Gli invisibili

Dove eravamo rimasti?

Cosa deciderà Jimmy? Manderà al diavolo Enzo e cambierà zona (67%)

Nino

Jimmy si alzo lentamente, prese Birba che ,a malincuore, guardò l’ultimo pezzettino di carne , e si diresse verso la porta.

-Senti, è inutile che fai il difficile, i soldi fanno comodo pure a te, no? O vuoi vivere da pezzente tutta la vita? Comunque non ho molto tempo, decidi subito, prendere o lasciare-

-Vaffanculo- disse Jimmy sbattendo la porta alle spalle.

Aveva sempre rifiutato i compromessi e la vita comoda e adesso quello stronzo di Enzo…non aveva capito niente di lui. Al diavolo, trovasse un altro! No,  niente legami con nessuno. Vero Birba? Un leggero guaito gli diede ragione.

Il problema vero adesso era trovare un posto per la notte, lontano dagli sbirri e da Enzo. Doveva cambiare quartiere. Girovagò per tutto il giorno sedendosi su qualche panchina a riposare un po’. 

-Ehi Jimmy- si voltò e vide Nino, un barbone che passava tutto il suo tempo a chiedere soldi davanti alle chiese e poi li dava tutti in cambio di una bottiglia di vino.

Jimmy lo guardò in attesa di sapere cosa volesse.

Nino a suo modo era una persona gentile. Una volta era sposato, così dicevano in giro,  aveva anche dei figli e un lavoro. Ma una sera tornò a casa. Sua moglie aveva fatto la valigia e lo stava aspettando per dirgli che lo lasciava. Non lo voleva più. Anche i bambini sarebbero andati via con lei e con il nuovo compagno. L’amore era finito. Questo fatto fu destabilizzante. Nel giro di pochi mesi Nino perse il lavoro e la casa e si trovò per strada. Non c’era più nulla per cui valesse la pena vivere.

-Che vuoi Nino?-

-Tieni- gli disse offrendogli un sacchetto con dei panini. – a me non vanno-

-Dove li hai presi?- chiese Jimmy pensando al  suo punto di ristoro ormai svanito.

– Da suor Anna nel convento delle vincenziane- rispose scrupolosamente Nino -anzi se ci vuoi andare, al mattino ti danno la colazione e puoi farti una doccia e tornare anche alla sera. Non è lontano da qui.-

– Ok, vedrò.- Jimmy si alzò e  in fondo al viale un casolare disabitato. Per quella notte poteva andare bene.

Entrò. I calcinacci occupavano tutto il pavimento diroccato. Alcuni stracci riempivano gli angoli della stanza insieme a bottiglie rotte e lattine di birra . Il posto era tetro. Domani avrebbe cercato altro. Era esausto e se si fosse addormentato subito lo squallore se ne sarebbe andato e poteva immergersi nei suoi sogni dove tutto era semplice e pulito.

Uno scricchiolio gli fece spalancare gli occhi. Si era appena addormentato, forse aveva sognato. Attese un po’. Eccone un altro e un altro ancora. Erano rumori di passi che si stavano avvicinando a lui. Con uno scatto si alzò in piedi.

Tre uomini dalle sembianze nord africane si stavano avvicinando a lui. Uno di loro gli sferrò un pugno nello stomaco che lo fece piegare in due. Birba cominciò ad abbaiare furiosamente, ma con un calcio la zittirono immediatamente. Qualcuno lo prese da dietro e lo rialzò tenendogli la testa in alto. L’altro prese un coccio di bottiglia e lo ruppe a metà e con fare deciso glielo spinse nel collo all’altezza della giugulare.

Jimmy aveva gli occhi fuori dalla testa. La paura lo stava paralizzando. Sentiva che la sua vita era finita. Così, nello squallore di una casa diroccata.

-Pezzo di merda- disse uno dei tre in un italiano stentato -Enzo dire tu fidato, ma sbagliato, tu stronzo, tu finito- 

-Perchè?- riuscì a sussurrare piano Jimmy -Perchè?-

-Tu sapere troppe cose- sentenziò il terzo uomo che fino al quel momento se ne stava in disparte e con un gesto diede l’ordine di affondare il vetro.

Jimmy con uno sforzo sovrumano si divincolò da quella stretta e cercò di fuggire verso la porta ma fu subito agguantato. Una sfilza di pugni lo tramortì e mentre sentiva il sangue caldo scorrergli sul viso cadde a peso morto e l’oblio si impadronì di lui.

I tre uomini continuarono a sferrargli calci in ogni parte del corpo, sfogando su di lui una rabbia inumana. Tutte le loro forze si erano quasi esaurite, ma l’odore del sangue li eccitava e sembrava non dovessero fermarsi più. Ormai Jimmy sembrava un sacco vuoto, senza vita. Anche Birba non si muoveva più.

Uscirono senza girarsi. Uno dei tre prese una tanica di benzina ,che aveva lasciato poco distante e inizio a versarla attorno all’edifico.

Nino, guardando l’orizzonte stava per aprire il suo bottiglione, guadagnato con le offerte del giorno. Già pregustava la bella sbornia notturna che lo preservava dall’insonnia e dal freddo, quando un odore acre di bruciato lo avvolse come una nuvola. Si alzò e vide che il casolare dove qualche volte andava a dormire stava bruciando. Aveva lasciato la dentro i suoi borsoni.Si mise a camminare velocemente. Caspita! Dentro quelle borse c’era la sua vita. Le foto di Angela e dei bambini. Ma chi diavolo poteva aver fatto una cosa simile…..

Entrò attraverso le fiamme e vide Jimmy riverso. Urlando si precipitò su di lui. Lo prese per le braccia e cercò di portarlo fuori. Ma era pesante e lui troppo debole. Il fumo non gli permetteva di vedere nulla e non lo faceva respirare. Non ce la faceva, doveva lasciarlo.

Cosa fa Nino?

  • corre a chiedere aiuto (0%)
    0
  • Lo porta fuori (50%)
    50
  • Lo lascia al suo inevitabile destino (50%)
    50
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