A Ferranova i treni arrivano sempre in ritardo!

Dove eravamo rimasti?

Spero vi piaccia l'idea, ma aspetto commenti e critiche :-) . Nel prossimo chi si racconterà? L'avvocato pittore. (55%)

Pier Paolo: vite parallele!

Fare il capostazione a Ferranova non è certo un lavoro stancante, in una piccola stazione la gente è poca e i problemi si contano sulle dita di una mano! Mi sto fumando una sigaretta, quando un colpetto di tosse mi riporta all’ordine.

Un giovane uomo, vestito di tutto punto, elegante e composto, se ne sta con un piede dentro la stazione e con l’altro fuori.

“Buongiorno, mi scusi, vengo subito!” gli dico, spegnendo a metà la “mia bionda”.

“Buongiorno. Eh, brutto vizio quello del fumo” – mi dice il giovanotto.

“Già, poi al chiuso non si fuma e ne stavo approfittando…fumatore anche lei?”

“Ebbene, sì! Senta, mi servirebbe un biglietto per Portaserena.”

“Sono 1.40.”

“A che ora passa?”

Io sorrido: “Non lo sa che qui i treni arrivano quando ne hanno voglia?”

L’uomo strabuzza gli occhi.

“Ha un impegno importante?” gli chiedo.

Lui guarda il bell’orologio e mi fa di “sì” con la testa. “Importantissimo” – sussurra. Poi, prende il biglietto e si va a sedere. Con sé tiene uno zaino e un grosso pacco quadrato.

Lo vedo che prende il cellulare e manovra nervoso. Poi, se lo porta all’orecchio e attende. E ripete quest’azione sempre più impaziente.

Ad un certo punto, alza lo sguardo e mi fissa. Io mi sento un poco in imbarazzo e distolgo lo sguardo.

Si avvicina e mi fa: “Le andrebbe di farmi compagnia a fumare?”

Non me lo faccio ripetere, usciamo e ci mettiamo in un triangolo di sole. Stiamo in silenzio, ma io so ascoltare anche quando non viene detta una parola.

“Lei ha lo sguardo buono” – mi sento dire. “Mi chiamo Pier Paolo De Rossi, figlio e nipote della dinastia di avvocati e io da bravo erede ho seguito la tradizione.”

“E non è contento? Io sono Mario e non vengo da nessuna dinastia, fa lo stesso?”

Pier Paolo sorride: “Io non volevo fare l’avvocato, ma il pittore. E, quando, dissi a mio padre di voler fare l’artista anziché studiare al classico e poi sui libri di diritto, mi fece una gran risata e chiuse lì il discorso. E, io, da bravo figlio ho chinato la testa. Lo so che al giorno d’oggi sembra strano o mi dovevo ribellare o ringraziare il cielo per la fortuna. Ma io sono un tipo tranquillo, schivo e…”

“E ha soffocato questa sua passione per la pittura?”

“Ho soffocato tutto me stesso, invece!”

Prende di nuovo il cellulare e comincia febbrile a digitare i tasti.

“Mi scusi, ma sono nervoso. Sa, non sono diventato pittore e non so fare neanche l’avvocato. L’altro giorno, mio padre ha vinto una causa a discapito di una povera famiglia e mentre tutto lo studio festeggiava, io mi sono chiuso in bagno a piangere!”

“Tu sei giovane, Pier Paolo, un po’ più di coraggio e riprendi in mano la tua vita” – gli dico, passando al tu.

“Per fortuna vivo da solo e nella mia casetta passo ogni secondo libero a dipingere e rimango per ore e ore davanti ad una tela. Ma nessuno lo sa. Lei la conosce Michelina, la figlia del panettiere?”

“Sì, una ragazza a modo.”

“Sì, sì…e mi ha messo gli occhi addosso, ma a me non piace!” – dice, torcendosi le mani.

“E mica è un guaio questo?”

“No…ma… Ma a me son le donne a non piacere…ecco…” – lo dice tutto d’un fiato, a testa bassa, come chi si toglie un gran peso.

“E neanche questo è un guaio! L’amore è bello sotto ogni forma e se tu sei omosessuale non deve riguardare nessuno. Solo te stesso.”

Pier Paolo non dice nulla, non so manco se m’ha sentito, va dentro e ritorna col pacco. Lo scarta. Mi mostra un dipinto. Forse un acquerello, non lo so. Il volto dolce e sorridente di un uomo giovane.

“Ha lo sguardo innamorato questo ragazzo e pure tu!” – gli dico.

“Abbiamo litigato di brutto, Signor Mario!”

“Stai andando da lui?”

“Sì, questo è il mio regalo di compleanno, ma soprattutto devo dirgli che non voglio più nascondermi. Noi non facciamo del male a nessuno, perché la gente non capisce?”

“Ragazzo, la gente forse ha solo paura di quel che non conosce.”

“Ma è il mio privato e io amo un altro uomo!”

“E l’amore è la cosa più bella del mondo e tu non devi aver paura, né devi nasconderti o mostrarti per quel che non sei.”

“Fabio dice la stessa cosa.”

“Temi il giudizio di tuo padre?”

“Sì, ma stavolta non mollo. Io devo vivere, non sopravvivere.”

“Magari non sarà facile, ma è tuo padre e tu sei il frutto del suo amore…Ragazzo, ci devi parlare col cuore.”

“Se non capirà, andrò via da qui…Sempre che Fabio vorrà perdonarmi…gli ho detto che mi vergognavo, ma io ho solo paura!”

“L’amore perdona e Fabio appena vedrà te e il dipinto dimenticherà ogni brutta parola…ma tu devi lottare. Per te!”

“Grazie, Signor Mario, per avermi ascoltato senza giudicare.”

“Il giudizio non dovrebbe appartenere a nessuno, ragazzo. Non sempre è così, ma noi non ci faremo sconfiggere da chi sa solo puntare il dito. Ora, su, alza queste spalle e sorridi. Il treno sta arrivando e tu devi cominciare a vivere la tua vita! Con Fabio e con la pittura! Vai!”

Pier Paolo mi sorride. E’ emozionato. Sale sul treno e mi saluta.

Anche oggi una persona ha trovato il coraggio di guardarsi dentro e raccontarsi e io mi sento felice.

In fondo, ascoltare è il mio lavoro!

 

 

 

Qualcuno ci racconterà un momento felice. Quale?

  • Matrimonio. (57%)
    57
  • Compleanno. (24%)
    24
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