Le vite di Derek Bluestone

Tic Tac

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Il tempo scorre, ma una volta un saggio mi disse che non esiste il tempo. Io gli risi in faccia. I germogli diventano alberi, i neonati diventano anziani, come sarebbe possibile tutto ciò, se non esistesse il tempo?

Allora quello mi chiese : “Credi in Dio?”

“Sì” risposi, non poi così convinto. 

“E come lo immagini? Alto, muscoloso e con una folta barba bianca?”

“Certo che no!” replicai, sinceramente offeso. Per chi mi aveva preso? Per un moccioso? “Dio non è un uomo.”

“E cos’è, allora?” continuava il saggio. Tentennai, in cerca di una risposta che non ero in grado di dare. Quello sorrise amabilmente, come un vecchio padre fa con un figlio che scopre il mondo. “Dio è un’invenzione dell’uomo.”

Non potevo credere alle mie orecchie. Mi stava prendendo in giro? Solo dopo molto tempo, più tempo di quanto tu possa immaginare, capii che quella che mi stavo accingendo ad ascoltare sarebbe stata la più importante lezione di tutta la mia vita. 

“Chiudi gli occhi” mi ordinò, e io gli ubbidì. “Quante dita ti sto mostrando?” Era un gioco che avevo fatto spesso con mio fratello, quando prima di giocare a mosca cieca voleva accertarsi che fossi ben bendato. Se rispondevo che non potevo vederlo, lui mi accusava di mentire, così imparai a dire un numero a caso. E feci lo stesso, quel giorno, col saggio. “Due” dissi infatti. 

“Adesso guarda.” Fui sorpreso di vederlo nella stessa posizione di prima. Non aveva alzato nessuna mano. “Cos’hai fatto, ragazzo?” mi chiese allora, ma non attese risposta. “Hai cercato di dare una spiegazione a ciò che non potevi conoscere. Dio è proprio come il tempo. L’uomo non può giungere ad una spiegazione razionale in nessuno dei due casi, perché sono esseri al di fuori della sua comprensione. Nel corso dei secoli si è illuso di poterli dominare, facendosene un’idea sbagliata. Ma tu, ragazzo, devi aprire la mente. Solo così potrai giungere a conoscerli davvero. Apri la mente.”

Il 15 Ottobre. Cos’ha di speciale? Proprio niente. Oggi fanno quindici giorni dal nostro trasferimento. Il quindicesimo giorno in questa landa desolata che chiamano Yellowknife. Come c’è finito un Texano in Canada? Mio padre è un ingegnere che ha appena avuto una svolta nella sua vita. Anni fa ha conosciuto un collega interessato ai suoi progetti, software più che altro, e alla fine hanno deciso di lavorare insieme. Una volta che i programmi erano pronti e i due si erano decisi ad aprire un’azienda in proprio, l’unico ostacolo rimaneva la distanza. Ma è bastato un “Ehi, tranquillo Charles, veniamo noi a vivere in Canada!” e ,POOF! Ecco che la famiglia Bluestone viene catapultata nella fredda, verde e poco accogliente terra degli aceri e delle marmotte. 

Non fraintendetemi. Non che mi dispiaccia, anzi. Derek Bluestone era uno sfigato ad Houston e rimane uno sfigato anche a Yellowknife. Almeno,però, ho avuto l’occasione della mia vita. Come l’ho mandata in fumo? Questa è facile. 

