa nota minore, però, è tutto godibilissimo. Sino felice che la categoria “fantascienza” sia quella più piacevole del sito (anche se non così popolata).
    Ti seguo. 😉

    • Farò più attenzione alla punteggiatura, rileggendo i capitoli ho trovato qualche virgola di troppo o dimenticata.
      Comunque vada la votazione un personaggio nuovo ci sarà, la donna a cui hanno rubato “qualcosa”. 😉
      Gazie di essere passato e dei complimenti, al prossimo capitolo.

  10. Indizio.
    Molto bella la canzone e il testo ha permesso di visualizzare meglio l’ambientazione del tuo racconto.
    Attraverso i dialoghi riesci a caratterizzare molto bene i personaggi e non mi riferisco solo ai “maschietti” 🙂 nonostante tu abbia lasciato a Hitomi e Jenny poco spazio… le ragazze sanno come lasciare il segno. Complimenti davvero, spesso mi chiedo se riesco a caratterizzare i miei personaggi allo stesso modo… se lasciano il segno, penso sia un aspetto molto importante, dal momento che sono l’anima di un racconto.
    Ci sono un paio di cose che vorrei segnalarti… ma è la vigilia di Natale, quindi lascio perdere 😀
    Ciao.

  11. Molto,molto interessante…odore di futuro distopico, personaggi interessanti,scritto bene, strizzate d’occhio al rock (la parte oscura della luna citata sulla maglietta mi è piaciuta parecchio). Seguo e voto “appuntamento per un caso”.
    Alla prossima!

  12. La canzone di Viktor Tsoy che da il titolo al capitolo e lo ha in parte ispirato, avrei voluto aggiungerla nel capitolo, la metto qui, per intasare un po’ i commenti 🙂 😉
    Neve bianca, ghiaccio grigio
    Sulla terra screpolata.
    Come coperta fatta di pezze
    Una città nell’ansa di strade.
    Sulla città veleggiano le nuvole
    chiudendo la luce celeste.
    Sulla città si distende il fumo giallo.
    La città ha duemila anni
    vissuti sotto una stella chiamata Sole.
    Duemila anni di guerra,
    guerra senza motivi particolari.
    La guerra è un affare dei giovani
    è un rimedio contro le grinze.
    Il sangue rosso vivo
    fra un’ora è soltanto la terra,
    fra due crescono i fiori e l’erba,
    fra tre è ripreso di nuovo,
    scaldato di raggi di una stella chiamata Sole.
    Sappiamo che è stato sempre cosi:
    chi vive alle norme delle leggi proprie
    è più amato dalla fortuna
    ed è destinato morire giovane.
    Lui non ricorda la parola sì né la parola no,
    non ricorda i gradi né i nomi,
    capace di toccare con la mano le stelle
    senza contare che fu un sogno
    e cadere bruciato da una stella chiamata Sole.

  13. Ho votato per conoscere meglio Hitomi, ma devo ammettere che anche scoprire qualcosa in più di New Peretoria mi attirava!
    Il tuo incipit mi piace molto, la lettura è stata fluida ed accattivante. I personaggi li trovo molto intriganti. Seguo!
    Chelinde.
    P.S. Stima a vita per Hitomi visto come ha steso l’omaccione XD

    • Grazie, per aver definito la mia scrittura accattivante, mi piace 😉
      Una delle cose che accomuna i nostri racconti è quella che nel futuro sempre più persone abiteranno nelle città, avevo letto da qualche parte che entro il 2050 quasi il 70% delle popolazione mondiale vivrà nelle città.
      Credo 🙂

  14. Sembra una storia molto originale! L’idea di ambientare tutto in una realtà lontana mi attrae, però allo stesso tempo spero non escano fuori cose troppo strane perché non sono amante dei racconti di fantascienza. Scelgo di conoscere meglio Hitomi, che già dall’incontro con Marc si è dimostrata molto interessante. Ti seguo! 🙂

    • Aspetta, riscrivo meglio il commento precedente: so che questo è un racconto fantascientifico e sarà normale che segua il genere. da non amante del genere sto facendo un esperimento perché mi piace molto il tuo modo di scrivere e il tuo scorso racconto l’ho trovato fuori dal comune. Quindi per te sarà stavolta più difficile impressionarmi, ma sono molto fiduciosa 😉

  15. Beh, dopo aver schivato un pugno e piazzato una ginocchiata alla bocca dello stomaco di quell’energumeno, voglio conoscere meglio Hitomi… è già un mito per me!
    Ottimo l’incipit e la storia intriga tantissimo, merito del tuo stile con un’ironia latente che serpeggia durante tutta la narrazione.
    Un inizio davvero strepitoso, complimenti.
    Ciao.

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