Primo giorno di scuola e io, come qualsiasi ragazzo diciassettenne che cambia città, ero impaziente di conoscere i miei nuovi compagni. Come ho già anticipato, sono sempre stato uno sfigato. Troppo magro? Troppo secchione? No, la verità è che le persone non mi sono mai piaciute. Io ci ho provato in tutti i modi, ma poi ho capito: loro sono su un Universo, io su un altro. E’ inutile cercare di capirci. Ritornando al mio grande esordio, ero egualmente euforico. Forse pesavo questa è la volta buona. Fatto sta che l’1 Ottobre entrai in classe cinque minuti dopo il suono della campana, con ai piedi le mie nuove scarpe da ginnastica e fintando uno sguardo sicuro. Ma nessuno può negare la sua natura. Puntualmente, infatti, come se avessi sulla fronte un cartellino con scritto “Sfigato”, il simpaticone di turno decise di farmi lo sgambetto. Feci un bel ruzzolone,e fin qui poco male. Poi, ,però, il contenuto dello zaino si riversò a terra. Potrete pensare, cosa mai avrà potuto portare il primo giorno di scuola? I libri. I miei libri. La leggenda di Re Artù primo tra tutti. L’ho letto innumerevoli volte, lo porto con me come se fosse una reliquia. C’è sempre stata forte affinità tra noi, nata quando da bambino cominciai a seguire i primi documentari sul Medioevo. Ricordo una volta, alle elementari, quando la maestra chiese di svolgere un tema sul proprio idolo. I miei compagni mi presero in giro per un’intera settimana, dopo che lessi il mio su Re Artù. Ne valse la pena. La verità è che mi sento legato a lui. Come se fossi suo fratello nato nel secolo sbagliato. Ma vi immaginate? Artù che entra nel suo castello e chiede ad Uther “Padre, avete visto mio fratello Derek?” e quello che risponde “Oh caro Artù, è successa una disgrazia. Derek si trova nel XXI secolo!”. 

Per quanto riguarda l’altro libro, era la traduzione dell’Iliade. Quando i miei compagni li scorsero, cominciarono a ridere come matti. Ma sapete cosa? Sarò io a ridere, adesso. La professoressa ha assegnato un lavoro sui poemi cavallereschi, che fortuna! C’è solo un problema. E’ un lavoro di gruppo. 

 

Come procederà il lavoro di gruppo di Derek?

  • Non svolgerà il compito. Alcuni strani eventi lo terranno impegnato notte e giorno, stravolgendo anche le sue poche consapevolezze (33%)
    33
  • Farà tutto da solo pur di non dover spendere del tempo con i suoi compagni. Continuerà a coltivare le sue passioni in privato (22%)
    22
  • Troverà un/a ragazzo/a con i suoi stessi interessi e stringeranno amicizia (44%)
    44
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28 Commenti

  • Ciao Simona, sono stato ad Erice ieri mattina. ( 30 anni dopo)
    Ho rivisto il castelllo, la cattedrale, (non sono entrato) le stradine coi ciottoli di fiume. Ed ho assaggiato le famose paste, genovesi alla crema.. buonissimi.
    Un sogno lungo 30 anni che ho realizzato grazie ad un mio amico (di leva) di Castellammare del golgo.
    Un saluto e Complimenti per i tuoi racconti. 😉

  • Questo capitolo è narrato in modo un po’ “strano”, rispetto al primo; forse le divagazioni od i salti temporali… non so. Comunque sia, hai gettato il sasso e vediamo come si espandono le onde: Derek rivedrà Ellie, in circostanze sempre più strane e misteriose!

    Ciao 🙂

    • Lo stravolgimento è la mia opzione preferita. I voti però sono andati verso un’altra strada. Ma, dato che non c’era grande divario (44 e 33 percento) ho voluto aggiungere un tocco di “stravolgimento e caos” nel secondo episodio, per accontentare un po’ tutti (e anche il mio estro). Perciò, fammi sapere se riesci a coglierne le sfumature!

  • L’inizio è attraente. Forse è un po’ accademico e si vede che vuoi sfoggiare alcune conoscenze e idee che ti hanno colpito. Questo conferisce una certa energia alla narrazione, che ha un ritmo incalzante, un’idea di fondo che la guida e un personaggio in cui il lettore si può riconoscere. Io ho un’idea abbastanza laica di scrittura, ma le parti sono ben incastrate e piacevoli da leggere. Ho persino immaginato.
    Per finire, ho votato per l’incontro con un ragazzo simile a lui. Aspetto l’introduzione della figura femminile e…complimenti

  • Troverà un/a ragazzo/a con i suoi stessi interessi e stringeranno amicizia. Magari potrebbe essere anche “la porta” per il fantasy, senza introdurlo immediatamente. E poi ho sempre sognato che uno sfigato nel primo giorno di scuola, trovi un punto di forza (ed un sostegno) quindici giorni dopo 😉

    Ciao 🙂

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